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Oggi, per il ‘Venerdì Vintage’, vorrei il vostro giudizio sulla maglia da trasferta del Newcastle della stagione 1996-97. Lo chiedo a voi perché io, in quasi 20 anni, non ho ancora capito come collocare questa divisa prodotta da adidas.

È da considerarsi come uno tra i migliori classici del primo decennio di Premier League oppure è solo una tra le derive cromatiche e di stile tipiche degli Anni ’90 meno riuscite?

Maglia Newcastle away 1996-97

Sin dalla prima volta che l’ho vista, addosso a un ragazzo di un’altra classe alle scuole medie, questa maglia mi è rimasta impressa ma, senza un motivo preciso, non mi ha mai conquistato in pieno.

Per la descrizione partiamo dal colore: quasi metallico, a metà strada tra un blu jeans e l’argentato. Sul tronco una fascia orizzontale nera attraversata dalle tre strisce di colore bianco, interrotte al centro dal logo circolare del classico sponsor Newcastle Brown Ale.

La trama della maglia del Newcastle 96-97

Le tre strisce adidas, assenti dalle maniche come da tendenza attuale, ornavano il vistoso colletto nero a V. Particolare anche la trama a spina di pesce del tessuto, che creava un velato effetto a strisce verticali.

Di quella maglia erano interessanti pure le personalizzazioni, anche considerato che si trattava dell’ultima stagione della Premier League senza il font unico per tutte le squadre. I numeri erano bianchi, squadrati, con marcato bordo nero e il tocco adidas delle tre strisce in diagonale in alto a sinistra.

Maglia Newcastle Ginola away 1996-97

Voi che dite? Era una grande maglia oppure una creazione nella media?

Photocredit: classicfootballshirts.co.uk – world-of-football-shirts.blogspot.com

  • collezionista_34

    una gran maglia, senza nessun dubbio per me. Sarebbe interessantissimo vederla riproposta in chiave moderna!

    • Geeno Lateeno

      Una gran maglia con dettagli fantastici tipo le tre strisce sui numeri per non dire lo stemma ricamato. Unico dettaglio che non mi convince il lettering “adidas”

  • Andrea Foscarini

    Pezzo da collezione, c’è poco da dire.

  • squaccio

    I♥anni 90 🙂

  • Daniele Costantini

    Era il periodo in cui adidas iniziava per la prima volta a giocare con le sue stripes, inserendole sulla maglia nelel posizioni più impensate: nelle stessa stagione, con il River Plate, cerchiavano braccia e gambe, mentre l’anno dopo il Feyenoord se le ritroverà addirittura come palo al centro del petto…

    Nel caso del Newcastle Utd, sinceramente questa away non mi prese particolarmente, né allora né oggi: non per l’idea di trasformare le stripes a mo’ di template fasciato (decisamente geniale!), quanto più per quel controverso colore metallico, che a seconda dell’illuminazione poteva sembrare carta zucchero, denim o grigio. Troppo faticoso per gli occhi 🙂

  • Ark88

    Mi ricordo di quetsta maglia , particolare stile anni 90,la trovo più bella ora che all’epoca,va però ricordato che il New Castle in quei tempi usava sempre le seconde maglie mlto particolari,mi ricordo e forse ancora la posseggo una gialla e verde se non sbaglio Umbro.

  • Paolo D

    Per rispondere alla domanda dell’articolista, direi che è una “deriva cromatica” che però è diventata un pezzo da collezione non di poco conto. Rispecchia l’identità adidas anni 90: una posizione consolidata che, forse impreparata cercava di rispondere all’innovatività di Nike che entrava sempre di più nel calcio (vedasi Arsenal) con design molto apprezzati commercialmente.

