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“Mi emoziono ogni volta che vedo sui giornali una parola che inizia per J”, questa frase dell’avvocato Gianni Agnelli ha contribuito a ispirare il nuovo logo della Juventus presentato ieri in una serata di gala a Milano.

All’evento “Black and white and more” era presente la rosa bianconera, l’intero organigramma e numerosi vip tra cui Michele Placido, Emily Ratajkowski, Martina Colombari, Cristina Chiabotto, i dj Linus e Fargetta, Federica Panicucci, Antonio Cabrini e lo chef Carlo Cracco.

Dani Alves, Bonucci, Barzagli, presentazione stemma Juve

Il nuovo logo della Juventus

Un taglio netto con il passato per l’inizio di una nuova era con l’obiettivo di crescere in termini di presenza, influenza e business attraverso un’identità visiva completamente rivoluzionata.

Il nuovo logo, che è stato realizzato dall’agenzia Interbrand e sarà implementato ufficialmente dal mese di luglio, rappresenta tre elementi che costituiscono il DNA della Juventus: la “J” del nome, le strisce bianconere della maglia e la stilizzazione dello scudetto, simbolo di vittoria.

Nuovo stemma Juventus

Questi tre elementi vengono fusi in un simbolo unico e universale, in grado di rappresentare non solo la squadra di calcio, ma anche una forte identità al pari di altri marchi blasonati. Una scelta coraggiosa che si lascia alle spalle i tradizionali stemmi calcistici.

Gallery: la serata di gala Black and White

Le reazioni sulla nuova identità della Juventus

Come prevedibile in questi casi i tifosi si sono scatenati sul web, numerose sono state le proteste per l’abbandono del classico stemma ovale con il toro della città di Torino e le strisce bianconere. C’è anche chi strizza l’occhio in favore della “J” che ha un potenziale enorme per affermarsi come logotipo in tutto il mondo.

I loghi della Juventus

In tempi non sospetti avevamo analizzato l’epopea della “J” negli anni ’40, auspicandoci un ritorno in auge di un simbolo dal forte fascino. Nessuno però credeva che sarebbe diventato il nuovo stemma bianconero.

Voi cosa ne pensate di questa rivoluzione in casa Juventus?

  • squaccio

    Visto che sugli altri siti nessuno ne parla e questo è il primo che lo scrive chiaramente:
    quindi questo “cosetto” sarà presente anche sulle maglie ?

    Orribile…………nè più nè meno rispetto al “cosetto” di casa Milan, poi caduto nel dimenticatoio…

    Interessante invece se il font fosse impiegato in pianta stabile, anche per i nomi sulla maglia.

    • hereandthere

      A questo punto mi viene il dubbio che il Milan avesse voluto fare la stessa cosa, solo che non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo. E per fortuna direi, dato che quello era veramente brutto. Quello della Juve almeno è un bel logo.

    • http://www.soccerstyle24.it Matteo Perri

      Certo che sarà presente sulle maglie, è il nuovo stemma che sostituisce quello ovale

      • Geeno Lateeno

        Mah… bisognerà forse farci l’abitudine… Ho l’impressione che inizialmente si potrebbe confondere con una specie di sponsor in più

  • Guardiano

    A me sembra un’idea vincente, quantomeno sul piano del marketing e della grafica: coraggioso, pulito, essenziale ma fortemente evocativo. Solo che dovrà essere lo stemma di una squadra di calcio (e che squadra), non di un’azienda qualsiasi, quindi superato l’esame dell’impatto visivo lo aspetta ancora quello della resistenza alla nostalgia tradizionalista e al suo essere assai poco “calcistico”.

    PS mi incuriosisce scoprire come sarà applicato sulla maglia… in bianco su una striscia nera (sufficientemente larga, quindi questo condizionerà anche i lavori della Adidas)? In bianco o nero a seconda se il campo sotto sarà nero o bianco? In un riquadro, un ovale, uno scudo? E su una eventuale maglia away blu, gialla o rosa, sarà in bianco / nero o in bianconero? O magari su un’away blu sarà ad esempio in giallo?

  • Matteo

    L’operazione è probabilmente tra i più innovativi re-branding del mondo del calcio. Molto coraggiosa, anche troppo. Il logo nuovo in sé funziona: è essenziale, pulito, estremamente iconico. Chiaramente è criticabile la scelta di sintetizzare tutto in due linee elimando i simboli esistenti, come lo stemma di Torino, ma è per l’appunto una scelta…e devo dire che personalmente non mi dispiace.

  • Luca_M

    ma proprio no, almeno sulla maglia voglio il vecchio stemma, questa cosa non si può proprio vedere…

  • hereandthere

    Mossa scioccante e (almeno per me) totalmente inaspettata. Sono ancora diviso sulla valutazione. Riconosco alla Juventus il coraggio e la lungimiranza che finora nessun club storico europeo ha avuto, anche se da (moderato) amante della tradizione non posso che storcere il naso.

    Capisco e apprezzo il discorso grafico e commerciale. La Juve in questo senso è prima in Italia e tra le primissime in Europa. Probabilmente hanno ragione, tra qualche anno sarà uno dei marchi sportivi più riconoscibili e conosciuti del mondo. Poi il logo in sé è anche apprezzabile alla vista e sicuramente più efficace rispetto ai classici stemmi araldici europei.

