SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Qualche settimana fa abbiamo pubblicato un articolo sui prezzi delle maglie da calcio, per i quali l’Italia detiene un triste primato.

Stimolati dalla ricerca dell’agenzia Sport+Markt abbiamo inviato una lettera aperta a tutti i marchi di abbigliamento sportivo presenti nella Serie A 2011-2012: Adidas, Asics, Erreà, Givova, Joma, Kappa, Legea, Macron, Nike, Puma.

Sponsor tecnici Serie A 2011-2012

8 su 11 hanno risposto alla nostra lettera, anche solo per declinare l’invito. Ringraziamo quindi i responsabili degli uffici stampa & marketing che si sono gentilmente messi a disposizione.

LE NOSTRE DOMANDE

1) Qual è il costo di una maglia dall’uscita dalla fabbrica e come si arriva al prezzo di listino di 60-70-80 euro?

2) Perché la stessa maglia, persino di un club italiano, arriva a costare molto meno in Inghilterra? Per una diversa tassazione? Perché ha costi minori per i commercianti in fase di sell-in? Per una distribuzione su diversi canali? Migliore offerta?

3) Una politica di prezzo inferiore non potrebbe combattere il fenomeno della contraffazione e favorirvi rispetto alla concorrenza?

I quesiti erano incalzanti e, se vogliamo, piuttosto scomodi. Consapevoli che le rigide policy aziendali difficilmente avrebbero permesso una risposta diretta, abbiamo lasciato l’opportunità di fornirne una generica attinente.

ADIDAS

1) Non possiamo divulgare il costo della maglia all’uscita dalla fabbrica per ovvi motivi. Quello che si può dire è che, negli ultimi anni, i costi di produzione sono molto aumentati a causa del lievitare dei prezzi delle materie prime.

2) adidas come da normative europea non può imporre i prezzi al pubblico ma solo consigliarli come comunichiamo sui nostri cataloghi e listini. I nostri rivenditori sono liberi di decidere se applicare il prezzo da noi consigliato. Le differenze con altri mercati nascono poi da una differente tassazione e da politiche commerciali che possono variare da paese a paese.

3) adidas è da sempre attenta al design ed alla tecnologia dei propri prodotti, questo comporta, insieme ad altri fattori già menzionati, un aumento dei costi. Ad esempio la maglia del Milan è in tessuto engineered (i fili di tessuto vengono colorati singolarmente) e quindi i colori non sono semplicemente stampati. Questo garantisce al nostro prodotto una qualità superiore e in realtà lo rende più difficile da contraffare, perché più bassa è la qualità e più è facile replicare un prodotto.

ASICS

Non abbiamo ricevuto una risposta da Asics.

ERREA’

Erreà ha promesso una risposta che alla data odierna non è ancora arrivata.

GIVOVA

1) Naturalmente come potrà ben immaginare, non posso comunicare il prezzo franco fabbrica delle maglie gara ufficiali dei club che sponsorizziamo, ma posso dirle che spesso il prezzo da lei indicato viene raggiunto anche e soprattutto tenendo conto dell’importanza del club della sua storia e del suo blasone, quindi il nome della squadra incide in media un 30/35% sul prezzo di vendita al pubblico.

2) Naturalmente i diversi tipi di tassazione incidono notevolmente sul prezzo di vendita delle maglie che comunque, come quasi tutti i beni italiani sono tassati del 21% solo dall’aliquota IVA, quindi nei paesi dove l’IVA non è presente si riesce ad avere un prezzo di vendita molto più competitivo ed a buon mercato. Naturalmente i rivenditori devono avere un prezzo più competitivo per garantirgli dei margini di utile sulla vendita dei prodotti merchandising quindi si effettuano delle diverse politiche di prezzo per garantire tale delta.

3) Sicuramente una politica di prezzo diversa garantirebbe una maggior diffusione del prodotto ufficiale distruggendo o comunque ridimensionando di molto il fenomeno della contraffazione. Per quanto concerne le nostre politiche aziendali, Givova è l’unica azienda in Italia che non realizza maglie replica per la vendita merchandising, infatti i nostri prodotti destinati alla vendita sono esattamente identici ai prodotti ufficiali che gli atleti usano per scendere in campo, inoltre le maglie gara ufficiali dei club nostri partner al momento sono quelle che costano meno al consumatore finale, quindi come vede noi abbiamo già cominciato ad implementare una politica di vendita di vendita che garantisca all’utente finale una eccellente qualità ed un prezzo molto più competitivo.

JOMA

1) Non esiste un costo fisso di produzione, gli aspetti di cui tenere conto sono molteplici ed estremamente variegati. Dipende in quale paese si produce, lo studio e sviluppo del prodotto sia dal punto di vista grafico che da quello della ricerca dei materiali, la fattura della maglia ed a quanti e quali dettagli tecnici impreziosiscono il prodotto finale. Più semplice identificare la lunga e laboriosa trafila che porta al prezzo finale : i costi di ricerca, progettazione e sviluppo, costo delle materie prime, costi di trasporto, gestione, dogana. A seguire e forse ancora più importante il valore del contratto in essere ed il club con il quale si è stipulato e le eventuali royalties da riconoscere.

A questi da aggiungersi costi indiretti e rischi quali il pericolo che parte dei prodotti rimanga invenduta causa negativa annata del sodalizio sportivo o da una entrata sul mercato di falsi e pirateria assortita di cui non si ha avuto immediato sentore e che, al momento della scoperta, già ha creato rilevante danno.

2) Il regime fiscale inglese certamente è più favorevole, ma non così significativo da produrre forti differenze.

Pesa inoltre ed in modo considerevole il diverso approccio delle tifoserie nei confronti del prodotto “merchandinsing” club:

  • praticamente non esiste il falso
  • la maglia si compra sempre e comunque originale ed indipendentemente dagli esiti agonistici della squadra
  • il 90% dei tifosi che entrano nello stadio indossano la maglia ufficiale

3) La diminuzione dovrebbe essere sostanziale; 10/15 euro di differenza non cambierebbero di molto il panorama.

Esiste però una buona via di mezzo che adotteremo in occasione di una prossima partership tecnica nella prossima stagione in serie A : cercare di contenere il prezzo della maglia ufficiale, sviluppare promozioni e scontisctiche su seconda e terza maglia ed inserire a corredo una replica ufficiale che mantenga tutti i crismi della buona qualità ad un prezzo alla portata di tutte le tasche in tal modo da accontentare entrambe le sfere del mercato.

Crediamo veramente di avere realizzato un prodotto qualitativamente valido ad un prezzo che farà quantomeno riflettere anche gli abitudinari del falso.

KAPPA

Kappa, il cui marchio fa parte del gruppo BasicNet, non possiede le informazioni da noi cercate. Di seguito la risposta ottenuta.

BasicNet si occupa di disegnare le collezioni e di industrializzarle, ma produzione e distribuzione avvengono tramite licenziatari (imprenditori indipendenti) sparsi nel mondo, che riconoscono alla capogruppo royalties di produzione e di vendita. Il nostro business model è decisamente diverso rispetto a quello delle tradizionali aziende di abbigliamento, sportivo e non.

Il nostro Gruppo non produce e non vende, ma disegna le collezioni e dà la licenza di produzione e di vendita ai cosiddetti licenziatari, che pagano alla capogruppo le royalties e le commissioni di sourcing. Si tratta di imprenditori che lavorano nel mondo e che dialogano direttamente tra loro, sebbene grazie il nostro IT. Noi ci “limitiamo” a fare ricerca&sviluppo, industrializzazione, marketing, IT, finanza strategica. Forse questo video potrà chiarirle meglio come funziona il nostro business system: VIDEO

LEGEA

Le maglie delle squadre da noi sponsorizzate non superano il prezzo di 60 euro soprattutto a inizio stagione. E’ chiaro che il prezzo subisce poi delle modifiche verso il basso sul finire della stagione calcistica. A differenza di molte altre aziende del settore, solitamente Legea non produce delle repliche ma introduce sul mercato delle divise in tutto e per tutto identiche a quelle che i calciatori indossano sui campi da calcio.

Il prezzo da noi consigliato vuole essere un compromesso tra la valorizzazione della licenza acquisita (dietro compensi economici più o meno importanti) attraverso i contratti di sponsorizzazione con le società professionistiche, strategie commerciali interne e infine lotta alla contraffazione. Da non dimenticare poi la sempre più frequente pratica di inserire royalty sulle maglie vendute che vanno a finire nelle casse delle società sponsorizzate. Tutto questo incide sul prezzo finale di una maglia.

All’estero ci sono discorsi commerciali differenti complicati da spiegare e che, a grandi linee, sono stati centrati da alcuni vostri lettori (come leggo nei post precedenti della discussione in oggetto).

LOTTO

1) Per policy aziendale non divulghiamo il puro costo di produzione delle maglie all’uscita della fabbrica, che come è comprensibile è un dato competitivo particolarmente sensibile.
Più in generale la nostra strategia di definizione del prezzo di listino al pubblico è mirata a garantire ai nostri clienti il miglior “value for money” possibile, un concetto da sempre chiave per Lotto non solo per le maglie gara, ma anche per tutte le nostre collezioni.

