SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Nel mese di maggio che sta andando a chiudersi, il Club Universitario de Deportes ha degnamente festeggiato il suo giocatore più celebrativo, Teodoro “Lolo” Fernández, di cui ricorre quest’anno il centenario dalla nascita.

Tra le altre cose, il club di Lima e la Umbro hanno realizzato per l’occasione una speciale maglia, ispirata a quelle indossate a suo tempo dallo storico calciatore.

Maglia speciale Universitario Deportes

Prima di approfondire la conoscenza di questa particolare casacca, è doveroso porsi una domanda: chi era Lolo Fernández? Semplicemente, si tratta del più grande futbolista nella storia del calcio peruviano.

Nato il 20 maggio 1913, fu un fedelissimo dell’Universitario per tutta la sua carriera, militando ininterrottamente nel club capitolino per 22 stagioni, dal 1931 al 1953, prima del suo ritiro dal calcio giocato avvenuto a 40 anni. Con indosso la divisa dei Cremas, Lolo conquistò 6 titoli nazionali e, grazie ai suoi 156 gol in 180 partite, si laureò per 7 volte massimo capocannoniere del campionato.

Lolo Fernandez Universitario

La potenza nel tiro era l’arma che gli permise di diventare famoso, osannato (dai suoi tifosi) e temuto (dagli avversari), ma alla sua fama contribuì indubbiamente anche il caratteristico look: spesso Lolo scendeva in campo con indosso una retina per capelli, che in breve ne divenne il tratto distintivo sui campi da gioco.

Fernàndez indossa retina capelli

Lolo Fernández (al centro) con indosso la caratteristica retina per capelli

Con queste premesse, era inevitabile che diventasse anche uno dei punti di forza della Nazionale peruviana, nella quale timbrò 22 reti in 29 partite ufficiali dal 1935 al 1947: con la Blanquirroja, Fernández vinse l’oro nel 1938 all’edizione inaugurale dei Giochi bolivariani, e fu poi l’assoluto mattatore del Sudamericano 1939 (l’attuale Copa América) vinto per la prima volta dal Perù, in cui Lolo fu capocannoniere e miglior giocatore.

Squadra Perù 1939 calcio

Il Perù vincitore in patria del Sudamericano 1939

Fernández fu anche, a suo modo, protagonista in due eventi di assoluto rilievo nel panorama internazionale degli anni ’30 del secolo scorso. Dapprima, nella prima parte del decennio, fu il più famoso elemento del cosiddetto Combinado del Pacífico.

Giornali Perù anni 30

Resoconti della stampa dell’epoca circa il Combinado del Pacífico

Si trattava di una speciale selezione mista cileno-peruviana, composta da calciatori di Alianza Lima, Atlético Chalaco, Colo-Colo ed Universitario, che per oltre un anno giocò una lunga tournée nel vecchio continente, contrapposta alle più titolate formazioni dell’epoca; è superfluo dire che Fernández fece egregiamente la sua parte, totalizzando la bellezza di 48 reti in 39 incontri.

Formazione Combinado 1935

I giocatori del Combinado nel 1935

Memore di quest’ottima esperienza, nel 1936 Fernández guidò la Nazionale peruviana al torneo olimpico dei Giochi di Berlino. Il Rodillo Negro (“rullo negro”) – così era soprannominato il Perù in quegli anni, per via del suo attacco composto quasi interamente da giocatori di colore – dimostrò fin da subito di poter ambire alla vittoria finale.

Agli ottavi, Fernández siglò 5 reti alla Finlandia nel 7-3 finale della sua squadra: ancora oggi, uno score ineguagliato per un nazionale peruviano in partite ufficiali. Nei quarti, il perentorio 4-2 inflitto ai supplementari all’Austria (ancora col sigillo finale di Lolo) provocò però non pochi malumori in Adolf Hitler e al suo concetto di “superiorità ariana”.

Il Perù alle Olimpiadi 1936

Il Perù al torneo olimpico del 1936

Con una discutibile decisione – maturata in un contesto facilmente immaginabile – il CIO e la FIFA disposero la ripetizione della gara a porte chiuse, per via di “presunte” e mai chiarite invasioni di campo ad opera di tifosi sudamericani: senza possibilità di difendersi, in segno di protesta la delegazione peruviana ritirò la squadra dai Giochi.

Perù-Austria Olimpiadi 1936

Una fase di gioco del contestato Perù-Austria 4-2 (d.t.s.)

