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Oggi pomeriggio il ChievoVerona raggiungerà il traguardo delle 500 partite in Serie A nella sfida contro la Roma.

Per celebrare l’evento i clivensi indosseranno la casacca biancazzurra in una versione speciale. Gli sponsor, i nomi e i numeri saranno in oro, in più sul petto ci sarà il numero 500 ricamato.

Maglia ChievoVerona celebrativa 500 partite in A

Le maglie, prodotte in tiratura limitata, saranno disponibili presso la sede del Chievo in via Galvani, 3 fino a sabato 16 gennaio.

Chiudiamo con il bilancio di tutte le partite del ChievoVerona nella massima serie, fin qui la società del presidente Campedelli ha collezionato 155 vittorie, 147 pareggi e 197 sconfitte, con 533 reti segnate e 615 subite.

  • Wesley

    Sarebbe bellissima come maglia celebrativa..senza 3 dico tre sponsor..

    • mirazef

      Almeno li hanno tinti di oro evitando deu patacconi…

  • squaccio

    Bah……………………….

  • Mosca

    Anch’io sono per un, bah…

    Aggiungo che vista l’invasione attuale, e chissà maggiore anche in futuro, di sponsor sarebbe il caso che i brand produttori adottassero una losanga piuttosto che un logo, come Nike, Umbro ecc, giusto per limitare le scritte sulle maglie.

  • Cgol27

    Ma l’unico colore che esiste per festeggiare qualcosa è il dorato…!?
    Ma basta, inventatevi qualcos’altro designer patetici e con zero idee!
    Voto 4 solo perché la maglia senza numeri e sponsor è carina…

  • http://www.forzatoro.net AlessandroP

    se il completo avesse i pantaloncini blu, sarebbe perfetto

  • Swan

    Ennesima cialtroneria nel solco della tradizione del calcio italiano.
    Piuttosto che ufficializzassero la divisa biancoazzurra come home kit, sarebbe ora.

    • Daniele Costantini

      Al di là del guidizio estetico che è diverso per ognuno di noi – come spingo sempre in questi casi, avrei per una volta evitato gli sponsor -, trovo sinceramente fuori luogo il termine di <cialtroneria per tale operazione.

      Il fatto che il Chievo sia ormai diventata ai nostri occhi una solida realtà del calcio italiano, ci ha forse fatto dimenticare quale “impresa” questo piccolo club sta portando avanti quotidianamente: una squadra emanazione di un borgo di 4500 anime che da ormai quindici anni siede stabilmente al tavolo di uno dei campionati più importanti al mondo, trovando anche il tempo di fare qualche sporadica sortita in Europa. Non so davvero quanti esempi similari ci siano nel mondo del calcio, in tutto il mondo. A fronte di tali premesse, 500 gare in Serie A sono quasi un miracolo (sportivo), un traguardo che ritengo giusto venga da loro celebrato, anche solo con una maglia.
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      Circa invece l’annosa questione dei colori sociali clivensi, personalmente anche io preferirei vederli vestiti di biancazzurro… fermo restando che il Chievo ha tutto il diritto di attingere ai colori della sua città, che veste pressoché stabilmente di gialloblù ormai da 60 anni, e che fino al 2001 non mi risulta ciò fosse mai stato un problema per qualcuno 🙂

      • Swan

        L’hai detto: vista la storia e le radici di questo piccolo club, l’aver disputato 500 partite in serie A è un evento non da poco.
        Se festeggiarlo vuol dire scendere in campo con una maglia con numeri e sponsors (gli sponsor?!) dorati, per me è una cialtroneria bella e buona, non saprei come altro definirla.
        Riguardo a colori, stemma, simboli, etc..,la mia opinione è che in quanto club hai una tua storia ed una tua autonomia, non vai a guardare od attingere a quella degli altri.
        Posso ancora capire che in quanto club dilettantistico si voglia emulare il club cittadino più importante, ma se scali le classifiche e diventi un club professionistico devi riappropriati della tua storia, dei tuoi simboli e colori.
        A Londra ci sono 14 club professionistici più svariati altri nei dilettanti, ognuno con la propria storia, colori, etc. Mai visto nessuno di questi travestirsi da Arsenal, West Ham, o Tottenham.

        • Daniele Costantini

          Rispetto l’opinione, ma non riesco a condividerla. Un termine come «cialtroneria» ha un’attitudine così negativa e spregevole (vedi dizionario), che non riesco proprio ad associarlo a questa maglia. Sarà un problema mio 😀
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          Circa i colori sociali del Chievo, che al gialloblù si sia attinto nel secondo dopoguerra in rimando a quello dei più famosi cugini scaligeri, non è certo un mistero… ma ormai è da sessant’anni che, piaccia o no, le due tinte comunali veronesi fanno parte a pieno titolo della storia clivense.