    Tuttavia non riesco a farmi piacere del tutto questo tipo di modernizzazione del calcio, che è lo sport che più di tutti gli altri può parlare di tradizione e storia, soprattutto quando si parla di stemmi, divise e colori. Per me gli stemmi di tipo araldico dei club storici europei sono una parte fondamentale del calcio inteso come cultura. E la Juventus è a tutti gli effetti un club storico e di tradizione.

    Una soluzione potrebbe essere stata quella di introdurre il marchio come secondary logo (come fanno regolarmente in NBA e NHL) per le maglie secondarie, però capisco anche che in termini di branding un doppio logo è controproducente.

    • Alberto

      Concordo in buona parte.

      Qui mi voglio soffermare sull’ultima parte del tuo intervento; probabilmente se fosse stato presentato come un logo “alternativo” l’avrei apprezzato maggiormente, e come fai notare tu non sarebbe stata neppure una mossa senza precedenti.

      Rimpiazzare a tutti i livelli il vecchio ovale non mi trova d’accordo.

  • Alberto

    Apprezzo il minimalismo ma in questo caso è stato eliminato ogni riferimento alla città di appartenenza nonché a una parte importante della simbologia del club (le strisce bianconere) in favore di una scelta che pare strizzare l’occhio soprattutto a logiche commerciali.

    La “J” è un elemento simbolico forte ma in questo caso il restyling mi pare troppo coraggioso, è da verificare quanto pagherà. Personalmente ho seri dubbi sull’applicabilità al calcio di certi ragionamenti che valgono per altri sport (il riferimento è ovviamente agli sport americani), far diventare questo logo qualcosa che trascenda l’aspetto sportivo e si imponga a livello mondiale non è affatto semplice.

    In definitiva, non mi sento di approvare del tutto questo cambiamento.

  • Tab

    Non giudico tanto il logo in sé, piuttosto volevo sottolineare quanto stoni la scelta di presentarlo a… Milano!
    Non tanto per la Juve, quanto per la città di Torino, che avrebbe meritato di essere palcoscenico di questo evento, visto quanto ha fatto per la società bianconera (ad ultimo la concessione dei terreni per il fortunato Juventus Stadium).
    Una nota davvero stonata.

    • Daniele Costantini

      Guarda, il tuo commento mi ha messo la curiosità di andare a cercare dove fosse avvenuta, la precedente presentazione dell’attuale (ancora per pochi mesi) stemma bianconero, datato 2004…beh, almeno quest’anno si è tornati in Italia! 😀

      https://uploads.disquscdn.com/images/07e3d40c4b12aa0fc397c0cff9e57b8fb1ef8555d14d2465b8f8d9ba5e56d012.jpg

      A volerla leggere più in generale, direi che già all’epoca la Juventus stava intraprendendo la strada dell’internazionalizzazione del suo brand – un percorso che, in quegli anni, stavano iniziando a esplorare anche le altre big europee -; un progetto, evidentemente, bruscamente interrotto dallo tsunami calciopoli, e oggi ripreso a tutta (cercando di assottigliare il gap accumulato) dall’attuale dirigenza bianconera.

  • mdstyle

    Ormai tutto sta cambiando per i grandi club storici.
    Nuove maglie: non cambiano solo le forme delle strisce, ma anche i colori;
    Nuovi loghi: stilizzatissimi e monocolore;
    Nuovi nomi: presto non li chiameremo più come abbiamo fatto finora.
    I grandi club storici si stanno preparando per una nuova era del calcio, si parla già di un nuovo campionato in cui parteciperanno solo i grandi storici club del mondo.
    Anche se di storico non avranno più nulla, ma saranno solo dei new brand.
    Juventus, Milan e Inter si stanno già preparando ad abbandonare la Serie A.

  • Andrea27

    Da interista, penso sia la roba piu oscena vista dal punto di vista dei rebranding.
    Vergognoso che abbiano accettato un lavoro del genere.
    Va benissimo per il merchandising, ma sulle maglie sarà un abominio.
    Poi e’ sbilanciatissimo da un lato e vuoto dall’altro…bah.
    Secondo me presto sulle maglie della Juve vedremo una bella toppa nera con la J sopra.

    Ma poi, i grafici si sono fatti pure pagare per sto coso?
    A saperlo mi proponevo io per fargli qualcosa di decente..

  • superspook

    un logo che viene letteralmente imposto dal marketing, valore storico-evocativo nullo. un lavoro mediocre insomma

  • Toto

    Che questo rappresentasse la forma di uno scudetto stilizzato non lo avevo capito prima di leggerlo qui sul vostro sito… Secondo me si tratta di un logo che non ha niente da vedere col calcio. Somiglia molto alla J stilizzata degli smartphones Samsung galaxy J3 e J5… o anche alla J della Jeep… Insomma si tratta di un semplice logo commerciale come ne esistono a migliaia…

  • Flying fenders

    Laconico commento tecnico da designer: sta bene (ma non per merito suo) solo nella foto con la Ratajkovski.

    • Saverio Biliotti

      Come non darti ragione…

    • Geeno Lateeno

      Laconico commento da appassionato del genere: a quella fatina della Emily Ratajkowski starebbe benone anche solo il logo senza nient’altro intorno.
      E penso di avere detto tutto

  • FDV

    È stata tanto tosta quanto inaspettata. Dopo qualche ora ho iniziato ad apprezzarne l’idea ma non l’estetica. Oggi comincio già a farci l’occhio.

