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Per tutti coloro che sono uniti dalla passione tra calcio e stile, una delle massime soddisfazioni è vedere una squadra e un’azienda che lavorano in sinergia, impegnandosi a fondo per proporre ogni stagione delle uniformi belle e originali, impregnate della storia e dei valori del club.

In questo senso, il binomio tra Reggiana ed Erreà è indubbiamente uno dei più riusciti nell’attuale panorama calcistico italiano.

Una collaborazione che, facendo perno sull’identità cittadina e sulla riscoperta del passato, ha saputo far breccia nel cuore dei tifosi della Regia, nonché destare l’interesse dei semplici appassionati e curiosi. Questi due elementi rimangono basilari anche per le nuove divise della stagione 2013-2014.

Divise Reggiana 2013-2014 Erreà

Dopo la maglia tricolore del 2011-2012, e la casacca sbarrata del 2012-2013, stavolta l’asticella dell’emozionalità viene ulteriormente innalzata con un trittico che attinge direttamente dai cassetti della memoria, tre maglie indissolubilmente legate a un preciso momento storico della società reggiana.

Pur avendo strizzato l’occhio al passato, non mancano comunque le novità rispetto a quanto visto nelle ultime annate.

La prima maglia: il granata degli anni d’oro

La più grande sorpresa è rappresentata dalla prima divisa, che abbandona i pantaloncini blu per riportare in auge un completo integrale granata.

Reggiana maglia 2013-2014

Un balzo indietro di vent’anni, questo, che ci porta a cavallo degli anni ottanta e novanta – l’epoca d’oro segnata da nomi come Luigi De Agostini, Paulo Futre e Michele Padovano, che assieme al mister Pippo Marchioro resero protagonista la Reggiana in Serie A.

Maglia Reggiana 1993-1994

La prima divisa della stagione 1993-1994

Il nuovo kit home appare molto semplice e minimale. La maglia è completamente granata, e caratterizzata unicamente da uno stretto scollo a V. Lo stemma – molto curato, con effetto glitter dorato – è posizionato sul cuore, mentre i loghi Erreà sono da consuetudine inseriti su petto e maniche.

Stessa scelta monocromatica è adottata per pantaloncini e calzettoni, per un’uniforme che a tratti appare quasi spartana. Da notare, inoltre, il ricorso a una tonalità granata più calda e intensa rispetto al recente passato.

Prima maglia Reggiana 2013-2014

La seconda maglia: una casacca per collezionisti

La seconda divisa può essere invece intesa come una chicca da collezione. La scelta è caduta sul tradizionale bianco, colore predominante di tutta l’uniforme; la variazione stagionale risiede in un template spaccato – la cui parte superiore è adornata da un grande pannello granata, impreziosito alla base da una riga ornamentale.

Reggiana kit away 2013-2014

Erreà è andata a pescare nella stagione 1979-1980, riproponendo abbastanza fedelmente la casacca da trasferta sfoggiata dalla Reggiana durante quel campionato di Serie C1: nonostante l’annata si rivelò abbastanza anonima per la compagine granata, questa particolare camiseta alternativa rimase nella memoria dei tifosi, ed è tuttora tra le più ambite dai collezionisti.

Seconda maglia Reggiana 1979-80

La seconda divisa della stagione 1979-1980

La maglietta è completata da un colletto bianco a V con lembi, e dalle finiture granata riservate ai polsini. Il pannello ricorre in misura minore anche nella parte posteriore, dove occupa meno spazio per lasciar posto ai numeri di maglia, pittati di blu.

Bianchi sono pure pantaloncini e calzettoni, con quest’ultimi che recano un risvolto granata come unica nota di colore.

Carrarese-Reggiana Lega Pro 2013

La terza maglia: il colore dei pionieri

A differenza delle prime due uniformi, che ricordano il recente passato della squadra, il debutto della terza divisa (una novità, limitatamente agli ultimi anni) ci trasporta invece agli albori del club.

Ci ritroviamo più precisamente nel 1919, quando i pionieri del foot-ball a Reggio nell’Emilia diedero vita all’attuale società. Non è chiaro da cosa scaturì tale scelta, e le fonti discordano, ma è ormai un dato storico assodato: i granata nacquero bianconeri.

