SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

In queste settimane, nel calcio italiano si sta scrivendo un nuovo capitolo di una storica rivalità, quella che contrappone la Fiorentina alla Juventus.

Una sfida decisamente “anomala”, in quanto indubbiamente più sentita da parte viola che non bianconera, ma ciò nonostante una partita mai banale: incontri spesso contrassegnati da un agonismo sopra le righe, sfottò tra le curve (pochi) e polemiche a distanza (tante), sintomo di una rivalità che va ben oltre il rettangolo verde.

Fiorentina-Juventus, Coppa UEFA 1989-1990, Dunga e Pierluigi Casiraghi

Al di là dei tradizionali confini nazionali, in questo 2014 lo scontro si riversa anche sul palcoscenico continentale, con un doppio confronto in Europa League che già nei primi 90 minuti ha mostrato tutte le incertezze e sorprese insite in una sfida del genere.

Quello odierno è solo l’ultimo dei “derby italiani” che hanno avuto come sfondo le coppe europee: una sequenza iniziata nel 1985-86 in Coppa dei Campioni, coi detentori della Juventus contrapposti agli scudettati dell’Hellas Verona, e proliferata poi nel corso degli anni novanta, quando la vecchia Coppa UEFA era in pratica divenuta un feudo del calcio tricolore.

Fiorentina, Coppa UEFA 1989-1990

La Fiorentina 1989-90, finalista di Coppa UEFA

 

Proprio la seconda manifestazione continentale per club è stata teatro dell’unico precedente “biancoviolanero” in Europa. Era la stagione 1989-90, e le due rivali si trovavano di fronte per un appuntamento ben più importante di quello attuale: in gioco c’era l’ultimo atto del torneo, in palio c’era la conquista del trofeo.

Una partita che già prima del fischio d’inizio aveva fatto la storia, poiché per la prima volta due compagini italiane monopolizzavano una finale europea.

Juventus 1989-1990

La Juventus 1989-90, artefice del double Coppa Italia/UEFA

 

A riguardarle oggi, le due maglie scese allora in campo ci fanno immediatamente tornare indietro nel tempo… a quando il nostro campionato era “il più bello del mondo”, e le sue casacche erano ancora intrise, seppur in minima parte, di quell’alone di tradizione misto a un’eleganza e semplicità che non passa mai di moda.

Tutte cose che le roboanti rivoluzioni stilistiche, deflagrate bruscamente nel decennio seguente, finiranno per accantonare senza troppi complimenti.

Il dinamismo viola

In quella stagione, entrambe le formazioni sembravano ancora soffrire dell’assenza dei loro ultimi leader, Antognoni da una parte e Platini dall’altra, che da qualche anno avevano lasciato le squadre con cui erano diventati grandi.

Fiorentina, Coppa UEFA 1989-1990, Roberto Baggio

Roberto Baggio, all’ultima partita coi colori viola

 

I viola, scivolati via dal novero delle big, si aggrappavano soprattutto all’astro nascente del calcio italiano, Roberto Baggio, un ragazzo dal futuro luminoso ma a tratti ancora acerbo.

Di contro, i bianconeri puntavano su una squadra “operaia” senza solisti di spicco, sopperendo con la forza e la compattezza del gruppo al divario tecnico che la separava dal Milan di Sacchi, dall’Inter del Trap, dal Napoli di Maradona e dalla rampante Sampdoria.

L’undici allenato da Ciccio Graziani — che subentrò in corsa in una stagione nata storta, portando la Fiorentina alla salvezza e a un’insperata finale di coppa — sfoggiava una “vera” maglietta viola. Realizzata dall’azienda parmense ABM, si permetteva l’unico vezzo di stile nella trama del tessuto, contraddistinta da una fantasia a pinstripes tono su tono.

Fiorentina, stemma, giglio alabardato

Oltre al fiorentinissimo sponsor La Nazione scritto in giallo, sul petto spiccava soprattutto il cosiddetto “giglio alabardato”, lo stemma dell’epoca del club viola, un’innovazione voluta all’inizio del decennio dalla proprietà dei Pontello.