    Puntare tutto sulla J per me è top. Quotando un mio commento al vecchio pezzo citato nell’articolo: “Giudicherei in maniera assolutamente positiva la riscoperta dell’uso della J anche sulle maglie da gioco […]”.

    Per me la Juventus è molto più famosa per la sua maglia, per il nome insolito che inizia per J e per le stelle piuttosto che per il suo stemma, che non a caso è diventato abituale sulle divise solo da una ventina di anni. Per cui se c’è una squadra che poteva permettersi di liberarsi dello stemma a vantaggio di un logo così è proprio la Juventus.

    La cosa più faticosa da digerire forse è la pura commercialità di questa scelta, così smaccatamente lontana dal mondo del calcio e vicina a quella degli sport americani. Di certo però riesco a immaginare benissimo un cappello tutto nero con questa J bianca sulla fronte e la prima cosa che mi viene in mente è il NY degli Yankees (con le dovute proporzioni).

    Altro elemento da non trascurare è l’eliminazione del toro e quindi del legame con la città. Non è una critica la mia, anzi mi sembra in linea con la realtà della Juventus e con le ambizioni globali di un logo così chiaro e riproducibile da qualsiasi bambino di ogni parte del mondo.

    • squaccio

      Secondo me si potevano salvare capra e cavoli studiando un modo di inglobare questa J nello stemma attuale:
      così sulle maglia sarebbe rimasto il solito stemma “modernizzato” ed il monogramma si poteva utilizzare per il resto.

      Anche perchè questo “coso” avrebbe senso sulla prima maglia.
      E sulla seconda ? Prenderebbe i colori della seconda ? Brutto !
      Comparirebbe alll’interno di un tondo/quadrato ? Peggio !!!

      Stranamente, se ci pensate, é l’operazione inversa che ha fatto la Roma eliminando l’ “asr” dallo stemma.

      O é l’altrettanto strana operazione della Lazio che ha acquistato la vecchia aquila per poi utilizzarla solo 2 anni e neanche a pieno (una volta come prima maglia ma per un girone e l’anno dopo come 2a maglia ma utilizzata meno della terza)

      • Lettice Lygon

        I casi di Roma e Juve sono in effetti diversi, se non opposti: per la Roma il legame con la città è il motivo di richiamo principale verso un pubblico internazionale. Questo non vale per la Juventus.
        Giusto per fare un esempio, io insegno all’estero e quando avevo portato dei miei studenti a Roma, questi avevano preferito i prodotti delle bancarelle a quelli originali col vecchio monogramma ASR proprio perché i primi avevano la scritta ‘Roma’. Immagino che anche il West Ham abbia messo ‘London’ sul nuovo logo più o meno per lo stesso motivo.

    • Emanuele

      Hai centrato il punto.
      La Juventus vuole (tornare ad) essere riconoscibile, in campo, solo dalla maglia a righe mentre per il “fuori dal campo” voleva qualcosa di molto semplice, facilmente riproducibile, immediato.
      Il nuovo logo è qualcosa che va oltre a quello che siamo abituati a rapportare ad una società di calcio e capisco chi fa fatica ad accettarlo.

  • Toto

    Non vedo come un tale logo (a strisce e senza contorni) possa inserirsi bene su di una maglia già strisciata e con uno sponsor tecnico (adidas) che mette anche lui le proprie strisce. Maglia strisciata + le 3 strisce della adidas + un logo strisciato = Maglia bruttissima dove non si percepisce più niente !

    • Condivido questa tua perplessità. E’ uno dei tanti motivi per cui questo progetto di restyle del marchio è da considerarsi, secondo me, un fallimento assoluto.

    • Stavrogin

      Pensa che invece secondo me il fatto di aver messo “solo” tre strisce nel logo è proprio una strizzata d’occhio allo sponsor tecnico così generoso. Magari non proprio intenzionale, ma di sicuro se fossero ancora con Nike, le strisce non sarebbero certo state tre…

  • Vi consiglio di confrontare questo progetto (a mio parere orribile e completamente sbagliato) con quello di qualche anno fa dell’Inter e quello più recente del Mancester City. Quelli sì che sono dei lavori seri di riprogettazione di un marchio per una squadra di calcio (possono non piacere a livello di gusto), e sto parlando di società che di certo guardano al lato commerciale tanto quanto la Juve.
    Sono indignato, spero tornino presto sui loro passi. Se fossi juventino boicotterei questa operazione ignorando totalmente qualsiasi articolo di merchandise dell’anno prossimo, a partire ovviamente dalle maglie.

  • Daniele Costantini

    Pensieri sparsi. L’arrivo di questa J non è proprio inaspettato, da settimane circolavano leaked in tal senso… è invece inaspettato tutto il resto: sembrava dovesse essere solo un logo destinato al merchandising, non certo l’inizio della più grande operazione di rebranding vista nel calcio moderno – qual è oggettivamente -: insomma, mai avrei immaginato che un giorno la realtà, avrebbe superato quanto a suo tempo immaginato in quel mio vecchio articolo… 🙂

    Faccio una premessa: il classico stemma juventino – quell’ovale a strisce bianconere, contenente il nome del club e le insegne comunali torinesi – non mi ha mai fatto impazzire. Semplice ed elegante, certamente, ma pur sempre privo di precisi rimandi a una solida iconografia societaria (com’è invece ad es. per le squadre britanniche, e in parte anche spagnole).

