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Con la presentazione delle nuove maglie è stato rivelato anche il nuovo stemma del Bari che, dopo due anni di Paparesta, finisce nelle mani di Cosmo Antonio Giancaspro il quale annuncia un ritorno al passato.

Nel 2014 il sodalizio biancorosso, salvato per i capelli (per la cresta?) dal baratro del fallimento, fu totalmente stravolto nell’immagine per ridare vitalità ad una società più che mai agonizzante e segnare il netto cambio di passo: via il vecchio galletto stilizzato, evocato attraverso una sineddoche grafica, e via anche la maglia bianca in casa, invertita con la rossa da trasferta.

I cambiamenti avevano sollevato le proteste dei tifosi e in molti avevano manifestato le proprie perplessità. Qualcuno aveva addirittura provato a proporre alternative valide e tra questi compariva già Paolo Baldassarri, autore del nuovo stemma, che aveva lanciato una serie di proposte estremamente simili all’attuale logo. Col tempo, evidentemente, le sue idee, che sul web avevano trovato una certa visibilità, hanno incontrato anche i favori della nuova dirigenza.

Lo stemma del Bari di Paolo Baldassarri

Loghi Bari 2014 e 2016 a confronto

Gli stemmi del Bari nel 2014 e nel 2016

Si torna, dopo pochissimo tempo quindi, a modificare il blasone: si recupera lo scudo ovale biancorosso che ha accompagnato per anni le maglie dei pugliesi, la scritta “Bari” sulla destra e il galletto rivolto a sinistra, sulla sinistra (ma destra e sinistra in araldica si invertono – nda).

La novità è un pallone anni Cinquanta a 18 pezze che fa da piedistallo al pennuto, questa volta ben in posa ed impettito, rappresentato nella sua silhouette privo di qualsiasi tipo di sintesi.

Il progetto si accosta molto alle tendenze degli ultimi anni, si veda la svolta avvenuta sulle maglie della Francia nel 2014, e il marcato sapore vintage è ribadito nuovamente dalle scritte calligrafiche sotto al nome assieme all’anno di fondazione dell’Ideale (che diede vita, nella sua fusione con la Liberty, al Bari).

Logo Bari prima e dopo 1979-80

Lo stemma del Bari prima e dopo il 1979-80

Il nuovo cambiamento pone sicuramente degli spunti interessanti, soprattutto se pensiamo al ruolo e al modo in cui è stata recepita l’opinione dei tifosi in confronto a ciò che avviene oltremanica.

Per quanto concerne la storia del galletto, infine, di come sia diventato la mascotte della squadra e riguardo alla nascita, in generale, delle altre mascotte calcistiche italiane, oltre al già citato articolo in apertura rimandiamo al pezzo su Carlin Bergoglio, sempre utile per capire le basi del bestiario nel pallone.

  • squaccio

    Da un punto di vista meramente estetico il mio preferito è il galletto post ’79/’80.
    Ovvio che poi gli unici a mettere “becco” dovrebbero essere i baresi che conoscono la storia della propria squadra.

    Ovviamente quello attuale è meglio di quello della “rivoluzione russa”.

  • Stefano Acquafredda

    Onestamente mi aspettavo un ritorno del galletto anni ’80 piuttosto di quello precedente. Questa versione la vedo come un mezzo passo indietro.

    Domanda provocatoria: come sarebbe un nuovo logo del Bari nello stile del LOSC Lille, mix tra elementi classici e taglio moderno?

    • Franz

      Sarebbe una enorme bruttura come e’ quello del LOSC

      • Stefano Acquafredda

        Personalmente ritengo quello del Lille uno dei migliori stemmi in circolazione, ma non è di opinioni personali che vorrei parlare, quanto di una possibile idea: secondo le idee che ho suggerito nel precedente commento, quali linee dovrebbe prendere un logo con quelle caratteristiche per il Bari?

        • The Italian Job

          Non penso che il risultato sarebbe felice, ma per risponderti credo si dovrebbe procedere a stilizzare la testa del galletto vista di profilo individuandone le linee essenziali: non solo la cresta, naturalmente, ma anche l’occhio, la curva del collo e il becco. Idem col pallone.
          Se qualche grafico ci si vuole mettere…

  • Angelo Di Bello

    Ritorna da brutto brutto a normale.

