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La storia del calcio capitolino avrebbe potuto essere molto diversa, se solo nel 1927 – nel pieno delle disposizioni della Carta di Viareggio, e dei tanti accorpamenti societari voluti dal regime fascista all’epoca al potere – fosse andata in porto la fusione tra la Lazio e la Fortitudo di Italo Foschi; oggi, forse, biancocelesti e giallorossi tiferebbero assieme, sotto gli stessi colori, per la squadra unica della città eterna.

Invece il progetto, come sappiamo, naufragò, portando pochi mesi dopo la stessa Fortitudo, assieme all’Alba e al Roman, a unire le forze per dare i natali all’attuale Roma.

Lazio Roma derby 22 settembre 2013

Dopo quasi un secolo di storia, pensare a una fusione tra i due maggiori club romani è semplicemente utopistico. Una prospettiva che da sola basterebbe a mettere a ferro e fuoco la capitale: troppo grandi le differenze, troppo radicata la rivalità.

Ciò nonostante, non ci sarebbe da stupirsi se nel corso delle prossime settimane Lazio e Roma si ritrovassero unite dallo stesso obiettivo… lungi dal far venire degli infarti a qualcuno, mettiamo le cose in chiaro e partiamo dal principio.

Baku 2015 Giochi Europei logo

Il logo dei Giochi Europei 2015: lo vedremo sulle maglie delle due romane?

 

Come ben sapete, le romane sono le uniche formazioni della Serie A 2013-14 a non sfoggiare uno sponsor sulle proprie maglie. I biancocelesti, come avviene ormai da qualche stagione a questa parte, hanno lasciato le loro maglie libere da marchi (salvo delle sporadiche sponsorizzazioni occasionali); i giallorossi – che quest’anno, caso più unico che raro, sono pure privi d’uno sponsor tecnico – hanno invece scelto di sfruttare il petto delle proprie casacche per promuovere “Roma Cares”, la fondazione benefica del club di prossima costituzione.

Per Lazio e Roma si è trattato d’un ritorno, voluto o no, alle divise “pulite” di una volta; insomma, al calcio romantico che fu. Con buona pace di nostalgici e collezionisti, nel mondo sportivo del XXI secolo questi ragionamenti lasciano però il tempo che trovano; tantopiù che, in tempi di crisi come quello che stiamo vivendo, l’arrivo di un munifico sponsor sul petto dei giocatori capitolini sarebbe visto dalle rispettive società, molto realisticamente, come manna dal cielo.

Giovanni Malagò

Giovanni Malagò, presidente del CONI e fautore dell’iniziativa

 

È qui che entra in scena Giovanni Malagò. In veste di numero uno dello sport italiano, il dirigente ha ospitato nei giorni scorsi a Roma l’Assemblea Generale dei Comitati Olimpici Nazionali Europei: l’appuntamento ha visto il suo maggior motivo d’interesse nel lancio ufficiale della prima edizione dei Giochi Olimpici Europei, che vedranno il loro esordio a Baku, in Azerbaijan, nel 2015.

La terra del fuoco punta molto sulla nuova manifestazione continentale, l’ultima d’una serie d’iniziative che mirano a dare al pubblico estero un’immagine più moderna ed europea del paese caucasico (nonché a ridimensionare le critiche internazionali circa la sua controversa situazione politica).

Baku panorama notturno

Una veduta notturna di Baku, capitale dell’Azerbaijan

 

Proprio da ciò è nata l’idea di Malagò, prontamente suggerita al ministro dello sport azero: per promuovere il marchio “Baku 2015”, quale vetrina migliore delle squadre di una delle maggiori città del continente?

Fa molto riflettere – ha precisato il presidente del CONI – che la Lazio, da molti anni, e la Roma da quest’anno, siano senza sponsor. Al ministro azero, ho consigliato le due romane come possibili squadre su cui investire per una sponsorizzazione.

Tantopiù che l’operazione non sarebbe affatto un salto nel buio. L’Azerbaijan non è nuovo a sponsorizzazioni calcistiche, visto che già griffa le maglie di Atlético Madrid e Lens col suo motto turistico: in questi giorni, esso ha prontamente lasciato il posto sul petto al logo della futura manifestazione sportiva.