“Value for money” vuol dire non considerare il prezzo come un fattore assoluto, ma congiuntamente ad altri elementi quali l’innovazione, la qualità e lo stile.
E’ utile sottolineare come negli ultimi anni il valore delle materie prime sia notevolmente aumentato, imponendo un lavoro ancora più rigoroso sui margini per non condizionare eccessivamente il prezzo finale dei prodotti. Naturalmente il prezzo al pubblico oggi viene spesso concordato con le squadre, soprattutto con le società che si sono attrezzate per effettuare la vendita sia tramite l’e-commerce che con la gestione diretta dei merchandising-store.

2) Tra i vari fattori che influenzano la definizione del prezzo finale di un qualsiasi prodotto – non solo le maglie da calcio – le caratteristiche dei mercati locali sono spesso tra quelle che influiscono in maniera più significativa: parliamo di ripetitività dell’acquisto, di frequenza d’uso, di volumi di vendita, ecc. Tutti elementi particolarmente sviluppati nei mercati inglese o tedesco, dove in generale la maglia originale va spesso al di là delle logiche di questi prodotti, ma diventa puro senso di appartenenza al Club.

3) E’ interesse di tutti combattere il fenomeno della contraffazione, ma le logiche che guidano gli acquirenti delle maglie replica top e delle repliche “bancarella” sono estremamente diverse e spesso le due tipologie di prodotto non sono tra loro alternative. Spesso il consumatore esige solo il prodotto indossato dalla propria squadra, e ricerca sempre innovazioni nel design e nei contenuti tecnologici, per questo il nostro prodotto di fascia alta ha un suo mercato ed è esattamente quello che utilizza il club sponsorizzato da Lotto.

Ci sono aspettative, necessità e disponibilità di spesa diverse e per questi motivi la contraffazione si fronteggia con strategie più articolate, al di là del semplice abbassamento di prezzo, lavorando sulle caratteristiche di prodotto, sui canali distributivi e sulla valorizzazione del brand. Naturalmente in alcuni casi il prezzo diventa una delle variabili su cui intervenire, come testimoniano le nostre recenti esperienze sui progetti legati alle maglie delle nostre squadre di Serie B, allineati alle richieste dei tifosi, o delle massime serie, dove abbiamo aggiunto in collezione una linea di prodotti intermedia, ma comunque sempre più alta delle economiche repliche stadio.

MACRON

1) Il costo della maglia e di qualunque prodotto di merchandising viene determinato in modo preciso e scientifico. Il prezzo, per legge economica deve infatti coprire tutti i costi di produzione, di gestione, di logistica e consentire un margine sia al produttore che al canale di vendita. Infine il prezzo finale deve essere allineato con il mercato.

Il costo di produzione può variare a seconda di cambi nei costi delle materie prime e/o logistica. Il prezzo al pubblico si modifica più lentamente. Quello che può variare nel breve è quindi il margine che arriva al produttore e al venditore. Il prezzo al pubblico quindi tiene conto di tutti questi elementi.

2) Il prezzo al pubblico di qualunque prodotto viene determinato dal mercato. Oltre al costo di produzione e ai margini del canale, il prezzo al pubblico deve essere allineato con il mercato di riferimento. La Gran Bretagna è un mercato sul quale chiunque produce merchandising sa di dover rispettare dei prezzi finali al pubblico allineati con il mercato, e che risultano più bassi che in altri paesi europei.

Il che significa per chi produce abbigliamento tecnico sportivo rinunciare a margini. Questo però è imprescindibile e inevitabile per stare sul mercato. Questo avviene in qualunque paese, magari può essere diverso il tipo di prodotto. Es: mercato delle automobili, certi brand in alcuni mercati storicamente hanno sempre avuto prezzi differenziati.

3) I prezzi di prodotto sono sempre allineati al mercato, che in ultima istanza è quello che determina il prezzo. Questo vale per chiunque operi in un determinato mercato di riferimento. In Italia i prezzi del merchandising delle varie squadre, prodotti da aziende diverse sono allineati tra di loro.

La contraffazione non viene combattuta con l’abbassamento dei prezzi e neppure la concorrenza. Nel merchandising, di prodotto ufficiale ne esiste solo uno. Il tifoso lo sa e conosce molto bene la differenza. Inoltre, nel caso delle maglie gara esiste anche la versione “replica” che quindi consente anche chi eventualmente non è in grado di investire un certo budget di poter comunque acquistare il prodotto originale.

NIKE

Nike non può rispondere per motivi di policy aziendale.

PUMA

Puma non può rispondere per motivi di policy aziendale.

Tifosi Blackpool-West Ham 2012

I tifosi di Blackpool e West Ham per la finale dei playoff di Championship


Nessuno si è sbilanciato sul prezzo di una maglia all’uscita dalla fabbrica, era piuttosto scontato. Secondo un articolo de “Il Secolo XIX”, pubblicato nel Dicembre 2011, il prezzo di una casacca Kappa all’origine è di 7-8 euro che diventano 13-14 all’arrivo in Italia (ciclo produttivo e trasporto). Ai rivenditori viene venduta a circa 30 per rientrare parzialmente del costo della sponsorizzazione. Il ricarico del negoziante è del 100% e al prezzo finale si aggiunge il 21% di Iva.

La differenza tra il mercato inglese e quello europeo sembra essere dettato dal differente modo di vivere il calcio oltremanica. Comprare la maglia della propria squadra del cuore, da indossare prevalentemente allo stadio, è una prassi consolidata. Questo succede per le squadre di Premier League e per quelle militanti nelle leghe minori.

I volumi di vendita permettono di rientrare dei costi anche con un margine inferiore, aiutati da un mercato del falso quasi inesistente. In Italia un abbassamento dei prezzi difficilmente porterebbe ad una crescita sensibile delle maglie vendute. In quanti con una maglia replica originale a 50-55 euro la preferirebbero rispetto a quelle da bancarella o quelle contraffatte del mercato asiatico?

Palla a voi lettori adesso. Vi invitiamo a proseguire la discussione nella speranza di leggere commenti costruttivi e non superficiali.

  • http://www.7football.it Sergio

    Bel pezzo, complimenti. Peccato che le risposte sanno molto di “come se fosse antani”, ma almeno onore alle aziende che hanno risposto

    • ferro

      e la supercazzola ce la sorbiamo noi….

    • Geeno Lateeno

      Sono d’accordo al 100%.
      Chi non risponde…. si qualifica da solo
      Chi invece si trincera dietro “policy aziendali”… beh…. a me hanno sempre insegnato che rispondere è cortesia… specialmente ai potenziali Clienti….

  • http://acmilansince1899.wordpress.com since1899

    50-55 EURO sarebbero ottimali. Molta gente a quel prezzo la comprerebbe. Provate a chiedere alla stessa Adidas quante maglie del Milan hanno venduto quando hanno messo la promozione delle maglie a 59 euro sullo store online rossonero (fuori dalla promozione costava 79euro).
    Poi si deve cmq aggiungere che il tutto rientra nella mentalità diversa.
    In Inghilterra: stadi nuovi (eh sì sempre loro!) sempre colmi, merchandising a “go go” che se ti vedono con la maglia tarocca ti ride mezza tribuna dietro le spalle.
    In Italia: stadi fatiscenti, merchandising al minimo sindacabile, maglie tarocche a non finire. Per non parlare degli appassionati e tifosi che magari si trovano a km di distanza e che per andare a vedere una partita della propria squadra (penso a Milan, Inter, Juventus,…) già fanno sacrifici enormi, e che se vogliono comprarsi una maglia ovviamente saranno più propensi per una tarocca con un costo minore o ci pensano due volte prima di prendere quella originale.

    • vigne

      guarda che sullo store del milan è il milan che decide di cambiare i prezzi

    • sax

      potrebbero costare 40 euro ed è già tanto

  • corry_32

    Si infatti vanno ringraziate le aziende che si sono “esposte” per rispondere!al di là delle risposte a domande “scomode” per un’azienda come le suddette che a mio modesto parere si sono sbilanciate più di quanto non avessero dovuto…rimane il fatto che fin quando non arriveremo a vivere il calcio come i tifosi inglesi…difficilmente ci sarà un abbassamento di prezzi!!! questo mi dispiace ma purtroppo ne prendo atto!!! 🙁

  • segreto

    punto 1 le fanno tutte in cina e costano trasporto compreso massimo 5 euro all’azienda..lo so per certo di un’azienda italiana…forse ad adidas e nike anche meno.

    l’azienda le rivende verso i 30-35 euri

    la squadra le rivende al prezzo che sappiamo bene.

    tutto qui.

    niente di segreto solo puro business

    • GianGio87

      non è questione di creare capi in cina: l’area del terzo mondo non conclude o coincide solo con la cina: taipei, indonesia ecc… sono zone del mondo dove a tutte le aziende di qualsiasi settore della produzione costano meno non solo in stipendi ma anche in tasse.
      il trasporto non ti viene a costare 5 euro, ha un costo minimo imposto dal WTO ed in genere applica il costo più basso che uno stato può applicare come dazio o trasporto. arrivati in italia (esempio) l’azienda le vende ai rivenditori o gli stocchisti ad un costo a cui poi vanno applicate tutte le varie tasse e accise. il rivenditore intermedio poi deve rivenderle ai rivenditori più piccoli (i negozi) o venderli in proprio tramite propria attività o in stock a partite iva. alla fine il rivenditore finale il negoziante li deve rivendere e deve comunque mantenere un margine di guadagno minimo per non rischiare di andare in fallimento. se da noi in italia (sempre per esempio) avessimo la stessa filosofia di tifo della gran bretagna (e tassazione identica) allora anche da noi i prezzi sarebbero simili di molto a quelli inglesi. non è solo business ma anche un motivo di guadagno minimo da garantire per non rischiare di chiudere

      • Flavio Maione

        non basterebbe avere la stessa cultura della Gran Bretagna, dovremmo avere anche lo stesso sistema di tassazione.