Un simbolo, obiettivamente, mai troppo amato dalla tifoseria, nato anche per ragioni commerciali, che sopravviverà fino al 1991 prima di venir pensionato dall’arrivo dei Cecchi Gori, che vireranno subito verso la tradizione col ritorno dello storico stemma romboidale.

Fiorentina, maglie home, anni ottanta

Le maglie fiorentine degli anni ottanta

 

Salta inoltre agli occhi l’uso dei pantaloncini bianchi delle origini, ormai un lontano ricordo per una formazione che già in quel decennio aveva iniziato a sperimentare il completo viola, e che a partire dagli anni novanta abbraccerà in pianta stabile la nuova muta monocromatica.

In definitiva, la divisa viola che chiuse gli anni ottanta è rimasta come una delle più classiche nella storia fiorentina — quando invece, proprio in questa decade la società toscana era stata tra le più vivaci sul versante stilistico, approfittando della scoperta di moda e marketing (settori ancora inesplorati, nell’Italia pallonara dell’epoca) per proporre una gran varietà di template, sempre diversi e audaci.

La tradizione bianconera

Tutt’altro discorso per la Juventus, che in quel decennio mantenne praticamente immutata la sua maglia bianconera, limitandosi unicamente a dei piccoli cambiamenti nel riempimento delle strisce, o nella fattura dello scollo.

Juventus, Coppa UEFA 1989-1990, Giancarlo Marocchi

Giancarlo Marocchi, il n. 10 della Juve “operaia” di fine anni ottanta

 

Quella “JuventURSS” (così chiamata per l’ingaggio dei sovietici Alejnikov e Zavarov), guidata da Dino Zoff — che tra alti e bassi riuscì comunque a mettere in bacheca l’accoppiata Coppa Italia/UEFA —, era vestita dai concittadini di Kappa.

Un legame-monstre durato dal 1978 al 2000, che alle soglie degli anni novanta generava ancora delle casacche molto semplici e pulite, nel solco della tradizione.

Una divisa, abbinata ai canonici pantaloncini e calzettoni bianchi, che potremmo definire quasi senza tempo. Uniche concessioni alla modernità, l’inserimento dello sponsor Upim in un rettangolo nero (una soluzione che, coincidenza, ritroviamo oggi col marchio Jeep) e l’apposizione sul cuore della caratteristica “scatolina”.

Juventus, stemma, zebra rampante

Nata dopo la conquista del ventesimo scudetto — arrivato nel 1982, proprio dopo un lungo duello coi viola —, si trattava di un rettangolo bianco bordato d’oro che andava a contenere le due stelle bianconere, a mo’ di mostrina militare.

Un dettaglio vintage ma tutto sommato ancora attuale che, siamo sicuri, non sfigurerebbe neanche sopra le moderne uniformi.

Rispetto alla Fiorentina, spicca in questo caso l’assenza di uno stemma societario, che sulle maglie bianconere farà il suo debutto solamente nel 1994. L’uso del canonico scudo ovale juventino era infatti riservato, all’epoca, all’aspetto prettamente societario.

Juventus, maglie home, anni ottanta

Le maglie bianconere degli anni ottanta

 

In quel periodo era invece salito alla ribalta un nuovo simbolo, per certi versi più affine al mondo delle mascotte, la silhouette di una zebra rampante; creata nel 1979, sarà usata nella comunicazione del club fino alla metà degli anni novanta, quasi soppiantando agli occhi dei supporter lo storico stemma.

Nonostante possa ricordare, a livello grafico, il torello rampante dei cugini granata, tale logo è tuttora apprezzato e sfoggiato da una discreta parte della tifoseria bianconera, e chissà che il suo uso non possa essere riscoperto in futuro.