Varie proteste scoppiarono in patria per quella che venne bollata, a tutti gli effetti, come un’esclusione “politica”; la nazionale peruviana si consolò, durante il viaggio di ritorno, con l’affetto e il sostegno degli altri Paesi, che a furor di popolo li proclamarono i “veri” vincitori della medaglia d’oro.

Per la cronaca, l’Austria arrivò poi fino all’atto conclusivo del torneo olimpico, dove venne battuta dall’Italia di Vittorio Pozzo e Annibale Frossi (che, con la sua doppietta in finale, sottrasse proprio a Fernández il titolo di capocannoniere).

Frossi segna in Italia-Austria 1936

Il 2-1 di Frossi in finale, con cui staccò Fernández in classifica marcatori

Come abbiamo visto, Lolo Fernández è stato una vera leggenda del calcio sudamericano, protagonista nel secolo scorso di alcuni dei momenti più importanti di questa disciplina. Non per niente, stiamo parlando di uno degli idoli di un certo Edson Arantes do Nascimento, alias Pelé, che nei primi anni ’60 ebbe finalmente l’onore di conoscere il mito della sua giovinezza.

Lolo Fernàndez e Pelè 1960

Lolo Fernández assieme a Pelé nel 1960

Fernández è scomparso il 17 settembre 1996, ma per i tifosi dell’Universitario è come se non fosse mai andato via, continuando ancora oggi a ricordarlo come il loro unico idolo. Per questo motivo, cadendo quest’anno il centenario della nascita, era praticamente ovvio per il club celebrare la ricorrenza in grande stile. È nata così una divisa speciale che potesse degnamente omaggiare il loro più grande campione.

La maglia dell'Universitario in memoria di Fernandez

Umbro ha realizzato una camiseta dal taglio classico, che anche nell’utilizzo dei materiali ci riporta immediatamente al calcio del passato. La maglia ripropone il tradizionale color crema dell’Universitario, su cui si staglia, all’altezza del cuore, il semplice e affascinante stemma societario, in rosso e cucito direttamente sul tessuto.

Questo stemma, caso piuttosto insolito nel mondo del calcio, è rimasto immutato dal 1924 ad oggi, ovvero dalla fondazione dell’Universitario il 7 di agosto, ad opera di un gruppo di studenti della capitale; per lungo tempo, esso non veniva cucito sulle maglie della squadra, ma fissato con una semplice spilla da balia.

L'Universitario nel 1929

Il primo Universitario campione nazionale nel 1929

L’elemento caratterizzante della parte frontale è indubbiamente nello scollo del colletto che, come ai vecchi tempi, è chiuso da bottoni ad asola, e si staglia lungo buona parte del petto. Sempre riguardo al colletto, nella parte interna, su di una sottile striscia rossa, è stata inserita l’iscrizione celebrativa “En honor a nuestros idolos”. L’unico tocco di modernità è forse ravvisabile nei bordini rossi delle maniche, molto marcati.

Dettaglio kit speciale Universitario Deportes

Dando uno sguardo alla parte posteriore della divisa, sul retro del colletto è stata ricamata in oro la data “2013” mentre, sempre da esso, si dipanano due strisce rosse che arrivano fino alle spalle. Il numero 9, quello canonico di Lolo Fernández, è stato (così come lo stemma) cucito sulla maglia come ai tempi andati, utilizzando stavolta del filo bianco a contrasto. Nella parte bassa, sul fianco sinistro, troviamo la discreta frase “Limited Edition”.

Questo lavoro dall’ampio sapore vintage ha riguardato l’intera uniforme dell’Universitario. Abbinata alla maglia, ci sono infatti pantaloncini color crema, recanti lo stemma del club sul lato destro, e calzettoni neri con risvolto crema. In definitiva, un progetto curato nei minimi dettagli.

Kit speciale Universitario Lolo Fernandez

Non è la prima volta che l’Universitario omaggia il suo illustre numero 9: nel 1997, pochi mesi dopo la sua morte, la formazione scese in campo nella Copa CONMEBOL (l’odierna Copa Sudamericana) con una speciale casacca, recante sul petto l’effigie del giocatore (sulla parte destra) e il soprannome “Lolo” (nella parte sinistra).

Questa casacca rappresenta una rarità anche per quanto concerne lo stemma del club, con la caratteristica ‘U’ che in questo caso è contornata da un’insolita doppia bordatura. Anche allora si trattava di una maglia firmata Umbro.

