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Per una settimana la piccola cittadina di Ponferrada, nella Castiglia e León, è diventata il centro del ciclismo planetario. Proprio la terra spagnola ospita i campionati del mondo su strada, rassegna che di fatto chiude la stagione a due ruote mettendo in palio quella maglia iridata da sfoggiare orgogliosamente per un anno intero.

Tra i pretendenti c’è ovviamente l’Italia, una delle patrie storiche del movimento, che nell’occasione porta al debutto la sua nuova maglia azzurra. Una casacca che mai come quest’anno assume in particolare significato. Una divisa che si porta idealmente dietro chi non c’è più, lo storico commissario tecnico Alfredo Martini.

Italia, maglia mondiali ciclismo 2014

Per tutti era, semplicemente, il citì. Per oltre vent’anni a bordo dell’ammiraglia azzurra, Alfredo è stato sportivamente, ma ancor più umanamente, un’icona per tutto il movimento nazionale. L’ultimo grande testimone di quell’epico ciclismo che, sospinto da campioni leggendari, seppe superare la tragedia della guerra e appassionare milioni di italiani.

La sua eredità è oggi nelle mani di Davide Cassani, il suo pupillo, proprio colui che Martini ha sempre considerato il “citì in mezzo al gruppo”. Diversamente dal solito, quest’anno la pattuglia azzurra non è nel lotto dei favoriti, ma siamo sicuri che tutti, da Nibali — che regalò ad Alfredo l’ultima gioia, riportando il tricolore a sventolare sopra Parigi — in giù, cercheranno di onorare al meglio il primo mondiale senza di lui.

Alfredo Martini

Photocredit: Carlos Folgoso/Massimo Sestini

 

Sul versante stilistico, la nuova divisa ideata da Castelli Cycling segna una piccola inversione di rotta rispetto al recente passato. Da un decennio a questa parte, la Federciclismo si era fortemente distinta rispetto alle tante nazionali del Bel Paese, ricorrendo spesso a un marcato uso del bianco che, talvolta, era divenuto quasi paritario o perfino preminente rispetto al canonico azzurro.

Sull’asfalto di Ponferrada rivedremo invece una casacca globalmente monocromatica. Permane, dall’uniforme dello scorso anno, l’idea di un template spaccato, che tuttavia stavolta viene sapientemente mascherato grazie all’utilizzo di due diversi toni di blu, più scuro sulle spalle e più chiaro sul ventre.

Italia, maglia mondiali ciclismo 2014, dettagli

Al centro del petto svetta la grande scritta «Italia» a caratteri cubitali, assieme a quella dello sponsor tecnico. Le due sono separate da una sottile fascia orizzontale tricolore; ulteriori richiami al vessillo nazionale trovano posto sui guanti e lungo la salopette.

Nella zona posteriore, la maglia ripropone il nome del nostro paese — presente anche sui calzoncini, a mo’ di bordini —, assieme a una striscia verticale bianca che, di fatto, rompe la monotonia di una schiena totalmente azzurra. A differenza della maglia, la salopette è interamente dipinta di blu scuro, mostrando tuttavia cuciture a vista come a dare un piccolo tocco di colore all’insieme.

Italia, maglia mondiali ciclismo 2014, retro

Non poteva mancare, come accennato, il ricordo di colui che guidò al titolo mondiale Moser, Saronni, Argentin, Fondriest e Bugno. Nella parte sinistra del petto, dove idealmente viene posto il cuore, una discreta patch reca il motto «Per sempre! Alfredo», come a portare sempre con se gli insegnamenti dell’indimenticato citì.

Da notare tuttavia come, per far posto a ciò, dalle divise portate in strada a Ponferrada sia scomparso lo scudetto della Federciclismo — di per se molto originale, con la sua forma che si sviluppa in orizzontale e non, come prassi, in verticale. D’accordo, siamo gli azzurri e spesso basta questo a farci riconoscere… ma è forse la prima volta che il tradizionale simbolo dello sport italiano non compare sulla nostra uniforme.

Italia, maglia mondiali ciclismo 2014, patch

Una scelta che, inevitabilmente, si presta a elogi quanto a critiche. Un omaggio, per quanto sentito, può arrivare a soprassedere al simbolo di una federazione e, per esteso, di una nazione? Oppure il nostro storico e unico azzurro basta da se a presentarci, e rappresentarci, agli occhi del mondo?

Fatto sta che, con Alfredo nel cuore, i nostri azzurri si butteranno nella mischia cercando di riportare in Italia una maglia iridata che manca ormai dal 2008, dalla “fucilata” di Ballan sulle strade varesine.

Vi piace la nuova divisa 2014 della nazionale italiana di ciclismo?