Tra passato e futuro

Ventiquattro anni dopo quella finale di coppa, inevitabilmente le maglie delle due squadre sono molto cambiate. Ciò nonostante, le casacche oggi indossate da Gómez e Vidal, griffate rispettivamente Joma e Nike, mostrano alcune similitudini con le loro storiche antenate.

Fiorentina-Juventus, Serie A 2013-2014, Paul Pogba e Juan Cuadrado

Due uniformi, quelle della stagione 2013-14, che rispecchiano tutti i crismi di viola e bianconeri, con un’impronta stilistica semplice quanto efficace; la stessa che già ritrovavamo in quelle maglie del 1990.

Starà al futuro decidere se anche le mute del nuovo millennio, come quelle del vecchio secolo, resteranno nella storia o si riempiranno di gloria.

  • squaccio

    Bellissimo articolo e bellissime maglie di quel periodo.
    Mi piacerebbe rivedere la Viola con i calzoncini bianchi.
    Per me è tra quelle squadre che risulta troppo appesantita dal completo monocromatico.

  • LM

    Bellissimo articolo. Personalmente, non sopporto la Fiorentina monocolore, quando era con calzoncini bianchi, o addirittura neri era molto più elegante e staccava decisamente meglio. Quella della Juventus è pulita come allora, cosa molto positiva. Bellissime le divise anni’80 di entrambe le squadre, fortissime e con vere divise, in lanetta, coi numeri cuciti e le maniche lunghe, altrimenti te le alzavi, non come oggi dove si usano delle bruttissime sottomaglia. Due belle squadre, oggi come allora, il ritorno è tutto da scrivere, ma pensando al calcio italiano negli anni’80, pensi subito a un calcio che oggi non c’è più, a un campionato che allora era davvero il più bello al mondo.

  • Tux

    a tal proposito, ricordavo di aver letto nell’articolo di presentazione delle divise viola di questa stagione che, dietro promessa dello sponsor tecnico, i pantaloncini viola si sarebbero alternati con gli amatissimi (dai tifosi gigliati) pantaloncini neri anni 60. com’è che non se n’è fatto nulla?

  • Tux

    PS articolo magnifico come sempre

  • rudiger

    Capitolo Fiorentina: il giglio alabardato mi piaceva allora e mi piace ancora oggi. Come per la divisa romanista ritengo che i pantaloncini bianchi non aggiungano niente alla maglia viola. Quindi, a patto che resti qualche dettaglio biancorosso, e che il viola resti viola, vedo bene una divisa fiorentina a tinta unita.
    Capitolo Juve: sulle maglie poco da dire. Sulla “mascotte” anni ’80 direi che mi piace di più dello stemma ovale, anche se in effetti è una grafica di altri tempi. Chi l’ha ideata ha giocato sapientemente sull’ambiguità cavallo/zebra: in sostanza quello è un cavallo (animale più elegante) con un’ombra zebrata. Veramente suggestivo. Una sorta di “ferrarizzazione” della Juve: idea che in quegli anni potevano aver avuto, visto il matrimonio Fiat/cavallino.

    • Daniele Costantini

      Dal mio punto di vista, la Fiorentina è una delle poche squadre che vedo bene col completo monocromatico… sarà per il fatto che tale muta esalta ancor di più il loro colore societario, così unico a livello internazionale. Ciò non toglie che accoglierei con favore il ritorno ai pantaloncini bianchi o neri.

      Nel caso della “tua” Roma, invece… ritengo che col completo rosso perda non tanto, ma tantissimo, a livello di impatto visivo. Capisco che, per chi ha superato i trent’anni, quella uniforme riporta alla mente le magie di Fa(r)cao e Conti, ma – da osservatore esterno – l’ho sempre trovata una divisa abbastanza “piatta”. Per me, la Roma non dovrebbe mai prescindere dai pantaloncini bianchi (e ammetto che apprezzai anche la sperimentazione, a cavallo del millennio, dei calzettoni neri in stile United – http://www.asroma.it/images/history/13-TOTTI-rm-parma_full.jpg ).

