SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Si è svolto oggi il prologo del test match fra Italia e Nuova Zelanda, in programma sabato 17 all’Olimpico di Roma.

A “sfidarsi” sono stati Mirco Bergamasco e Ma’a Nonu in un evento organizzato da adidas per presentare il sistema miCoach. I due giocatori hanno raccontato come ci si prepara ad una partita importante e come utilizzano il sistema di allenamento miCoach, guidando poi l’allenamento di alcuni giornalisti.

Ma’a Nonu e Bergamasco evento adidas

miCoach permette a tutti gli sportivi di monitorare l’allenamento e raggiungere i propri obiettivi migliorando le prestazioni. La gamma comprende i prodotti miCoach Videogame, Speed_Cell e Pacer Bundle.

miCoach Videogame
I possessori di Xbox 360 e Playstation 3 possono allenarsi in compagnia di 18 atleti adidas provenienti da sei sport differenti (Calcio, Tennis, Rugby, Running, Basket e Football Americano) inclusi Kakà, Dwight Howard, Manuel Neuer, Jessica Ennis, José Mourinho, Ana Ivanovic e lo stesso Ma’a Nonu, che guideranno le sessioni di allenamento e daranno consigli personalizzati in base alle necessità dell’utente.

miCoach SPEED_CELL
Sensore di ultima generazione che cattura il movimento a 360° e misura alcuni valori chiave tra cui velocità, velocità media, velocità massima, numero di scatti, distanza e distanza ad alta intensità. Si inserisce nella cavità delle scarpe adidas compatibili o agganciato ai lacci, in seguito è possibile trasferire i dati su Pc, Mac, iPhone, iPad e Ipod touch.

Ma’a Nonu e Mirco Bergamasco

micoach PACER Bundle
E’ composto da: miCoachPacer, dispositivo da applicare al braccio che, durante l’allenamento, comunica indicazioni precise per continuare a correre al ritmo giusto sulla base del tuo stato di forma e delle indicazioni fornite in maniera congiunta dall’Heart Rate Monitor (sistema di monitoraggio del battito cardiaco) e dallo Stride Sensor (sensore di distanza e velocità).

miCoach sarà protagonista nella Major League Soccer 2013 quando tutti i calciatori saranno monitorati in partita e durante gli allenamenti in tempo reale.

  • Cippostyle1893

    Intersting

  • Cippostyle1893

    Interessante…

  • rudiger

    Interessante la notizia che le partite di Mls saranno monitorate tutte nel 2013. Aspetto da decenni che gli americani svecchino il nostro calcio e lo portino ai livelli di spettacolaritá dei loro sport nazionali.

    • Alessio

      ci manca solo…
      bastano e avanzano i danni fatti negli anni dalle maledette pay tv

      • rudiger

        Intendevo la precisione dei regolamenti, l’uniformitá dei giudizi arbitrali, l’analisi personalizzata delle prestazioni e delle carriere dei giocatori, la passione per il gesto tecnico e il disinteresse per le polemiche strumentali, la totale apertura ai media e ai tifosi, la libertá di parola lasciata ai protagonisti, l’eliminazione sistematica delle regole stupide o antiquate nell’ottica di aumentare i punteggi e lo spettacolo, la tendenza a livellare le squadre per fare in modo che tutti abbiano modo e speranza di vincere una volta tanto.
        Non vedo che ci sia di male in questo. Che poi ci siano delle contraddizioni anche li siamo d’accordo, ma qui il massimo che si è concepito per risolvere i problemi sono la tessera del tifoso e l’arbitro di fondo campo. Non so se rendo l’idea.

      • DY

        Negli Stati Uniti ci sono pay TV, satellite, via cavo… eppure stadi e palazzetti son sempre pieni. In Inghilterra, in Germania, accade la stessa cosa… solo in Italia, quando si parla di “problemi” del calcio, si fa a gara ad additare i presunti “danni” delle pay TV: evidentemente il discorso è un po’ populista, e i “veri” problemi vanno cercati da un’altra parte.

        Per il resto, concordo con Rudiger: ben venga un po’ di tecnologia, dato che siamo entrati ormai da una decina d’anni nel XXI secolo. Tutti gli sport hanno accolto vantaggi e migliorie forniti dalle nuove tecnologie (penso ai già citati sistemi per l’analisi delle prestazioni nel football americano, o all'”occhio di falco” nel tennis…); solo nel calcio c’è il dogma del dover rimanere ancorati a concetti e regole pensate più di un secolo fa, cioè in un mondo oggi lontanissimo – sia tecnologicamente che culturalmente – dal nostro.

        Senza nessun intento polemico, ma questa è la mia opinione.