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Pochi giorni dopo i campioni del mondo della Germania, adidas ha presentato la nuova maglia della Russia per la Confederations Cup 2017.

Come già visto per i tedeschi il look prende ispirazione dal passato, quando l’allora Unione Sovietica raggiunse la finale di Euro ’88, poi persa contro l’Olanda che vestiva la medesima maglia adidas in seguito entrata nella storia.

Maglia Russia Confederations Cup 2017

Maglia Russia Confederations Cup 2017

Partiamo dal colore che torna finalmente al rosso, assente dalla maglia di Euro 2012 con il tricolore, abbinato a un colletto a girocollo bianco. Sempre in bianco sono le strisce adidas sulle spalle e l’orlo delle maniche. Sul petto sono ricamati il logo adidas e l’aquila della Federazione Russa.

Il riferimento agli anni ’80 è presente sulla parte frontale e sulle maniche, interamente ricoperte da una grafica a zig-zag con sfumature di rosso.

Il retro della casacca è completamente spoglio, ad eccezione dei nomi e numeri applicati in bianco. I pantaloncini e i calzettoni sono rossi con finiture bianche.

Questa divisa sarà utilizzata in tutte le prossime partite che porteranno ai Mondiali 2018 e durante la Confederations Cup, in programma dal 17 giugno al 2 luglio 2017. A sfidare i padroni di casa ci saranno Germania, Australia, Cile, Messico, Portogallo, Nuova Zelanda e la vincitrice dell’imminente Coppa d’Africa.

Nessun cambiamento per quanto riguarda la maglia da trasferta, la nazionale russa continuerà ad utilizzare quella bianca degli Europei 2016.

Come giudicate questo ritorno al passato di adidas per la maglia della Russia 2017-2018?

  • squaccio

    Tra cambi di nazione, di colore, di sigle..la prima maglia bella dal ’90.
    Forse i calzoncini rossi e non bianchi però appesantiscono il tutto.

    • Geeno Lateeno

      Concordo. I calzoncini bianchi sarebbero stati il top, ma non disperiamo….

  • Paolo D

    Un po’ “difettosa”… non capisco perché il pattern deve stare solo di fronte.
    Amo molto comunque le striscie adidas che si fermano prima delle maniche. La promuovo come estetica, un po’ meno come maglia della Russia, visto che Unione Sovietica e Russia sono nazioni distinte:
    A euro 88 la nazionale sovietica era fondata sul blocco della Dynamo Kiev (quindi per buona parte ucraini). S.Aleinikov, poi era Bielorusso.
    Associo il colore rosso a nazionali come Cecoslovacchia, Polonia (bianco-Rosso), Ungheria.
    La nazionale Russa la preferisco con i tre colori pan-slavi.

  • Daniele Costantini

    Mi fa sempre uno strano effetto – in positivo -, rivedere i russi in rosso… (scusate lo sciogli-lingua!). A differenza della proposta tedesca, qui promuovo ampiamente il lavoro di adidas, una riuscita riedizione moderna di quella che è forse stata l’ultima, iconica maglia del calcio ai tempi della perestrojka – e che pure, non è tra le mie preferite. Viste le contendenti alla Confederations Cup 2017, già fin d’ora i padroni di casa si candidano seriamente, se non alla vittoria finale (abbastanza improbabile viste le forze in campo), quantomeno all’avere la divisa più bella dell’edizione.

    E proprio circa la maglia della Russia dei giorni nostri, spero davvero che si arrivi a porre fine al tourbillon cromatico che ha caratterizzato questa nazionale nell’ultimo quarto di secolo: URSS o non URSS, per me la soluzione migliore rimane la storica casacca rossa di Yashin (vabbè, lui ce l’aveva nera…) e Blokhin; pur se ho accolto favorevolmente anche le eleganti varianti bordeaux sfoggiate negli ultimi tornei. Non ho invece mai amato le versioni basate sui colori panslavi: le ho sempre trovate delle proposte dal risultato finale molto sciatto, quasi banale, assolutamente non paragonabili per impatto all’epoca CCCP e, in generale, all’intrinseca “forza visiva” del rosso.

    • Eugenio

      Diciamo che i colori panslavi sono stati utilizzati in un periodo, gli anni 2000 (forse anche fine anni ’90) in cui l’uso di un solo kit per tutte le squadre nike era quasi peggio di quello del vapor kit, perciò ne venivano fuori lavori banali e stravisti nelle squadre di club.

      • Daniele Costantini

        Mah, sì e no 🙂 . Al di la dell’era dei kit “Total 90” di Nike nei primi anni 2000, fatti con lo stampino – in cui ricadde anche la Russia ai Mondiali 2002 e a Euro 2004 -, la nuova nazionale russa post CCCP nacque negli anni 90 (eccezion fatta per il breve interregno della CSI a Euro ’92) coi colori panslavi – divisa bianca con dettagli rossi e blu -, e prima con Reebok e poi con Nike mantenne tale identità cromatica fino ai Mondiali 2010, quando in coincidenza con l’arrivo di adidas iniziarono le odierne sperimentazioni rosso/bordeaux.

        Parliamo di quasi due decenni coi colori panslavi, e tantopiù nei “pazzi” anni 90, trovo quantomeno curioso che nessuna maglia russa del tempo sia stata capace di emergere nei ricordi di appassionati e collezionisti… ma di base, mi ripeto, a mio avviso il bianco non è riuscito a reggere il paragone con la forza intrinseca dello storico rosso sovietico, e pare che negli ultimi anni la stessa adidas se ne sia resa conto.

