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La storia del calcio capitolino avrebbe potuto essere molto diversa, se solo nel 1927 – nel pieno delle disposizioni della Carta di Viareggio, e dei tanti accorpamenti societari voluti dal regime fascista all’epoca al potere – fosse andata in porto la fusione tra la Lazio e la Fortitudo di Italo Foschi; oggi, forse, biancocelesti e giallorossi tiferebbero assieme, sotto gli stessi colori, per la squadra unica della città eterna.

Invece il progetto, come sappiamo, naufragò, portando pochi mesi dopo la stessa Fortitudo, assieme all’Alba e al Roman, a unire le forze per dare i natali all’attuale Roma.

Lazio Roma derby 22 settembre 2013

Dopo quasi un secolo di storia, pensare a una fusione tra i due maggiori club romani è semplicemente utopistico. Una prospettiva che da sola basterebbe a mettere a ferro e fuoco la capitale: troppo grandi le differenze, troppo radicata la rivalità.

Ciò nonostante, non ci sarebbe da stupirsi se nel corso delle prossime settimane Lazio e Roma si ritrovassero unite dallo stesso obiettivo… lungi dal far venire degli infarti a qualcuno, mettiamo le cose in chiaro e partiamo dal principio.

Baku 2015 Giochi Europei logo

Il logo dei Giochi Europei 2015: lo vedremo sulle maglie delle due romane?

 

Come ben sapete, le romane sono le uniche formazioni della Serie A 2013-14 a non sfoggiare uno sponsor sulle proprie maglie. I biancocelesti, come avviene ormai da qualche stagione a questa parte, hanno lasciato le loro maglie libere da marchi (salvo delle sporadiche sponsorizzazioni occasionali); i giallorossi – che quest’anno, caso più unico che raro, sono pure privi d’uno sponsor tecnico – hanno invece scelto di sfruttare il petto delle proprie casacche per promuovere “Roma Cares”, la fondazione benefica del club di prossima costituzione.

Per Lazio e Roma si è trattato d’un ritorno, voluto o no, alle divise “pulite” di una volta; insomma, al calcio romantico che fu. Con buona pace di nostalgici e collezionisti, nel mondo sportivo del XXI secolo questi ragionamenti lasciano però il tempo che trovano; tantopiù che, in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo, l’arrivo di un munifico sponsor sul petto dei giocatori capitolini sarebbe visto dalle rispettive società, molto realisticamente, come manna dal cielo.

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò, presidente del CONI e fautore dell’iniziativa

 

È qui che entra in scena Giovanni Malagò. In veste di numero uno dello sport italiano, il dirigente ha ospitato nei giorni scorsi a Roma l’Assemblea Generale dei Comitati Olimpici Nazionali Europei: l’appuntamento ha visto il suo maggior motivo d’interesse nel lancio ufficiale della prima edizione dei Giochi Olimpici Europei, che vedranno il loro esordio a Baku, in Azerbaijan, nel 2015.

La terra del fuoco punta molto sulla nuova manifestazione continentale, l’ultima d’una serie d’iniziative che mirano a dare al pubblico estero un’immagine più moderna ed europea del paese caucasico (nonché a ridimensionare le critiche internazionali circa la sua controversa situazione politica).

Baku panorama notturno

Una veduta notturna di Baku, capitale dell’Azerbaijan

 

Proprio da ciò è nata l’idea di Malagò, prontamente suggerita al ministro dello sport azero: per promuovere il marchio “Baku 2015”, quale vetrina migliore delle squadre di una delle maggiori città del continente?

Fa molto riflettere – ha precisato il presidente del CONI – che la Lazio, da molti anni, e la Roma da quest’anno, siano senza sponsor. Al ministro azero, ho consigliato le due romane come possibili squadre su cui investire per una sponsorizzazione.

Tantopiù che l’operazione non sarebbe affatto un salto nel buio. L’Azerbaijan non è nuovo a sponsorizzazioni calcistiche, visto che già griffa le maglie di Atlético Madrid e Lens col suo motto turistico: in questi giorni, esso ha prontamente lasciato il posto sul petto al logo della futura manifestazione sportiva.