Terza maglia Reggiana 2013-14

Per la precisione, l’intero completo da gioco dei primi calciatori reggiani era nero, col bianco riservato a dettagli come colletto e polsini.

La versione più accreditata e che queste fossero le casacche della Juventus Reggio, la compagine che fondendosi col Reggio Football Club portò alla nascita della Reggiana; in seguito il nero venne poi soppiantato dal granata, già colore del Reggio FC, che l’aveva scelto a suo tempo per omaggiare il Torino – in cui aveva militato Severino Taddei, tra i fautori del calcio reggiano.

Reggiana divisa 1919

I pionieri della Reggiana e la divisa del 1919

Erreà ha voluto “anticipare” il centenario della Regia realizzando un’emozionante divisa, che riprende i canoni stilistici di quella dei primi del secolo scorso. Non manca la storica bordatura bianca nella parte inferiore della maglia, mentre il colletto bianco annovera la novità di un sottile fregio granata lungo i propri lembi. L’effetto vintage è inoltre amplificato dallo stemma, realizzato in questo caso in versione ricamata.

Completamente neri sono i pantaloncini, a differenza dei calzettoni che, pur adottando la stessa tonalità, mostrano nei risvolti un richiamo all’odierno colore societario.

Fin da principio, questo kit third è stato concepito come un qualcosa da utilizzare col contagocce, e sarà pertanto sfoggiato dai calciatori reggiani esclusivamente in speciali occasioni: portato al debutto nell’amichevole estiva contro il Sydney FC di Alex Del Piero, è stato fin qui vestito solamente nella sfida di campionato contro la Cremonese, la più vicina al compleanno del 25 settembre.

Reggiana terza divisa 2013-2014

Per tutte e tre le mute, le personalizzazioni sono rappresentate dalla denominazione societaria ‘A.C. Reggiana 1919’ – inserita nella parte posteriore del colletto e lungo i calzettoni – e (come già accaduto la scorsa stagione) dallo stemma della Repubblica Cispadana – cucito sulla manica sinistra.

Tale vessillo, che ebbe i suoi natali proprio a Reggio nell’Emilia nel lontano 1797, è ufficialmente riconosciuto come il primo tricolore italiano, progenitore della nostra attuale bandiera e orgoglio di tutta la città emiliana.

Stemma Repubblica Cispadana primo tricolore

Tutto l’abbigliamento sportivo e di rappresentanza realizzato da Erreà per la Reggiana, gode della certificazione Oeko-Tex Standard 100 – che garantisce l’assenza, dai propri tessuti, di sostanze nocive o tossiche per la salute degli sportivi. La stagione 2013-2014 sancisce il terzo anniversario per questo rinnovato sodalizio tra il club emiliano e l’azienda di San Polo di Torrile, già legati a lungo in passato.

Con questa terna di casacche intrise di storia, la Reggiana disputerà quest’anno il campionato di Prima Divisione, confidando di tornare presto ai fasti di chi quelle maglie le ha a suo tempo indossate, e portate ai massimi traguardi del club.

Taffarel e Lenders Reggiana

La Regia rimane infatti ancora oggi una delle squadre più note d’Italia (e non), grazie ai tanti campioni – futuri o già affermati – che, nella storia quasi centenaria del club, hanno vestito la divisa granata: due su tutti, il campione del mondo di USA ’94 Cláudio Taffarel, e… l’asso nipponico Mark Lenders!

Come giudicate l’idea di questo “trittico storico” per la Regia?

  • sergioXVII

    La bianca è da paura. In senso buono ovviamente! Spettacolare davvero. Complimenti!

    • adb95

      l’avrei tirata un po’ più su quella chiamiamola “striscia”. Comunque fa davvero un bell’effetto devo ammetterlo

  • http://www.marcellinux.it Marcello Cannarsa

    scelta azzeccata in pieno

  • M23

    Belle.La prima se la facevano col colletto a polo sarebbe stata perfetta.

    • M23

      Chi è che in Capitan Tsubasa(holly e benji) che gioca nella Samp?