        Il paradosso è che per me, l’unica maglia panslava capace di elevarsi dalla banalità arrivò sui titoli di coda, a Euro 2008, quando Arshavin e compagni raggiunsero da outsider le semifinali con una divisa decisamente “nazionale”, in cui la bandiera della Federazione Russa diventava una fascia che ammantava patriotticamente il petto:

        http://news.sportbox.ru/images/styles/800_800_auto/fp_fotos/e9/dd/2ef7b5f2dc721418af53f1a7c33b2e485585d1d668b8b516386252.jpg

        • Franz

          La maglia fasciata avrebbe avuto davvero una forza e una riconoscibilita’ quasi uniche (non mi vengono in mente ora Nazionali con maglia stile Sampdoria per intenderci, ma di sicuro ce ne sara’ qualcuna).
          La cosa a mio avviso poco riuscita in questo modello Nike e’ il numero nel mezzo: l’effetto finale sembra piu’ quello di due bandierine ai lati del numero stesso anziche’ quello di un’unica fascia, peccato.

        • Daniele Costantini

          …non mi vengono in mente ora Nazionali con maglia stile Sampdoria per intenderci, ma di sicuro ce ne sara’ qualcuna…

          Ci provarono gli USA – altra nazionale che avrebbe un gran bisogno di un template stabile! – nel triennio ’95-98, con ben tre maglie, e curiosamente con una soluzione molto simile a quella poi vista coi russi a Euro 2008. Stati Uniti che ritenteranno in seguito l’esperimento fasciato (unicamente sulla away) ai Mondiali 2006, senza troppa fortuna.

          https://uploads.disquscdn.com/images/24a18a96eaa04cba7f2f0cfe8e0859e0c52a2b3af51690ad53616de068db816b.jpg

          E proprio il parallelo con gli USA, è tra i motivi che non mi hanno mai fatto amare la Russia in versione panslava: di colpo, con quelle nuove magliette bianche addosso, i russi divennero del tutto simili ai loro storici rivali (sportivi e non); la cosa peggiore che possa accadere, quando si parla di divise che devono rappresentare al massimo l’orgoglio per il proprio Paese.

        • Franz

          Non ricordavo questa maglia, davvero gradevole. Anche qui c’e’ per me lo stesso problema del numero che interrompe la striscia, ma almeno senza l’effetto “bandierine”. D’altra parte i colori delle bandiere sono rosso blu e bianco per moltissime nazioni, inevitabile avere similitudine anche nelle divise da gioco.
          Tornando al template fasciato, il caso piu’ recente (e riuscito) e’ quelle della away del Belgio agli ultimi europei. Tuttavia, si tratta sempre di esperimenti occasionali e poco duraturi, non della vera maglia identitaria. Nazionali che, ahime’, non hanno un template tradizionale, potrebbero pensare alla fascia sul petto (a maggior ragione rispetto ai club, visto che non si sarebbe il problema della deturpazione degli sponsor). Ma sappiamo bene che i produttori di maglie preferiscono di gran lunga non avere alcun vincolo su forme, colori, disposizioni e quant’altro: tradizione non fa rima con commercio sfrenato.

        • Daniele Costantini

          Quella away belga di Euro 2016, per quanto volessi da tempo vederla addosso ai Diables Rouges (e per quanto l’abbia apprezzata), per me rimarrà sempre una maglia ciclistica e non calcistica… 😉

  • Magliomane

    La miglior maglia della Russia fino ad ora. Il richiamo alla maglia dell’URSS è bellissimo e riuscitissimo e mi piace un casino.
    Peccato per i pantaloni rossi e non bianchi, forse non han voluto esagerare coi richiami “nostalgici”.
    Voto: 8

  • Angelo Di Bello

    E qui secondo me funziona meno di quella tedesca.

    E alla seconda di fila non posso fare a meno di pensare che diventi un “template” fisso. Adidas non farci questo, ti prego.

    Al di là di questo ammetto che la Russia in rosso e bianco potrebbe essere una gran bella idea.

  • Stavrogin

    Bene la scelta cromatica, meno quella del pattern, sia perché proposto solo sul fronte, sia perché il riferimento all’originaria ispirazione è sin troppo nascosto.

  • Amedeo Marconi

    Ancora un’altra bella maglia, che conferma che adidas sia il meglio per le nazionali, una pecca? Avrei osato mettere la fantasia anche sul retro
    Voto 7.5

  • Eugenio

    La linea Adidas per il 2017-18 promette bene, data la mancanza di nuove idee veramente forti, ci sta riprendere iconiche maglie del passato.
    Per quanto riguarda la storia cromatica delle maglie, escludendo secondo me l’orrida soluzione bordeaux, quella dei colori panslavi la distinguerebbe dalle altre rosse dell’est Europa, ma le maglie più identitarie rimangono quelle rosse.
    Questa è veramente molto bella, guardarla mi riporta veramente agli anni ’80-’90. Peccato che ciö non continui anche nel retro, ma questa è una battaglia persa.

  • Vittorio

    Più bello come sempre l’originale ma é comunque una bella maglia. Il colore va sfumando dal rosso intenso al chiaro mentre la maglia dell’URSS degradava dal rosso vivo al bianco. Particolari che fanno la differenza ma io la comprerei comunque perché l’effetto retrò è centrato.

  • The Italian Job

    Bella riproposizione in chiave moderna di un superclassico – “Back in the USSR”? – nella speranza che la Russia trovi alfine una sua “tavolozza di colori” stabile.