        • GianGio87

          l’ho scritto tra parentesi 😉

        • rudiger

          E gli stessi stipendi.

        • Matteo23

          E’ normale che i venditori applichino il 100% di sovrapprezzo per gli articoli acquistati da terzi. Quindi le aziende vendono a 35 euro e i negozi a 70. Potrebbe cambiare qualcosina se le aziende vendessero a 25 euro, visti i costi molto bassi nella produzione di maglie, specialmente quelle prodotte in Asia (io ne ho una Nike prodotta addirittura in Marocco).

      • segreto

        io parlo di dati abb precisi…dato che ho amici nel settore…poi possiamo parlare del sesso degli angeli

        la fabbriche stanno in cina ed i container abbattono i prezzi in maniera efficace.

        ad esagerare una maglietta costa 12 euro tutto compreso..ad una media azienda..non oso immaginare a colossi come nike e adidas…

        poi c’è la ricarica verso il club , diciamo che gli costa 35 euri max..poi c’è la ricaric del Club che ha un margine massimo oltre al quale non puo operare pena una penale…

  • Flavio Maione

    la risposte più esaustive l’hanno date Joma e Macron solo che la prima a quanto letto dovrebbe abbassare i prezzi (non di molto, però già è un primo passo), Macron si adatta al mercato, nel senso di paese che vai usanza che trovi. Legea e Givova non hanno prezzi altissimi ma le maglie ufficiali sono quasi irreperibili, parlo soprattutto di Givova. Adidas se n’è lavata un po le mani e secondo me non vale neanche il discorso della qualità e dei materiali che nelle repliche non sono gli stessi di quelle indossate e nonostante ciò hanno comunque un prezzo altissimo. Parere personale: una maglia nuova di inizio stagione 50/55 euro ci stanno, fine stagione anche 30/35 euro, secondo me questi sono i prezzi migliori.

  • Giopilota

    pensavo rispondessero cosi,ma apprezzo almeno chi ha risposto.
    Comunque se una maglietta uscita dalla fabbrica esce a 7-8 € il prezzo finale è assurdo,capisco che bisogna guadagnarci ma giocano con i costi in maniera esagerata!
    Secondo me se si vogliono abbassare i prezzi si può solo che nn lo faranno mai perche non rinuncieranno mai ai SOLDI!!!

  • Flavio Maione

    comunque anche in Olanda ed in Germania i tifosi vanno tutti o quasi allo stadio con la maglia originale della propria squadra, nonostante ciò i prezzi sono conformi a quelli italiani.

    • GianGio87

      gli stipendi medi di Germania, Francia, Olanda, Spagna sono più alti di quelli italiani e ciò favorisce ad un’abbattimento della percezione dell’onerosità di un acquisto

      • Flavio Maione

        il fatto principale è che li comunque sia c’è occupazione maggiore rispetto all’Italia, in Spagna però non so

      • Alvise

        in spagna no

        • Gianluca

          Infatti, sono anche più bassi di quelli del Nord Italia, però la vita è meno cara in generale.

  • qwerty

    in italia a livello di merchandaising siamo nel medioevo

  • http://elalbumdekikeshy.blogspot.com Kike Harris

    10 – 15 euro di differenza forse per loro fabricanti non sia un cambio notevole veramente, ma per chi ci piacce avere tante maglie può significare aver soldi per un altra tra 4 maglie comprate.
    Io ho ricevuto maglie direttamente dalle fabbriche per 20€, penso che avranno avuto qualche tipo di beneficio. Quindi, il prezzo viene incrementato più d’un 100% dalla ricevuta del materiale alla vendita!

    • Matbuz

      Non vorrei smontarti un mito ma quelle “maglie che provengono direttamente dalle fabbriche” a 20€ non sono altro che fake.

  • http://elalbumdekikeshy.blogspot.com Kike Harris

    Sarebbe anche interesante conoscere se pensano nella qualità di vita dei paesi dove vendono le maglie per impostare i prezzi (quanto soldi di media, costi dei prodotti, ecc).

  • Simone

    Non sono esperto di marketing o altro, però osservo che le maglie della stagione 2012-2013 di Milan e altre squadre Adidas e Nike sono in vendita a 85 euro, e che le replica “prodotto ufficiale” (quelle senza il marchio dello sponsor tecnico) in alcuni casi raggiungono i 20-25 euro. A Barcellona se non hanno alzato il prezzo sono 30 trattabili fino a 25.

    Non dico tanto, ma si tornasse ai 55 euro del 2006 (Asics per il Torino) magari il mercato delle maglie crescerebbe di volume, visto che anche le personalizzazioni sono passate da 8-10 euro fino a 15…
    Un completo ufficiale (maglia e pantaloncini con nome e numero e calzettoni) generalmente costa intorno ai 140 euro, forse un po’ troppi, anche e soprattutto a fine stagione.

    PS: effettivamente, le risposte di Macron sanno di supercazzola… Tutto quell’insistere sul discorso del prezzo di mercato vuol dire che se non comprassimo più le loro maglie ce le venderebbero a 25 euro? 😀

    • Alessandro

      no anzi…lo hanno detto anche gli altri appunto perchè noi compriamo più maglie tarocche che originali loro alzano i prezzi…in inghilterra invece tutti comprano le maglie originali e le società hanno abbassato i prezzi perchè pensandoci ormai tutti ogni anno hanno già la maglia della stagione precedente…se i prezzi fossero alti anche la gente direbbe beh io ho quella dello scorso anno quella di quest’anno non la prendo perchè costa molto!! Le società che non raggiungono la loro soglia ideale di utile devono sempre aumentare qualcosa per cercare di raggiungerla!! E così fanno con il prezzo. In sostanza bisognerebbe acquistare solo maglie originali e tutti!!

      • Federico

        Mi dispiace ma se penso che in inghilterra la vitaè più cara e gli stipendi più alti dei nostri e che le maglie costano addirittura MENO che da noi mi viene da pensare che non sia un discorso di paesi ma di tasse. Venderla a 80€ (solo la maglia perche il kit completo sfiora anche i 120€) costringe molti a prenderla dai cinesi (non io visto che le colleziono). Provassero a venderla a 50€ e arrivare a 80 solo con il kit completo. Inoltre sui siti di e-commerce di tutta europa c’è la possibilità di personalizzazione COMPLETA (nome, numero e parch della serie) che costa 5€. Da noi solo none e numero costano 15 e non sono disponibili le patch tranne qualche club che le ha introdotte da un paio d’anni. Mi spiace ma credo che sia solo un discorso economico e che, come per tanti altri beni, ci si voglia caricare quanto più possibile…tanto per tutti quelli che la comprano tarocca c’è sempre chi la compra originale bilanciando le entrate. Poi abbiamo enormi ricarichi proprio per la mole di persone da pagare (fabbriche, club, grossisti, piazzisti, STATO…). Come a dire anche su una maglia devono mangiarci in 2000. Se ogni club comprasse i materiali e avesse un propria fabbrica perderebbero i soldi degli sponsor ma potrebbero vendere le maglie a 30€ l una e credo che tutti i tifosi ne comprerebbero almeno 10 a testa…

  • Costanza

    quando JOMA dice:
    “Esiste però una buona via di mezzo che adotteremo in occasione di una prossima partership tecnica nella prossima stagione in serie A : cercare di contenere il prezzo della maglia ufficiale, sviluppare promozioni e scontisctiche su seconda e terza maglia ed inserire a corredo una replica ufficiale che mantenga tutti i crismi della buona qualità ad un prezzo alla portata di tutte le tasche in tal modo da accontentare entrambe le sfere del mercato.”
    Si riferisce alla Fiorentina, giusto?! =D

    • passionemaglie.it

      Esatto, ci sarà un prezzo speciale per la Fiorentina.

      • Costanza

        fantastico! grazie PM =)

        e grazie Joma! =P

        • alessandro

          Matteo sai se ci sarà anche per la fiorentina un video per la presentazione della maglia ??

        • Giglio66

          work in progress….

        • alessandro

          Bene…:)

        • Costanza

          =D

        • alessandro

          Giglio aspettiamo te per qualche novità…sai dopo sei anni di inferno con lotto sono ansioso di vedere il lavoro di joma

    • Arkansas

      Si sà quando sarà presentata la Maglia della Fiorentina?

      Avevo letto qualcosa al riguardo che mandava la data di presentazione verso Fine Luglio in un luogo Particolare…..

