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In un panorama calcistico sempre più dominato dai grandi club e dai soliti nomi, diventa ancor più interessante addentrarsi nelle serie inferiori per portare alla ribalta piccole e sconosciute realtà di provincia; compagini che con tenacia e perseveranza, lontano dai riflettori, portano avanti il loro onesto cammino, talvolta con risultati sorprendenti agli occhi dei più.

Si tratta forse dell’ultimo baluardo di quell’idea romantica del calcio che fu agli albori della disciplina; un modo d’intendere lo sport molto lontano dalle attuali e preponderanti logiche commerciali, dove si è quasi disinteressati all’eventuale ritorno economico e pubblicitario, e da cui invece traspare una sorta di moderno mecenatismo volto unicamente al puro piacere del gioco.

Tranchitella Castel Rigone 2013-14

In questo senso, la stagione 2013-2014 ci offre l’ultimo degli esempi che la storia del calcio italiano ha saputo sfornare, ovvero la matricola Castel Rigone.

Un borgo da record

Cronologicamente, parliamo della nona formazione dell’Umbria approdata nel professionismo, ma non risiede certo in questo la sua unicità: la promozione della squadra in Seconda Divisione, maturata al termine dello scorso torneo di Serie D, ha fatto dell’omonimo borgo la più piccola realtà italiana a poter vantare un club nei campionati professionistici.

Il borgo di Castel Rigone

Il piccolo borgo medievale di Castel Rigone

La società biancoblu è infatti emanazione di una misconosciuta frazione di Passignano sul Trasimeno, in provincia di Perugia, che conta all’anagrafe appena 406 abitanti.

L’exploit sportivo appare ancor più rilevante, se consideriamo che il Castel Rigone ha dietro di sé una storia che si dipana in soli tre lustri: fondato nel 1998, nell’arco di quindici anni ha scalato l’intera piramide dilettantistica regionale e nazionale, fino a giungere quest’anno all’agognato traguardo del professionismo.

Brunello Cucinelli

Il patron Brunello Cucinelli

Detto ciò, non saremmo onesti se in tutto ciò tralasciassimo di citare Brunello Cucinelli, il re del cashmere che alla fine del secolo scorso fu tra i fautori (assieme ad alcuni amici d’infanzia) della compagine calcistica del suo paese natale, e che in questi anni, in veste di presidente, non ha mai fatto mancare il suo appoggio – anche economico – alla squadra.

Come accennato in precedenza, l’operato dell’imprenditore nel Castel Rigone è però maggiormente assimilabile ad un’azione di mecenatismo: poco incline alla filosofia milionaria dei tanti Paperon de’ Paperoni che vanno oggi per la maggiore nel pallone, ma viceversa più incentrata sulla sobrietà e sui valori del passato.

Lo stemma del Castel Rigone

A questi dettami fa da ambasciatore l’immagine con cui il club biancoblu si presenta, riassunta nello stemma societario e, soprattutto, nelle divise che i giocatori vestono in campo; entrambi gli elementi sono stati curati seguendo le indicazioni di Cucinelli, che ha improntato il tutto alla semplicità già propria del suo percorso nell’abbigliamento.

Tradizione e semplicità

L’elegante e monocromatico stemma del club si limita a riproporre la tradizione medievale dell’antico borgo d’origine; dalle casacche da gioco traspare altresì un assoluto senso di pulizia, un basso profilo che a taluni potrà forse sembrare fin troppo eccessivo.

Maglia Castel Rigone 2013-2014

La divisa casalinga del Castel Rigone, marchiata adidas, è infatti riassumibile in poche parole: una maglietta bianca, con un classico colletto pure lindo; le uniche note di colore sono rappresentate dallo stemma, posizionato canonicamente sopra al cuore, e dalle stripes blu navy dell’azienda tedesca che corrono lungo le maniche. Il resto della muta non propone deroghe a questo schema, perseverando nel total-white. Anche la seconda divisa non mostra particolari guizzi creativi: essa si limita infatti a riproporre un mero negativo della prima casacca, quindi col blu navy a farla da padrone.