L’Europa ha per la prima volta un suo evento sportivo multidisciplinare e desideriamo diffondere il messaggio a tutti gli appassionati di sport in Europa. Uno dei modi più efficaci per fare ciò è la stampa sulla maglia di una squadra calcistica, ovvero l’oggetto che più di tutti identifica una squadra – queste le parole del ministro Azad Rahimov, in occasione dell’accordo col club spagnolo.

Atletico Madrid 2013-2014 sponsor Baku 2015

Il logo “Baku 2015” sul petto dell’Atlético Madrid: accadrà lo stesso a Lazio e Roma?

 

Lo stesso potrebbe quindi accadere alle due romane. Con Claudio Lotito che da anni non considera offerte inferiori ai 4/4,5 milioni di euro, e la dirigenza giallorossa in cerca di un accordo intorno ai 7/8 milioni, i petrodollari azeri potrebbero facilmente far gola alle due società; l’operazione sarebbe decisamente fattibile, dato che la virtuale cifra per le due romane sarebbe la stessa già spesa dal governo azero per l’Atlético Madrid.

Se ciò andasse in porto, è però verosimile che l’ipotetica “doppia sponsorizzazione” finirebbe per esser vista quantomeno come anomala agli occhi dei tifosi capitolini: per due squadre divise da ottant’anni di sana rivalità sportiva, potrebbe essere un mezzo shock vedere le due storiche rivali condividere un qualcosa in comune, fosse anche solo un marchio pubblicitario.

Da questo punto di vista, è però doveroso ricordare che l’eventualità non sarebbe la prima del genere. Il calcio italiano ha infatti già visto esempi simili, con aziende pronte a investire contemporaneamente in club diversi; peraltro, le stesse squadre romane non ne sono state esenti.

Roma Napoli Gannini Zola Barilla Voiello

Roma-Napoli, il “derby della Pasta” Barilla-Voiello dei primi anni ’90

 

Menzionando brevemente la pionieristica epopea degli abbinamenti, col Lanificio Lanerossi che supportò varie compagini del vicentino, il caso forse più famoso è quello della Barilla, che nei primi anni novanta si ritrovò a finanziare sia la Roma col proprio nome – uno storico accordo durato una dozzina d’anni –, che il Napoli attraverso l’altro suo marchio Voiello: così dal 1991 al ’94 lo storico “derby del Sole” fini per diventare (anche) il “derby della Pasta”.

Vero è che, all’interno del raccordo anulare, le due formazioni hanno già sfoggiato – rigorosamente a periodi alterni – lo stesso marchio pubblicitario. INA Assitalia ha infatti dapprima campeggiato a lungo sul petto giallorosso, dal 1995 al 2002, per poi far brevemente capolino anche sulle maglie biancocelesti, nel biennio 2005/2007.

Roma Lazio Totti Pandev sponsor INA Assitalia

INA Assitalia sulla maglia europea della Roma 2001-02, e con la Lazio 2006-07

 

L’unica vera condivisione tra le formazioni capitoline, l’unico precedente forse degno di nota, riguarda invece l’ambito del fornitore tecnico. Era la stagione 1979-80 quando i giocatori delle due sponde scesero in campo vestendo divise realizzate della stessa azienda, Pouchain.

Casacche rimaste nella memoria delle rispettive società, pur se per motivi completamente agli antipodi: la Roma si ritrovò con una “maglia-ghiacciolo” che è tuttora una delle più iconiche della sua storia, mentre per la Lazio furono quelle le uniformi con cui cadde in Serie B. Nel caso l’accordo tra le romane e il governo azero andasse in porto, dunque, che i laziali inizino a toccare ferro…

Roma Lazio derby Conti Giordano sponsor tecnico Pouchain

La stracittadina romana del 1979-80, un derby griffato Pouchain

 

Insomma, i precedenti ci sono, e presto potrebbe aggiungersene un altro. Da una parte, pecunia non olet, ma dall’altra c’è sempre il rischio di “svendere” una delle cose più importanti del tifo calcistico, ovvero l’identità e l’appartenenza – qualcosa che non dovrebbe mai essere mischiato con colori diversi, tantopiù se sono quelli dei rivali per antonomasia.