      • http://www.magliaviola.it magliaviola

        si….a Lourdes… 😉

        • Arkansas

          Sarebbe il Caso……ma di farci il ritiro

  • MauroJx

    Secondo me delle fidelity card offerte dai vari sponsor tecnici aiuterebbero a combattere la contraffazione… non so, paghi un 10-15€ annui ma poi ogni mese puoi accedere a varie offerte e sconti esclusivi.

  • Costanza

    Tornando al discorso principe….io le maglie che ho acquistato sono sempre state rigorosamente originali….da questo punto di vista sono molto “inglese”.
    Non mi piacciono le maglie contraffatte, sono brutte e mi danno l’idea che manchi qualcosa, che non sia appieno la maglia della mia squadra!!!
    Però pensiamo a tutte quelle famiglie che hanno bambini piccoli che vogliono indossare la maglia della loro squadra del cuore….non possono mica spendere 80€ per una maglia che dopo du mesi non portano più! ma neanche30-40€!!!

  • Peppe

    Si ma quando si parla di costi di produzione a 7-8 euro, si devono aggiungere altri costi come quelli di marketing, progettazione, royalty (soldi che ad esempio la nike da ai team) etc.

  • Giopilota

    per me il prezzo top sarebbe 40-45!

  • Checco

    Mi aspettavo delle risposte del genere da parte delle aziende. Io sono d’accordo per quanto riguarda l’inicdenza del modo di vivere il calcio; la mentalità inglese di comprare a tutti un prodotto ufficiale è un fattore decisivo sul mercato, perché comunque vada la stagione sai di vendere ugualmente la maglia. La tassazione poi penalizza ulteriormente l’Italia ed i tifosi italiani, soprattutto quelli che non appena la propria squadra ha degli alti e bassi non vanno nemmeno allo stadio (questo da sempre, la scusa della crisi non vale!).

    Personalmente non comprerei mai una maglia replica, seppur originale, perché le differenze con quella da gara sono ben evidenti. Io penso a quella del Milan con i loghi stampati e non cuciti e grandi differenze di design. 50 euro per una maglia che sembra da bancarella sono troppi. Preferisco quella da gara, che piuttosto non compro ogni anno, ma almeno è come quella dei ragazzi in campo.

    Infine a mio parere 15 € in meno (personalizzazione compresa) farebbero la differenza, magari non enorme, ma sicuramente diversi tifosi in più ci penserebbero.

  • AndreaDV7

    Secondo me conta tantissimo anche il nome del club sponsorizzato, se legea (ad esempio) sponsorizzasse il barcellona o il man utd non credo proprio che terrebbe le maglie a 60 euro, anzi alzerebbe il prezzo visto il gran numero di richieste; anche se la produzione delle stesse è uguale a quella per esempio dell’udinese il cui prezzo è 60.

  • GC9

    Ho seguito la cosa con interesse, ma cvd si sono limitati a dar risposte ovvie e scontate (quelli che si son degnati di farlo ad eccezione della joma che ha lasciato un minimo di suspance). Evidentemente ai produttori va bene così, alle squadre pure, quindi possiamo metterci l’anima in pace che nn cambierà nulla. D’altronde noi parliamo da appassionati, ma gli affari son ben altra cosa ed in classico spirito italiota (della patata) tutti si lamentano, però nessuno se la sente di osare.

    • GC9

      Tra l’altro, come già scritto, da qlc parte bisognerebbe pure iniziare. Ci sono i soliti che pensano di andare a sfogare le loro frustrazioni che andrebbero presi e mandati a casa una volta per tutte, poi andrebbero sistemati questi stadi in condizioni pessime e magari organizzare almeno la serie A e B in modo che quelle 60 squadre riescano a sopravvivere pianificando le stagioni con una programmazione sportiva seria (e nn a vista) senza trascurare il marketing e l’immagine dei club. A questo punto ci si potrebbe realmente rivolgere ai tifosi per la questione maglie cercando di debellare la contraffazione. Ma sia chiaro che i prezzi andrebbero decisamente rivisti in stile Inghilterra. Personalmente per passione compro 1 o 2 maglie l’anno, però mi rendo conto che sono cifre folli e decisamente fuori mercato (l’unico vantaggio è che se la maglia viene tenuta bene ed è bella/importante, dopo un decennio manterrà il suo valore) se rapportate al periodo che stiamo vivendo. Tra l’altro leggo di maglie replica a prezzi accessibili…ma dove? Questa è l’altra assurdità…pagare 70€ e passa per una maglia replica (e sono sempre costate tanto, semmai prima erano 70mila lire, ma questa è un’altra storia…) e sentirsi dire che hanno abbassato i prezzi! Semmai hanno messo sul mercato quelle da gara che però sono poche, introvabili, solitamente in taglie uniche (M o L) e per questo motivo i negozianti ci marciano ancora di più vendendole a 150€…bah!
      Con quello che le maglie costano ai produttori, anzichè preoccuparsi di portare a casa il solito margine garantito, dovrebbero avere il buon gusto di metterle a 60€ da gara e nn sopra i 40€ per le replica. E sia chiaro che con nome, numero e vari loghi il prezzo delle prima nn dovrebbe superare gli 80€ e delle seconde i 50€. Sennò vi dico spassionatamente di smettere noi stessi di comprarle, poi vediamo che succede, al più si tornerà alle maglie senza sponsor tecnico e francamente chissene.

  • matteo18

    Sono d’accordo con Joma sul fatto che la diminuzione di 10-15€ del prezzo delle maglie non cambierebbe molto la situazione. Parlo sulla base di conoscenze personali,chiunque può smentirmi, la stragrande maggioranza delle persone che seguono il calcio non ha il “culto della maglia” (non è una critica ognuno naturalmente fa ciò che crede più oppurtuno). Chi vuole comprare le maglie le compra,più o meno indipendentemente dal prezzo, gli altri no perchè non hanno interesse e probabilmente se costassero anche 30€ neppure se accorgerebbero. Sarebbe interessante al riguardo avere una statistica sulla vendita delle maglie scontate di fine stagione,tenendo conto di vari fattori e vedere come procede il mercato.
    Un altro fattore riguarda poi l’utilizzo di queste, in Inghilterra o in Spagna molta gente gira con la maglia della propria squadra anche durante una passeggiata, qua ci andiamo al mare o a giocare a calcetto, vale la pena spendere 80€ per una maglia da indossare in determinate circostanze?
    Sono contento per me sulla risposta all’ultimo punto di Joma,se ho ben capito la prima maglia potrebbe avere un buon prezzo ed in più le altre 2 dovrebbero costare anche un po meno.Bene così.

  • Walter

    Complimenti ai brand che hanno, bene o male, risposto alle domande.

  • abbaldo

    Mi associo a since1989, se le ditte immettessero sin dall’inizio un prezzo minore come quello che concedono a fine campionato, ne beneficeremmo tutti, perché comunque le aziende lo stesso traggono profitto pure vendendole a prezzi inferiori come ad esempio 35 euro, e penso che ne vendano anche di più dato il prezzo più basso, ma purtroppo come si dice da me non si riempiono mai, quindi non riusciremo mai ad avere prezzi inferiori, e poi altro problema molto grande è causato dal fatto che fin quando non ci sarà una vera e propria cultura della maglia in Italia, ci ritroveremo sempre per avanti persone che preferiranno comprare una replica falsa che una bellissima maglia originale, anche se il risparmio loro dovesse essere di 5 euro comprando la maglia falsa. Che vergogna!

  • LOLLO GIANOGLIO

    nn mi stupisco che lotto nn abbia risposto. Comunque bel articolo meriterrebbe di finire su qualche quotidiano sportivo.
    @passione maglie alla quintultima riga ci sono con con(nn voglio fare il saputello anchio mi sbaglio sempre).

    • passionemaglie.it

      Corretto, grazie.

    • Geeno Lateeno

      Se il tuo “anchio” senza apostrofo è voluto, sei un grande!!!
      🙂
      Daltronde nessuni siamo perfetti ognuni ci abbiamo i suoi difetti

      • Matteo

        Per non parlare di “bel articolo” 😀

      • passionemaglie.it

        Dai ragazzi, la ripetizione c’era nell’articolo ed ha fatto bene a farmela notare 😉

  • Minollo

    Il modello calcistico inglese e quello italiano sono agli antipodi in ogni parte, dai tifosi agli stadi al merchandising. Applicare i prezzi inglesi sarebbe sconveniente non tanto per la fabbrica, che comunque venderebbe allo stesso prezzo al rivenditore, quanto per il commerciante stesso che cerca di guadagnarci. Una soluzione parziale potrebbe essere quella di eliminare (anche solo in parte) questo step, ovvero comprare direttamente dalla fabbrica. In questo modo si abbatterebbero i costi, ma il rovescio della medaglia è che andrebbero in crisi i commercianti.