      • Daniele Costantini

        Nel manga Captain Tsubasa – Road to 2002 (da dove è stata tratta l’immagine dell’articolo), Holly è al Barcellona, Benji all’Amburgo, Mark Lenders alla Reggiana (in prestito dalla Juventus), Rob Denton all’Albese (in prestito dall’Inter) e infine Tomeya Akai alla Sampdoria: molto particolare la away doriana che s’inventarono, celeste ( http://sp5.fotolog.com/photo/21/35/46/capitanetsubasa/1273303453125_f.jpg ), quando nel 2001-02 – stagione in cui è ambientato il manga – la seconda maglia della Samp era semplicemente bianca ( http://www.sampcollection.com/category/sampdoria/2001-02/ ).

        • Pippo

          Bisognerebbe farla vedere alla kappa, perché non mi dispiacerebbe mica per portieri magari una cosa del genere

        • M23

          ok grazie :)Comunque nell’immagine qui sopra sembra proprio la kombat della Samp del 2005/06 nonostante sia stato fatto prima o_O (scusate la faccina ma ci stava)

  • squaccio

    Tutto bello ma il tricolore l’avrei preferito in maniera tradizionale e non come la bandiera iraniana…

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Grande articolo, complimenti a Daniele.
    Maglie curatissime. Anche la home che è l’emblema della semplicità è comunque estremamente curata nei dettagli.
    Giù il cappello davanti alla away, ha uno stile che mi piace molto e che ricorda, oltre alle divise della Reggiana ’79/’80, anche le magliette della nazionale Inglese del 1982 firmate Admiral.
    Valida anche la third nera che riprende la divisa degli albori.
    Complimenti alla Reggiana e ad Erreà per la coesione d’intenti nel realizzare le divise. Il fatto è che tutte le società di calcio dovrebbero lavorare in binomio con lo sponsor tecnico per avere sempre divise fedeli alla tradizione e alla storia, onde evitare kit che c’azzeccano ben poco con il club stesso. Purtroppo ciò che stanno portando avanti Reggiana ed Erreà non è la prassi per tutte le squadre, anche se dovrebbe esserlo.

  • Marco

    Erreà è un’azienda decisamente sottovalutata, produce quasi sempre ottime mute, e queste penso siano tra i loro migliori lavori di sempre, soprattutto l’away!

  • FDV

    Ancora complimenti alla Reggiana che negli ultimi anni si rinnova sempre riuscendo ad avere uno stile invidiabile.

    Da ragazzino il completo tutto granata della Reggiana mi annoiava parecchio, tanto che quando nel 1996/97 si presentarono con bordi, rigature e pantaloncini azzurri mi esaltai. http://www.maglieinrete.it/Foto/reg_9697_18_a.jpg

    Ma oggi rivedere il completo a tinta unita mi fa molto piacere, anche perchè la tonalità di blu utilizzata negli ultimi anni la trovavo leggermente troppo cupa e non sufficientemente diversa dal nero dei calzettoni.

    Stupenda la maglia da trasferta, certo non raggiunge il fascino di quella 79-80, ma ha uno stile straordinario ed unico.

    Bella nella sua semplicità anche la nera, bel richiamo moderno ai pionieri. Bel dettaglio il risvolto granata dei calzettoni.

  • MARCO0890

    Ottimo lavoro di Errea che secondo me è uno dei migliori sponsor Italiani.
    bellissimi anche i ricordi di Taffarel e Mark lenders

  • biuck

    a me la prima non mi entusiasma, troooppo semplice!!! le altre sono ben fatte, soprattutto la seconda, anche se quella del 79/80 con i calzoncini blu è ancora meglio!!!

    1° 6
    2° 8-
    3° 7

  • rudiger

    Ho delle perplessità sulla tonalità della prima. Nella foto di gruppo sembra poco granata. Meglio nel dettaglio ma se fosse del colore della foto anni ’90 sarebbe meglio. Fastidioso il posizionamento del mini sponsor, sulla destra del petto. Molto più armonioso (e visibile per il marketing) la soluzione centrale della maglia nera.
    La seconda bianca è molto accattivante, anche perché mostrata senza sponsor.mOttima la continuazione del rosso sulle spalle, riga compresa, e bello il contrasto coi numeri blu. La divisa è un po’ sminuita dai soliti pantaloncini anonimi e dalla scrittona “Reggiana” sui polpacci.
    La nera è carina e fatta bene, però tutto ‘sto nero comincia a stufare.