    Qualora in Newcastle avesse fatto particolari exploit (andò vicino al titolo di campione di Inghilterra), sono pressoché sicuro che Adidas l’avrebbe potuta riproporre in questi anni

  • rhakekel

    Secondo me gli anni ’90 furono un periodo da dimenticare per gli amanti di maglie da calcio. Certo, dopo vent’anni qualsiasi cosa acquista fascino vintage, ma all’epoca fu un pugno in un occhio per chiunque avesse a cuore il concetto di tradizione. Per lo stesso principio per cui oggi ci stracciamo le vesti vedendo il Milan con un retro tutto nero o l’Inter con una divisa nera e delle pinstripes azzurre. Per il principio espresso sopra, magari tra vent’anni rivaluteremo anche questi esperimenti quando ormai saranno consegnati alla storia, ma chi li vive da contemporaneo non può che storcere il naso.
    Tornando agli anni ’90: casacconi larghi con maniche enormi cucite quasi a metà maglia, maglie che si gonfiavano come mongolfiere quando i giocatori correvano. Epoca in cui si afferma il concetto di “template”, con la spersonalizzazione che ne consegue: squadre con lo stesso sponsor tecnico che in pratica giocano con la stessa maglia cambiando solo lo stemma societario (l’esempio più eclatante Lazio/Manchester City), strani giochi cromatici e discutibili effetti di stilizzazione tono su tono.
    Direi che la sobrietà tornata di moda sia solo un toccasana.

    • Andrea Foscarini

      La Premier League da quest’anno ha messo al bando le strisce nella parte posteriore delle maglie per motivi di leggibilità. Probabilmente la TV influenzerà i designer anche in Italia…E’ questione di tempo.

    • salvopassa

      Dire che Umbro copiava i modelli prendendo quel caso è una falsità – o meglio, hai preso un caso limite. Trovo molto più monocorde quanto ci troviamo oggigiorno a commentare.
      Sul resto, tutto vero: ma è esattamente quello che adoro di quegli anni!

  • salvopassa

    Per me, una divisa eccezionale. Nell’ordine:
    – l’utilizzo del logo da parte di adidas come elemento strutturale del template. chi è che può vantare una simile “arma” nel mondo dello sport style? in questo caso, una soluzione eccellente.
    – le bande orizzontali sono da sempre sintomo di dinamismo e carattere. Ne fecero una simile al Panatha e all’Olympique, per me erano davvero belle.
    – Il colore a me piace assai, e comunque è ricercato, sfuggente, mai banale
    – persino la toppa dello sponsor, iconico anche perché identitario e locale, oltre che molto bello a vedersi, si sistema bene.
    In quegli anni Newcastel era una fucina di idee per adidas.
    Ma ricordate la maglia 97/98, con il retro a scudo per ospitare il numero, e il girocollo in maglieria? http://www.oldfootballshirts.com/img/shirts/14/extra_football_shirt_7687_2.jpg
    E la maglia da trasferta 95/96? Puro rugby style http://www.oldfootballshirts.com/img/shirts/14/extra_football_shirt_6190_1.jpg

    Io queste le ho entrambe, e sapete che vi dico, mo’ cerco pure quella azzurra!

    • Daniele Costantini

      Il Newcastle Utd “travestito” da Rovigo Rugby, non era affatto male … 😉 (e sono sempre rimasto affascinato dalla semplice eleganza del solo lettering adidas).

      Quanto alla maglia home del 1997-98, per me quel template rimane forse la miglior prova mai offerta da adidas con una maglia palata – nonché tra le migliori casacche viste in Premier League negli anni ’90 -; però ammetto che quello “scudo” sulla schiena a contenere la numerazione, non l’ho mai digerito…

      E sempre nella medesima annata, come non citare anche la away venetian style indossata da Shearer, Rush, Asprilla, il compianto Speed.. e il nostro Pistone 🙂 . Lo so, in realtà quella maglia non era nera bensì blu scuro: ma in campo, mi dava sempre l’idea di qualcosa di “lagunare”… 😀

      http://kkcdn-static.kaskus.co.id/images/2013/02/04/3347131_20130204012557.jpg

      • salvopassa

        Dici bene Daniele, era un periodo di grande creatività, poteva non piacere il singolo modello ma quanta cura!
        Certo quelle maniche sotto il gomito adesso fanno sorridere, ma non è anche quello un sintomo di positiva nostalgia? 🙂

    • FDV

      Questa home del Newcastle era senza dubbio degna di nota. Lo scudo sul retro mi piaceva tantissimo e rimasi molto colpito quando lo vidi per la prima volta in un negozio sportivo in centro.