  • frankie

    premesso che è da un po’ di anni che non frequento gli stadi e quindi non so bene com è la situazione (ma non credo sia cambiata poi molto), gira e rigira uno dei problemi che contribuisce a non far incrementare anche l’acquisto delle maglie originali sono gli stadi. mi spiego meglio in inghilterra sono tutti di proprietà, in italia no e quindi le società se ne fregano di quello che succede al di fuori e si assiste alla proliferazione di bancarelle dove vengono vendute maglie tarocche. con gli stadi di proprietà delle società e annessi negozi all’interno che fanno a capo delle società e capiscono che le bancarelle fuori dallo stadio tolgono loro potenziali clienti e introiti, tempo un mese le società in un modo o nell’altro (magari scomodando anche la finanza), cominciano a fare piazza pulita di bancarelle e similari

  • http://www.7football.it Sergio

    Il concetto stadi più belli>più maglie vendute mi pare un po’ bizzarro. Io penso più stadi più belli>biglietti più cari>meno soldi da spendere per le maglie.

    • Alvise

      anche se va detto che in germania i prezzi dei biglietti sono molto ridotti rispetto ai nostri, e gli stadi sono i migliori del mondo

      • matteo18

        evidentemente hanno capito che a parità di guadagno è meglio uno stadio pieno di uno mezzo vuoto.
        @sergio, non è del tutto insensato, però è un percorso un po più indiretto. Cioè uno stadio bello quindi da visitare, con i tour che vanno a finire nello store della squadra, come avviene all’estero, di sicuro influenzerebbe le vendite.

    • Matteo

      Beh insomma, è una visione un pò limitata la tua. Io penso che avere uno stadio di proprietà aiuti moltissimo a fidelizzare il tifoso, visto che di norma l’impianto sarà dotato di museo, store e quant’altro della società; un conto è andare allo Juventus Stadium e un conto è andare al Franchi di Firenze (stadio obsoleto e poco funzionale) in cui al massimo trovi la bancarella (abusiva) fuori l’ingresso: allo JS sei letteralmente invogliato a spendere soldi nel merchandising!

      • alejandro

        approvo totalmente

  • GC9

    Stadi + brutti, sporchi, desolati, in mano ai vandali/incivili/ultras -> – brave persone allo stadio -> – biglietti venduti -> – merchandising…
    Ma ripeto, se nn frega nulla ai club…

  • paco

    premesso che il costo di maglia all’uscita dalla fabbrica non supera gli 8 euro (lavoro in thailandia da 12 anni e sono stato a contyatto con diverse fabbriche produttrici)
    lancio una provocazione…
    vuoi vendermi la maglia a 70/80 euro? perfetto, ma la voglio senza sponsor sul petto.
    se devo indossare e pubblicizzare un marchio pubblicitario, per me il costo della maglia deve essere coperto in parte (almeno 25%) dal marchio stesso.
    (applicare lo sponsor su una maglia pulita richiede 15 secondi di lavorazione…)

  • acp

    io non comprerei mai una maglia falsa.se ho da spendere 20 euro compro una sciarpa o un berretto ufficiali non una maglia tarocca

    qui a padova la maglia ufficiale joma costa 60 euro. prezzo medio-alto ma maglia ben fatta, rispettosa della nostra tradizione e di conseguenza molto venduta. buone le vendite pure della seconda maglia.
    per chi non può permettersela ci sono le polo ufficiali in vendita a 20 euro(stravendute) o le felpe( a 40 euro) anche queste molto vendute.

  • adriano

    Sono d’accordo con il concetto che in Italia la maggioranza dei tifosi preferisce acquistare maglie contraffatte a 15 Euro nelle bancarelle davanti lo stadio, in inghilterra invece tutti i tifosi comprano solo maglie originali, creando sia introiti alla propria squadra che diminuzione dei prezzi.
    Io personalmente ho il completino (maglia pantaloni calzini) della Nazionale Italiana dei Mondiali 2010 e la maglia originale della Juventus stagione 2005-2006.
    Il mese prossimo acquisterò la nuova maglia della Juve con lo scudetto :-)chiaramente sullo juvestore.com!

  • Padre Maronno

    Culo che fra un mese vado in inghilterra

  • Behu20

    Io personalmente non compro mai magliette false e preferisco sempre le originali anche se spendo 60 euro in più. Vi posso dire che se il prezzo delle magliette originali qui in Italia fosse di 20/30 euro come in Inghilterra magari invece che solo la maglia home comprerei anche la away o tute e roba varia. Credo che debbano essere anche gli stessi club a venire incontro ai tifosi facendo promozioni o cose del genere abbassando i prezzi perché in questo modo verrebbero acquistate molte più magliette che con i prezzi di ora.

  • fabimpara

    Concordo con molti commenti già scritti, la realtà italiana e quella anglotedesca è differente, prima di tutto perchè all`estero le maglie sono un capo di abbigliamento e non servono solo a giocarco a calcio, con la maglia si va allo stadio in italia no e a volte ti guardano pure strano se lo fai. Sinceramente a me piace girare per strada con le magliette ma solo quelle delle nazionali perchè a parte quella della mia squadra del cuore andare in giro con patacconi in petto della Fly Emirates o della Samsung per fare un esempio non è che mi piaccia poi tanto. Non sono un economista ma ricordo che le regole del mercato erano abbastanza semplici, richiesta maggiore dell`offerta il prezzo si alza viceversa si abassa. In italia c`è una minore richiesta di maglie rispetto all`estero ed i prezzi sono più alti, non ha logica, mi spiace per le case produttrici ma penso che l`abbassamento dei prezzi aumenterebbe di molto l`acquisto delle maglie e la lotta alla contraffazione. Infine per abbassare i prezzi le società calcistiche potrebbero avere dei negozi che gestiscono direttamente così da tagliare i costi degli intermediari, l`ideale sarebbe un negozio nel proprio stadio che in italia tranne la Juventus nessuno ha.

    • GIGIO

      Non è vero che in Italia nessuno vada allo stadio con la maglia della squadra e che se lo fai ti guardano male.
      Sabato sera sono stato a Modena per il playoff di B Sassuolo-Samp e ho potuto notare che almeno la metà delle persone, indipendentemente dal tifo, indossava la maglia della propria squadra e rigorosamente personalizzata (anch’io, da doriano, ero abbigliato in blucerchiato).
      Non è che da noi questo “fenomeno” si vede poco perchè è duretta stare in maniche corte in inverno? Infatti era la prima volta che mi capitava di poter andare allo stadio con la maglia…

  • nickfoto

    Sono un grande appassionato di questo sito e, più in generale, di maglie da calcio. Quindi, non mi faccio problemi a privarmi di una t shirt per acquistare una maglia da calcio, se la ritengo di buona fattura ed esteticamente interessante. Dico questo per arrivare al punto: piuttosto che spendere 30€ circa per una replica, per esemplificare un modello “tifoso” della Nike, nel caso in cui non potessi spenderne 80 per una da gara, preferirei comprarne una completamente falsa. I materiali cambiano relativamente da una replica ad un tarocco totale. Piuttosto,trovo imbarazzanti le aziende come Nike ed Adidas che, negli ultimi anni, stanno lanciando sul mercato 3 tipi di maglie, con 3 prezzi distinti e molto differenti tra loro,soltanto per ingolosire i clienti ed incrementare vergognosamente i guadagni.

  • Torto #13

    Gran bell’articolo.
    Concordo con “nickfoto” qui sopra quando dice «trovo imbarazzanti le aziende come Nike ed Adidas che, negli ultimi anni, stanno lanciando sul mercato 3 tipi di maglie, con 3 prezzi distinti e molto differenti tra loro, soltanto per ingolosire i clienti ed incrementare vergognosamente i guadagni». Dai, che scatole con ‘sta storia delle maglie authentic, replica, stadium, bancarellas, tarokkas e chi ne ha più ne metta. Sotto questo punto di vista, lasciando perdere la qualità, penso che la cosa migliore la facciano Legea e Givova mettendo sul mercato le stesse maglie che utilizzano i giocatori in campo. È assurdo che debba spendere 175,00 euro (+ spese di spedizione) per avere una maglia del Milan tale e quale a quella che utilizzano i giocatori in campo… è davvero eccessivo. Spendere 80,00 euro e passa per avere una maglia si originale ma replica mi girano le scatole, e molti ragionano dicendo «tanto non è comunque come quella dei giocatori, che spendo a fare 80,00 euro? Mi compro quella da bancarella.» Sia chiaro io un discorso così non lo farei mai perché la differenza tra una maglia replica e una da bancarella è netta, certo tutti non guardano alla qualità ma solo al prezzo. Ad ogni modo come dare torto a queste persone? Un po’ di ragione secondo me l’hanno proprio perché la maglia replica costa parecchio e non è come quella dei giocatori.
    Quindi io sarei per l’abolizione delle maglie replica e per il commerciare le maglie tali e quali a quelle dei giocatori. Così 80,00 euro potrebbero essere anche giusti, ma 80,00 per una maglia replica mi sembrano eccessivi; per una replica non si dovrebbero superare i 40,00 euro a mio parere. Così facendo forse anche quelle da bancarella andrebbero “a morire” perché se un tifoso deve spendere 15,00/20,00 euro per una maglia da bancarella penso ci pensi un po’ prima di spenderli dato che al doppio avrebbe una maglia di qualità superiore ma a prezzo comunque contenuto.