    • Daniele Costantini

      …però tutto ‘sto nero comincia a stufare.

      …purtroppo, la scienza ancora non ci permette di salire su una DeLorean, tornare indietro al 1919 e intimare ai pionieri reggiani: “ragazzi, non azzardatevi a usare magliette nere, che nel 2013 ne siamo sommersi!” 😀 😀 😀
      ____

      Forse si può discutere sull’effettiva ‘utilità’ di una third del genere: tra le tante celebrazioni possibili, un 94° anniversario non mi pare esattamente il più prestigioso… ma probabilmente, alla luce dell’ottimo lavoro di ricerca storica svolto su home e away, Erreà ha voluto ‘completare l’opera’ aggiungendo una terza muta che fosse sulla stessa lunghezza d’onda.

      • rudiger

        Mah. Ah me, in generale, sa tanto di scusa per adottare delle maglie nere che facciano risaltare gli sponsor. Un po’ come le seconde bianche. Per chi è pratico di fotografia: dei passepartout.
        Sono convinto che se il calcio venisse inventato oggi, con gli sponsor già presenti, le squadre avrebbero tutte divise a tinta unita per la maggior parte bianche o nere, distinte solo da stemmi/loghi commerciali e da nomi tipo: Pirelli Inter, Jeep Juventus, Qatar Barcelona, Emirates Arsenal ecc. Come succede per gli stadi. Senza strisce, bande, “V” e fasce varie a disturbare il generoso sponsor “che ha creduto nel progetto”. Noi così, invece che a colori e simboli ci affezioneremmo a lettering, aziende e logotipi.
        O forse è già accaduto?

        • rudiger

          SampErgDoria

        • Daniele Costantini

          Le tue critiche posso trovarle pertinenti nel 99% delle attuali divise nere, ma nel caso della Reggiana le ritengo abbastanza fuori luogo: vogliamo davvero muovere delle remore verso il club reggiano… per aver riportato in vita la casacca originale dei suoi albori? (maglia che – come spiegato nell’articolo – verrà peraltro usata col contagocce, quindi anche la ‘scusa’ dello sponsor va a farsi benedire…)

        • rudiger

          Scrivendo “in generale” volevo appunto riferirmi alla recente proliferazione delle maglie nere. Sicuramente in questo caso la divisa è più giustificata, ciò non toglie che si perde nel mare nero di questi anni. Sono anche abbastanza sicuro del fatto che queste maglie all black e all white non dispiacciano affatto agli sponsor.

  • ferro

    trattamento vip per i…cugini: tutto molto bello, anche la spartanita´ della home ogni tanto ci vuole

  • MEFISTO

    Ottimo lavoro di Erreà per la Regia…come consuetudine oramai.

    Bella la prima anche se personalmente preferisco l’abbinamento con i calzoncini blu, cosa che fa risaltare di più il granata della maglia.

    Bellissima la away e la cura nei dettagli della Third.

  • vigne

    la home ha una ricercatezza clamorosa, particolare, straordinaria……………………………….

    • Daniele Costantini

      Nessuno ha parlato di una maglia ‘ricercata’, né mi pare fosse questo l’obiettivo di Erreà; io stesso, nell’articolo, ho posto l’accento su un’uniforme quasi ‘spartana’.

  • sergius59

    Bellissima la home, bella anche la away che anche in questo caso finisce per essere indossata dal portiere…abitudine questa davvero brutta e pare senza possibilità di ritorno. Bella anche la third, bei kit davvero, Erreà mi piace sempre.

  • F093

    Articolo strepitoso!!!!
    Interessante, approfondito e per noi appassionati da leggere tutto d’un fiato!
    Maglie molto belle, la seconda è clamorosa: un misto di eleganza, semplicità con gusto retrò veramente fuori dall’ordinario!
    E pensare che siamo nel 2013 dove se non metti colori fluo, cambi i colori o storpi i modelli non sei un designer-stylst- fashion maker degno di nota!