      • rudiger

        No. Io sono un integralista dei colori giallo e rosso, un accostamento che giudico tra i più belli in assoluto (con il rossolblu, il bianconero e il gialloblu) e “completo”. Vorrei che nessun altro colore trovasse spazio sulla divisa. Dei pantaloncini rossi con ricchi dettagli gialli sarebbero, per me, molto più aggressivi e suggestivi degli scialbi mutandoni bianchi. Stesso discorso per i calzettoni. Ti dirò di più: anche la seconda maglia vorrei che fosse un gioco di questi due colori (o al massimo utilizzando l’arancione), per vedere che effetto fa.
        Pantaloncini bianchi e calzettoni neri, che molti vedono come “originali” per la Roma, sono invece ricordo di un tempo in cui tante, tantissime squadre, adottavano queste colorazioni per motivi di opportunità e risparmio. I pantaloncini bianchi sono come gli scarpini neri: una volta c’erano solo quelli. Oggi, anche se con molte colorazioni si esagera, non vorrei tornare al monopolio del nero per le calzature da calcio. Un giorno, forse, succederà anche con i pantaloncini; magari quando (se) cominceranno a venderli bene.

        • Daniele Costantini

          Per come la vedo io, i “mutandoni” bianchi esaltano invece ancor di più la maglia giallorossa (lo stesso accade col Milan, che trovo perda molto quando abbina invece i panta neri).

          Circa la seconda maglia, ho sempre preferisto la semplicità per la Roma; infatti apprezzo quando al bianco viene accostato uno solo dei due colori sociali.

          Il giallo e rosso uniti assieme, in un insolito “Lecce-style”, era già stato usato brevemente per la home di fine anni venti, e venne nuovamente sperimentato all’inizio dell’annata ’71-72 ( https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/7/7e/Gianfranco_Zigoni_Roma_1971.jpg ); una casacca usata sporadicamente solo in precampionato, per via della bocciatura da parte della tifoseria (che già in quegli anni aveva dovuto subire l’inversione, all’Olimpico, tra prima e seconda maglia).

          L’arancione – oltre che, più recentemente, per le divise da Champions degli anni duemila – si era già visto sulle away dei primi anni cinquanta, con maglia arancio e panta rossi, un abbinamento rispolverato poi come uniforme casalinga nel girone d’andata della stagione ’78-79 ( http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/b/b1/AsRoma7879.jpg ); nel girone di ritorno, col passaggio da adidas a Pouchain, arriverà poi la famosa maglia “ghiacciolo”.

          Riguardo infine ai calzettoni… beh, sinceramente, quando guardo quelli neri non sto lì a pensare al risparmio, agli scarpini di un tempo, e altro: semplicemente, mi piaceva il loro uso in quella divisa scudettata, punto 🙂

        • rudiger

          Se la metti così (ultima frase), ridivento tradizionalista!

    • Nasty

      a me piacerebbe vedere la fiorentina con maglia viola – pantaloncini viola – calzettoni bianchi (tipo chelsea) o maglia viola – pantaloncini bianchi – calzettoni rossi (tipo scozia). in ogni caso credo siano fondamentali i dettagli bianchi e rossi sulla maglia. sulla roma la penso al 100% come te.

      • rudiger

        Una volta nella vita vorrei vedere una seconda divisa gialla (o arancione) con dettagli rossi, senza bianco, senza nero. Si sperimenta su tutto, dal fucsia al verde dentifricio… che sperimentino anche su questo. Per la Fiorentina, viola-viola-bianco non sarebbe male. Buona idea.

        • Filippo
        • Daniele Costantini

          A latere, quella nell’immagine linkata da Filippo è la divisa bianconera che preferisco: maglia bianconera, pantaloncini bianchi e calzettoni neri, così come storicamente era fino ai primi anni ’50.

        • Niccolò Nottingham Forest

          @ Daniele: immagino tu ti riferisca alla composizione e non alla realizzazione specifica di quell’anno. Secondo me la parentesi numeri-inserti gialli è tutta da dimenticare. Infinitamente meglio le ultime due versioni proposte da nike completamente bianco-nere.

