SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Con una lunga trasvolata oceanica andiamo in Messico per incontrare una delle squadre più “pazze” del mondo, quantomeno in fatto di stile. Al contrario di quanto avviene nel vecchio continente, il Club Tijuana è all’inizio di una nuova stagione che, parlando di maglie, segna grandi novità in casa degli Xolos.

Dopo quattro anni sul petto dei calciatori messicani c’è un nuovo marchio, adidas, che prende il testimone da Nike. Il passaggio al brand tedesco segna un deciso cambio di rotta per quanto concerne la divisa rossonera… o forse, d’ora in poi, semplicemente rossa.

Club Tijuana, maglia home, 2015

Chi conosce la storia di questa giovanissima società, ben sa che dal 2007 a oggi il Club Tijuana ha sempre palesato una certa “instabilità” in fatto di casacche, mostrandosi in campo di anno in anno coi più disparati template — dalle strisce allo spaccato, dalla fascia al palo —, i quali mantenevano tuttavia come filo conduttore un costante elemento, o meglio due: il rosso e il nero, i colori sociali della squadra, che trovavano posto sulla trama del tessuto in maniera quasi paritaria.

Uno schema andato in frantumi all’alba del 2015, quando l’approdo delle stripes più famose al mondo sopra l’uniforme degli Xolos ha dato il là a un corposo makeover della stessa. Almeno in questa stagione, nella Baja California andrà di moda il rosso: è infatti questa la tinta — peraltro in una tonalità più accesa rispetto al passato — che ammanterà la divisa della squadra, un total red che manda in soffitta le vecchie sperimentazioni rossonere.

Font nomi numeri Club Tijuana 2015

A ulteriore riprova di una sonora rottura con la tradizione, il classico nero scompare quasi completamente dall’uniforme per far posto all’inedito bianco, colore che quest’anno si erge a tutti gli effetti quale cromia secondaria della casacca. Insomma, un cambiamento piuttosto rumoroso, che a uno sguardo distratto rende quasi irriconoscibile una divisa, fino a ieri, salita alla ribalta soprattutto per la sua audacia in fatto di sartorialità.

La maglia approntata da adidas per la stagione 2015 degli Xolos si presenta alquanto convenzionale, di un rosso che quasi monopolizza una trama illuminata unicamente dal bianco; questo trova posto su di un semplice colletto a “V” e sui bordini delle maniche, nonché sopra le teutoniche stripes che corrono lungo le maniche — ma non sulle spalle.

Divisa Club Tijuana home 2015 adidas

L’unico stilema che rievoca il recente passato, il caratteristico inserto “scarabocchiato” che riassume tutta la simbologia legata al club, continua a campeggiare al centro del petto ma risulta oggi meno accattivante, affogato com’è da una grande colata di rosso che lo renderebbe di fatto invisibile, se non fosse per due sottili striscioline nere a cerchiarlo.

Una brutta involuzione per questo originale vezzo estetico, la cui opera di “mascheramento” (diciamo così) è completata dall’apposizione del main sponsor sopra di esso; una scelta di marketing che finisce con l’affossare definitivamente quello che, invece, era divenuto il fregio per antonomasia del Club Tijuana.

Club Tijuana, maglia home, 2015, pantaloncini

Quello della réclame, come sappiamo, è un problema ormai sempre più frequente in tanti campionati del pianeta, e il torneo messicano non fa eccezione. Sono infatti numerosi i marchi pubblicitari che vanno a tappezzare l’uniforme degli Xolos, quasi tutti riportati in negativo: una scelta grafica che va a enfatizzare ancor più la nuova dicotomia cromatica proposta dai designer tedeschi, contribuendo forse in maniera definitiva alla percezione di una nuova epoca in bianco e rosso.

A tutto ciò contribuiscono fortemente i pantaloncini che virano anch’essi sul rosso, e sopra cui le tre strisce di Herzogenaurach vengono interrotte da curvilinee code di topo. Completano questa grande cascata rossa i calzettoni, paradossalmente l’elemento più “pulito” della divisa, macchiati dai soli loghi del fornitore tecnico. Davanti all’operato di adidas in terra americana, qualche sostenitore dei Reds sarà forse preso da un briciolo di nostalgia

Club Tijuana, maglia away, 2015

La grande presenza di sponsor lungo tutto il completo finisce per inficiare anche sulla resa di nomi e numeri di gioco, letteralmente “stritolati” sulla schiena da marchi spuntanti da ogni dove. Tuttavia, proprio il font scelto per la numerazione tattica si erge in qualche modo a ultimo baluardo della “pazzia” made in Tijuana, per via di un effetto tridimensionale che non pare troppo affine alla generale sobrietà cui è stato improntato il lavoro d’insieme.