  • Swan

    Mi fa piacere che la maggioranza delle aziende interpellate abbia risposto anche se sono risposte di chi si arrampica sugli specchi. La situazione italiana rispetto a paesi purtroppo piu’ evoluti del nostro e’ da medioevo, a partire dalla mentalita’ con cui si va allo stadio o in genereale con cui si tifa per il proprio club,per non parlare degli stadi stessi. A livello di merchandising c’e’ superficialita’ e disorganizzazione, da noi proliferano prodotti tarocchi,c’e’ la mentalita’ della contraffazione ma non mi pare che nessuno faccia qualcosa di efficace per contrastarla. Il tifoso italiano medio andando allo stadio si ritrova circondato da bancarelle di prodotti simili a quelli originali che costano tre volte meno di quelli ufficiali,quindi vuoi per il prezzo,vuoi perche’ non c’e’ la cultura di appartenenza che c’e’ altrove,opta per il prodotto tarocco. Inoltre non so quanti stadi in Italia abbiano un proprio punto vendita di prodotti ufficiali. Io da qualche anno vivo all’estero quindi non sono aggiornatissimo a riguardo ma che io sappia ci sono Juve,Milan,Inter e poi? Ho visto partite in diversi paesi del centro-nord Europa,anche club minori come Shamrock Rovers,Flora Tallinn,HJK Helsinki hanno il proprio store adiacente allo stadio,i prodotti ufficiali sono facilmente reperibili ed i prezzi contenuti. In Italia comprarsi la maglia originale del club per cui si tifa e’ un lusso per via del prezzo ed un’impresa perche’ i punti vendita sono poco accessibili. Credo che la mentalita’ di club e aziende produttrici in Italia sia quello di ricavare il massimo da quei pochi tifosi/appassionati che sono disposti a spendere di piu’ per avere un prodotto originale che li faccia sentire parte del club. In sostanza in Italia si paga il fatto che per vari motivi maglie e prodotti ufficiali si vendono poco quindi quei pochi vengono fatti pagare tanto,la diversa tassazione e’ solo un pretesto. Invece di cercare di migliorare la situazione a monte si va a penalizzare gli acquirenti,tanto in Italia funziona cosi’..

  • Alberto

    Gran bell’articolo.. I miei complimenti!!
    Una bella panoramica sulle nostre amate magliette da calcio!

    Però non trovo giusta una cosa: io sono di Torino, e qualche giorno fa sono andato in una catena di negozi sportivo.. Cisalfa per la precisione..
    Risultato? Maglie del Barcellona, Arsenal, Real Madrid, ecc Made in Thailand o China.. GIURO! Le ho viste con i miei occhi! Vendute al classico prezzo italiano di 70/80€..
    Allora a questo punto mi viene da dire: non vedo perchè le maglie che si comprano e vendono su Ebay (cosa che faccio perchè adoro le maglie e sono un appassionato e collezionista) siano classificate come patacche, come squallide repliche..
    Ho sempre creduto che si, quelle su Ebay sono asiatiche e quindi repliche.. Ma ora mi viene il dubbio che anche quelle vendute nei negozi lo siano.. Oppure tutte le fabbriche sono ormai la e quindi sono tutte da considerarsi originali?
    Una bella domanda alla quale non riesco a darmi risposta..
    Allora a questo punto o sono tutte originali o sono tutte repliche di medio-bassa qualità..

    • Matteo23

      Le maglie originali vengono prodotte in Asia (Thailandia, Cina,..). Poi in quei posti producono anche le maglie tarocche. Quelle dei negozi sono originali, perchè è vietato dalla legge vendere prodotti contraffatti.
      Le aziende producono in Asia perchè la manodopera costa pochissimo, infatti con uno stipendio medio di un operaio europeo ci pagano 15-20 operai asiatici.

  • squaccio

    Aggiungo la mia a questo discorso interessante.

    Essendo poco pratico di tasse, guadagni, ricavi, spese dico solo che andrebbero almeno uniformati i prezzi e/o scontistica tra gli store (on line e non) di una singola squadra.

    Come detto l’anno scorso con il boom Zeman una maglia del Foggia costava 75€ in un negozio, 70€ in un altro, 80€ allo store ufficiale allo stadio ed 85€ nello store on line.
    Società che ovviamente nel proprio sito citava come prodotti ufficiali solo quelli dei propri store, sbugiardando FALSAMENTE i negozi.

    Quest’anno un negozio vendeva le maglie officiali a 40€, lo store allo stadio 60€ e on line 65€. A marzo al negozio le maglie ufficiali costavano 20€ manica corta e 25€ manica lunga, mentre gli store sono arrivati a 50€.

    Maglia in questi 2 anni sempre mass.

    Vi pare corretto tutto ciò ?

  • TNT

    Lotto Erreà e Asics pensano di essere migliori delle altre per non rispondere?

    • GianGio87

      asics non risponde perché con il calcio ha chiuso, quindi che risposte deve dare un’azienda che ha chiuso un settore non strategico? (asics a livello calcistico in europa era famosa principalmente in italia, e mi dispiace, ho dei completi dell’asics comprati a 20, 25 euro che reggono benissimo il confronto con le maglie replica che ho (tranne quella dell’arsenal, dello zurigo e della juventus che sono quelle da gara e le ho avute gratis da un parente che vende capi sportivi)

    • passionemaglie.it

      E’ vero, ma bastava rispondere “no grazie”. Tempo da impiegare 35 secondi.

  • Wario

    vergognoso che non hanno risposto!! grande articolo !

  • segreto

    il prezzo in inghilterra non è cosi minore rispetto all’italia..il problema sono gli STIPENDI…altro che cultura.

    • passionemaglie.it

      In Inghilterra con massimo 55 euro compri una maglia appena uscita. Qui ne servono 75-80.

      Il 35-45% in più non mi sembra così poco.

      • Matteo23

        Quindi se un italiano in media ricevesse 3000 euro al mese potrebbero vendere le maglie a 180-200 euro?

  • William

    Bei tempi quando ho iniziato la collezione di maglie ed in questo periodo il mio rivenditore di fiducia iniziava le svendite di tutte le maglie della serie A a 20, 25 o 30 MILA LIRE!!!
    Ora ho dovuto spendere 200€ per avere due completi del Pescara… Davvero assurdo tutto ciò!

    • rudiger

      Senza la promozione probabilmente avresti pagato meno. Faresti il cambio? 🙂

      • William

        Il prezzo è quello da inizio stagione purtroppo… Mai sceso… 🙁
        La promozione non c’entra affatto… 🙁

        Anzi, sono riuscito a trattare con il rivenditore Erreà della mia città per farmi fare tutta la prima divisa (maglia+nome Verratti+pantaloncino+calzettoni) a 100€ invece che a 130€ come nello store ufficiale.

        • rudiger

          Non è sceso forse “a causa” della promozione in A 🙂
          Rimanendo in B probabilmente avrebbero svenduto le maglie.
          Ti ripeto la provocazione, scambieresti la promozione diretta con i playoff e lo sconto?

        • William

          Ovviamente non cambierei la promozione con uno sconto! 😉

          E qui poi c’è da fare anche un altro discorso… Arrivati a fine maggio lo store ufficiale del Pescara aveva già finito le maglie dell’anno scorso… E sappiamo tutti che prima di fine luglio/inizio agosto non arriveranno le nuove!
          Ora io mi chiedo: chi vuole comprare la maglia del Pescara che deve fare? Un turista che ha visto lo spettacolare gioco del Pescara e vuole prendere un ricordo che fa?
          La società ha comprato un numero limitatissimo di maglie rimanendo scoperta proprio nel momento estivo, quello dove vengono in città i turisti…

          Ho già mandato una email alla Pescara Calcio facendo le mie lamentele!

        • rudiger

          Un turista che ha visto lo spettacolare gioco del Pescara e vuole prendere un ricordo che fa?
          Allunga fino a Roma e compra la maglia del nuovo spettacolo.
          Perdonami la battuta mooooolto cattiva 🙂

        • William

          Battuta “bastardissima” (passami il termine) 😉

          Giri il coltello nella piaga… 🙁

  • sy-lo

    quello che non capisco io è perchè le maglie delle squadre italiane in inghilterra costino comunque di meno. l’anno scorso ho regalato ad un mio amico la seconda maglia del milan comprata a londra. con personalizzazione e badge serie a mi è costata 60£ (70-80€) perchè in italia la stessa maglia senza personalizzazioni costa lo stesso prezzo? posso capire che le divise delle squadre inglesi costino meno perchè più vendute ma non penso che in inghilterra vendano più maglie italiane che in italia!

    e comunque l’IVA in inghilterra è al 22%, qual’è la tassazione diversa?