          Purtroppo arriverà Adidas, la regina del colore che non c’entra (Milan-oro o bianco; Real- qualsiasi colore che non sia bianco o viola; chelsea-oro, e la lista potrebbe estendersi a perdita d’occhio)

          Il mio presentimento è una divisa con le tre strisce e gli inserti blu chiaro/azzurro… (si, lo so, con l’accostamento nero-azzurro)

        • Daniele Costantini

          Mi riferisco chiaramente alla composizione generale dei colori, e non alla divisa del 2008-09 (pur se apprezzo le rigature larga).

          Sinceramente, non sono così drastico verso l’era dei numeri gialli, un’innovazione che trovo comunque migliore e più leggibile dello storico rosso degli anni ’60, poi fugacemente rivisto – senza infamia e senza lode – nel 1998-99 e nel 2007-08. Peraltro, tale soluzione ti dava l’opportunità di acquistare una maglia ‘pulita’ (quando col quadratone, invece, la personalizzazione è quasi d’obbligo se non vuoi ritrovarti con la schiena ‘vuota’).

          Certo, tra numeri gialli e quadratone, preferisco quest’ultimo… però mi piaceva molto più la soluzione dei tempi Kappa, con un vero quadrato ( http://www.reocities.com/Colosseum/7366/super3.jpg ), invece delle ultime versioni che vedono un pannello nero uniforme da fianco a fianco.

          Sull’arrivo di adidas nel 2015, non sono così pessimista, nel senso che l’epoca-Nike è stata, generalmente, abbastanza dimenticabile dal punto di vista stilistico: tra le poche, salvo le casacche delle ultime due annate, e quella del 2006-07, probabilmente la miglior maglia realizzata dallo swoosh per la Juve ( http://25.media.tumblr.com/tumblr_m2qeexR2Lx1ru92nlo1_500.jpg ). La mia unica remora è che, guardando agli ultimi lavori, i tedeschi sembrano trovarsi più a loro agio con la tinta unita (Real, Bayern, Chelsea) che non con le strisce (Milan, Flamengo).

        • matteo18

          @nicolò secondo me l’oro(non giallo ocra del tipo lotto-fiorentina) di per se, ogni tanto, non sarebbe neanche disprezzabile: ad esempio quella maglia del chelsea che hai citato secondo me era davvero bella. Di sicuro non ci sta bene nella vostra maglia ma ogni tanto qualche inseriment di qualche colore te lo dovrai aspettare(come tra l altro ha fatto nike con giallo e rosso), non penso sia un problema specifico di adidas ma un “normale” stacco dalla solita routine.

          @filippo in quel caso però non ci incastrava molto il bianco, avendo la maglia con tutti dettagli viola. Anche a me piacerebbe provare qualcosa, ma anche quest’anno i pantaloncini neri che dovevano essere alternati e che riprendevano il colletto sono rimasti inutilizzati(come la terza maglia tra l’altro). Secondo me c’è qualche restrizione da parte della dirigenza perchè altrimenti non mi spiego sempre questa rigidità.

  • Dade3

    Bella, pulita, essenziale l’attuale maglia nike juve. L’arrivo di adidas in casa juve mi fa preoccupare.

  • Swan

    Incredibile come per 10 anni (1978-88) la Juve abbia avuto sempre lo stesso modello di maglia. Credo che la foggia del colletto con V molto pronunciata e la presenza quasi fissa di scudetti, coccarde e stellette sul petto sia andata a discapito dello stemma. Da un lato meglio così visto che in quegli anni lo storico stemma ovale venne inconcepibilmente declassato in favore di una silhouette asettica.
    La prima maglia della Fiorentina che vidi da bambino fu nel mio primo album Panini, era quella indossata da Antognoni nella foto, una bella maglia per quei tempi. Da li in poi credo che non me n’è mai più piaciuta una per vari motivi. Forse l’unica apprezzabile fu quella indossata da Socrates nella foto.
    Riguardo lo stemma del giglio alabardato credo fu uno dei più brutti stemmi mai visti in Italia.

