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Il Venerdì Vintage di oggi è dedicato a una delle maglie simbolo degli anni ’80, quella indossata dalla Danimarca ai Mondiali del 1986, prodotta dalla Hummel.

Colletto maglia Danimarca Hummel 1986

Un modello dal design rivoluzionario e ardito, che risulterebbe moderno anche oggi. Era strutturata come una maglia a quarti, ma le sezioni che la componevano non erano colorate in maniera uniforme, ma composte da tante righine verticali, biancorosse sul lato destro e a due tonalità di rosso sul lato opposto, con le maniche a tinte invertite ed attraversate dalla caratteristica banda di chevron biancorosse per tutta la loro lunghezza. Le rifiniture del colletto a V ed il piping lungo l’attaccatura raglan delle maniche erano blu navy.

L’effetto ottico da lontano era quello di una maglia a quarti rosa e rossa. Stesso discorso per quella da trasferta, che aveva pannelli bianchi al posto di quelli rossi, sempre a righine tono su tono.

Le iconiche maglie Hummel della Danimarca al Mondiale 1986

Particolari anche i numeri, blu navy con contorno bianco e di grandi dimensioni per evitare problemi di leggibilità su una maglia dal colore non uniforme. Il carattere stondato e corsivo dava un impatto ancora più moderno.

Anche i pantaloncini previsti erano divisi in quarti sfalsati rispetto alla maglia, ma al Mondiale del 1986 si optò per una più ordinaria tinta unita. Originale anche il risvolto dei calzettoni a righe verticali biancorosse.

I numeri delle maglie Hummel della Danimarca al Mondiale 1986

La nazionale danese era alla sua prima apparizione in un Mondiale, ed oltre che per il suo stile, stupì tutti anche per i buoni risultati ottenuti. Vinse il suo girone a punteggio pieno, battendo la Scozia per 1-0, l’Uruguay per 6-1 ed anche la Germania Ovest, futura finalista, per 2-0.

La divisa della Danimarca ai Mondiali 1986

L’avventura si interruppe agli ottavi di finale contro la Spagna di Butragueno, autore di un poker nel 5-1 finale. In quell’occasione i danesi indossarono il completo away.

seconda-divisa-danimarca-Mondiali-1986

È interessante scoprire come lo stesso modello Hummel venne utilizzato negli anni successivi da alcune squadre di club. In Inghilterra, dal 1987 al 1989, Aston Villa, Coventry e Southampton videro i rispettivi colori disposti in righine verticali a formare la fantasia a quarti. I Saints in particolare, avendo gli stessi colori della Danimarca, utilizzarono praticamente la stessa maglia della nazionale scandinava, ma abbinata a pantaloncini neri.

Maglie Aston Villa, Coventry, Southampton 1987-89

In Italia toccò al Pisa, che abbandonò per due stagioni (1988-1990) le tradizionali maglie palate per questo stile ibrido: righine nere e azzurre su un lato, azzurre e celesti dall’altro, abbinate a pantaloncini neri e calzettoni azzurri. L’insolita divisa portò fortuna, con la promozione in Serie A nel secondo anno, impresa mai più ripetuta dal club toscano.

Maglia Pisa 1988-89 Hummel

Altra suggestiva applicazione del modello: la terza maglia del Verona 1987-1988, a dire il vero in una versione più soft. Il giallo ed il blu non si mischiavano e le righine erano solo tono su tono, ma l’impatto generale della maglia a quarti era comunque straordinario.

Terza maglia Hellas Verona 1987-88 Hummel

Photocredit: Leandro Fowler

 

A consacrare un modello così dirompente ed iconico, non poteva mancare un’imitazione. L’ABM Sport, marchio italiano in voga fino alla prima metà degli anni ’90, ripropose esattamente lo stesso design.

Nel video in basso (minuto 16:48) trovate la divisa del Messina utilizzata solo in Coppa Italia nel 1988-89, che il collezionista Claudio Donia ci mostrò nella puntata di Come Una Seconda Pelle dedicata al club messinese. La maglia vedeva la predominanza del rosso sul giallo e pantaloncini con la fantasia invertita. Lungo le maniche ovviamente le chevron Hummel erano state sostituite dalle S di ABM Sport.

Infine un altro straordinario esempio: la divisa utilizzata dal Parma Primavera nel Torneo di Viareggio del 1988. Sia la maglia che i pantaloncini alternavano una sezione bianca ed una a righine verticali gialloblù. Praticamente l’anello mancante ideale tra il Parma in bianco dei primi anni ’90 e quello successivo gialloblù, prima del ritorno della storica divisa crociata.

La Primavera del Parma al Viareggio 1988

Un modello così particolare che si ama o si odia. Voi da che parte state?