Questa scelta stilistica si presta sicuramente ai più diversi giudizi, e ha comunque l’indubbio merito di far parlar di sé: pur se probabilmente – soprattutto tra gli appassionati e collezionisti di maglie – il risultato principale che otterrà, sarà quello di dividere.

Divisa casalinga Castel Rigone 2013-2014

Da parte favorevole, il ricorso ad un colore neutro come il bianco contribuisce a dare un generale senso di eleganza e sobrietà all’uniforme, senza per questo perdere impatto ed efficacia sul manto erboso (d’altronde, la squadra più famosa del mondo non veste forse una camiseta blanca?).

Su sponda opposta, sono inevitabili le critiche circa una casacca che finisce per apparire grosso modo spoglia, priva anche dei più piccoli dettagli e fregi di contorno che, spesso, sono decisivi nel giudicare la cura e l’attenzione insita nella sua fattura – nonché nel sancire, in termini estetici, una promozione o una bocciatura; in questo senso, sarà nutrita la pattuglia di coloro che, avendo a disposizione una grande “tavolozza bianca” quale la divisa del Castel Rigone, sarebbero stati ben felici di vedere un qualcosa di più elaborato e creativo.

Kit home Castel Rigone 2013-2014 adidas

Possiamo comunque dire che le semplici maglie del Castel Rigone rispecchiano appieno la filosofia con cui la piccola compagine si sta affacciando tra i professionisti.

Rispetto e fair play

Un modo di vivere il calcio sicuramente “diverso” da quello preponderante: attraverso uno stadio-giardino con tribuna in legno, e cipressi e siepi d’alloro al posto delle barriere; passando per dei calciatori che si decurtano lo stipendio per sostenere le maggiori spese della Seconda Divisione, e che in trasferta si fermano a riassettare gli spogliatoi; per finire con una società che ha ottenuto di giocate le partite casalinghe al sabato (perché «la domenica dev’essere dedicata alla famiglia») e che, per rispetto dell’avversario, non tollera esultanze troppo colorite e proteste plateali verso l’arbitro.

Stadio San Bartolomeo Castel Rigone

Lo stadio San Bartolomeo del Castel Rigone

 

Scorrendo le pagine della memoria, tra i precursori del Castel Rigone la mente non può che andare immediatamente al ChievoVerona, l’unica formazione che, partita dal gradino più basso, è approdata sino alla Serie A – un unicum nel calcio italiano; né può essere dimenticata l’effimera epopea del Castel di Sangro, col piccolo comune abruzzese protagonista in cadetteria nella seconda metà degli anni novanta.

Se invece vogliamo approfondire i similari legami tra il mondo del calcio e quello della moda, svetta su tutti il Fossombrone di Dirk Bikkembergs a metà anni duemila: parlando di maglie, qui ci trovammo esattamente agli antipodi degli umbri, poiché lo stilista belga creò per la compagine marchigiana una divisa unica e assolutamente fuori dai crismi tradizionali. Sulla stessa linea, non possiamo dimenticare il Bassano Virtus di Renzo Rosso, con le sue varie sperimentazioni stilistiche.

Rosa Castel Rigone

Per il piccolo Castel Rigone, al momento l’obiettivo stagionale è una semplice salvezza. Per continuare a sognare, c’è sempre tempo…

Come giudicate le divise e l’approccio del Castel Rigone al calcio professionistico?

  • squaccio

    Secondo me tutti gli abitanti dovrebbero avere la maglia del Castel Rigone…

  • sottoscala

    questo è il calcio che amo.. peccato che la filosofia del castelrigone sia una rarità.. dovrebbe essere la regola

  • Matteo

    Castel Rigone: la fiera dell’apparenza travestita da “tradizione medievale”. Le maglie sono coerenti con la filosofia del club, con il logo dell’Adidas in bella mostra su un completo minimal…tutto meravigliosamente radical chic, così pulito e lucido da far ribrezzo, almeno a me.

    Ah, per la cronaca non è possibile pensare ad una “semplice salvezza” perché in Seconda Divisione quest’anno o si passa in terza serie o si muore, non esistono mezze misure.

