SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Che il nome di Zlatan Ibrahimovic sia su tutti i giornali non è certo una novità, vuoi per un grande gol, una giocata o una “risposta” delle sue in campo e con i giornalisti.

Negli ultimi giorni però il campione svedese ha fatto parlare di sè per il contributo al World Food Programme e all’iniziativa “805 Million Names”.

Ibrahimovic nella campagna del World Food Programme

Nel match contro il Caen ha siglato un gol in acrobazia e poco dopo si è sfilato la maglietta per esibire dei nuovi tatuaggi temporanei. Il suo corpo ospitava i nomi di Carmen, Mariko, Antoine, Sawsan, Chheuy, Lida, Siatta, Rahma, Yaae che sono alcuni beneficiari dell’assistenza del WFP.

“Ovunque vada, la gente mi riconosce, mi chiama per nome, fanno il tifo per me”, ha detto Ibrahimovic nel corso della conferenza stampa di lancio della campagna, tenutasi presso la sede del PSG a Parigi. “Ma ci sono dei nomi che nessuno si prende cura di ricordare, dei nomi per cui nessuno fa il tifo: sono quelli degli 805 milioni di persone che, oggi, soffrono la fame nel mondo”.

Tatuaggi Ibrahimovic in PSG-Caen

“Ho tifosi che mi sostengono in tutto il mondo. D’ora in avanti, vorrei che questo sostegno andasse alle persone che soffrono la fame, perché sono loro i veri campioni. Così, ogni volta che sentirete pronunciare il mio nome, sarà a loro che dovrete pensare”.

Il secondo capitolo dell’iniziativa è andato in scena nel big match di Champions League contro il Chelsea, pareggiato per 1-1 al Parco dei Principi. Sulle sue scarpe nere, che per la cronaca sono le Mercurial Vapor X, c’era la scritta in stampatello “805 Million Names”.

Scarpe Ibrahimovic nere "805 million names"

Scarpini blackout Ibrahimovic PSG-Chelsea Ibrahimovic Mourinho PSG-Chelsea Zlatan Ibrahimovic in PSG-Chelsea

Ibrahimovic è alla ricerca di un nuovo sponsor dopo la scadenza del contratto con Nike, questo spiega gli scarpini blackout che sta utilizzando negli ultimi mesi, alternando alle Vapor gli ultimi modelli delle F50 di adidas.

Nell’attesa ha messo a disposizione le scarpe e il suo corpo per una buona causa. Dietro un personaggio spesso rude si nasconde un grande cuore, almeno in questa occasione.

  • dani

    Ovviamente sono dei tatuaggi temporanei…spero…

    • pongolein

      difficile che siano temporanei…ha voluto onorare quelle persone imprimendole indelebilmente sulla sua pelle.

    • vincent

      Sono temporanei,l’unico vero è abdullah sulla scapola,il fratello morto lo scorso anno.

    • Matteo Perri

      Confermo che sono temporanei, ma per me non cambia di una virgola il giudizio positivo sull’iniziativa.

    • pongolein

      confermo quanto scritto da altri, non sapevo se fossero temporanei o permanenti, in ogni caso non cambia il senso e la nobiltà dell’iniziativa.

  • pongolein

    Ibra proviene da un ambiente particolare, ha conosciuto la sua povertà, in parte in prima persona e in parte di riflesso con la situazione che i suoi connazionali hanno vissuto nella polveriere dei balcani.

    Ibra ha anche un altro pregio: è anti retorico. Non ha mai voluto ergersi a modello e dare l’esempio, ma questa causa la perora senza ipocrisia ed è mosso da sentimenti autentici.

    Ha messo a disposizione la sua immagine, un veicolo straordinario, per una causa troppo spesso snobbata anche dai media più importanti, e ovviamente ha fatto seguire a questa scelta molto impattante anche un contributo in termini economici al world food programme.

    Inutile fare retorica spicciola, se chi può farebbe un decimo di quello che ha fatto ibra probabilmente si potrebbe non dico eliminare, ma diminuire in maniera tangibile questo male che affligge troppe zone del mondo.

    Riguardo le scarpe le ho notate ieri, diciamo che ibra (uomo nike da più di un decennio, vero e proprio emblema del marchio) sta cercando di strappare forse l’ultimo contratto da top player mondiale al suo sponsor tecnico, situazione diversa rispetto a pogba, che è in rampa di lancio e probabilmente, per strategie a lungo termine, è più appetibile agli sponsor, rispetto al bomber svedese che è si ancora uno dei giocatori più forti e mediatici al mondo, ma probabilmente giocherà per ancora pochi anni e vuole essere, giustamente, pagato, anche in relazione al suo faraonico stipendio…Penso che alla fine opti per la classica nike.

    • Eugenio

      Si, è vero, Ibra c’è da molto tempo… Mi ricordo bene le pubblicità ” Joga Bonito “.. Bellissime.

  • Eugenio

    Bellissima iniziativa.. Complimenti a Ibra. Sarebbe stato forse più “pulito” scrivere tutto in una maglietta.. Magari però ha più effetto così. Quanto alle scarpe sono d’accordo con Pongolein.

  • WhiteBlue

    Mi dispiace essere critico quando ci sono iniziative come queste… Spero iara sia sincero in questa iniziativa e non sia solo un altra operazione di marketing mascherata dalla beneficenza…. Dopo quella volta che si rifiutò di ricevere un bambino con il cancro che era andato da lui per avere almeno un autografo… Bah speriamo

    • pongolein

      Capisco quello che vuoi dire, ma purtroppo non è sempre possibile accontentare tutte le richieste di questi piccoli tifosi malati, per i quali una visita anche solo di un minuto del proprio idolo permetterebbe loro di vivere letteralmente un sogno. Per molti bambini purtroppo è impossibile concretizzare queste idee, molte volte organizzate da specifici enti che orbitano attorno agli ospedali pediatrici e fungono da tramite molto prezioso. Talvolta impegni, casini, distanze, impediscono la possibilità che la visita avvenga, e in quelle circostanze bisogna avere il buon senso di non speculare circa l’assenza di umanità di un atleta. Perchè io sono sicuro che se potessero non negherebbero un sorriso a nessun bambino malato nel mondo =)

      • WhiteBlue

        Forse non ti ricordi quel che era successo… Vorrei metterti qui la storia ma non riesco ad incollarla….

        • pongolein

          Si si ho letto la storia del piccolo Hajrudin Kamenjas, e come ti dicevo io non me la sento di speculare troppo sul suo rifiuto. C’è stata una mancata organizzazione probabilmente, o forse proprio lui non ha voluto/potuto trovare il tempo per un piccolo grande gesto. Non giudico perchè non so come stanno realmente le cose, magari anche quella vicenda l’ha aiutato a crescere sotto il profilo umano, e a prestarsi per una causa importante come questa.