    Per quasi un secolo, a presentare al mondo la Juventus sono state unicamente le sue strisce bianconere, non il suo stemma – spesso quasi sconosciuto ai più -; le generazioni cresciute in bianco e nero prima, e a colori poi, sono per l’appunto cresciute vedendo appuntato al petto di Boniperti, Platini e Del Piero lo scudetto, mai lo stemma – se non negli ultimi vent’anni. Questo, per ricordare che a differenza del 99% delle altre società del pianeta, per la Juventus lo stemma sulla maglia non è mai stato – dal mio punto di vista – un elemento imprescindibile, quanto un orpello talvolta utile ma mai davvero necessario.

    Per questo motivo, dopo averci fatto l’occhio, devo dire che accolgo positivamente questo upgrade da stemma a logo, qual è effettivamente questa J: un logo minimale ed essenziale, soprattutto globale, quasi un graffio immediatamente riconoscibile da ogni angolo del pianeta. Riprendendo quella famosa frase di Gianni Agnelli, a presentare la Juventus basta il suo nome, basta quella lettera iniziale così insolita, e di riflesso così unica.

    Un logo, come detto, dal sapore decisamente globale: e non che questo sia un male, tutt’altro… soprattutto nel caso della Juventus, sicuramente la società che più di tutte può dirsi slegata da campanilismi vari, e capace in quasi 120 anni di crearsi un sèguito trasversale, che esula da geografia e classi sociali. E infatti, siamo di fronte a una J che strizza l’occhio non troppo velatamente alle franchigie piuttosto che ai club – impossibile non pensare al monogramma dei New York Yankees, probabilmente il logo sportivo più famoso della Terra.

    Come ho detto, giudico positivamente questa nuova immagine coordinata juventina. Dirò di più: preferisco un simile, dirompente e coraggioso approccio, volto a ripensare da zero l’identità grafica di un club, rispetto ai tanti recenti redesign ammirati in giro per l’Europa (Roma, PSG, ManCity, Atletico Madrid, ecc..) dove per me, cercando l’innovazione si è invece andati a intaccare – in negativo – il ricordo dei tempi passati.

    Circa le critiche su questa J, capisco da una parte le rimostranze di chi vede tutto ciò come poco calcistico, e di chi in generale vede lo stemma come l’ultimo moloch depositario dei valori di un club… e questo è in parte vero, per la maggior parte delle squadre: ma come detto, ritengo che la Juventus abbia dalla sua un passato nettamente diverso in tal senso, un passato legato prettamente ai colori piuttosto che ai simboli, un passato che le permette oggi di perseguire una strada così audace.

    • Emanuele

      Mi hai letteralmente tolto le parole di bocca.
      Quindi inutile che scriva un post e quoto il tuo.

    • Alberto

      La “J” è un elemento fortemente identificativo nella simbologia del club, sono d’accordo, ma qui è scomparso tutto il resto accidenti! Le strisce bianconere, il rimando alla città di appartenenza (credo che gli Yankees ad esempio debbano molto del loro “appeal” al legame proprio con la città di New York che non è Torino beninteso), l’ovale… tutto questo bene o male era entrato a far parte della simbologia del club da diversi decenni, accompagnando generazioni di tifosi.

      Questa operazione, senza dubbio coraggiosa, scommette sulla possibilità di fare del nuovo logo un fenomeno direi quasi di costume ma vanno considerati a mio avviso numerosi aspetti, come l’essere espressione di uno sport (il calcio) che vive l’identificazione coi simboli in maniera più forte rispetto agli sport americani, l’appartenere della Juventus al sistema calcio italiano, che certo non brilla per capacità di vendere il suo prodotto… Non dimentichiamoci che il Manchester United o il Real Madrid continuano a macinare numerosi mostruosi dal punto di vista commerciale senza che abbiano avuto il bisogno di ricorrere a cambiamenti così radicali del loro simbolo. Le ragioni a mio avviso sono da ricercare soprattutto nella tradizione sportiva dei due club ma anche e soprattutto nella capacità di saper aggredire al meglio rispettivamente il mercato anglosassone e quello latino. Stessa cosa non può dirsi della Juventus, che al massimo può ergersi a bandiera del solo movimento tricolore.

      Personalmente non lo trovo neppure così immediatamente riconoscibile (prova ne siano le accuse di “plagio”, più o meno velate, più o meno pretestuose, che sta ricevendo in queste ore) ma questa può darsi che sia una mia opinione. Aspetto di vedere come renderà sulle nuove maglie, ma non sono ottimista.

      In conclusione, non vorrei che si fosse fatto un passo più lungo della gamba. Certo fa discutere…

      • Daniele Costantini

        Sono d’accordo, quando parli del rischio di poter incappare nel passo più lungo della gamba. C’è, effettivamente, ma credo che in questo caso sia più un “rischio calcolato”, dettato dalla non troppo velata ambizione della Juventus di staccarsi dal (a suo dire) paludoso calcio italiano – quanto a management e prospettive – per avvicinarsi ai modelli e soprattutto ricavi delle altre big europee. Cioè quella che è stata la mission societaria portata avanti da Andrea Agnelli nell’ultimo lustro. Da questo punto di vista, la nuova immagine societaria juventina è solo l’ultimo step, un ulteriore tassello nella succitata strategia.