    • Daniele Costantini

      So che a qualcuno potrà sembrare assurdo, ma le maglie marchiate adidas si possono tranquillamente acquistare dai fornitori locali 🙂

      Riguardo alla formula della Seconda Divisione 2013-2014, le ultime 6 classificate dei due gironi scenderanno direttamente in Serie D, mentre quelle piazzatesi tra il 9° e il 12° posto (dove staziona attualmente il Castel Rigone) si giocheranno la *permanenza tra i professionisti* – nella nuova divisione unica, la Serie C 2014-2015 – attraverso sfide di play-out: non reputo quindi così sbagliato parlare di “salvezza” da raggiungere.

      • Roberto

        Tutto vero: però alla fine quest’anno arrivare primi ed arrivare ottavi nei due gironi di Seconda Divisione varrà esattamente lo stesso, ovvero la “promozione” in Lega Pro unica, o la “salvezza” intesa come permanenza nel calcio professionistico che in questa stagione sono la stessa cosa! E anche chi vincerà i cd “play-out” tra la nona e la dodicesima, a conti fatti, sarà come se avesse vinto il campionato…

        • Daniele Costantini

          Per essere del tutto precisi, anche affermare che arrivare primi od ottavi “varrà esattamente lo stesso” non è corretto: infatti, per compensare le mancate promozioni, quest’anno in Seconda Divisione sono stati previsti dei premi in denaro, il cui importo varia a seconda del piazzamento finale in classifica.

  • ciobi1984

    Molto buonismo in questo pezzo. Se foste di queste parti sapreste molte altre cose meno “nobili” del Castel Rigone… al di là di ciò, maglie oggettivamente brutte (lo stemma stona con tutto il resto: io l’avrei fatto blù… come era fino a un anno fa). E poi credetemi, di stipendi decurtati da quelle parti nemmeno l’ombra… non fatevi ingannare… sarà la squadra più “piccola” d’Italia, ma non certo per quel che riguarda le casse societarie…

    • Daniele Costantini

      Per completezza d’informazioni, ho appena modificato l’articolo, inserendo i link alle testate nazionali da cui ho attinto per la scrittura del testo: preferisco usare questi canali, anziché ricorrere ai vari sentito dire… 🙂

      Per il resto, del contributo economico di Cucinelli al club si fa ampiamente cenno nell’articolo.

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Bella la “favola” del Castel Rigone.
    Riguardo le maglie potrebbero andare bene per il Real Madrid. Piuttosto che quelle che ha realizzato adidas per i blancos quest’anno avrei visto molto meglio queste del club umbro.

  • sergius

    Non c’entra con l’argomento ma con tutta la simpatia per le piccole realtà come questa è allucinante che città come Trieste, Pistoia, Lucca, Siracusa, Taranto, Brindisi, Potenza, Ravenna, Ancona, Pesaro, San Benedetto ecc. ecc. debbano vivere anni bui con le proprie squadre relegate in categorie inferiori e al contrario paesi di quattrocento anime nei professionisti. Le frequenti disavventure economiche penalizzano da anni sodalizi importanti togliendo il calcio a tifoserie numerose e appassionate, non ci guadagna di certo l’intero movimento. Bellissimo il reportage di Daniele sul Castel Rigone, come sempre puntuale e interessante,le maglie francamente non mi dicono nulla….anzi di meno.

    • squaccio

      la colpa è dei faccendieri senza scrupolo che si avvicinano a questi grandi club, finiscono di spremere la vaccarella e se ne vanno portandosi con se magari lo stemma ed i colori sociali.
      E nessuno dice niente.

      Ps: ogni riferimento al mio Foggia NON è puramente casuale.

  • YNWA

    Voglio iniziare dalle maglie. Stupende. Rispecchiano in pieno la mia passione per la maglia da calcio, semplice e pulita. Io amante delle vecchie casacche di lana non posso che ammirare questa semplice maglia Adidas bianca con rifiniture blu. Non c’è l’immagine della divisa da trasferta, che personalmente trovo ancora più bella, ma l’eleganza della maglia bianca non si discute. Inoltre trovo la realtà del Castel Rigone veramente interessante,proprio una bella favola, si respira un’aria retrò…il calcio dimenticato,anche se mi permetto di dire, quello vero! Posso confermare tutte le particolarità avendo un amico che ci gioca, dallo stadio giardino alla pulizia degli spogliatoi ospiti,la divisa elegante e le esultanze esuberanti (cosa che trovo molto eccessiva e sbagliata). Per quanto riguarda la “decurtazione degli stipendi” da parte di alcuni giocatori non sono totalmente d’accordo…ha la fama di società ben attrezzata economicamente, e nella rosa compaiono giocatori che non si possono tenere se non con un bello sforzo economico.