  • Moa

    Io dico ch gli stemmi anni ’80 sono compeltamente da riabilitare. Bellissimi ed innovativi per l’epoca. Emblemi del miglior calcio italiano di sempre.
    Bellissima la F gigliata della Viola, il Biscione dell’Inter e l’Aquila Laziale su diventata anche una maglia iconica.

    Articolo, come sempre, bellissimo

  • sergius

    Si, il giglio alabardato era davvero inguardabile, ricordo che fu anche motivo di sfottò verso la tifoseria viola in considerazione dell’aspetto tutt’altro che virile che lo stesso raffigurava. Bene fecero i Cecchi Gori a sbarazzarsene subito. Non mi piaceva nemmeno quel colletto rosso che con la divisa viola ci azzeccava poco. Direi che il kit attuale è molto bello.

    Quanto alla Juventus nella storia i cambiamenti sono stati pochi e minimali com’è giusto che sia visto che la home juventina non si presta a grandi stravolgimenti. Fossi un tifoso bianconero mi preoccuperei e non poco dell’arrivo di Adidas.

    • Daniele Costantini

      Come in parte già emerso nella scrittura del pezzo, sul giudizio circa il giglio alabardato – e in generale sugli stemmi anni ’80 – la penso come te (e come Swan, poco sopra). Il mondo è bello perché è vario… ma davvero, non comprendo come quegli stemmi-mascotte trovano ancora oggi tanti estimatori: probabilmente, in parte c’entra anche la nostalgia per il passato, la giovinezza e quel calcio italico ricco di stelle… ma a parer mio, dal punto di vista grafico, non c’è paragone con la (pur non rosea) situazione attuale.

      • rudiger

        Io giudico le “mascotte” anni ’80 una ad una, senza nostalgie: ad esempio promuovo lupetto e questa zebra (ancora abbastanza “moderni”) ma boccio biscione e ciuccio (troppo fumettistici).
        Lo stemma juventino attuale mi sembra insipido, soprattutto per la forma ovale, poco carismatica, e la scrittona curva tipo wordart.
        Il giglio Pontello non mi dispiaceva, ma anche quello “titolare” ha il suo grande fascino.

  • vittorio

    Senza dubbio sono anni di grandissimo fascino e le vestibilità molto simili alle attuali. Spezzo una lancia in favore della Kappa che in quegli anni si dimostro la più cool facendo prodotti di grande pregio come le maglie del milan, dell’Avellino, Lazio, Roma e Sampdoria. Poi nel 2000 torna alla ribalta con le Kombat della Roma che sfociarono con le splendide divise della nazionale attillatissime e che adesso Nike e Adidas hanno copiato. Pur non essendo juventino non posso che amare appassionatamente le kappa in cotone makò tutte ricamate e che davano alla vecchia signora un charme particolare. Bell’articolo! prego la redazione di fare un articolo sulla ennerre.
    Grazie

    • vittorio

      ho dimenticato di commentare le divise della fiorentina…tutte a loro modo interessanti come il modello j.d. farrows ma quella che mi colpisce di più per eleganza è la adidas di Antognoni…Magnifica!

  • CP9

    Stupende entrambe le maglie, in particolare le bianconere con kappa per me vanno nella top 10 italiana, infatti mi sarebbe piaciuto rivedere gli omini sulle maglie della juve (certo, viste le cifre del contratto con adidas è un’utopia). riguardo ai pantaloncini bianchi li preferisco anch’io, la divisa tutta viola la trovo un po’ pesante, meglio con del bianco a spezzarla.
    Capitolo stemmi: tutti e due apprezzabili, ma meglio quello della fiorentina, mi piacerebbe venisse riutilizzato in qualche modo. se ci fosse ancora bisogno di scriverlo, articolo eccellente come sempre.

