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Il 1908 rappresenta un’epoca ormai lontana, troppo lontana da immaginare per noi. Un mondo completamente diverso dal nostro vivere odierno, passioni comprese. Un tempo dove anche lo sport era una pratica per certi versi misteriosa, quasi primitiva; com’era il calcio, anzi foot-ball, rigorosamente col trattino secondo l’arcaica prassi. Una disciplina sbarcata in Italia da pochi decenni, e a inizio Novecento ancora lontana dal trascinare folle, ancora incapace di lasciare la sua culla al Nord.

Eppure è proprio dalla parte opposta del Paese, da quel Sud all’epoca quasi tagliato fuori dal gioco, che parte questo racconto: quello del Bari — o la Bari, fate voi —, tra i pionieri del calcio nel Meridione, e che vide scritta la prima pagina della sua storia esattamente 110 anni fa. Era infatti il 15 gennaio 1908 quando un gruppo di commercianti dalle più diverse origini, diede vita al Foot-Ball Club Bari, da subito vestito con quegli iconici colori biancorossi presi a prestito dalle insegne comunali.

Presentazione maglia Bari 110 anni

Una squadra, quella del passato, che pur tra vie traverse ci porta a quella del presente, 110 anni dopo. 110 anni ancora in biancorosso, le imperiture tinte della calda, caldissima passione sportiva barese. Un’epopea che non poteva non essere degnamente ricordata: un anniversario racchiuso in un capo tutto speciale, chiamato all’arduo compito di riassumere simbolicamente tra le sue trame oltre un secolo di cadute e risalite.

Una divisa rigorosamente bianca e rossa, che tuttavia rifugge da una (forse) banale esaltazione degli albori, per fermarsi invece a un più prossimo passato, focalizzandosi su di un preciso momento dell’epopea dei Galletti. Una casacca che inoltre pare quasi rinnovare l’estetica di un capo celebrativo, puntando su di una discutibile quanto interessante commistione tra squadra e città; una singolare mescolanza volta a festeggiare la Bari, e ancor più Bari tutta.

Maglia Bari 110 anni

Kit Bari 110 anni

Molto ironicamente è stato un locale chiamato Démodé il palcoscenico del compleanno barese, un evento culminato nella presentazione dei neoacquisti Empereur, Oikonomou e Balkovec, nell’occasione manichini di una speciale maglia celebrativa… tutt’altro che démodé, anzi ben ancorata alla tradizione, all’essenza della squadra barese, grazie al suo luminoso bianco a prendersi la scena — soprassedendo su recenti (e fugaci) errori.

Un capo emblema di un’epoca definita: l’ispirazione arriva dalla casacca vestita tra il 1976 e il 1978, dalla squadra guidata da Losi e trascinata da Scarrone e Sigarini, e che a posteriori segnò uno spartiacque nella storia dei Galletti, da una parte riconquistando la Serie B dopo anni tribolati nei semiprofessionisti, e dall’altra per l’ideale passaggio di consegne tra la romantica presidenza De Palo e la lunga era Matarrese.

Formazione Bari 1976-1977

Il Bari 1976-1977 con l’originale maglia a banda rossa sdoppiata; da notare il medesimo template, a tinte inverse, vestito dal portiere.

Una divisa che guardava palesemente alle mode del tempo, quasi strizzando l’occhio allo stile dell’allora rampante Nancy dell’imberbe Platini. Quel Bari calcava infatti la vecchia Arena della Vittoria sì con la sua classica maglietta bianca, ma nell’occasione rinverdita da due bande rosse nella parte sinistra del petto; un fregio che trovava ripetizione sia nei lembi del colletto, sia nei bordini delle maniche.

Un template ricalcato pedissequamente quarant’anni più tardi, per dar vita alla maglia barese dei 110 anni: un capo che vuole riassumere «la sofferenza e la gioia, ovvero lo spirito dei tifosi, coloro che amano più di ogni cosa il bianco e il rosso». La versione 2018 è quasi una copia-carbone dell’originale, che oltre all’identico disegno rifiuta anch’essa di mostrare sia il logo del fornitore tecnico — all’epoca ancora assenti dal calcio italiano —, sia lo stemma sociale; solo una piccola patch nella parte bassa del busto, ci ricorda l’essere davanti a una riedizione.

Liam Henderson con la maglia del Bari per i 110 anni

Simile attinenza al passato non si riscontra sulla schiena, dove i moderni regolamenti fanno sì che trovi posto la canonica numerazione fissa stagionale, font compreso. Tale anacronismo appare tuttavia marginale, se paragonato a quello che, all’apparenza, sembra un marchiano passo falso: sul busto della casacca fa infatti bella mostra di se l’attuale jersey sponsor Peroni… e al di là dell’evidente discordanza temporale, fa sicuramente discutere l’apposizione di un marchio commerciale su di un capo smaccatamente rivolto al passato: un qualcosa, insomma, passibile di affossare ogni intento vintage.

Un azzardo, certamente, tuttavia difeso da entrambe le dirigenze come il simbolo del forte connubio tra squadra e territorio. Fin dal 1924 il birrificio pavese vanta a Bari un suo importante polo produttivo, e in ragione di ciò il tutto è stato presentato come lo stretto legame tra «due simboli storici della città che […] hanno deciso di scendere in campo uniti per difendere e sostenere, insieme, i colori biancorossi». Una motivazione tutt’altro che romantica, forse, ma che stavolta appare quantomeno irreprensibile.

Bari 2017-2018, maglia 110 anni, Marios Oikonomou, Alan Empereur, Jure Balkovec

Una maglia del Bari e “firmata” Peroni, in pratica, per celebrare da una parte un secolo e passa di passione sportiva, e rinsaldare dall’altra la storia e l’identità comune a squadra e città. Uniformi che saranno sfoggiate dai Galletti non in una, bensì in due delle prossime gare del campionato cadetto (il 27 gennaio al San Nicola contro l’Empoli, e il 3 febbraio nella trasferta di Venezia), e messe in vendita dal 21 gennaio nello store online barese in un numero limitato di 1110 pezzi.

Pezzi da collezione, per esaltare degnamente l’epopea della Stella del Sud, per racchiudere in un semplice capo la storia del Bari, e ancor più di Bari: la squadra e la città, insieme, così com’è da 110 anni.


Photocredit  |  FC Bari 1908  |  Repubblica.it