  • vigne

    ho guardato sullo store online di chelsea e manchester united e il prezzo delle maglie è di 75 €…

    • passionemaglie.it

      Dai retta a me, non comprare mai in una valuta diversa dalla sterlina. La maglia è venduta a 50 £, meno di 62 euro al cambio attuale. Non chiedermi perchè in euro il prezzo arriva a 75 🙂

      • Federico

        Per il semplice motivo che se dichiari che la vuoi in italia sale il prezzo di spedizione. Ho comprato due anni fa la maglia del le havre (ligue 2) a 45 euro. Un affare considerando che era ancora in ligue 1. Poi ho messo spedizione per l italia e mi hanno appioppato 25€ di spedizione. Costo totale? 70 euro per una maglia senza sponsor o personalizzazioni

      • vigne

        no non era per comprare, era solo per curiosità…ma se fai per comprare ti costa proprio 75 €…

  • sax

    lo sappiamo tutti, la maglia senza sponsor, fatte di bottiglie di monnezza costerebbero 30-40 euro..ma devono fotterti purtroppo—sponsor—società e calciatori CHE INGORDI SCOMMETTONO E VANNO IN GALERA, e noi stupidi crediamo a babbo natale…SVEGLIATEVI W LE BANCARELLE il nostro è amore puro per il calcio.. IL CALCIO E’ MARCIO FINO AL COLLO LO SANNO TUTTI

    • passionemaglie.it

      Siamo abbastanza svegli, ma le maglie delle bancarelle per quanto mi riguarda possono rimanere dove sono.

      Per il resto questo non è il sito adatto per sfogare la tua comprensibile rabbia verso il calcioscommesse.

      • sax

        capisco la tua passione per le maglie…diciamo così…ma lo sai è tutto legato al calcio infetto ,,,business e soldi nessuna passione

      • passionemaglie.it

        Ribadisco, qui si parla di maglie. Se vuoi parlare del calcio infetto ci sono siti migliori di questo.
        E cambiare nick per scrivere altri commenti non è permesso.

  • rudiger

    Secondo me sono sprecati i discorsi sulle tassazioni e i costi di produzione. Le maglie originali non sono prodotti come le auto, le scarpe o gli ombrelli, che in buona parte rispondono a logiche di mercato. Come diceva Grillo anni fa parlando degli swatch, sono beni di consumo emozionale: l’appassionato, entro un certo limite le compra perché le vuole fortemente, quindi l’azienda ma soprattutto il rivenditore sono solo alla ricerca di quel limite (il più alto possibile).
    Le maglie tarocche (in generale) invece hanno un altro mercato, un altro target di acquirenti che non spenderebbe mai neanche 40 o 50 euro per una maglietta sintetica; per non parlare di quelli che non hanno remore a comprare da mercanti truffaldini e senza scontrino.
    Le maglie tarocche quindi rispondono a regole di mercato: costi, concorrenza ecc. Le originali no. È come confrontare le vendite di braccialetti d’argento della prima comunione con quelle di gioielli firmati. Nel primo caso paghi il peso, nel secondo anche design, pubblicità, prestigio della griffe.
    Tutto questo è più vero da noi dove la repressione della contraffazione (come di tante altre porcate) è all’acqua di rose.

  • jojo

    Bell’articolo, io che sono un collezzionista di maglie di qualsiasi squadra o nazione che sia, mi ritrovo a causa dei prezzi esorbitanti in Italia, a comprare le maglie durante i miei viaggi in Scozia dove anche con 30 euro(maglia della stagione appena conclusa) riesco a comprare, la differenza con quella della stagione che sta per iniziare non credo sia cosi esorbitante, penso che all’uscita in Inghilterra i prezzi si aggirino sui 50-60, spero di non sbagliarmi. Poi vabbè secondo me l’Italia è un paese apparte in questo senso.

  • Stavrogin

    Matteo scusa l’OT ma non sapendo dove postare questo link lo faccio qui.
    http://www.fiorentina.it/notizia.asp?IDNotizia=112074
    Dicono che molte delle maglie di Euro 2012 sono dannose per la salute…

  • ste2479

    cmq per risparmiare basta acquistarle negli store online (di solito inglesi)
    le maglie nuove appena uscite costano dai 45 ai 55 euro e le spese di spedizione non sono poi così care (max 10 euro)
    a fine stagione poi fanno sconti anche del 70-80%….(la maglia dell’inghilterra 2011/2012 l’ho comprata a 18 euro..!!)

  • segreto

    http://sport.virgilio.it/uefa-euro-2012/euro-2012-maglie-tossiche.html

    ancora dubbi che le fanno in cina e sono di pessima qualita ?

  • FDV

    Fa piacere che la maggior parte delle aziende abbia risposto, in maniera anche accurata, ma siamo sempre al solito punto: è questione di mentalità, è questione di mercato del falso, è questione di tassazione. Da questi prezzi non si schioda.

    Io comunque continuerò a comprare ogni anno almeno una maglia della mia squadra del cuore, come faccio ininterrottamente dal 1996, ed ho già 80€ pronti per dopodomani quando verrà presentata la nuova maglia.

    Per il resto, nel caso della Roma sinceramente non trovo che le maglie da bancarella siano delle reali concorrenti del merchandising ufficiale. Mi sembrano più che altro acquisti per bambini piccoli o per tifosi occasionali o turisti fuori dallo stadio Olimpico, disposti a spendere una quindicina d’euro, non di più per fare un po’ di colore. Ma ripeto mi limito a quello che vedo a Roma.

    Sulla contraffazione asiatica porto la testimonianza di un negoziante con cui ho parlato, che ha completamente abbandonato il settore maglie da calcio, ormai gravemente affetto da questo problema, con addirittura stock di maglie contraffatte offerte a prezzi vantaggiosi come forniture ai negozianti. Non stento a credere che qualcuno particolarmente incline all’illegalità possa accettare affari sporchi di questo tipo.

  • pongolein

    grandissimo articolo, complimenti a chi ha risposto, anche in maniera molto generica e sconclusionata, ovviamente molti segreti del business e dell’economia non devono essere spiattellati, ovviamente i prezzi nascono per tutto quello che la maglia rappresenta e per tutto l’indotto che ruota attorno ai colori della società, quindi sebbene sono d’accordo sul fatto che 80 euro sono troppi, penso che scandalizzarsi del fatto che un prodotto che costi 5 euro al produttore venga a costare per l’utilizzatore finale anche 10 volte tanto è totalmente fuori luogo.

  • http://www.asromashirt.it Mirko

    Io credo che principalmente, la società di calcio interessata potrebbe fare il primo passo per l’abbassamento del prezzo al diretto consumatore. Non credo che la cifra sia imposta dallo sponsor tecnico, se non forse un minimo, ma per il resto…
    E visti i tempi, non penso che alla società stessa interessi molto far pagare al tifoso la maglia ufficiale ad un prezzo ragionevole. Basti pensare che, nel mio caso, tifoso Roma, la domenica all’uscita della Curva Sud dello stadio Olimpico, proprio fuori i cancelli del perimetro dello stadio, a 20 passi dai tornelli, ci sono decine di bancarelle con le maglie contraffatte della Roma.
    Un controsenso che la dice lunghissima….

    • Bastian

      Se vuoi approfondire questo controsenso, digita su google “bancarellopoli” e capirai perchè le aziende non combattono i falsi e, quando lo fanno, hanno le mani legate.

  • Pass91

    riguardo al fatto di abbassare il prezzo di 15-20 euro per aumentare le vendite.. vi dico che io, tifoso del Chievo studente e squattrinato, quest’inverno ho comprato la prima maglia ufficiale Givova (a Verona c’è un negozio Givova che ha anche le maglie che si appoggia alla società per la stampa – io sono andato diretto alla sede della società dopo prenotazione telefonica).
    Ecco, il prezzo di listino mi pare fosse di 69 €. Per me è una cifra improponibile per una maglietta che metto si e no 10 volte in un anno. L’ho acquistata solo perchè con la tessera del tifoso garantivano uno sconto del 20% agli abbonati, quindi il prezzo finale è stato di 52 €. E sì, mi sono messo una mano sul cuore e una nel portafoglio e ho deciso di fare LA spesa (prima ed unica, finchè non avrò reddito eheh).
    Comunque poi volevo sottolineare anche io la tristezza degli stadi italiani, in cui le persone con le maglie ufficiali si contano sulle dita delle mani (e col Chievo immagino ancora peggio..): sono andato all’Allianz Arena durante un FCB-Hannover e sono rimasto impressionato dal ROSSO onnipresente!

    • GIGIO

      Riguardo agli stadi, come ho detto sopra: dipende quando ci vai.
      E’ logico che in Gennaio troverai ben poca gente con la maglia della squadra in bella vista. In questo periodo è diverso. E infatti ieri sera a Marassi erano quasi tutti abbigliati con la maglia da gioco della Samp (che poi la differenza sostanziale con gli inglesi, più che nel discorso “maglia come capo d’abbigliamento” sta nel fatto che tutti hanno la maglia DELLA STAGIONE CORRENTE, mentre da noi se ne compra una e si tiene quella per una decina d’anni, come me…) o comunque con un capo blucerchiato.
      Quanto al discorso-Bayern: sei sicuro che fossero tutte maglie ufficiali e non, che sò, t-shirt rosse?

      • Pass91

        si beh è logico che valuto solo il periodo più caldo della stagione -.-‘
        col Chievo nel periodo invernale non si capisce quasi neanche che tifoseria è: si vede solo nero, grigio, bianco..