    • sergius

      Anche a me piacciono le maglie essenziali, rispettose delle tradizioni dei clubs e non amo quegli stravolgimenti in nome dell’innovazione a tutti i costi che finiscono per mortificare l’immagine di tante squadre, ma qui se togli lo stemma, di per sè tutt’altro che accattivante, siamo all’appiattimento più assoluto. Non c’è un dettaglio, nè un particolare, ne una caratteristica che personalizzi la maglia. Per me sono squallide, magari belle vent’anni fa.

      • Daniele Costantini

        Come scritto nell’articolo, questa divisa può apparire ai più grosso modo spoglia, ma il termine “squallida” mi pare un po’ forte per una maglietta bianca.

        Personalmente, più che su personalizzazioni di sorta, avrei visto bene il ricorso ad un completo spezzato (sullo stile dell’Amburgo), colorando i pantaloncini di blu navy: un modo facile per avere comunque una divisa abbastanza – o perfino maggiormente – identitaria. Sempre a titolo personale, avrei inoltre approfittato dell’assenza di sponsor per muovere lo stemma al centro del petto, in modo da mantenere una simmetria col logo del fornitore tecnico.

        Va da sè che i miei son solo dei semplici appunti; a livello stilistico, preferirò sempre la semplicità di un’uniforme del genere, rispetto a delle fin troppo fantasiose sperimentazioni.

      • sergius

        Daniele, per me resta squallida, una delle poche maglie, forse l’unica, per la quale sarebbe stato meglio ci fosse stato lo sponsor che almeno le avrebbe arricchite. Il paragone fatto da qualcuno con quella del Real regge poco perchè regge poco il paragone stesso tra Real Madrid e Castel Rigone, la maglia del Real ha comunque delle rifiniture e dei dettagli totalmente assenti in questa. D’accordissimo con le tue proposte personali su come la maglia di questa piccola squadra sarebbe stata migliore.

  • Swan

    Avevo letto quest’estate la storia del Castel Rigone: apprezzabile il fatto che investimenti mirati, organizzazione e passione abbiano portato questo piccolo club a scalare le varie categorie fino ad esordire tra i professionisti. Ciò che non capisco è il fatto di voler utilizzare uno stemma ed una maglia che definirei neutri, così è come voler sminuire simboli, colori e tradizioni quando invece è una cosa di cui andare fieri a prescindere dalla categoria in cui si gioca. Questa per me è una cosa basilare, la scelta del Castel Rigone mi sa di asettico, da tifoso non riuscirei ad appassionarmi per un club simile.
    Nota a margine per la tribuna in legno immersa nel verde, spettacolare.

  • leevancleef

    Bè, se è tutto vero è un posto ideale! Oltretutto con un presidente (che disegna lo stemma) a cui non manca il grano e che è anche… uno dei fondatori della squadra!
    Anche lo stadio-giardino dalla foto sembra molto bello con quella tribunetta in legno old style.
    Forse bastava davvero pochissimo per rendere ideale anche la maglia. Fosse stata completamente bianca sarebbe stato meglio. Ma, con le stripes, un dettaglio in più per evadere dall’effetto catalogo ci poteva stare.