Universitario 1997 Copa Conmebol

L’Universitario nella Copa CONMEBOL 1997

La nuova divisa “Lolo” del 2013 è stata indossata per la prima volta dai giocatori dell’Universitario il 25 maggio, durante la partita casalinga all’Estadio Monumental contro il San Martín, vinta 2-0. La sfida di campionato è stata il culmine della “Fiesta del Centenario”, ovvero una giornata di celebrazioni interamente dedicata alla memoria di Fernández.

Statua di Fernàndez al Monumental

La statua dedicata a Fernández all’ingresso del Monumental

La maglia mostrata in precedenza è stata realizzata, in tiratura limitata, in soli 4000 esemplari, messi a disposizioni dei tifosi e collezionisti per soli tre giorni. I Cremas sono invece scesi in campo indossando una divisa simile, ma più adatta alla moderna pratica sportiva: oltre all’utilizzo di materiali diversi, la differenza maggiore riguarda stemmi e numeri, che qui non sono cuciti bensì termosaldati.

Purtroppo, anche se ciò non era andato ad inficiare sulla bellezza e sul fascino di quest’uniforme, l’ossessivo inserimento di marchi pubblicitari ha finito per rovinare gran parte di quest’operazione celebrativa. Pur se il petto è rimasto libero da marchi, ciò non si può dire per fianchi, spalle, schiena e pantaloncini, generando un risultato finale alquanto discutibile.

Immagini di Universitario-San Martin

A modo loro, i tifosi dell’Universitario hanno comunque fatto dimenticare questa “pecca”, offrendo uno spettacolo unico sulle tribune del Monumental. Oltre al classico tifo acceso ed appassionato, tra i momenti salienti della festa c’è stata l’esposizione di un grande striscione da Guinness dei primati dedicato ovviamente a Lolo, “El màs grande”.

Coreografia tifosi Universitario Fernandez

Da notare come anche l’Alianza Lima, gli antagonisti cittadini per antonomasia dell’Universitario, abbiano pubblicamente reso omaggio allo storico rivale, riconoscendone la grandezza e l’importanza nella storia del calcio peruviano.

I Blanquiazules avevano già fatto altrimenti nel 1996, e diciassette anni dopo hanno mostrato una volta di più come una rivalità sportiva possa rimanere confinata ai campi da gioco, senza sfociare in comportamenti che, in altre parti del mondo, sono purtroppo la regola.

Fernández Alianza Lima 1934

Lolo Fernández (a destra) nel 1934 con la maglia dell’Alianza Lima

D’altronde, pur essendo l’idolo incontrastato dell’Universitario, Fernández vestì anche la casacca dell’Alianza. Accadde nel 1934, quando i rivali lo invitarono ad aggregarsi a loro in occasione di una tournée dei biancoblu in terra cilena.

Ciò non deve stupire: all’epoca, erano piuttosto frequenti queste “cortesie” tra club diversi, tanto che Lolo ebbe in seguito l’occasione di vestire anche le divise di Banfield e Colo-Colo. Va da sé che questi “tradimenti” avvennero esclusivamente in partite e tornei amichevoli: a livello ufficiale, Fernández rimase fedele per tutta la vita al suo Universitario, oltre che all’iconica maglia sbarrata del Perù.

Esultanza in Universitario-San Martin

Secondo quanto fatto trapelare, l’Universitario scenderà in campo in almeno un altro paio di occasioni con questa speciale divisa. Attualmente primo in classifica nel Campeonato Descentralizado (la massima divisione peruviana), il club di Lima annovera uno dei palmarès più ricchi del Paese, con 25 titoli nazionali (record) e un’altra dozzina di trofei sudamericani.

Formazione Universitario Deportes 1972

L’Universitario del 1972

In campo internazionale, il suo risultato più prestigioso rimane la finale di Copa Libertadores raggiunta nel 1972 (dove uscì sconfitto dall’Independiente) mentre, nella stessa competizione, nel 2011 ha trionfato nella categoria Sub-20.

Conoscevate la storia di Lolo Fernández? E come giudicate questa maglia celebrativa a lui dedicata?

  • catoblepa

    Sinceramente, non credo di aver mai visto tanta bellezza in un’unica maglia da calcio.

    • Joey K.

      eh, per la miseria! un’apparizione mistica no?

      • JomaViola

        Umbro, quando c’è lei di mezzo non si sbaglia…

  • Eugenio

    Bella maglia,molto bella,anche molto bello l’ articolo.

    Voto 8,5

    • Eugenio

      anche se è buona da usare come polo per il tempo libero …

  • biuck

    oddio che spettacolo!!! naturalmente parlo della limited edition… su quella da gara non mi pronuncio, visto lo scempio degli sponsor!