Come vedreste l’ipotesi d’una sponsorizzazione congiunta tra Lazio e Roma? Abile mossa di marketing, o errore madornale?

  • squaccio

    Bah…io + al lato “tifoso” baderei al lato estetico:
    per esempio quella toppetta sulla maglia dell’Atletico è bruttissima e secondo me neanche si vede dagli spalti…

    poi grazie a questi sito ho imparato che invece in altre città con 2 squadre lo sponsor sceglie di sponsorizzarle entrambe per evitare il boicottaggio dell’altra tifoseria…

    quindi per me è indifferente.

    • biuck

      concordo, guardando una partita dell’atletico mi sono sforzato tantissimo per capire quale fosse il nuovo sponsor, e non ci sono riuscito!!!

  • rudiger

    In questo caso la mia avversione per lapratica del main sponsor supera il mio tifo: mi è assolutamente indifferente cosa sia scritto sulla maglia, non mi piace a prescindere. Quindi se la Lazio ha la stessa scritta, non mi fa differenza. Tra l’altro condividiamo già la brutta toppa della Tim.
    Interessante articolo che parla di una cosa di cui non sapevo niente: le olimpiadi europee. Mi sembra un’idea geniale. Del testo di Daniele, che esce bene dal ginepraio “Roma-Lazio-fondazione-fusione-fascismo”, contesto solo la frase “Per Lazio e Roma si è trattato d’un ritorno, voluto o no, alle divise “pulite” di una volta”; in realtà la maglia della Roma è pulita solo sulla carta e (per fortuna) nei negozi. La scritta “Roma Cares” infatti ha campeggiato sulle maglie, purtroppo, in tutte le partite ufficiali di questo inizio di stagione.

    • Passione Maglie

      Anche mia madre la pensa come te. Una maglia appena tornata dalla lavanderia ha lo sponsor completamente sbiadito (e solo quello) 😀

      • rudiger

        Saluti alla signora PM. Quindi tu hai una maglia “Roma Cares”?

        • Stavrogin

          Se tanto mi dà tanto, lui le ha praticamente tutte 🙂

          Sull’articolo, molto interessante: l’idea di Olimpiadi europee mi affascina e mi disturba allo stesso tempo.
          Ho sempre visto i Giochi Olimpici come qualcosa di “universale” di per sé; anche se in epoca antica erano riservate al mondo greco, l’idea di “settorializzare” un evento di portata storica come questo non mi attira. Non so, esistevamo le Olimpiadi della Macedonia o dell’Attica, all’epoca? 😀

        • rudiger

          I giochi di Olimpia erano i più importanti del mondo greco, ma molte città e in diverse occasioni civili e religiose ne organizzavano di loro. Per me, più manifestazioni sportive ci sono, meglio è. Suggerirei al comitato organizzatore di ammettere le nazionali di calcio “vere” (se il calcio è tea le discipline), per porre rimedio alla stupidissima restrizione del Cio e della Fifa che non fa decollare il torneo olimpico come è invece accaduto a quello femminile.

        • Passione Maglie

          Non ho tutte le maglie, è un falso mito quello 🙂
          Per la cronaca la maglia sbiadita è del Manchester United 2003-05 nera. Lo sponsor ora è quasi tono su tono.

          Quella della Roma attuale però un giorno entrerà a casa PM, ma senza Roma Cares.

        • rudiger

          Come non detto: il calcio non è proprio in programma. Al suo posto c’è il beach soccer (!), e al posto del basket a 5, quello 3 contro 3.

        • Stavrogin

          Temevo.

        • Daniele Costantini

          @Stavrogin e rudiger, esistono dallo scorso secolo i Giochi Asiatici, quelli Panamericani, i Giochi del Commonwealth, quelli del Mediterraneo, e via dicendo… non vedo nulla di male se anche l’Europa, finalmente, promuove una propria manifestazione sportiva continentale.