        E qui, ricollegandomi al tuo inciso su madrileni e mancuniani: quando vent’anni fa queste due (ma ci puoi aggiungere Barcellona, Liverpool, Bayern, Chelsea, ecc.) iniziarono a fare tournée estive in tutto il mondo e ad aprire scuole calcio in ogni angolo del pianeta, quando la Premier League iniziava a programmare i suoi big match alle 12:30 per prendersi il prime time in Oriente… beh, quando tutto questo succedeva, il calcio italiano quasi li prendeva in giro in un’atmosfera da tardo impero, cullandosi nella bolla delle “Sette Sorelle” e continuando a considerare (il guaio è che lo fa ancora oggi!) i diritti TV e le cicliche iniezioni di liquidità del patron/mecenate di turno, quali uniche e più grandi fonti di guadagno. Vent’anni dopo, possiamo dire chi aveva ragione e chi torto; e chi oggi, sta cercando faticosamente di rincorrere il treno perduto.

        Semplificando il tutto… le ragioni – chiamale pure attenuanti – grafiche, storiche e/o geografiche alla base del nuovo stemma juventino, le ho già espresse nel mio precedente commento; circa quelle quelle economiche, ritengo che Marco Iaria (giornalista economico della Gazzetta) abbia centrato meglio di tutti il punto focale:

        https://uploads.disquscdn.com/images/f5db4df49d2ec371a60d29f998cdc533ed0daaff4ab4d1dd23a620ed17ebde72.jpg

    • Franz

      Sono anch’io d’accordo con quanto dici: in quanto a stemma la Juve si differenzia dalla stragrande maggioranza degli altri club, quantomeno tra quelli piu’ blasonati e storici.
      Non vedo il parallelo con lo stemma degli Yankees: ovviamente non puo’ essere a livello grafico, ma anche concettualmente mi sembrano agli antipodi. Se quello americano trascende il team per arrivare ad identificarsi con l’intera citta’, questa nuova “J strisciata” elimina per principio ogni riferimento alla citta’ di Torino.
      Aver invitato la Ratajowski e’ lo strumento ideale per far si’ che il logo sia visto in tutto il mondo da migliaia e migliaia di persone…

      • Daniele Costantini

        Il paragone con lo stemma dei New York Yankees, l’ho tirato in ballo sia dal punto di vista grafico – un semplice monogramma, minimale ed essenziale – sia a livello concettuale.

        Non mi trovi proprio concorde, quando sostieni che quello americano trascende il team per arrivare ad identificarsi con l’intera citta… per me, quel “NY” sul cappellino di Derek Jeter rimane di base un logo sportivo; non è ad es. assimilabile al famoso logo di Milton Glaser per la Grande Mela (“I ♥ NY”), quello sì un logo che voleva da principio abbracciare l’intera città (capisco che questo mio punto di vista non possa trovare tutti concordi).

        E aggiungo che New York è forse il luogo più cosmopolita della Terra, in cui qualsiasi persona del pianeta può sentirsi immediatamente cittadino; e dove, pertanto, l’identificazione con la città mi risulta molto vaga – sia per la storia relativamente recente di Nuova York, sia per l’enorme guazzabuglio di razze e culture che da sempre la anima.

        Sicuramente, quando guardi quel monogramma “NY” pensi (anche) alla città, ma ciò la reputo solo una felice coincidenza, pure dettata dalla tradizione delle franchigie nordamericane di affiancare sempre il nome della città a quello della squadra. Quello degli Yankees è ormai un marchio globale – mi ripeto, più squadra che città per come la vedo io -, ed è a mio avviso proprio questa la strada che vuol seguire la Juventus con questa sua nuova visual identity

        Una strategia – e qui mi ricollego al tuo inciso sulla J che elimina per principio ogni riferimento alla città di Torino – avvantaggiata dall’essere la Juventus già in Italia, per l’appunto, da decenni slegata da campanilismi: ad es. leggendo vari commenti di questi giorni, si scopre come tanti (anche di affermate penne della carta stampata!) credevano il toro cittadino del vecchio ovale, in realtà una zebra, segno che il riferimento comunale era davvero percepito come molto labile… Per questo non trovo campato in aria, da parte del club, voler puntare ancor più sulla sua storia piuttosto che su quella di Torino: uno scudo, le strisce bianconere, e quella J così unica nel mondo del calcio (come esemplificato qui sotto da Brandemia.org):

        http://www.brandemia.org/sites/default/files/inline/images/escudo_juventus_2017.jpg

        L’aver messo in scena la presentazione a Milano, durante la settimana della moda, con Emily e un sacco di altre personalità di norma lontane dallo sport, ha semplicemente palesato l’intento di questa operazione; come hanno spiegato a Wired i deus ex machina della nuova immagine juventina, chi è tifoso bianconero non smetterà certo di esserlo davanti a questa J (il nostro amico rudiger non ha certo smesso di tifare Roma, dopo il recente restyling della Lupa…) , mentre l’obiettivo dichiarato è andarsi a prendere quei target fin qui raramente avvicinatisi al club e in generale al pallone: http://www.wired.it/economia/business/2017/01/18/juventus-cambiato-logo/?utm_source=facebook.com&utm_medium=marketing&utm_campaign=wired

        E ora stop, che quando mi tirano dentro a parlare di grafica e marketing – miei studi e mie passioni -, finisco sempre per dilungarmi senza rendermene conto… 😀