    Poi sui font ci sarebbe da dire, ma pazienza. Sempre meglio di quella strana cosa che hanno avuto per i precedenti due anni

  • rudiger

    E tanti saluti all’ennesima operazione di restyling mal riuscita. Non è lo stemma più fascinoso del pianeta, ma ci può stare. La forma ovale per me è la peggiore possibile. Ma sono gusti.

  • Vittorio

    A dir la verità se avessi dovuto rinunciare per forza al galletto mitico di Gratton avrei preferito tornare al vecchio gallo dorato sul fondo ovale che guarda verso destra. La nuova edizione ha un gallo troppo verista e impersonale. Il pallone a 18 pezze non riesce totalmente nell’intento di dare una immagine vintage e la scritta “Bari Football Club” usa un font di una ingenuità disarmante. Bocciato

  • collezionista_34

    Qualsiasi cosa al posto di quella cagata che era quel bollo (scusa Matteo, ma non c’è miglior modo di definirla), fosse stato anche il disegno di un gallo fatto da un bambino. Si poteva far di meglio, verissimo, ma fossi tifoso del Bari intanto esulterei.

  • Swan

    Come scrissi pochi giorni fa in occasione dell’anteprima della maglia, il Bari torna ad avere uno stemma decente dopo lo scarabocchio degli ultimi due anni ma anche dopo 30 e passa di pseudo galletto stilizzato.
    Nel nuovo stemma avrei mantenuto il profilo esterno dello scudo ed il gallo dorati come nella versione antecedente al 1979/80.

  • Magliomane

    Era ora che il bari tornasse ad avere il suo stemma

  • The Italian Job

    Ottima l’intenzione, discreto il risultato.
    Efficace il disegno del gallo sul pallone, molto meno la scritta, indecisa fra font moderne e sforzo calligrafico. In particolare risulta un po’ appiccicata la scritta con l’anno di fondazione in nero mentre il resto della scritta è bianca.
    In ogni caso un enorme passo avanti rispetto all’orripilante blasone delle ultime stagioni.

  • GC

    Personalmente non amo l’ovale…volendo mi sarebbe andato bene anche il nuovo stemma, ma in un cerchio oppure avrei preferito più uno scudo all’inglese. Vedrei bene pure una terza maglia con il galletto storico inglobato in un cerchio (tipo la lupa della Roma), ma temo che il vero problema è che non possa essere utilizzato in quanto appartenente alla vecchia as bari fallita e non mi pare sia stato comprato…almeno fino ad ora (fece una cosa simile la florentia Viola all’inizio). Ad ogni modo qui a Bari l’idea generale è che almeno è tornato il galletto al posto del tappo della peroni! Per ora non entusiasma (o bisogna farci l’occhio o magari legarlo a delle soddisfazioni sul campo) e molti dicono che preferivano il galletto dell’era matarrese, ma sempre meglio del recente passato!

  • WhiteBlue

    Preferisco quello dell’anno scorso…. Questo sembra fatto senza voglia in modo superficiale

  • Daniele Costantini

    Tutto sarebbe stato meglio, rispetto a quel sottobicchiere indegnamente spacciato per stemma! 😀 . Personalmente, rimpiango lo stiloso galletto del 1979, uno tra i pochi stemmi del calcio italiano anni 80 che promossi senza se e senza ma, e che ritengo ancora oggi tra i migliori simboli del football nostrano.

    Comunque sia, trovo molto buona anche quest’ultima proposta, ammantata di vintage ma comunque al passo con i tempi: bella e aggressiva la posa del galletto ad artigliare la vecchia e romantica sfera di cuoio; l’unica mia remora è nel font scelto per il lettering, sia per la diacronia di stili tra bold e corsivo (una difficile commistione, a mio avviso), sia per il taglio forse troppo moderno riservato a tale comparto. Nonostante ciò, un lavoro assolutamente promosso.