        • Stavrogin

          Ma qualcuno di questi si attribuisce l’attributo di “Olimpico”?

          In realtà alla fine la penso come rudiger: più manifestazioni sportive ci sono meglio è. Temo soltanto che questa in particolare andrà ad usurpare un appellativo senza esserne all’altezza. Già il fatto che in pochi qui dentro ne eravamo al corrente (e mancano solo a due anni), o che al posto del calcio ci sarà il beach soccer, dice tutto.
          Preferirei dei Giochi seri, di alto livello, anche se si chiamassero “Giochi Europei”, senza l'”olimpici”.

        • Daniele Costantini

          Il nome “Giochi Olimpici Europei” (che ho usato anche io nel pezzo) è un termine giornalistico/informale, atto a identificare e far conoscere al pubblico una nuova manifestazione ancora poco nota. Il suo nome ufficiale è semplicemente ‘European Games’ (cioè ‘Giochi Europei’).

          Sta di fatto che la manifestazione è comunque organizzata dall’European Olympic Committees ( http://www.eurolympic.org/ ), che riunisce tutti i vari Comitati Olimpici Nazionali Europei; quindi, bene o male, il CIO o l’aggettivo “olimpico” c’entra sempre… 😉

        • ALESSIO

          IO HO QUASI TUTTE LE MAGLIE DELLA ROMA DAL 79 FINO AL 2002 E ANCHE UNA DEL 70/71 POI BANDIERE E SCIARPETTE E OGETTI VARI DELLA ROMA ANCHE L’AUTOGRAFO DI UNO DEI 3 FONDATORI E PRIMO PRESIDENTE DELLA ROMA ITALO FOSCHI

    • Mauro

      E se ti dicessi che ho visto un negozio venderla con lo sponsor? Magari alcuni la vendono con e altri senza, ma concordo che con lo sponsor perde parecchio.

    • Daniele Costantini

      ‘Roma Cares’ lo vedo come Unicef, qualche anno fa, sul petto del Barcellona: faccio fatica ad intenderlo come un moderno marchio pubblicitario.

      • rudiger

        Se anche ci fosse scritto un verso del Vangelo lo vedrei come un peggioramento della bellezza della maglia, come qualunque scritta. Con l’Unicef è più accettabile, perché il Barcellona da dei soldi all’organizzazione umanitaria. Roma Cares invece neanche esiste, ancora; e chissà se esisterà mai, viste le trattative in corso per nuovi assetti societari.

  • biuck

    basta che ci danno più soldi che alla lazio e si può fare!!! a parte gli scherzi, in questo caso non la vedo una scelta “doverosa” (come quella fatta da tennents a glasgow per capirci), perché non si tratta di un vero e proprio prodotto, ma di un evento sportivo, quindi non credo che i tifosi dell’una o dell’altra lo boicotterebbero… cmq, ripeto, i soldi sono sempre bene accetti!!!

  • xtm87

    io da tifoso della lazio sinceramente spero che trovino un accordo per un main sponsor che porti soldi alla società. dal punto di vista estetico poi deve essere anche brava lo sponsor tecnico magari con l’aiuto della società a trovare un giusto abbinamento maglia-sponsor. poi se la lazio ha lo stesso sponsor della roma a me cosa importa, ci sono molte squadre rivali che hanno per esempio lo stesso sponsor tecnico; subito mi vengono a mente le due squadre di manchester.

  • rudiger

    Da notare che nel logo proposto ci sono tutti e quattro i colori delle due squadre; neanche l’avessero fatto apposta. Come dice biuck poco sopra la vera questione che potrebbe scatenare polemiche e ironie è: quanto pagherà lo sponsor alle due società? La stessa cifra? Trattative separate? Importi diversi, e in base a che? Alla presenza in Europa quest’anno, o l’anno prossimo? In base alla classifica? 🙂

    • Mauro

      La cifra sarà più o meno la stessa: il blasone delle squadre è pressoché uguale, la Lazio ha il vantaggio della visibilità in Europa League mentre la Roma ha ad oggi il miglior posto in classifica. Forse la spunterà la Lazio ma non è che dobbiamo farne una battaglia di celodurismo, alla fine sono sempre soldi che entrano nelle casse della società.