Nel retro della maglia, sotto al colletto, scoviamo inoltre una delle rare personalizzazioni sopravvissute al passaggio dallo swoosh alle stripes, la rielaborazione della mascotte societaria — il cane nudo messicano — secondo i tratti della cultura azteca.

Font maglia away Club Tijuana 2015

All’apparenza non c’è molto da dire sul vestiario dedicato alle trasferte degli Xolos che si propone, almeno per quanto concerne la maglia, come l’esatto negativo dell’uniforme casalinga, eccetto per un più marcato ricorso al nero atto a meglio evidenziare i vari sponsor.

Decisamente rilevante è però l’unica novità che offre questa divisa, delle braghe sopra cui le tre strisce adidas trovano posto in orizzontale, a cerchiare le gambe, anziché in verticale: una soluzione forse insolita agli occhi più giovani, ma che fa invece parte a pieno titolo della storia recente del brand tedesco; spesso sfruttata nel corso degli anni ’90 da blasonati club al di qua e al di là dell’Atlantico, su tutti i Gers, e proprio ai giorni nostri riscoperta da squadre leggendarie come i Millonarios.

Seconda maglia Club Tijuana 2015

Una casacca all white che, tuttavia, finora abbiamo visto raramente in mezzo al campo, e molto più frequentemente tra i legni dell’area di porta… un completo finito spesso addosso ai portieri del Club Tijuana, i quali possono attingere quest’anno a un discreto ventaglio di scelte: oltre alla succitata away, questi hanno infatti a disposizione anche una maglia dedicata, contraddistinta pure questa da stripes collocate in verticale, stavolta sulle maniche, oltre a un’ulteriore proposta più convenzionale, presa dal catalogo Teamwear dell’azienda tedesca.

Tuttavia, è proprio addosso agli estremi difensori della squadra messicana che, abbastanza sorprendentemente, troviamo quell’inventiva scomparsa dalle normali mute degli Xolos. Da quest’anno i capi destinati ai portieri recano infatti, per la prima volta assoluta, lo stesso “scarabocchio” che da sempre ammanta i giocatori di movimento — un dettaglio che i calciofili del bel paese, da ormai un decennio, hanno imparato ad apprezzare sopra le divise sampdoriane.

Club Tijuana, maglia portiere, 2015

Una scelta che in qualche modo va a fare pace coi cosiddetti “numeri uno”, uomini troppo spesso dimenticati, e relegati alla loro solitudine ai margini del rettangolo verde. Uomini che, paradossalmente, difendono i colori di una squadra senza poterne vestire la maglia. Uomini che, a Tijuana, stavolta trovano un labile filo a renderli un po’ più parte di quell’undici in campo.

Una scelta che invece, abbastanza curiosamente, non ritroviamo tra le promesse degli Xolos. Per le cosiddette formazioni Sub del Club Tijuana, adidas ha infatti scelto un singolare approccio con una casacca diversa da quella riservata alla prima squadra, per certi versi ultimo baluardo delle cromie del recente passato.

Club Tijuana, maglia Sub-20, 2015

La divisa riservata alle formazioni giovanili

 

I niños vanno a indossare una maglia rossa sopra cui, per prima cosa, balza all’occhio una generale pulizia data dall’assenza di una cospicua mole di sponsor. Soprattutto, scompare la fascia “scarabocchiata” dal busto, dove risalta solo un marcato inserto bianco che, dipanandosi da spalla a spalla, abbraccia e colora anche la parte terminale dello scollo.

Degni di nota sono però i pantaloncini che si elevano dalla normalità, semplicemente, permanendo nel classico nero e venendo aggiornati unicamente dai tre graffi di adidas, anche qui inseriti nel verso “sbagliato”. È decisamente singolare ravvisare così tanta differenza, in fatto di uniformi, tra prima squadra e giovanili: vi vengono in mente altri precedenti?