        • Franz

          Nel mondo del baseball americano ogni squadra ha le sue belle lettere impresse sul cappello e sulla divisa (oggetti davvero bellissimi!). Indubbiamente un appassionato di sport vedendo il monogramma NY penserà subito alla squadra, per l’appunto alla squadra di New York, mentre il non appassionato di sport vedendo impresse su un berretto le lettere NY immancabilmente penserà alla città.
          Quando parlo di “identificazione con la città” intendo questo: vedo il berretto col logo e mi immagino che, indossandolo, possa diventare parte di quel mondo scintillante che è New York nell’immaginario collettivo. D’altra parte non credo che lo stesso effetto ci possa essere con il pur bel cappello dei Washington Nationals…
          Nei team americani, come giustamente sottolinei, il rapporto con la città, con il territorio è un elemento tradizionale e di fondamentale importanza.
          La Juve ha scelto di “rompere” il (forse già debole) legame con Torino: giusta o sbagliata che sia, resta una scelta coraggiosa.
          Da un punto di vista grafico, il nuovo stemma della Juve non è solo un semplice monogramma minimale ed essenziale,ma, come peraltro mostri nello schema, un insieme di tante idee riunite (bene o male è un altro discorso).
          Estremizzando un po’, con questo stemma la Juve, a mio modo di vedere, vuole anche andare al di là del concetto di squadra: il logo vorrebbe rappresentare un concetto, non solo un club. D’altra parte l’obbiettivo è proprio quello di cercare di conquistare persone non appassionate di football (come dici anche tu, i tifosi restano tifosi anche con questo stemma!) portando loro “qualcosa” che prima non c’era, creando una domanda da poter essere soddisfatta.
          Tutto ciò mi sembra ben diverso dagli stemmi americani.

        • Daniele Costantini

          Comprendo il tuo punto di vista, peraltro ottimamente argomentato, ma pur collimando su alcuni punti, globalmente rimango sulla mia posizione mi spiace 🙂

          Permettimi solo una puntualizzazione: quando descrivevo la J come un semplice monogramma, minimale ed essenziale, mi sono premurato di chiarire l’essere un giudizio prettamente grafico, volto a sottolineare l’immediatezza di un simile tratto; un tratto che, pur inglobando vari elementi afferenti la juventinità, al primo sguardo viene percepito essenzialmente come un monogramma, quasi una griffe modaiola (e qui torniamo al concetto che lo vuole un brand a 360°, con l’ambizione di superare i confini del tifo calcistico).

        • Franz

          Lungi da me il voler convincere qualcuno (almeno su queste cose!). Il mondo è bello perchè e vario e perchè in un logo ognuno vede ciò che vede.

  • Erry

    La modernizzazione dello scudo ovale era ancora abbastanza fresca e in linea con quanto fatto recentemente da molti club (Man City, Inter, PSG…), ma quest’ultimo rebranding segna una discontinuità che dimostra come la Juve voglia spingere all’estremo le logiche di marketing per consolidare la sua posizione a livello internazionale (vedi stadio, coreografie, eventi di contorno alle partite, mercato…).
    L’impressione immediata è che non sia lo stemma di una squadra di calcio. Sulla maglia il monogramma scompare, ma nel caso specifico, bisogna ricordare che la “J” è un elemento che appartiene alla storia del club e che la Juve ha giocato senza stemma sulla maglia fino alla metà degli anni ’90. Insomma, è una rivoluzione sicuramente audace, ma allo stesso tempo in linea con tradizione un po’ altezzosa tipica dei bianconeri.
    Non mi piace, ma probabilmente il tempo darà ragione a questa dirigenza.

  • MrPickwick

    Se vogliamo discutere di marketing e brand molto probabilmente la società ha fatto una mossa giusta, il nuovo logo porterà introiti. Non mi piace la filosofia che sta alla base, non mi piace che sia tutto mercimonio e business, ed infatti ho smesso da tempo di spendere il mio tempo e i miei soldi per seguire la juve. Non sono né polemico e nemmeno la mia è una protesta, ripeto, capisco gli obiettivi della società, sicuramente il nuovo logo sarà un successo, soprattutto all’estero.

  • Stavrogin

    Io sono anche disposto ad accettare (non senza antipatia) il discorso del brand/marketing/etc.

    Arrivo ad apprezzare il richiamo storico della J degli anni ’40 (sempre che sia voluto).
    Anzi, forse è la soluzione migliore all’annoso problema della mancanza di identità per lo stemma della Juve: prima la zebra, poi il toro, che però sa troppo di Torino (la squadra), e poi diciamocelo, il legame con la città è proprio debole (questa presentazione -giustamente- è stata fatta a Milano, è tutto dire; poi gli inserti tricolori per provare con “la squadra d’Italia”, bocciati anche quelli… Insomma non c’è un elemento identitario di riferimento, e la J può essere la soluzione.

    Però… resto dell’opinione (soggettiva) che questo nuovo marchio sia proprio bruttino.

    E inoltre, ma questo è probabilmente un errore mio, il fatto che sia diventata “gei” mi fa rabbrividire, perché sono certo che quei signori negli anni ’40 la chiamassero (giustamente, essendo latino) “i lunga”.

    • Franz

      Completamente d’accordo! “i lunga” tutta la vita !!!

    • Saverio Biliotti

      Mi trovi parecchio d’accordo. Parecchio.

  • Toto

    Spiegate ad Agnelli che la J è una lettera fuori dal comune solo in Italia. All’estero si tratta di una lettera qualunque ! Quindi la sua idea di affermarsi all’estero grazie all’originalità della lettera J è completamente incoerente/ paradossale ! Oltre ad essere bruttissima…

  • Franz

    Non so se l’hanno invitata perche’ ha una “j” nel cognome, ma ad ogni modo, ma quanto e’ bella Emily Ratajkowski???