    Bravo Daniele e brava Regia!

    F093
    old style

  • Eugenio

    Belle. La prima molto semplice, troppo semplice; del resto le altre non so fatte male, soprattutto la seconda.
    Bella curiosità quella di Capitan Tsubasa, non lo sapevo.

    Voti 7,5 – 8 – 7,5

  • LM

    Tutte e tre molto belle, molto semplici, sobrie ed eleganti. Promosse. Peccato per gli sponsor nella terza, rovinano il fascino di quella maglia storica per i tifosi della Reggiana.

  • Daniele Costantini

    Visto l’indubbio ‘successo’ che ha riscontrato la maglia away ispirata a quella del 1979-80, segnalo che la stagione precedente (1978-79) la Reggiana aveva già sfoggiato un simile template spaccato come prima divisa – ovviamente, a colori invertiti ( http://www.lastoriadellareggiana.it/Immagini%20Squadra/1978-79/Senza%20titolo-1%20copia.jpg ) 😉

    • Swan

      Sarebbe perfetto da abbinare al kit away proposto per questa stagione.

  • Swan

    Complimenti a Reggiana ed Errea, un lavoro accurato per proporre dei kit andando ad attingere nella storia del club, fatto molto raro in Italia vuoi per pressapochismo, vuoi perché in molti casi i templates sono gli stessi da decenni.
    Il kit home è quello che mi piace di meno, troppo easy, in più il completo granata fa perdere quell’elemento che distingue il club dagli altri con colori simili, ovvero i pantaloncini blu ( royal o navy).
    Il kit away è senza dubbio il migliore, ottima la riproposizione quasi fedele di quello del 1979/80, apprezzabile la riga bianca sul pannello granata ed i numeri blu.
    Il kit third lo promuovo come omaggio al primo kit utilizzato dal club alla sua fondazione ma anche questo non mi entusiasma granché. Ad ogni modo il lavoro in sinergia tra Errea e Reggiana dovrebbe essere preso in esempio da molti più club lì in Italia.

  • Tux

    belle divise, ma a me dispiace che proprio quando un fornitore tecnico sceglie di pescare nella storia del club per creare le divise questo avvenga quando il club non ha divise retrò particolarmente memorabili o iconiche. è vero, l’all granata è parte della storia della società, ma renda questa divisa indistinguibile da quella (ad esempio) della Reggina, o del Trapani, eccetera. mentre davvero iconica (oltre che altrettanto storica) è la divisa granata coi pantaloncini blu, solo a vederla vengono i brividi anche se non si tifa la Regia.
    discorso simile per la third: bellissima idea e ottima realizzazione, ma tutto questo sforzo porta ad un prodotto che viene facilmente confuso col nero di moda oggi.
    la away è particolare.

  • Simone

    Belle, molto belle.

  • Lino

    Solo applausi per Reggiana ed Erreà. Non conoscevo la away del 79-80, strepitosa, e quella di questa stagione è una versione moderna fatta benissimo. La nera in effetti al primo sguardo l’avevo scambiata per la solita bruttissima terza divisa nera, invece è uno dei rari casi in cui è sensata. La divisa casalinga è bella, ma preferisco la versione con calzoncini blu.

  • Fish

    Promosse tutte e 3: pulite, lineari, classiche.
    Forse la 1 poteva essere personalizzata un pochino di più.

    Errea e Macron sono le migliori aziende italiane in questo campo e con dei buoni riscontri anche all’estero.
    Tutto il resto lasciamo perdere.

  • Ivan

    Bellissima la home.
    Viva le maglie “semplici”!!!

  • Matt

    A differenza di molti a me non piacciono molto i pantaloncini blu.
    Trovo però che il granata dei primi anni ’90 (quello della foto è del ’93/’94) fosse di una tonalità fantastica. Ricordo che già all’epoca mi piaceva e lo trovavo diverso, ad esempio, da quello del Torino.
    Quella tonalità sarebbe perfetta, magari con qualche inserto blu (fra l’altro nella foto si nota il risvolto bianco dei calzettoni, che nella seconda parte di quella stagione divenne blu) ma comunque con il completo tutto granata.