    • Eugenio

      Quella da gara non è neanche da considerare … Mi ricorda quella dell’ Elfsborg, dove gli sponsor erano d’ ovunque ..

      • biuck

        no vabbè, quella dell’elfsborg è imbattibile!

  • Brooklyn

    Ma che gusti avete?

    Sembra di tutto tranne che una maglia di calcio.

    Mah.

    • biuck

      ma che dici, questa è LA MAGLIA DA CALCIO, all’ennesima potenza!

      • Eugenio

        Evidentemente lui parlava della divisa da gara 😉

  • Tux

    Poesia fino al momento di vedere la foto di come sono effettivamente scesi in campo i giocatori di oggi… e va persino bene che hanno lasciato il petto libero

  • Roberto

    Maglia a dir poco spettacolare ( quella a tiratura limitata, non quella indossata che è come un pugno in un occhio con tutti quegli sponsor).
    La storia di LOLO FERNANDEZ non la conoscevo ed è bellissima, affascinante come tutte le storie del calcio sudamericano.
    W EL FUTBOL!

  • Paul

    tutti questi complimenti solo perché è marchiata Umbro, se la faceva la Nike chissà quanti insulti…

    (sarcasmo: mode on)

  • squaccio

    Bellissimo il color crema ma il colletto così non mi piace proprio.

  • http://semplicementescienza.wordpress.com/ MMarans

    Sono profondamente deluso… secondo me una cosa va fatta se si fa BENE.. altrimenti non si deve fare!!!
    Personalmente credo dovesse essere come quella che si vede nelle foto, quella storica… cioè scollo a V, senza bordi e con il logo Umbro bianco o direttamente assente (come si è fatto nelle maglie dell’Atalanta che avete “recensito” poco tempo fa.).
    Inoltre, visto che Umbro se la “tira” come miglior bla bla bla.. avrei fatto lo stemma su un supporto separato che si attaccava mediante una spilla, come si faceva all’epoca.
    Purtroppo però come si evince dai commenti quando si vede il rombetto anche la m**** ha il sapore della cioccolata! 😛

    Voto: 4

    MMarans

    • pongolein

      il commento più brutto della storia di PM

      • http://semplicementescienza.wordpress.com/ MMarans

        De gustibus non est disputandum…

        • pongolein

          non è questione di gusti è questione di generalizzazioni un po’ banali come ad esempio “…visto che Umbro se la “tira” come miglior bla bla bla…” oppure “… come si evince dai commenti quando si vede il rombetto anche la m**** ha il sapore della cioccolata…”.

          Poi può piacere o non piacere per carità, come dici tu sono i gusti soggettivi, ognuno ha il diritto di esprimerli, ma c’è modo e modo di argomentare una propria convinzione.

          saluti

        • passionemaglie.it

          Non è piaciuto anche a me.
          Posso ammettere che le maglie Umbro sono generalmente accolte in modo positivo, ma nel caso specifico si è lanciata un’accusa di parzialità su una maglia anche ben realizzata.

          Può piacere o meno, i gusti sono personali, ma sarebbe meglio andare più cauti nel giudicare le osservazioni altrui.

        • http://semplicementescienza.wordpress.com/ MMarans

          Va bene.. forse ho un po’ esagerato.. :P… Ti chiedo scusa PM.
          Se volete moderare il mio primo commento perchè troppo esagerato vi capisco e sono parzialmente d’accordo.. capita di esternare un pensiero in modo troppo “crudo”.

          La maglia non mi piace comunque, è praticamente uguale a tutte le maglie che hanno da 80 a questa parte.
          Mi sembra più un trovata di guadagno che altro… basta vedere la Home di quest’anno e degli anni prima.

          Saluti,
          MMarans.

  • pongolein

    Articolo stupendo, Storia stupenda, Maglia stupenda.
    Faccio i miei complimenti a Daniele Costantini, non solo per la documentazione che, immagino, ha dovuto reperire, ma anche per la passione e per la contestualizzazione storica. Con una scrittura lineare e senza fronzoli ci hai riportato in quegli anni, e ci hai fatto apprezzare il mito di Lolo. Mi reputo un buon conoscitore di calcio ma ero totalmente ignaro della sua figura, devo ringraziarti per avermelo fatto conoscere.

