SoccerHouse24 - Scarpe da calcio ACE 16 e Magista Dark Lightning

In un panorama calcistico sempre più dominato dai grandi club e dai soliti nomi, diventa ancor più interessante addentrarsi nelle serie inferiori per portare alla ribalta piccole e sconosciute realtà di provincia; compagini che con tenacia e perseveranza, lontano dai riflettori, portano avanti il loro onesto cammino, talvolta con risultati sorprendenti agli occhi dei più.

Si tratta forse dell’ultimo baluardo di quell’idea romantica del calcio che fu agli albori della disciplina; un modo d’intendere lo sport molto lontano dalle attuali e preponderanti logiche commerciali, dove si è quasi disinteressati all’eventuale ritorno economico e pubblicitario, e da cui invece traspare una sorta di moderno mecenatismo volto unicamente al puro piacere del gioco.

Tranchitella Castel Rigone 2013-14

In questo senso, la stagione 2013-2014 ci offre l’ultimo degli esempi che la storia del calcio italiano ha saputo sfornare, ovvero la matricola Castel Rigone.

Un borgo da record

Cronologicamente, parliamo della nona formazione dell’Umbria approdata nel professionismo, ma non risiede certo in questo la sua unicità: la promozione della squadra in Seconda Divisione, maturata al termine dello scorso torneo di Serie D, ha fatto dell’omonimo borgo la più piccola realtà italiana a poter vantare un club nei campionati professionistici.

Il borgo di Castel Rigone

Il piccolo borgo medievale di Castel Rigone

La società biancoblu è infatti emanazione di una misconosciuta frazione di Passignano sul Trasimeno, in provincia di Perugia, che conta all’anagrafe appena 406 abitanti.

L’exploit sportivo appare ancor più rilevante, se consideriamo che il Castel Rigone ha dietro di sé una storia che si dipana in soli tre lustri: fondato nel 1998, nell’arco di quindici anni ha scalato l’intera piramide dilettantistica regionale e nazionale, fino a giungere quest’anno all’agognato traguardo del professionismo.

Brunello Cucinelli

Il patron Brunello Cucinelli

Detto ciò, non saremmo onesti se in tutto ciò tralasciassimo di citare Brunello Cucinelli, il re del cashmere che alla fine del secolo scorso fu tra i fautori (assieme ad alcuni amici d’infanzia) della compagine calcistica del suo paese natale, e che in questi anni, in veste di presidente, non ha mai fatto mancare il suo appoggio – anche economico – alla squadra.

Come accennato in precedenza, l’operato dell’imprenditore nel Castel Rigone è però maggiormente assimilabile ad un’azione di mecenatismo: poco incline alla filosofia milionaria dei tanti Paperon de’ Paperoni che vanno oggi per la maggiore nel pallone, ma viceversa più incentrata sulla sobrietà e sui valori del passato.

Lo stemma del Castel Rigone

A questi dettami fa da ambasciatore l’immagine con cui il club biancoblu si presenta, riassunta nello stemma societario e, soprattutto, nelle divise che i giocatori vestono in campo; entrambi gli elementi sono stati curati seguendo le indicazioni di Cucinelli, che ha improntato il tutto alla semplicità già propria del suo percorso nell’abbigliamento.

Tradizione e semplicità

L’elegante e monocromatico stemma del club si limita a riproporre la tradizione medievale dell’antico borgo d’origine; dalle casacche da gioco traspare altresì un assoluto senso di pulizia, un basso profilo che a taluni potrà forse sembrare fin troppo eccessivo.

Maglia Castel Rigone 2013-2014

La divisa casalinga del Castel Rigone, marchiata adidas, è infatti riassumibile in poche parole: una maglietta bianca, con un classico colletto pure lindo; le uniche note di colore sono rappresentate dallo stemma, posizionato canonicamente sopra al cuore, e dalle stripes blu navy dell’azienda tedesca che corrono lungo le maniche. Il resto della muta non propone deroghe a questo schema, perseverando nel total-white. Anche la seconda divisa non mostra particolari guizzi creativi: essa si limita infatti a riproporre un mero negativo della prima casacca, quindi col blu navy a farla da padrone.

Questa scelta stilistica si presta sicuramente ai più diversi giudizi, e ha comunque l’indubbio merito di far parlar di sé: pur se probabilmente – soprattutto tra gli appassionati e collezionisti di maglie – il risultato principale che otterrà, sarà quello di dividere.

Divisa casalinga Castel Rigone 2013-2014

Da parte favorevole, il ricorso ad un colore neutro come il bianco contribuisce a dare un generale senso di eleganza e sobrietà all’uniforme, senza per questo perdere impatto ed efficacia sul manto erboso (d’altronde, la squadra più famosa del mondo non veste forse una camiseta blanca?).

Su sponda opposta, sono inevitabili le critiche circa una casacca che finisce per apparire grosso modo spoglia, priva anche dei più piccoli dettagli e fregi di contorno che, spesso, sono decisivi nel giudicare la cura e l’attenzione insita nella sua fattura – nonché nel sancire, in termini estetici, una promozione o una bocciatura; in questo senso, sarà nutrita la pattuglia di coloro che, avendo a disposizione una grande “tavolozza bianca” quale la divisa del Castel Rigone, sarebbero stati ben felici di vedere un qualcosa di più elaborato e creativo.

Kit home Castel Rigone 2013-2014 adidas

Possiamo comunque dire che le semplici maglie del Castel Rigone rispecchiano appieno la filosofia con cui la piccola compagine si sta affacciando tra i professionisti.

Rispetto e fair play

Un modo di vivere il calcio sicuramente “diverso” da quello preponderante: attraverso uno stadio-giardino con tribuna in legno, e cipressi e siepi d’alloro al posto delle barriere; passando per dei calciatori che si decurtano lo stipendio per sostenere le maggiori spese della Seconda Divisione, e che in trasferta si fermano a riassettare gli spogliatoi; per finire con una società che ha ottenuto di giocate le partite casalinghe al sabato (perché «la domenica dev’essere dedicata alla famiglia») e che, per rispetto dell’avversario, non tollera esultanze troppo colorite e proteste plateali verso l’arbitro.

Stadio San Bartolomeo Castel Rigone

Lo stadio San Bartolomeo del Castel Rigone

 

Scorrendo le pagine della memoria, tra i precursori del Castel Rigone la mente non può che andare immediatamente al ChievoVerona, l’unica formazione che, partita dal gradino più basso, è approdata sino alla Serie A – un unicum nel calcio italiano; né può essere dimenticata l’effimera epopea del Castel di Sangro, col piccolo comune abruzzese protagonista in cadetteria nella seconda metà degli anni novanta.

Se invece vogliamo approfondire i similari legami tra il mondo del calcio e quello della moda, svetta su tutti il Fossombrone di Dirk Bikkembergs a metà anni duemila: parlando di maglie, qui ci trovammo esattamente agli antipodi degli umbri, poiché lo stilista belga creò per la compagine marchigiana una divisa unica e assolutamente fuori dai crismi tradizionali. Sulla stessa linea, non possiamo dimenticare il Bassano Virtus di Renzo Rosso, con le sue varie sperimentazioni stilistiche.

Rosa Castel Rigone

Per il piccolo Castel Rigone, al momento l’obiettivo stagionale è una semplice salvezza. Per continuare a sognare, c’è sempre tempo…

Come giudicate le divise e l’approccio del Castel Rigone al calcio professionistico?