      • rudiger

        Vorrei chiarire che io, quel pataccone, in quella forma, sulla maglia non ce lo voglio, per nessuna cifra (che del resto non viene in tasca a me). L’effetto sulla nostra maglia sarebbe rovinoso, per via del cerchio bianco: una cosa che sulla maglia della Roma non si è mai vista. Di vagamente paragonabile ricordo la maglia con le lattine, utilizzata per fortuna solo una volta. Per effetto del colletto giallo poi, la patacca finirebbe molto in basso, praticamente sullo stomaco (appunto). Meglio Roma Cares allora.

  • Swan

    Per me il fatto che Lazio & Roma possano condividere lo stesso sponsor non sarebbe qualcosa di eclatante, Celtic e Rangers lo fanno da anni. In più, come evidenziato da altri, sarebbe uno sponsor esente da boicottaggi. Esteticamente non è granché, sembra un medaglione, non sarebbe invece male la sola scritta Azerbaijan com’era sulle maglie dell’ Atletico. Riguardo alla plata, come dice l’articolo, immagino conributi in parti uguali ad entrambi i club, la soluzione più saggia.
    Bellissima la foto del 1979/80, ero piccolo ma l’album dei calciatori di quella stagione ce l’ho ancora stampato in mente.

  • Mauro

    Anche se preferisco le maglie pulite, l’iniziativa mi sembra buona e sarei favorevole almeno nel caso della Roma, così togliamo l’inutile Roma Cares e mettiamo uno sponsor che almeno porta qualche soldo in cassa.
    Speriamo però che abbiano il buonsenso di non usare lo slogan “la terra del fuoco” per rispetto di chi abita in Campania o nella periferia di Roma.

    • Nico

      Roma Cares è un’associazione benefica di prossima apertura, definirlo inutile mi sembra di cattivo gusto.
      Poi sul fatto che sia brutto graficamente concordo, ma è un altro discorso.

  • Marekiaro17

    Una cosa come quella che negli ultimi anni abbiamo visto con Celtic e Rangers non accadrà mai, lì erano uguali sia lo sponsor tecnico che quello commerciale, ora invece i Rangers hanno Puma, il Celtic ha Nike.

  • tot

    il derby della pasta é fantastico 😀

    da romanista e contrario agli sponsor e ai patacconi tim dico che non mi importa se la lazio ha lo stessa scritta
    sarebbe bello peró che quanto meno la realizzassero “per la maglia” e non il cerchio sulla panza
    sponsor come barilla, ariston, parmalat e altri sono diventati parte integrante di quelle maglie che hanno fatto la storia anche perché messi talmente bene da non snaturare la bellezza della divisa
    mi chiedo se i napoletani fra 10 anni ricorderanno con piacere i patacconi lete
    a me la roma-wind non mi mancherá mai

    sarebbe bello sentire il parere dei tifosi non appassionati di maglie

  • Eugenio

    Le prime olimpiadi europei io le avrei fatte in una città più importante per la nostra storia, e non in una nazione a cavallo fra Europa e Asia .. Queste olimpiadi mi piacciono comunque, così in estate ci sarà qualcosa da vedere in ambito sportivo negli anni dopo i mondiali, oltre la Copa America 🙂
    Condivido la scelta di utilizzare questo sponsor per tutte e due le romane.
    Domanda : ma è stata scelta l’ Atletico fra le madrilene perché aveva uno sponsor sull’ Azerbaijan ?

    • Daniele Costantini

      Come scritto nell’articolo, l’Azerbaijan già sponsorizza Atletico Madrid e Lens col proprio logo turistico; nell’ultimo turno di campionato, esso ha lasciato il posto al logo di Baku 2015.