Formazione Club Tijuana 2015

Per i più grandi, come abbiamo detto, la nuova stagione sarà invece integralmente segnata dal colore rosso. Una tinta che accompagnerà lungo tutto un anno un Club Tijuana apparso, già dalle prime uscite nel torneo di Clausura, tra le più competitive formazioni della stagione, e pronto a battagliare per il suo secondo alloro di Primera División.

Come giudicate l’esordio di adidas con il Club Tijuana?

  • collezionista_34

    Ben poco da commentare purtroppo, l’intero completo è di una noia mortale, complice l’assurda sparizione del nero, mi auguro solo temporanea. Gli sponsor a pioggia mortificanti. Adidas (ma non solo…) purtroppo ci sta abituando a stravolgere un po’ colori sociali e divise, stranamente sembra accanirsi sul Messico e sulle squadre messicane in particolar modo.

    Decisamente meglio il completo per le formazioni Sub, ma comunque niente di eccellente.

    Ma quant’è bello lo stemma del Tijuana?! Mi ha sempre fatto impazzire, evocativo, iconico, aggressivo, seppur così semplice e moderno.

  • Swan

    In tutto e per tutto decisamente meglio il kit della squadra giovanile rispetto a quello della prima squadra.
    Ritrovo con piacere i panta Adidas con le tre strisce orizzontali, una soluzione che accolsi favorevolmente quando venne proposta a metà anni 90.

    • MOSCA

      vero.
      Anch’io vedevo bene le strisce Adidas orizzontali, ed oggi le accolgo come fossero un capo vintege sebbene, in effetti, le strisce siano sempre ..quelle, ma il colpo d’occhio da un effetto romantico.

      Sulle maglie giovanili invece sono meno entusiasta.
      Quel template l’abbiamo visto qui qualche giorno fa per un altro club, non ricordo quale, ma quelle due bande bianche sotto spalla mi paiono un pò fuori luogo.
      In generale salvo l’away bianca perchè il motivo delle strisce orizzontali è richiamato nei bordo manica, e l’effetto funziona.

      Di base però grava su tutte le divise l’eccesso di sponsor, l’avremo ripetuto mille volte ecc ecc, ma certo è impossibile scindere il giudizio delle maglie dello scempio che hanno sopra

      • Swan

        Credo tu ti riferisca alla away del Feyenoord.

        • MOSCA

          esatto, proprio quella.

  • LORENZO 70

    mi spiace molto: mi ero illuso credendo che i virtuosismi stilistici degli anni ’90 fossero caduti in un pietoso oblio e che il river di quest’anno fosse solo una spiacevole eccezione. spero solo che la “novita’” non varchi l’oceano.

    • Daniele Costantini

      Se ti riferisci alle stripes adidas in orizzontale, devo mio malgrado darti una triste – per te, non so per altri – notizia: già lo scorso anno il Recreativo Huelva (serie cadetta spagnola) ricorse a quella “novità” per bardare le maniche della sua third… ( http://cdn.c.photoshelter.com/img-get2/I0000AETaHt6pAfY/fit=1000×750/DAM-9318.jpg ) …mi spiace! 😀

      • LORENZO 70

        ti ringrazio per la precisazione.
        …peccato! 🙁

  • Eugenio

    Forse meglio la versione per le giovanili, ma più per la pulizia e gli interessanti pantaloni che per la maglia in sé.
    Infatti per me le maglie per la prima squadra sono decisamente migliori, vedo una maggior cura.. A rovinarle però ci sono i mille sponsor e il font.
    Le cose più belle del kit però sono i calzoncini : bellissime le code di topo della prima, belle anche le stripes in orizzontale. Onestamente preferisco la soluzione della home, ma è una scelta molto interessante che accoglierei bene su juve e real.
    Il cambio di colore dal bianco al nero poco importa : sì, bisogna pur trovare una propria identità, ma siamo ai primi anni di vita di questo club, tutto è concesso.