    Veniamo alla maglia: un pezzo di rara bellezza. Sono molto contento di vedere che umbro non è sparita nonostante i vari “scippi” nike e nonostante il periodo di crisi che ha trascorso. Una maglia di elevata fattura che i collezionisti faranno a gara per possedere, considerato soprattutto quello che rappresenta.
    Peccato per tutti quegli sponsor, in campo l’effetto è veramente orribile.

    • Daniele Costantini

      Ti ringrazio per i complimenti 🙂

      Cerco sempre di inserire nei miei articoli delle brevi ma significative appendici storiche, usando la maglia da calcio come una ‘macchina del tempo’ per raccontarne la sua evoluzione e il relativo contesto storico. Almeno, questo è un aspetto che mi ha sempre appassionato.

      Prima di scrivere l’articolo, neanche io conoscevo l’epopea di Lolo Fernandez: è stato bello aver sopperito a questa lacuna, e aver condiviso la cosa con voi 😉

    • William

      Anche io ringrazio Daniele per avermi fatto conoscere la storia di un giocatore che non conoscevo. E come ho detto nel mio commento, il suo articolo è stato davvero coinvolgente! Complimenti!

  • LORENZO 70

    ottimo articolo, complimenti!

  • Simone

    Ai 3/4 di articolo ho avuto un tic nervoso dopo aver visto la foto della maglia sporcata dagli sponsor. E’ come proporre un piatto di alta cucina mondiale e sputarci sopra. Non si poteva tralasciare il marketing per 90 benedetti minuti e lasciare la maglia candida?

  • boogie

    io gli avrei avrei fatto una retina x i capelli celebrativa abbinata! 😀

    • Daniele Costantini

      …pensa, hanno già fatto una cosa simile, nella pagina Facebook ufficiale dell’Universitario, con lo stemma societario: https://www.facebook.com/Universitario 😀

      • rudiger

        Fantastico

  • Salmone Kalou

    sembra una polo Lacoste

  • Alvise

    le due strisce dietro le spalle non le apprezzo, per il resto è una buona maglia. poi c’è il solito discorso dei diecimila sponsor..

    la versione pulita è da 7

    • Daniele Costantini

      Le due strisce lungo le spalle sono un dettaglio che, onestamente, anche io trovo superfluo.

  • carlitostevez

    lavoro sopraffino ho un debole per le maglie crema

  • Swan

    Ottimo articolo, la maglia è stupenda, un lavoro di gran classe da parte di Umbro che, personalmente, non avrei fatto a tiratura limitata. Uno scempio vederla sfregiata dagli sponsor.
    Ottimo anche lo stemma del club, semplice ma di impatto. Una menzione anche per la maglia del portiere del Perù del 1936..

    • cisky

      In effetti la maglia del portiere del Perù 1936 è curiosissima. Sembra roba degli anni 90. Credo sia qualcosa di unico per anni 30 :), quasi che abbiano fatto un viaggio avanti nel tempo per prenderla.

    • Djibril

      Grazie al tuo commento sono riuscito a vedere la maglia del portiere di Berlino 36…..hai ragionissima è una maglia avanti di 60 anni!!!!!!!!!

  • Junglefever

    que maravilla!

  • Gluko

    Che bella storia…e che bella maglia ( la limited..ovviamente), grazie PM.

    Ma che maglia aveva su il portiere dell’Austria del torneo olimpico? era sceso in campo in pigiama?

    • Gluko

      …o forse era del Perù…ma sempre pigiama è…

  • FrankieRust

    eh, una bella polo..

    • raido

      Diciamo la verità, non è una bella polo, o meglio, io non la metterei mai per fermi un giro come potrei fare con altre Umbro o con alcune Nike. Per il resto questa maglia fa il suo dovere al 100%, dato che dall’aspetto è profondamente vintage.

  • Delphic

    Dite quello che vi pare, ma il logo umbro fatto così con la scritta “umbro” in minuscolo è ancestrale. Maglia epocale.

  • Simone

    L’edizione limitata è un qualcosa di evocativo, potente, bello.
    Stilisticamente obietto solo le linee amaranto sul retro.

    Bella, bella, bella.

    E complimenti per tutta la curatissima parte storica.

  • rudiger

    Articolo fiume; storia mitica; bellissima foto con Pelè bambino; tutto bello… tranne la maglia. Non mi piace nulla, tranne l’eterno stemma ricamato.
    Mi ha ricordato questa maglia del club america del 2011: http://www.soccerstyle24.it/2011/10/i-95-anni-del-club-america-con-nuove-maglie-e-un-pallone-speciale/ che però era ben più pulita e riuscita, secondo me… anche se era nike e questa è umbro (ma guarda un po’).