  • LM

    Bellissima storia di una piccola realtà che conosce in tempi moderni il professionismo e che dimostra che grande squadra non è sinonimo di grande città. Queste squadre, arrivate con fatica e determinazione a livelli che sino a pochi anni prima non avrebbero mai pensato di arrivare a questi livelli, possono solo fare del bene al calcio moderno, sempre più soffocato dal denaro e dalle grandi aziende che orchestrano sempre di più la globalizzazione e tolgono gran parte del fascino ai più grandi campionati europei, Champions League ed Europa League incluse. Venendo alla divisa, che io reputo molto bella per la semplicità e la pulizia del modello, che vedrei perfetto per il Real, avrei aggiunto qualche dettaglio in più. Bellissimo lo stemma disegnato del presidente, molto semplice e iconico, ma sopratutto da notare l’assenza dagli sponsor: una cosa che ai livelli della Lega Pro è sempre più raro, dato che ormai fa a infangare la maglia da tutte la parti, e quindi posso fare i miei complimenti al presidente, che ha capito che la maglia da calcio è parte della squadra e del club e quindi va mantenuta tale, senza essere venduta agli sponsor. Bello anche il campo, in stile inglese, con una piccola tribuna in legno a ridosso del campo, molto bella, ma sopratutto lo sfondo immerso nella natura, davvero bellissimo. Posso solo fare i complimenti a una piccola squadra che è arrivata nel professionismo con una dura scalata e ora sta facendo sognare un piccolo borgo medievale e poco più di 400 anime. Chapeau.

    • Gerry

      Se non avesse il presidente che ha, altro che sponsor uno sponsor…

  • crazyce

    viste qui a Caserta poche settimane fa (vittoria nostra) sembravano dagli spalti quelle del real.

    p.s. anche se sono dietro in classifica ora questa squadra secondo me farà da mina vagante del campionato… attenti

  • Roberto

    Le maglie non mi piacciono per niente, troppo, troppo semplici e spoglie, ma sono gusti (a me non sono mai piaciute neanche quelle del Real, infatti). Detto ciò, massimo rispetto per la realtà di Castel Rigone, cui non posso che augurare la… promozione (o salvezza)? In bocca al lupo!

  • elkan

    il fatto che giochino in casa il sabato invece della domenica è ECCEZIONALE..strano che la lega lo abbia permesso..

  • FDV

    Maglie molto basic, ma che per me sono di un’eleganza da squadra da circolo canottieri.

    Di ottimo gusto in particolare lo stemma, la cui forma dello scudo abbinata ai nastri laterali mi ricorda alcune insegne papali. E considerando che è una squadra nata 15 anni fa, già è tanto che non abbia uno stemma di uno squadrone ricolorato come quello del Sassuolo.

  • ciguy

    -SENZA PREGIUDIZI-

    Penso che questo articolo e i relativi commenti (molti di essi) “escano un po’ dal seminato” rispetto a quanto siamo abituati a leggere in questo sito.
    Bisogna fare un distinguo: qui stiamo valutando la realtà – molto particolare – di questa squadra di calcio o, piuttosto, le loro magliette?

    Se si tratta della prima ipotesi, è un conto (per quanto sia, come detto, un po’ Off Topic rispetto al solito), se invece bisogna giudicare, come per lo meno io preferisco, le semplice divise, allora dico la mia.

    Dare un giudizio a ste maglie è come prendere il catalogo di una qualsiasi ditta e iniziare a dare voti e commenti.
    Certo, si può fare, nessuno lo vieta, e magari troveremmo cose interessanti.
    In questo caso, però, questa squadra ha acquistato le maglie forse più semplici e banali (e forse anche le più economiche) di un brand famoso come Adidas.
    Se poi ci vogliamo ricamare sopra la scelta di prendere le bianche (purezza…eleganza…mah) piuttosto che di un altro colore, ben venga, ma per me il giudizio è SENZA VOTO.

    Giudico, invece, lo stemma societario, che – questo sì – mi sembra molto gradevole, semplice e pulito.
    Poi, però, è stato applicato nel peggiore dei modi, come una pezza degli AC-DC cucita su un vecchio giubbino di jeans. Avrei preferito una soluzione differente (magari un ricamo direttamente sulla maglia…allora sì sarebbe stato davvero più elegante).

  • squaccio

    Guardando bene, forse il fatto che non siamo maglie da calcio ma semplici t shirt sta nel fatto che nella 6a foto si vede che non ha lo spazio per le solite toppe destinate alle leghe di appartenenza e quella della lega pro è appiccicata sopra le strisce…

    Almeno così mi pare…

  • magliomane

    Tanto valeva mandarli in campo con la maglietta della salute a sto punto.