    • Daniele Costantini

      Non saprei… ho già detto in passato di non essere un fanatico – o peggio, “integralista” – della maglia: ad es. per questo mi sento affine al calcio tedesco, che vede i suoi club variare template di anno in anno… mantenendo però i colori come elemento imprescindibile della loro identità – quegli stessi colori che, forse, sono anche il “mezzo” principale con cui si veicola e trasmette la passione sportiva.

      Secondo me, stavolta a Tijuana ci sono andati giù un po’ pesante. Un po’ troppo.

      Pur se gli Xolos sono una società ancora acerba, hanno sempre avuto fin qui una forte identità rossonera (come ricordato nel pezzo, elemento-cardine in mezzo alla “pazzia” in fatto di template); inoltre stiamo pur sempre parlando di un club già salito, nonostante la giovane età, alla ribalta del calcio messicano, e che già si era fatto un nome… attraverso i colori rossi e neri.

      Capisco il tuo punto di vista, e per certi versi lo trovo anche condivisibile. Ma non posso non riflettere sul fatto che, se una squadra perde anche i suoi colori… cosa gli resta?

      • Eugenio

        Daniele, io al tuo contrario sono un forte tradizionalista, e quindi sono dell’idea che si può essere più fantasiosi possibile nel realizzare una maglia, ma bisogna mantenere il design e i colori classici… E per questo dico di essere opposto allo stile del campionato tedesco.
        Ma, se il Bayern ( il Bayern ) cambia colore secondario, non vedo perché un club come il Tijuana, nonostante si sia affermata nei suoi primi anni di vita, non possa cambiare colori…
        E con ciò ti suggerisco anche un articolo ( a meno che non sia già stato fatto ), ossia quello relativo ai vari colori del Bayern e i loro design.
        Poi può darsi che l’anno prossimo torni il nero, chissà.

        • Daniele Costantini

          FDV aveva scritto qualche anno fa una cosa del genere: http://www.soccerstyle24.it/2010/05/camaleontico-bayern-quante-divise-diverse-dal-90-ad-oggi/ 😉

          Tornando a noi, l’esempio del Bayern non è quello che avrei scelto: i bavaresi hanno infatti sempre giostrato coi loro tre (tre, non due) colori sociali, il rosso, il bianco e il blu, tutti presenti nello stemma: se a Monaco scelgono di usare come colore secondario un anno il bianco e l’altro il blu, non ci vedo nulla di male… perché il Bayern mantiene sempre come tinta primaria il rosso, colore che sulle home che si susseguono negli anni rimane stabile e preminente. Correggimi se sbaglio, ma non ho memoria di una home dei bavaresi dove il colore di base sia il bianco o il blu. Spero di non essermi incartato nel ragionamento 😀

          Ora mi dirai… nello stemma del Club Tijuana c’è il rosso, il nero, e anche il bianco! 🙂 . Però, pur nella sua breve storia, la squadra era sempre ricorsa al rosso al nero e, soprattutto, sempre in maniera *paritaria* nell’economia della divisa. Come il Bayern, tra tutti i cambiamenti possibili, aveva e avrà sempre il rosso come punto fermo, anche gli Xolos, tra tutti i template possibili, avevano sempre avuto il rosso e il nero come punto fermo… fino a oggi.

          Per me, sarebbe come vedere il Milan che di colpo sceglie di diventare all-red, o similmente l’Inter all-blue: certo, si tratterebbe sempre di uniformi contraddistinte da almeno uno dei loro colori sociali… ma farei molta fatica ad accettare un simile “ridimensionamento” – se non esclusione – per l’altra tinta (certo, mi rendo conto che l’Inter già quest’anno è quasi all-black.. 😀 )

          Alla fine, di là di tutto questo discorso che si presta alla soggettività di ognuno di noi, a mio avviso la pecca davvero grave dell’operato di adidas risiede nell’aver svilito quello che era il “vero” simbolo della maglia degli Xolos, l’inserto scarabocchiato: prima era una divisa davvero unica al mondo, mentre adesso – a meno di non trovarsi a 10 cm di distanza – appare come una semplice maglietta rossa. Rossa come tante.