          Sia chiaro, non apprezzai ad es. quando negli anni ’80 la maglia clivense era pressoché identica a quella scaligera ( https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/8/81/Chievo_'88-'89_conquist%C3%B2_la_C1.jpg/800px-Chievo_'88-'89_conquist%C3%B2_la_C1.jpg ); così come in tempi recenti, Campedelli poteva forse risparmiarsi quel fin troppo ossessivo e pubblicizzato uso della Scala (che comunque rimane un simbolo di Verona e non del Verona)… ma è anche vero che nell’ultimo quarto di secolo – cioè da quando il borgo è stabilmente nel professionismo -, il Chievo ha spinto sempre più verso una sua precisa e unica identità societaria: il giallo e il Cangrande, che nulla hanno a che vedere con il blu e i Mastini dell’Hellas.

          Per i motivi succitati, a Verona trovo difficile che qualcuno possa arrogarsi il diritto a considerare “proprio” qualcosa che è della città, non di una squadra. Ma potrei fare altri esempi: a Torino bianconeri e granata sfoggiato entrambi il ‘toro furioso’ cittadino all’interno dei loro stemmi, senza problemi; a Genova accade qualcosa di simile con lo scudo di S. Giorgio, presente sia nello stemma rossoblù – addirittura questi lo sfoggiarono in passato esattamente come fanno oggi i loro concittadini ( https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8c/Genoa_coppa.JPG ) – sia sopra la maglia blucerchiata…

          Oggi le due veronesi attingono entrambe a colori e tradizioni della loro città, ognuna a modo loro e in antitesi l’una rispetto all’altra: mi pare la situazione ottimale per omaggiare la città dell’Arena e, allo stesso tempo, avere due distinte e riconoscibili identità societarie. Il Chievo, decenni fa, si è effettivamente “travestito” da Hellas… ma per quel che mi riguarda, non è più così da ormai tanto tempo.
          ____

          P.S. – «gli sponsor» perché qui inteso come cavallo di ritorno dall’inglese e, come vuole in questi casi la lingua italiana, le parole straniere non devono essere declinate al plurale (è il motivo per cui ad es. parliamo di computer e non di “computers”). L’italiano accetta effettivamente anche “sponsors”, ma più che altro nella sua originaria accezione latina, riferita a soggetti ‘garanti’ o ‘padrini’ verso altri.

        • Swan

          Grazie per il chiarimento sulla declinazione delle parole straniere nella lingua italiana, ammetto che il fatto di vivere in un paese anglosassone comincia ad influenzare in negativo il mio italiano scritto.
          Concludendo il discorso Chievo non la vedo al tuo stesso modo.
          Come detto e come sappiamo il Chievo veste sì gialloblù fin dagli anni 60, ma si trattò di una sorta di riverenza verso il club cittadino più famoso, come dimostrano i vari cambiamenti di template fino ad arrivare a vestire la maglia blu con pinstripes gialle del Verona scudettato.
          Comprensibile per un club amatoriale inconcepibile, secondo me, per un club professionistico.
          Voglio dire, il Chievo è il club di una frazione di Verona famoso per la sua diga, è nato biancoazzurro ed ha vestito per una trentina d’anni questi colori, ha una sua storia, un suo background: perché non andarne fiero e continuare per la sua strada invece che dover condividere colori e simboli con l’Hellas?
          Gli esempi da te citati del toro rampante (Juve e Toro) e della croce di S. Giorgio per le genovesi, ci metto anche lo scudo della città di Manchester con veliero e i tre fiumi per City e United, sono per me diversi perché trattasi di condivisione di simboli comunali fin dal principio e non dei colori sociali.
          Comunque ho letto, non ricordo dove, che cresce il numero di tifosi del Chievo che vorrebbe tornare a vestire biancoazzurro, spero sia una notizia fondata e che la cosa vada in porto.

  • rudiger

    Fino a cinque minuti dalla fine era la cosa peggiore che vedevo in campo… poi il Chievo ha pareggiato.

  • Cgol27

    Anche io sono d’accordo che la maglia bianco-azzurro possa e deva diventare la home con il giallo-blu relegato a seconda e la terza… La disegnasse Campedelli che è un fenomeno in questo campo!

  • Eugenio

    A me piacerebbe rivedere il Chievo in celeste, essendo comunque un colore che trova molto spazio nella storia delle maglie del Chievo e che tra l’altro era il colore con cui la squadra clivense esordì in Serie A : http://pbs.twimg.com/media/CXaVj_3WkAEkMRj.jpg
    Comunque, complimenti al Chievo e alla sua società, che sono riusciti a portare stabilmente tra i professionisti e soprattutto in serie A una squadra con un così basso bacino di tifosi..

  • Mr.74

    Piccoli dettagli celebrativi sulla maglia away, che ben inteso è una delle più belle della serie A. Del resto da diversi anni, le maglie del Chievo sono estremamente curate e accattivanti. Nella fattispecie, mi sembra doveroso celebrare un Club che nelle sue prerogative pressochè uniche nel panorama calcistico non solo nazionale, attira sempre più simpatie, e rappresenta un esempio di programmazione e cultura sportiva assolutamente all’avanguardia.