        Cmq del Bayern posso dirti che il 70-80% avevano la maglia della squadra.. poi il resto potevano essere magliette rosse. E poi c’erano le sciarpe, che danno un tocco in più

        • Matteo23

          Vabbè le sciarpe già sono molto più semplici da trovare ed acquistare. Comunque è vero che durante il periodo invernale è difficile trovare gente che veste la maglia della propria squadra, visto il freddo, ma anche d’estate è difficile. Qui a Catania durante le partite la maggior parte dei tifosi veste si le maglie rossazzurre, ma molte sono tarocche o degli anni precedenti (va fortissimo la away della promozione in A, quella con una manica rossa e una azzurra, rigorosamente con personalizzazione Spinesi 24) e rarissimamente ho visto qualcuno con la maglia di questa stagione. Poi se vai a vedere l’Old Trafford al fischio d’inizio è un tripudio di bandiere gialle e verdi, tutte uguali ed originali, con i tifosi che indossano maglie e merchandising vario della stagione corrente.
          Più che migliorare noi tifosi penso che debba migliorare il settore marketing delle società, con prezzi più bassi, store più diffusi e dedicati, stadi migliori..ma di questo se ne parla da tempo.

        • GIGIO

          Ecco, da questo punto di vista Genova e la Samp (io sono doriano, anche se vivo vicino a Parma) sono come un’enclave inglese in terra italiana, visto che il negozio lo portano pure in trasferta, all’interno del Fair-play Village

  • giammy

    quindi secondo voi la maglia del Milan è meglio che la prenda al megastore o aspettare agosto e prenderla in Inghilterra?

    • giocovic

      sicuramente

  • giocovic

    e tu passione maglie che ne pensi di queste società che pensano solo al guadagno, basta che cambiano un po di tonalità e vogliono 80 euro, un po di sintetico cinese e via, non sarebbe meglio oscurarli un po per protesta sti link che esponi???

    • passionemaglie.it

      Tutto il mondo in cui viviamo pensa al guadagno, ciò non significa che siano furboni o peggio.

      Il discorso rischia di andare OT perchè si potrebbe parlare di qualsiasi prodotto. Io faccio il mio lavoro e cerco di farlo al meglio, non sento nessun bisogno di “oscurare”.

      • giocovic

        allora Passione maglia facci sapere da che parte stai concretamente…cosa faresti per combattere l’eccesso dei prezzi che certo moralmente non è peggio del tarocco (che tu odi tanto)…se la tua squadra è rossa o azzurra basta un vessillo colorato o un panno… E’ GIUSTO SECONDO TE PAGARE QUELLE CIFRE o approfittarsi della nostra passione ???? …stai con noi o no?

      • passionemaglie.it

        Sarebbe troppo facile rispondere “non è giusto” e sopravvaluti le mie capacità, io non posso fare niente per abbassare i prezzi.

        Mi auguro che possano scendere, sarei ben felice di vedere i prezzi inglesi. Come ho scritto nell’articolo sono molto scettico sul fatto che gli italiani cambino modo di pensare anche con maglie a 50-55 euro.

        Chi compra il prodotto da bancarella lo fa per motivi economici, ma anche perchè non trova differenze con quelle ufficiali. Per me invece c’è un abisso. E la pensano così anche in Inghilterra.

        Ognuno decide come spendere i soldi. C’è chi compra l’ultimo smartphone a 600 euro (li vale?) e prende la maglia contraffatta. C’è chi invece preferisce un telefono da 200 euro e si compra quella originale.

        In Italia si dovrebbe combattere la contraffazione, ma in modo serio. E non è compito delle aziende che secondo te si approfittano della nostra passione. Davanti gli stadi e nelle città più famose è pieno zeppo di prodotti falsi, c’è un giro di denaro non da poco. Non è semplice, troppi interessi in ballo.

  • Savoiardo

    Anche se tutto uno stadio comprasse la maglia ufficiale non credo che il prezzo scenderebbe, anzi, visto l’aumentare della domanda, è più facile che il prezzo salga e non scenda.

    per fare un esempio un po’sciocco: se capita un alluvione il prezzo degli stivali di gomma può raddoppiare, proprio perchè ci sono più richieste.

    Ps: il fatto che Juve, Inter e Milan vendano le magliette senza sponsor tecnico indicandolo come “prodotto ufficiale” è la dimostrazione che è più redditizio fare concorrenza ai prodotti contraffatti che cercare di risolvere il problema delle maglie tarocche.
    Avendo dunque questa soluzione non hanno motivo per abbassare i prezzi delle ufficiali.

    che ne pensate?

  • Pingback: Maglie italiane ed estere 2012/2013 - Pagina 75()

  • Francesco Flavio

    Premetto che ho la passione di realizzare maglie di calcio e non. acquisto
    le maglie personalmente e le faccio stampare da una stamperia, tra stampe e
    maglia spendo intorno ai 20,00e€ comprensivo del ricarico dello stampatore,
    quindi penso che il prezzo di 70-80,00 € sia eccessivo, ma valutando che
    siamo sudditi del paese delle tasse, penso che la politica adottata da
    alcune società di creare repliche originali-non ufficiali, sia l’unico
    metodo per contrastare la contraffazione da bancarella, anzi secondo il
    sottoscritto creare tre fasce in base ai materiali utilizzati, alla qualità
    in generale con un diverso valore economico, permetterebbe al consumatore di
    individuare una propria scelta in base alle rispettive disponibilità
    economiche. esempi pratici fascia da 10-15,00€ (bancarella) – 30,00 (grande
    distribuzione) – 70,00 ( punti merchandising autorizzati).
    saluti Francesco Flavio.

  • Umbro4ever

    Ho capito che una maglia non si può regalare a prezzi stracciati, ma neanche “rubare” i soldi alla gente……

  • matteo18

    Ieri subito dopo la presentazione delle maglie della Roma , su skysport24 hanno intervistato un tedesco che aveva a che fare, non mi ricordo precisamente in che ruolo, con Adidas(e soprattutto non so cosa ci facesse visto che la Roma ha kappa, ma per questo c’è chi ne saprà più di me), la sostanza è che gli hanno chiesto proprio una sua idea sulla contraffazione delle maglie in Italia,e se questo fenomeno fosse un problema anche in Germania la sua risposta è stata più o meno che “in Germania non c’è questo problema perchè c’è un’altra mentalità, li il tifoso vuole unirsi in qualche modo al proprio club, dando un suo contributo.”Mi sembrava interessante riportare un’opinione estera al riguardo, che è praticamente in linea con il pensiero popolare che c’è anche su questo sito.

  • Coimbra

    Mi sembra che tra le righe tutti abbiano finito per dire la verita’: come tutti i prodotti industriali la maglie di calcio hanno un prezzo irrisorio di produzione. Prezzo che poi lievita perche’ tutta la trafila per farle arrivare nel negozio ci si ingrassa compreso lo stato che ci piazza una tassazione che oggi e’ al 21% ma gia’ sappiamo che salira’ ulteriormente nei prossimi mesi.

    La cosa schifosa, come con tutti gli altri prodotti e’ che i guadagni che ci fanno sopra sono sempre del 100% o superiori… ovvero sono sempre grossi guadagni e questo vale tanto con le maglie da calcio quanto con gli Iphone o similari.

    Il motivo e’ il solito e lo hanno ammesso: si uniformano al prezzo medio di mercato. Percio’ se in inghilterra mediamente sono disposti a spendere 60 per la maglia, tutti la mettono a 60 sia quelli che hanno speso 5 per produrla sia quelli che hanno speso 20… Se in italia si e’ disposti a scucire 80, tutti sono ben lieti a metterti il prezzo a tale valore, felici di guadagnarci molto di piu’. Nei paesi dove non hanno nemmeno gli occhi per piangere le vendono anche a 20, tanto hanno speso 10 per produrle e ci guadagnano comunque.

    Se si vuole far calare il prezzo di un prodotto, basta non comperarlo finche’ non raggiunge un prezzo accettabile che nel caso in questione potrebbe essere sui 35 euro, del resto siamo un paese in piena crisi economica…

  • fonzi

    Alla fine solo erreà e asics non hanno avuto la volontà di rispondere?

  • Simone Giuffre’

    …il problema sono i prezzi..questa estate vista la fine del matrimonio Lazio/Puma ho saccheggiato un puma store comprando materiale Lazio ed anche Italia ai prezzi che tutti vorremmo…”tuta Italia 30 euro, maglia Lazio di 2 anni fa 25 euro, altre a 35″.

    se durante l’anno si riuscissero a comprare le maglie intorno ai 40 euro credo che ci sarebbe spazio per gli utili e finalmente avremmo della sana cultura “maglistica” sugli spalti. oppure le societa’ potrebbero per ogni abbonamento intervenire sul prezzo affinche’ si arrivasse a questa cifra…altrimenti arrivare ad astirpare le magliaccie finte in italia sara’ impossibile…

  • adb95

    visto che non sarò mai in grado di comprare magliette del genere e che quindi sono assolutamente estraneo alla questione, proporrei un po di svago. chi riesce a indovinare da quali maglie è stata presa l’immagine con tutti i simboli degli sponsor tecnici? (so che è fuori luogo, e potete biasimarmi se sono un idiota)

    Comunque sia sono difficili Asics, Erreà e Givova, le altre si capiscono (almeno io le ho capite)

    • adb95

      wow che velocità ok prometto di non farlo più