      Successivamente questi espedienti per la leggibilità sulle maglie palate hanno finito col stancarmi, ma la forma di questo scudo così caratteristica mi piaceva molto. Trovavo invece eccessiva la scritta in basso con le tinte a incastro.

      Ciò che invece ho sempre trovato inguardabili sono le tre strisce che partivano dalle spalle in giù, la soluzione peggiore possibile a mio avviso, ancora di più vista la vestibilità super abbondante di quelle maglie.

      • salvopassa

        Dai, addirittura inguardabili?? Per me era una soluzione accettabile, che peraltro ora non potresti più adottare, visto l’affollamento di patch.
        Ripeto, può non piacere la soluzione, ma di sicuro c’era una ricercatezza persa a mio avviso nel tempo.

        • FDV

          Ribadisco il mio inguardabili. Così dalla spalla in giù mi sembravano e mi sembrano tuttora appiccicate lì, tanto per metterle.

          Con quel tipo di manica trovo accettabile l’opposto, le tre strisce dal colletto alla spalla, stile Roma 1991-94 e stessa soluzione adottata dalla maglia blu dello United ( http://www.soccerstyle24.it/maglia-manchester-united-away-2016-2017/ )

      • Daniele Costantini

        Io, invece, la penso come Salvo. Limitatamente alle maglie palate, ritengo quella delle stripes che partono dalle spalle in giù, una delle soluzioni migliori per integrare le stesse nel template – seconda, a mio avviso, solo al recente posizionamento lungo i fianchi -; una soluzione che ben si presta anche alle divise partite o a quarti, come ad es. nel Feyenoord di metà anni ’90. Certo, oggi la cosa è diventata raramente proponibile, visto il proliferare di patch lungo le braccia…

        http://fast.mediamatic.nl/f/tqgr/image/730/64256-800-582.jpg

        Beninteso, ciò non vuol dire che io non apprezzi anche la soluzione opposta, con le strisce adidas racchiuse tra collo e spalla: anzi, nel caso di casacche a tinta unita (come fu ad es. per la Roma d’inizio 90s), rimane a mio avviso la soluzione più adatta a conciliare le esigenze pubblicitarie del brand tedesco, con la storia e la tradizione della maglia.

    • 97GEO

      bellissime entrambe, nel 97/98 una variazione dei numeri sull stemma furono tentati anche da Diadora per la roma, con risultati molto più discutibili, specialmente sul retro strisciato della third nera

      https://kornfootballfonts.files.wordpress.com/2014/12/6546413131321.jpg

      e poi quella away fu riproposta dai Gunners nel 2009/10, fantastici i colori

      http://www.whoateallthepies.tv/l_thirdshirt.jpg

  • Romeo Carlomusto

    Per me le più belle maglie del campionato inglese nei miei ’90 sono state nell’ordine :
    – Tottenham Umbro con sponsor Holsten
    – Aston Villa Umbro con sponsor Mita Copiers
    – Arsenal Adidas sponsor JVC
    E suggerisco : perchè non fare un venerdì vintage con le 10 più belle e le 10 più brutte del decennio ??

  • The Italian Job

    Casacca iconica e – per la tecnologia e il gusto di quegli anni – decisamente interessante.
    Concordo sul fatto che andrebbe rivista con i parametri di oggi, e potrebbe riservare nuove soddisfazioni,

  • UnderUmbr

    Gran maglia da collezione. Da vedere in campo secondo me no.