        • Classick

          Anche il Bayern ha indossato maglie molto poco tradizionali, dove il colore di base non era il rosso, ricordo la maglia utilizzata per due stagioni 1997/98 e 98/99 che come colore di base aveva il blu scuro.
          Quell’anno utilizzò una maglia rossa solo nel derby cittadino col Monaco 1860.
          http://www.xn--sdkurve-n2a.com/ub_shtml/bilder_site/trikots_sammeln/bayern_matchworn_trikot_255.jpg

        • Eugenio

          Capisco il ragionamento sul confronto Bayern e Tijuana. A quale squadra quindi avresti paragonato gli Xolos ?
          Comunque, io non penso che questa maglia del Tijuana è confrontabile all orribile sorte del ” gessato ” dell’Inter, perché la maglia dell’Inter nasce a strisce, quindi non è proprio la stessa cosa. Per quanto riguarda l’inserto scarabocchiato mi trovo d’accordo : sarebbe come privare l’ Ajax del palo centrale, oppure per il Psg, cosa che sta succedendo in questi anni, distruggendo quasi l’unica caratteristica della divisa.

  • Magliomane

    Che barba che noia che noia che barba.
    Nemmeno per un club giovane e senza particolari tradizioni, adidas riesce a partorire qualcosa che vada oltre il solito completo monocromatico con le solite strisce.

    PS: Che squadra è quella delle foto 5 e 7 (l’altra ovviamente, non il tijuana)?

    • NelloStileLaForza

      Nella foto 7 gli avversari del Tijuana in maglia tricolore giallo-rosso-nera dovrebbero essere i “Leones negros” dell’Università di Guadalajara.

    • Daniele Costantini

      Sono proprio i giallo-rosso-neri del Leones Negros ( http://www.leonesnegrosudg.mx/actual/camiseta ), club forse poco noto al grande pubblico perché tornato nella massima serie messicana solo l’anno scorso, dopo ben vent’anni d’assenza… 😉

    • Magliomane

      Grazie 😉

  • NelloStileLaForza

    Articolo documentatissimo su una squadra a me sconosciuta fino a dieci minuti fa.
    La divisa, a differenza del pezzo di Daniele, non è niente di che.
    Però mi è venuta la curiosità di andarmi a vedere il vecchio kit e… Non c’è paragone. Da una muta originale, si è andati verso la banalità.

  • Tux

    a parte la banalità del template che fa sparire anche la particolarità della fascia centrale scarabocchiata (peraltro coperta anche dallo sponsor…), che dovrei dire di una divisa (non solo la maglia: l’intera divisa) che si mangia tutto un colore sociale?
    Voi ce lo vedreste il Milan tutto in rosso con le stripes bianche? boh.

  • Classick

    Divise piuttosto anonime, l’unica personalizzazione è la fascia sul petto, che a mala pena si vede.
    Deluso dall’assenza del nero, che ormai era parte di questa squadra e dava anche qualcosa in più alla maglia.

  • Mr.74

    Le due maglie mi piacciono molto, semplici, ma di buon impatto, in più il total red della home alla Liverpool, credo che abbia sempre il suo fascino. La cosa buona di Adidas(salvo rare eccezioni)è che riesce ad avere un ottima resa anche in periodi di scarsa fantasia. Male invece le strips orizzontali sui pantaloncini della divis away, l’esperimento fu tentato se non ricordo male agli inizi degli anni 90, in particolare mi balza in mente il RIver Plate, ma personalemte adesso come allora, la trovo una pessima sperimentazione.

    • Matteo Perri

      Cito dall’articolo.

      “Decisamente rilevante è però l’unica novità che offre questa divisa, delle braghe sopra cui le tre strisce adidas trovano posto in orizzontale, a cerchiare le gambe, anziché in verticale: una soluzione forse insolita agli occhi più giovani, ma che fa invece parte a pieno titolo della storia recente del brand tedesco; spesso sfruttata nel corso degli anni ’90 da blasonati club al di qua e al di là dell’Atlantico, su tutti i Gers, e proprio ai giorni nostri riscoperta da squadre leggendarie come i Millonarios.”

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Molto molto meglio le divise Nike degli anni passati rispetto alla nuova Adidas. Sia per cromia, stile, design grafico ed “eccentricità” il brand americano ha stravinto il confronto con quello tedesco. Il Club Tijuana deve avere divise “cattive” e “pazze”. E lo dice uno che è amante della semplicità, ma in questo caso fa un’eccezione perché questa società è giovane e può osare, non avendo legami con il passato.