  • FERT

    Bell’articolo, ritornano alla mente maglie e momenti d’altri tempi. Tuttavia penso che Juve e Viola vantino tutt’ora delle pregevoli casacche. Per me la maglia bianconera attuale (ma anche la away) è stupenda, veramente perfetta. Molto positivo anche il lavoro di Joma con la Viola.

    Iconiche le maglie bianconere griffate kappa.

    Per la Fiorentina mi piacerebbe rivedere il pantalncino Bianco o addirittura nero, soluzioni a me piacevolissime. La più bella per me rimane quella Adidas che indossa Antognoni.
    http://www.fiorentinanews.com/wp-content/uploads/2012/11/maglia-viola-pantaloni-neri.jpg

    http://www.fiorentina.it/objects/2014_02/10_(1).jpg

  • BOOGIE

    dopo anni e anni, ABM è tornata su alcune maglie dilettantistiche del parmense, da quel che si vede nelle pagine del calcio locale della Gazzetta di Parma.

    Mi piacerebbe ribadire la mia proposta di un articolo amarcord/esplicativo sui tanti marchi locali italiani, famosi e non, che proliferavano negli anni 80-90…

    mi ricordo ABM, NR/N2, TOP 87, PIENNE… POUCHIAN… le “sconosciute” di inter e milan metà anni 80…

    • Filippo

      Ennerre resta il top, ha vestito diverse squadre e alcune delle maglie erano veramente notevoli, dei “classici” insomma!

  • Marcomanno

    Mi chiedo: come si pone il tifoso fiorentino di fronte a una divisa con pantaloncini bianchi? personalmente, da non-viola, la preferisco alla muta di un solo colore .

  • Marco

    Innanzitutto complimenti per l’articolo, suggestivo in vista della partita.
    Di quella divisa viola apprezzo il logo, non ha il fascino nel logo romboidale, ma sa essere moderno e significativo con pochissimi tratti; è molto comunicativo, e lo associo spessissimo al logo con la lupa della Roma, riportato in auge dalle away kappa più recenti.
    Non ho mai sopportato “La Nazione” in giallo però, un unicum sulle maglie viola che mi ha sempre infastidito.
    Maglie Juve classiche, con un colletto però decisamente povero e “molle” rispetto a quello profondo delle divise di Platini & Co, che in assoluto preferisco.
    Ottima integrazione di “Upim”, la somiglianza nel lettering di “Jeep” è notevole.
    Peccato che le divise predisposte con il rettangolone siano ormai merce rara per le varie squadre bianconere in giro per il mondo.

  • Il Paggio

    @Marcomanno
    A Firenze l’80% della tifoseria impazzirebbe per il ritorno al pantaloncino nero. Lo aspettiamo da una vita…

    • Marcomanno

      bello anche quell’accostamento!

  • morgigno

    spero presto che il calcio torni ai pantaloncini corti come fino al 95. ogni azienda dovrebbe accorciare i mutandoni, specialmente quelli bianchi. grazie.

  • carloE87

    Quando vedremo qualche foto o qualche bozzetto delle prossime, 2014/15, divise bianconere??? Grazie e complimenti per il sito.

    • Passione Maglie

      Quando usciranno, le fughe di notizie non hanno date prestabilite 🙂

      • matteo18

        A proposito di anticipazioni, la fiorentina creerà una maglia speciale per la finale di coppa italia…avete qualche indiscrezione al riguardo? Perchè a quanto ho capito non si tratta dell’aggiunta di semplici toppe celebrative.

  • Antonio

    Me la posso tirare un po’? 🙂

    Quella maglia viola ce l’ho. È bellissima.

    Per quanto riguarda il giglio alabardato, a me piaceva, ma da non tifoso non ho voce in capitolo.

    Concordo sul fatto che la Fiorentina è una delle squadre penalizzate dal monocolore: anche a me piacerebbe rivederla coi pantaloncini bianchi o meglio ancora – come gran parte della tifoseria vorrebbe – neri.