      Per quanto riguarda la sede di gara scelta per i Giochi Europei 2015, molto semplicemente, ‘pecunia non olet’. Negli ultimi anni, Londra 2012 è stata l’eccezione: vista la situazione economica attuale, gli unici che possono permettersi di ospitare manifestazioni di tale portata sono paesi in via di sviluppo, o dalla grande disponibilità economica (contrapposta però, in taluni casi, ad una ‘controversa’ situazione polita).

      • Eugenio

        Capisco.
        Scusami se non avevo ben letto l’ articolo.
        Comunque in Europa sono poche le nazioni in via di sviluppo, dato che comunque sono già abbastanza sviluppate, in effetti l’ Azerbaijan è un paese a cavallo fra Europa e Asia, un continente in via di sviluppo.

        • Daniele Costantini

          Come hai giustamente detto, ragionando geograficamente l’Azerbaijan è un paese caucasico esattamente diviso a metà, spartiacque tra l’Europa e l’Asia. Come altre ex repubbliche sovietiche, è però chiaramente indirizzato verso un modello di sviluppo europeo (almeno sul lato economico-culturale).

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Esteticamente su una maglia da calcio il simbolo di “Baku 2015” non sarebbe bello da vedere, troppa accozzaglia di colori. Preso singolarmente come simbolo invece ci sta.
    Uno stesso sponsor per due squadre rivali della stessa città non mi scandalizza. Anche il Celtic e i Rangers a Glasgow hanno avuto per alcuni anni lo stesso main sponsor (Carling).
    Anche “Roma Cares” sulle maglie dei giallorossi non mi piace. In assenza di sponsor preferirei vedere la maglia “pulita”.

  • vittorio

    Quanto mi piace rivedere le divise della pouchain. Erano altamente innovative e per me stupende!!!! che bel periodo senza il predominio di una piuttosto di un’altra e ogni nazione faceva il suo….

  • http://www.teamcar.biz STEFANO11

    Ho rivisto la maglia della Roma giallorossa e non come da alcuni anni granata arancione.

  • F093

    Scusate l’OT ma sono ancora estasiato per l’ultima foto con le maglie Pouchain 1979-80.

    Per la cronaca, nella foto in questione si possono riconoscere un giovanissimo “Brunoconti” che abbraccia una altrettanto giovane GIORDANO.
    Dietro da destra ci sono SANTARINI (riconoscibile solo dalla fascia da capitano) BENETTI, MANFREDONIA, VIOLA ed il capitano biancoazzurro WILSON. 🙂

    Una domanda mi assale: ma come riuscivano giocare a calcio con maglie in lanetta e pantaloncini così corti??? Sicuramente le loro prestazioni erano penalizzate da non usare mutandoni, calzini/calzemaglie e maglie fosforescenti ottenute da 4.879 bottiglie….

    F093
    old style

    • rudiger

      Alle didascalie delle foto aggiungiamo: Giannini con la maglia Adidas; il grandissimo Zola (all’epoca quasi non ce lo filavamo, oggi sarebbe un dio in terra) vestito da Umbro; Totti con una bella maglia Kappa in Champions’ League: e un giovane Pandev con la Lazio marchiata Puma.
      In cima Klose e De Rossi con le maglie attuali durante l’ultimo derby.

      • Daniele Costantini

        Se il tuo voleva essere un paragone col passato, onestamente ritengo che quest’anno le romane sfoggino due tra le migliori maglie delle rispettive storie.

        • rudiger

          Solo didascalie.

      • F093

        Sempre nella foto 1979-80 mi era sfuggito il portiere biancoazzurro CACCIATORI in maglia verde scuro che si intravede tra arbitro e guardalinee.

        Così, giusto per la precisione. 🙂

        F093
        old style

  • iac88

    Ah ecco qual era lo sponsor dell’Atletico contro il Getafe! Vedendo solo gli highlights della partita non ero riuscito a capire cosa ci fosse scritto su quella toppa.