  • Eugenio

    Per questo articolo, ovviamente, ci sono da valutare due aspetti: squadra e maglie, che hanno un giudizio totalmente diverso fra le due :

    SQUADRA: Una società bellissima, con una bella storia, una squadra molto modesta che, zitta zitta, è arrivata in 2° divisione. Che diventi una squadra simile al Chievo ? E poi, nonostante la , non vorrei dirlo , ma ” povertà ” nello stadio, è una cosa BELLISSIMA. Cioè, sarebbe il mio sogno ( fossi un giocatore ) giocare in uno stadio completamente naturale in mezzo alla foresta , fantastico.

    MAGLIE: Ovviamente banali : Una maglia ovviamente da bancarella della strada, fatta senza un minimo di sforzo ( poi se scegli di far vestire Adidas, una marca così importante, alla tua squadra di 2° divisione , è normale ) nel realizzare la casacca. Comunque apprezzo la scelta del presidente di puntare sull’ eleganza , ma senza strafare .. Magari, per renderla leggermente più particolare, si poteva fare bianco – verde o bianco- marrone, giusto per richiamare la propria terra naturale.

    Voto società 9

    Voto maglie 5,5 – 5,5

  • giorgiol02

    Io sono di Passignano !!! Mi dispiace però dire che quest’anno il castel rigone non si salverà… Le maglie sono un ritorno alla semplicità ma fatemi capire una cosa… Brunello cucinelli non potrebbe mettere il suo marchio come sponsor gli da pure i soldi…

    • Lino

      Non credo che abbia bisogno di apparire nel campionato di C2, non conosco la sua azienda ma probabilmente vende in tutto il mondo…
      Apprezzo le divise, stile anni ’70: è una scelta come un’altra, non dettata da mancanza di fantasia e dunque secondo me accettabile.

      • Giorgiol02

        In effetti Cucinelli è conosciuto in tutto il mondo,non credo che gli serva che una società di calcio gli faccia da sponsor,tra l’altro della c2… Penso che così si possa avere una maglia un po’ più allegra rispetto alla maglia anonima

      • Giorgiol02

        Si hai ragione e poi non ci sarebbe poi così tanta sponsorizzazione da una squadra di c2 ,come hai detto tu

  • rudiger

    Scopro qui una realtà sportiva interessante e lodevole: un presidente fondatore e mecenate che parte dalla sua terra per fare calcio e cultura. Che sia prima mecenate che imprenditore lo capisco dal fatto che non ha messo il suo marchio commerciale sulle maglie come pure avrebbe avuto più diritto di tanti altri a fare. Il campo sportivo è un incanto; un fine settimana di questi ci faccio un salto.
    Sul lato estetico e stilistico però lo critico: togliere tutti gli orpelli, gli inserti, i colori e le decorazioni da questa maglia sortisce l’effetto di lasciare il campo al solo sponsor tecnico, col marchio e le note strisce che infatti monopolizzano quasi tutti i commenti. A me non piacciono le maglie bianche, ma se se vuole adottarle e esaltarne la purezza devono essere completamente bianche. Qui sembra un tributo a adidas, e magari è così: ognuno ha i suoi gusti. Il club però non è rappresentato da una maglia.
    Anche lo stemma non mi colpisce: perché una squadra fondata nel ’98, in una frazione che neanche fa comune, si inventa uno stemma simil medievale, tra l’altro non particolarmente accattivante? Sembra un’etichetta di vino. Potevano almeno adottare o citare le tre torri rosse dello stemma del comune di cui fanno parte: http://it.wikipedia.org/wiki/Passignano_sul_Trasimeno. Mi sembrano molto più iconiche e peculiari, e avrebbero dato un tocco di colore brillate e di stile secondo me.

    • Lino

      Il fatto di essere frazione e non comune a volte non vuol dire non avere una storia o un’identità propria. Non conosco la realtà e la storia di Passignano e Castel Rigone, ma esistono casi di località una volta nobili ed oggi passate sotto un altro comune per pure ragioni di comodità di trasporti e collegamenti, ad esempio. Dalle foto mi sembra che Castel Rigone abbia una netta impronta medievale.

      • Giorgiol02

        Ottima osservazione,in effetti castel rigone è un paese con origini medievali

    • Giorgiol02

      L’ho pensato anch’io e sarebbe una bella idea.Ci penserò su quando scarabocchierò i libri di scuola facendo le magliette…