    • Daniele Costantini

      Va be’, ma così vuoi proprio prendere un upvote facile facile! 😉 . Magari Emily, Jasmine Sanders, Melanie Winiger e tutte le altre, saranno state chiamate a compensare con cotanta bellezza il “singolare” (diciamo così) outfit di Dani Alves… 😀 . Certo, a questo punto sarebbe stato logico invitare anche Kendall Jenner, forse l’unica modella che negli ultimi tempi ha più volte mostrato di apprezzare l’abbigliamento calcistico, Juventus compresa:

      https://uploads.disquscdn.com/images/21f80812acd1d438a62717355b3ec008b466656a13ed93fa71d4647a355ce988.jpg

  • Franz

    Ho letto tanti commenti davvero belli e ampiamente condivisibili. I concetti che piu’ affiorano (al netto dei gusti personali) mi pare siano che se c’e’ una squadra che poteva osare cosi’ tanto questa e’ proprio la Juve e che forse e’ meglio un progetto del genere che

  • Magliomane

    Io di marketing non ci capisco niente, e non nego che dal punto di vista commerciale magari sarà pure una mossa azzeccata, ma ragazzi, che tristezza!
    Centoventi anni di storia “rebrandati” in questo modo di un ufficio di design composto di gente che probabilmente ha dovuto leggere la storia della società bianconera su delle slides di powerpoint.
    Logo freddo e impersonale, sembra quello di una marca di occhiali di lusso, ennesimo passo verso la fine del calcio di un certo tipo.

    PS: Guardiamo il lato positivo: perlomeno dall’anno prossimo il Pordenone avrà un logo solo suo! 😀 (seguono risate isteriche e rassegnate).

  • Swan

    Qui trattasi di vilipendio alla bandiera, carcerazione di chi si è macchiato di tale crimine.
    Centoventi anni di storia sacrificati sull’altare dio denaro.
    Da anni il calcio non più uno sport ma un business a tutti gli effetti, io ormai ne sono sempre più ai margini.

  • theItN

    L’idea di passare ad un logotipo basato sulla J secondo me ci stava tutto, a maggior ragione che era un qualcosa già radicato nel passato della società e non un qualcosa tirato fuori alla bell’e meglio solo ora per motivi di merchandising. Il problema è che che è fatto veramente con la vanga signori. Lo guardi che sia di sfuggita o per cercare di capirlo a fondo e vedi sempre la stessa cosa: JJ. Ma siamo seri?! Ma li hanno pure pagati sti pseudo-grafici? Una J come quella della maglia gialla nel link cui rimanda l’articolo a mio avviso sarebbe stata enormemente più forte, più chiara e più immediata. È una lettera, e come tale dovrebbe rimanere, altro che strizzare l’occhio all’ideogramma cinese, nel mentre sembrare uno scudo e se ci avanza tempo farci uscire fuori pure una J.. Per me logo bocciato, e alla grande.

  • The Italian Job

    La “I lunga” a mo’ di logo della Juventus è radicata nel passato, è già stata auspicata su queste pagine e il suo coraggioso ritorno mi trova d’accordo.
    Sono curioso di vederla “sul campo”, o meglio sulle divise da gioco e il materiale ufficiale.
    Ci sono notizie ufficiali circa l’introduzione sulle divise? Già dal prossimo campionato? O addirittura dal torneo in corso?

  • Edoardo C.

    Appena ho visto il nuovo stemma sono rimasto stupito poi ho letto le motivazioni e ci ho fatto un po’ di più l’occhio. Probabilmente come dice l’articolo rispecchia bene il DNA della Juventus: ci sono le strisce bianconere che formano una J che a sua volta crea la coccarda dello scudetto con il nome del club sopra. Però ha qualcosa in meno del classico ovale. Molto probabilmente tutti ci si abitueranno prima o poi ma se questo stemma (bianco su fondo nero o al contrario a seconda di dove va messo) fosse stato racchiuso in uno scudo a forma di scudetto e fosse stato inserito un toro simbolo di Torino non molto grande sulla sinistra dove c’è uno sgradevole spazio vuoto, questo stemma considerando anche la presenza delle tre stelle sopra, sarebbe stato veramente bello.

  • Amedeo Marconi

    Così, non mi piace, se fosse circondato da un ovale con le strisce bianconere allora sì. Sicuramente ha un grande impatto

  • Il Tradizionalista

    Fa schifo. ennesimo schiaffo alla tradizione e alla storia. Sembrano caratteri ebraici

  • Rhakekel

    Scelta decisamente coraggiosa. Il vecchio stemma non era altro che l’ennesimo stemma societario all’italiana: ovale, contenente i colori sociali
    Per il risultato finale non mi esprimo: voglio prima vederlo sulle maglie.