    • rudiger

      Dimenticavo di fare i complimenti a chi ha piazzato i loghi sulla maglia e i pantaloncini in versione da partita: premio oscar per gli effetti speciali alle casette su chiappa inserite in ovale bianco.

    • Simone

      Molto bella anche quella, anche se potevano rinunciare alla scritta NikeFit a contrasto.

  • Andy

    Bellissimo articolo

  • Torto #13

    Questa maglia è fantastica, non aggiungo altro.

  • Luca

    Ma vogliamo parlare della (maglione) del portiere del Peru’ anni ’30? Stupenda. Spero venga riproposta presto, nei materiali originali.

    • William

      Ha colpito anche me! Bellissima maglia quella da portiere!!

  • William

    Articolo molto bello e coinvolgente! Complimenti!!

    Quanto alla maglia, devo fare i miei applausi ad Umbro, che ancora una volta ha fatto dell’eccellenza il suo marchio di fabbrica!

    L’unica pecca a mio avviso sono quelle due strisce rosse sulle schiena.

    Curiosità: a quanto sono stati venduti quei 4000 esemplari?

  • Stavrogin

    Il secondo tizio da sinistra, nella foto col manichino, è la reincarnazione di Fernandez stesso?

    Scherzi a parte, bellissimo articolo, mi piace questa piega da “storia del calcio” che il sito sta prendendo in maniera sempre più marcata.

    Maglia bella, anche se mi sfugge il senso delle due linee rosse sulla schiena, mi paiono totalmente innecessarie.

  • mosca

    Capolavoro assoluto.

  • daniele

    maglia molto bella nella sua semplicità. ma rimango sempre più sbigottito dai commenti!!!! quando c’è di mezzo umbro tutti sembrano estasiati dalla sua bellezza e semplicità…poi se la stessa maglia semplice la fa nike(vedi england) o ad esempio lotto (qpr) giusto per portare qualche esempio, leggo commenti del tipo “troppo semplice”, “la cucitura non va bene”, “il materiale è tossico”, “il rosso è poco rosso” ecc….forse sono io lo strano, che nn guardo le marche ma la MAGLIA!

  • sergius

    Bellissima maglia color bianco-cappuccino che evoca i tempi calcio sudamericano dell’epoca. La maglia è un pezz da museo, apprezzabilissimo e interesante l’artico. Complimenti all’autore.

  • Aurelio Cirella

    …Maglia davvero stupenda, anche se sporcata dagli sponsor durante il match, ma che senso ha fare la maglia con determinati materiali e determinate tecnologie se poi in gara viene utilizzato tutt’altro ? …una riproduzione è una riproduzione ! …e comunque, non me ne voglia Passione Maglie, ma quest’articolo è talmente lungo che mi son scocciato di leggerlo, si dovrebbe parlare solo di maglie, se volevo la storia di Lolo Fernandez andavo su Wikipedia 😀

    • passionemaglie.it

      Pazienza, non si può accontentare tutti. In compenso la maggioranza l’ha letto con piacere ringraziando l’autore, sottoscritto compreso 🙂

    • Daniele Costantini

      @Aurelio Cirella, come ho già spiegato in passato, cerco (e cercherò) sempre di inserire nei miei pezzi dei brevi ma significativi excursus storici, per meglio capire il contesto in cui è nata una maglia, oltre che la sua successiva evoluzione (e stiamo pur sempre parlando di articoli che si leggono tranquillamente in 5 minuti).

      In questo caso, il pezzo verte su una divisa dedicata a Lolo Fernàndez; conoscere a grandi linee la sua figura – quasi sconosciuta al pubblico europeo – e capire cos’ha rappresentato per il calcio peruviano e sudamericano durante il periodo interbellico, ritengo possa contribuire al giudizio globale circa questa casacca celebrativa.

      Capisco che questo punto di vista non può trovare tutti concordi ma, in generale, faccio mio un commento postato da Stavrogin in un altro articolo, che riassume al meglio la filosofia dietro ai miei pezzi: “la passione per le maglie che si fa passione per la storia di questo sport”.

      P.S. – Se vai a cercare la storia di Teodoro Fernàndez su Wikipedia (almeno su quella italiana), troverai molto meno di quanto scritto qui 😀

  • LM

    Bellissima, la Umbro è ancora viva e produce maglie affascinanti nella loro semplicità, come questa.

  • Luca Bb.

    Qualcuno sa dirmi come faccio ad acquistarla?
    Tx