L’Europa ha per la prima volta un suo evento sportivo multidisciplinare e desideriamo diffondere il messaggio a tutti gli appassionati di sport in Europa. Uno dei modi più efficaci per fare ciò è la stampa sulla maglia di una squadra calcistica, ovvero l’oggetto che più di tutti identifica una squadra – queste le parole del ministro Azad Rahimov, in occasione dell’accordo col club spagnolo.

Atletico Madrid 2013-2014 sponsor Baku 2015

Il logo “Baku 2015” sul petto dell’Atlético Madrid: accadrà lo stesso a Lazio e Roma?

 

Lo stesso potrebbe quindi accadere alle due romane. Con Claudio Lotito che da anni non considera offerte inferiori ai 4/4,5 milioni di euro, e la dirigenza giallorossa in cerca di un accordo intorno ai 7/8 milioni, i petrodollari azeri potrebbero facilmente far gola alle due società; l’operazione sarebbe decisamente fattibile, dato che la virtuale cifra per le due romane sarebbe la stessa già spesa dal governo azero per l’Atlético Madrid.

Se ciò andasse in porto, è però verosimile che l’ipotetica “doppia sponsorizzazione” finirebbe per esser vista quantomeno come anomala agli occhi dei tifosi capitolini: per due squadre divise da ottant’anni di sana rivalità sportiva, potrebbe essere un mezzo shock vedere le due storiche rivali condividere un qualcosa in comune, fosse anche solo un marchio pubblicitario.

Da questo punto di vista, è però doveroso ricordare che l’eventualità non sarebbe la prima del genere. Il calcio italiano ha infatti già visto esempi simili, con aziende pronte a investire contemporaneamente in club diversi; peraltro, le stesse squadre romane non ne sono state esenti.

Roma Napoli Gannini Zola Barilla Voiello

Roma-Napoli, il “derby della Pasta” Barilla-Voiello dei primi anni ’90

 

Menzionando brevemente la pionieristica epopea degli abbinamenti, col Lanificio Lanerossi che supportò varie compagini del vicentino, il caso forse più famoso è quello della Barilla, che nei primi anni novanta si ritrovò a finanziare sia la Roma col proprio nome – uno storico accordo durato una dozzina d’anni –, che il Napoli attraverso l’altro suo marchio Voiello: così dal 1991 al ’94 lo storico “derby del Sole” fini per diventare (anche) il “derby della Pasta”.

Vero è che, all’interno del raccordo anulare, le due formazioni hanno già sfoggiato – rigorosamente a periodi alterni – lo stesso marchio pubblicitario. INA Assitalia ha infatti dapprima campeggiato a lungo sul petto giallorosso, dal 1995 al 2002, per poi far brevemente capolino anche sulle maglie biancocelesti, nel biennio 2005/2007.

Roma Lazio Totti Pandev sponsor INA Assitalia

INA Assitalia sulla maglia europea della Roma 2001-02, e con la Lazio 2006-07

 

L’unica vera condivisione tra le formazioni capitoline, l’unico precedente forse degno di nota, riguarda invece l’ambito del fornitore tecnico. Era la stagione 1979-80 quando i giocatori delle due sponde scesero in campo vestendo divise realizzate della stessa azienda, Pouchain.

Casacche rimaste nella memoria delle rispettive società, pur se per motivi completamente agli antipodi: la Roma si ritrovò con una “maglia-ghiacciolo” che è tuttora una delle più iconiche della sua storia, mentre per la Lazio furono quelle le uniformi con cui cadde in Serie B. Nel caso l’accordo tra le romane e il governo azero andasse in porto, dunque, che i laziali inizino a toccare ferro…

Roma Lazio derby Conti Giordano sponsor tecnico Pouchain

La stracittadina romana del 1979-80, un derby griffato Pouchain

 

Insomma, i precedenti ci sono, e presto potrebbe aggiungersene un altro. Da una parte, pecunia non olet, ma dall’altra c’è sempre il rischio di “svendere” una delle cose più importanti del tifo calcistico, ovvero l’identità e l’appartenenza – qualcosa che non dovrebbe mai essere mischiato con colori diversi, tantopiù se sono quelli dei rivali per antonomasia.

Come vedreste l’ipotesi d’una sponsorizzazione congiunta tra Lazio e Roma? Abile mossa di marketing, o errore madornale?