    • Toto

      1) Non vedo cosa ci sia di cosi male ad avere uno “stemma societario all’italiana: ovale, contenente i colori sociali”. Secondo me gli stemmi all’italiana sono (o erano) fra i più belli, compreso quello vecchio della Nazionale, anche lui cancellato per una presunta “scelta corraggiosa” della FICG e anche per una questione di “modernità” e di marchandising. Bella la modernità eh?
      2) In effetti, a fare cose senza senso ci vuole coraggio. Un po’ meno quando sai di avere sempre una buona parte di tifosi che qualunque cosa dici lo ripeteranno come fosse una verità assoluta (affermazione nel mondo, merchandising, identità, modernità, plusvalenza e bla bla bla) come se i soldi li guadagnassero i tifosi… quindi un logo bruttino va bene… e alla fine lo accettano… e ne parlano pure in bene…

      • Rhakekel

        Onestamente quello che trovo davvero preoccupante è la tendenza degli sponsor tecnici a proporre maglie che a digerirle occorre un grande sforzo (e un grande stomaco). Basta guardare le maglie di Inter e Milan in questi anni.
        Gli stemmi societari sono finiti sulle maglie solo in epoca recente: chi è attento alla tradizione dovrebbe saperlo. Il Milan lo sostituiva con lo scudetto quando vinceva il campionato, ponendo il tricolore sotto la stella. Idem Juve e Inter. Prima degli anni ’80 lo stemma societario proprio non esisteva sulle maglie, campioni d’Italia o meno che fossero le squadre.
        Quindi, pur essendo un marchio distintivo, per me non è “sacro” come i colori sociali o altri tratti distintivi.
        Io, ad esempio, da milanista, sostituirei volentieri lo “stemma ovale all’italiana” della mia squadra del cuore col diavoletto stilizzato usato nei primi anni 80.

        • Swan

          Chi è attento alla tradizione sa che l’elemento distintivo per eccellenza di un club, che ne rende la maglia unica al mondo pur condividendo colori sociali e template con altri, è lo stemma.
          In uno stemma ci sono, ci dovrebbero essere, gli elementi che contraddistinguono storia e provenienza del club stesso.
          In Italia, dove le tradizioni valgono praticamente zero, lo stemma non ha mai avuto l’importanza che dovrebbe invece avere.
          Modificare uno stemma in modo radicale, o peggio, tramutarlo in un logo commerciale è come rinnegare la propria bandiera.
          Ma in un mondo dove tutto è in vendita, anche storia ed onore, questo fatto non disturba più di tanto, anzi è un motivo di vanto.

  • Tab

    Bah, qua sembra che viviamo in un eterno presente. Più o meno tutti i loghi dei club (che europei) hanno avuto una evoluzione e cambiamenti.
    Non vedo perché si debba credere di essere arrivati al giorno d’oggi all’apice di questa evoluzione e congelare tutto così com’è.
    I nostalgici, a quanto pare, peccano di memoria storica. Curioso.

    • Toto

      Il problema è che nel caso della Juve non si tratta affatto di una evoluzione di uno stemma. Si tratta di un cambio radicale (e non parlatemi della J usata nel 1940), con uno stemma storico disegnato anche prima della J dell’anno 40, che è stato completamente cancellato per dare vita ad un logo in stile “smartphone”. E io non capisco come questa cosa potrebbe far vendere meglio rispetto al vecchio stemma… E anche se facesse guadagnare di più al club, sinceramente non è con 2 millioni in più nelle casse a fine anno che ti vai a comprare Leo Messi ! Quindi a che c***o serve?! Ad avere delle maglie ancora più brutte ?

      • Tab

        Dopo “logo stile smartphone” avrei potuto smettere di leggere.

        • Franz

          Caro Tab, concordo con te sulla critica all’ “eterno presente” e, in buona sostanza, alla litania “una volta si’ che le cose erano belle…” e via dicendo.
          Ma la definizione “stile smartphone” di Toto calza a pennello con il logo dei samsung J (come gia’ qualcun altro aveva sottolineato),
          http://images.mobilefun.com/graphics/productgalleries/60320/j.jpg

        • Tab

          Perché, ti sembra uguale a quello della Juve?

        • Franz

          Uguale! Nooo, ma che dici! Questo qua è una J… con delle striscie verticali… una forma ovaloide… Questo è un logo stile smarphone!
          ;-D

        • Tab

          Tutte le J sono possibili loghi della Juve, ho capito.

        • Franz

          La mia era una battuta, chiedo scusa se sono stato offensivo, non era il mio intento.
          Premesso che mi trovo d’accordo con la tua idea sul fatto che tutti gli stemmi hanno avuto una loro evoluzione, mi pare che anche chi critica il nuovo logo Juve per l’eccessiva radicalita’ nella modifica possa avere le sue ragioni. In sintesi, tutti gli stemmi hanno una loro evoluzione che, generalmente, avviene per piccoli passi, a differenza di quanto fatto dalla Juve (bene o male che sia, e’ un’altro discorso).
          Riguardo allo “Stile Smartphone” le considerazioni sono due: da una parte il nuovo logo Juve si presta bene ad essere l’icona di una nuova App, e, dall’altra, credo che il logo Samsung J sarebbe stata una proposta credibile anche per la Juve, vista la dirompente scelta fatta.

        • Tab

          La contemporaneità impone dei tempi molto più frenetici rispetto al passato, di conseguenza anche le mode e gli stili grafici cambiano molto più radicalmente che in passato.

  • Classick

    La prima volta che vidi questo logo a J pensavo fosse un marchio da affiancare all’attuale e non in sostituzione dello stemma, facendoci poco caso.
    Adesso che mi rendo conto che è proprio un nuovo stemma confesso di essere un po’ sorpreso.
    Se fosse stato solo un marchio da utilizzare sugli articoli della Juventus mi sarebbe piaciuto, così sinceramente sono molto scontento e dispiacerà non vedere più lo stemma ovale a strisce della Juve.