    Da tifoso della Lazio dico che sarebbe ora di ritornare ad avere uno sponsor sulle maglie, visto che ormai questa è la settima stagione in cui non ne abbiamo uno perchè il sig. lotito dice di non “volere svendere il marchio Lazio”, ma così facendo abbiamo perso almeno una quindicina di milioni in questi anni (oddio poi bisognerebbe vedere se questi soldi potevano essere utili sul mercato o per qualche altra cosa ma vabbè lasciamo perdere…).
    Il logo di queste Olimpiadi europee, di cui ignoravo l’esistenza fino alla lettura dell’articolo, fra l’altro non è neanche male e non mi darebbe fastidio che diventasse sponsor anche della Roma, basta che danno gli stessi soldi 😀

  • bykers

    mah?

  • antonio

    commento rimosso.

    • Daniele Costantini

      @antonio, sono stato costretto a rimuovere il tuo commento, in quanto contrario alla linea guida basilare del blog: “un luogo d’incontro libero da faziosità” ( http://www.soccerstyle24.it/chi-siamo/ ).

      • antonio

        ero sicuro che l’avreste rimosso…giustamente…ma era giusto rispondere a chi provocava

        • Daniele Costantini

          …é molto più semplice – e giusto – lasciar proprio perderle, le provocazioni 🙂

  • Passione Maglie

    Ricordiamo che per banali e futili sfottò esistono decine di siti dove sfogarsi.

  • Chelo

    ricordo male io oppure una volta ho già visto contemporaneamente (anche se solo per una partita) lo stesso sponsor per roma e lazio?
    era per il festival del cinema di roma

  • LM

    No, spero vivamente che questo marchio non campeggi su entrambe la maglie per vari motivi.
    – Avere lo stesso sponsor fra squadre di una stessa città è brutto, non dà il fascino della rivalità, peraltro mi ricorda lo sponsor Tennent’s sulle maglie di Celtic e Rangers;
    – Lo sponsor è veramente brutto, oltre a essere una toppa ha una forma invadente;
    – Non capisco perchè siamo in un campionato italiano e dobbiamo vedere toppe azerbaijane: si, fa onore che scelgano delle squadre italiane per una manifestazione importante come questa, ma non capisco la pubblicità su maglie che con l’Azerbaijan non c’entrano proprio nulla;
    Quindi, speriamo di vederle massimo per due/tre partite, ma poi basta, perchè non mi sembra giusto sporcare le nostre maglie per un evento che con l’Italia non ha nulla a che fare.

  • sasy

    ma la pouchain era italiana vi prego spiegatemi la sua storia

  • Nico

    In un articolo di qualche tempo fa mi sembrava di aver letto che la Roma chiede ben più di 7/8 milioni per il nuovo sponsor sulla maglia, Pallotta ne vuole almeno 10 per non svalutare il valore del “brand”.

    In effetti, se fosse vero l’ingresso di soci cinesi nel capitale della società, non mi sorprenderei se i giallorossi riuscissero a strappare una ricca sponsorizzazione in stile Emirates, d’altronde questo inizio di campionato al top ha portato nuova visibilità e quindi interesse anche al di là dei confini italiani.

  • madyebo

    Come già detto da qualcuno,non sarebbe nè la prima nè l’ultima volta che due squadre rivali della stessa città, oltre ai già citati Celtic & Rangers di Glasgow, mi viene in mente il Boca Juniors con il River Plate, ora hanno BBVA FRANCES, in passato QUILMES.
    Anche Porto e Benfica,rivalissimi anche se di due città distinte hanno avuto lo sponsor congiunto, ricordo NEO.
    Importante è che portino soldi freschi nelle casse delle società, perchè ok il fatto dell’immagine retrò senza scritte sul petto, ma purtroppo una società italiana in particolare è penalizzata a non averne uno, ci sono sponsor che pagano fior di milioni per sponsorizzarti, è che il calcio italiano è all’età della pietra per via di merchandising rispetto altri campionati.
    Ovviamente sarebbe consigliato di modellare il main sponsor in modo che risalti sulla maglia ma allo stesso tempo non sia un pugno nell’occhio.

    • rudiger

      Gli sport americani, che sono all’età dell’oro del merchandising, evitano come la peste la pubblicità sulle divise… e i tifosi comprano in massa. Per non parlare di cappellini, felpe e magliette che compriamo anche noi senza neanche sapere a che gioco giocano i Mets, i Cubs o i Lakers.
      Se le maglie pulite sono l’età della pietra, quelle con lo sponsor sono il medioevo. Sarebbe ora di arrivare al Rinascimento.
      Non fatevi inculcare dalle frasi fatte di dirigenti incompetenti e senza fantasia: i soldi che raccattano svendendo la maglia li buttano per comprare bidoni sopravvalutati e foraggiare procuratori. Anche nelle serie minori.

      • madyebo

        Rudiger, leggo sempre i tuoi commenti,te e Pongolein siete i miei preferiti,molto diversi ma piacevoli i vostri commenti.
        Hai pienamente ragione riguardo gli sport americani,ma quello è una altro mondo,dalle high school,ai college eccetera,ma funziona alla grande.
        Io comunque ho detto che le maglie pulite sono retrò,no dell’età della pietra,attaccavo il sistema merchandising italiano,non solo calcistico,quello si è all’età della pietra,hai ragione a volere il Rinascimento.
        Concordo anche sulla frase “Non fatevi inculcare dalle frasi fatte di dirigenti incompetenti e senza fantasia: i soldi che raccattano svendendo la maglia li buttano per comprare bidoni sopravvalutati e foraggiare procuratori. Anche nelle serie minori.”
        Infatti vedi dove stiamo finendo,prima anni di vacche grasse ora di vacche magre,anche perchè il merchandising nostrano è passato,che sia dalla patacca sulla maglietta alle altre sponsorizzazioni e,vera piaga dei paesi latini in particolare,la merce da bancarella (qui l’aiuto dovrebbe venire da più in alto,ma lasciamo perdere…).
        Lo dici anche tu,dirigenti incompetenti…

        • rudiger

          Capisco le tue posizioni, ma non posso far passare il concetto che le maglie pulite siano il passato (retrò). La maglie pulite (non banali o scialbe, semplicemente senza pubblicità) sono il futuro, lo dimostrano appunto gli sport americani che guadagnano molto di più di noi dal commercio di maglie col nome o il simbolo della squadra sul petto.
          Il fatto di prendere soldi dai main sponsor fossilizza i dirigenti del calcio su questo tipo di entrata, mentre se ne potrebbero studiare altri (girare spot tv per il main sponsor, campagne fotografiche, cartellonistiche, su internet, o anche pubblicità su tute pre gara ecc.). È come il governo che, avendo bisogno di denaro, non trova di meglio (non pensa di meglio) che alzare le tasse o il prezzo della benzina: la soluzione più facile e meno lungimirante.
          Andando avanti così si aprirà al secondo sponsor, al terzo, a quello sulla schiena, sui pantaloncini ecc. sempre con la scusa che altrimenti il club fallisce. Poi arriveranno divise sempre più standard e monocolore per non dar fastidio allo sponsor e arriveremo a squadre tutte blu, rosse, nere, bianche, gialle e poco altro. Si può dire che esagero, ma queste cose già avvengono in piccola misura ed è sempre più difficile tornare indietro.
          Se sosteniamo che una maglia di calcio è bella sia “con” che “senza” sponsor apriamo la strada a questa tendenza. Sponsor e affaristi non aspettano altro. Credi che una multinazionale badi al buon gusto o alla tradizione? Guarda con che scarpini vanno in campo i giocatori; solo perché gli scarpini non fanno parte delle divise tradizionali. Se le squadre non fossero nate con dei colori propri adesso avremmo le maglie sgargianti come gli scarpini.

      • lazialità

        forza laziooooooooooooooooooooooooooooooo

        • madyebo

          Abbiamo due concetti diversi,ma mi piace veramente il tuo modo di vedere la cosa,hai idee interessanti riguardo le vie altrenative di ricavare soldi,speriamo si possano mettere in atto.
          Ti ringrazio per la breve discussione,grande Rudiger,è stato un piacere confrontarmi con te

        • rudiger

          @madyebo
          Figurati, per così poco.