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Londra è la città con più squadre al mondo.

Se non bastassero le 15 formazioni professionistiche, basta scendere fra i dilettanti per trovare club con una storia degna dei più blasonati team d’Europa. Per noi amanti delle maglie da calcio, questo si traduce in un autentico centro commerciale diffuso dove fare acquisti di casacche meravigliose, da quelle delle squadre più famose, fino alle più improbabili formazioni amateurs.

Vogliamo infatti parlare di come acquistare le maglie delle squadre “minori” (per notorietà, non certo per fascino o storia), dalle più piccole formazioni di Premier, fino a quelle che disputano i campionati che, con un’espressione meravigliosa, gli inglesi chiamano non league.

Facciamo una piccola premessa per fugare ogni dubbio: nelle serie minori inglesi si trovano maglie (sia home che away) di pregevolissima fattura, confezionate anche dai marchi leader del mercato e a prezzi estremamente accessibili (si parte, senza sconti, da 30 sterline, per arrivare ad un massimo di 45, ovvero 35-55 euro).

Tottenham store

Fino a poco tempo fa era possibile trovare maglie delle serie minori anche nei grandi store del centro, come Lillywithes (Piccadilly Circus) o Soccer Scene (Carnaby Street e Oxford Street), di cui si è parlato in un precedente articolo. Sembra però che negli ultimi tempi la politica di questi negozi sia cambiata e si sia orientata verso i grandi club. Se è ancora possibile trovare offerte fantastiche in fatto di prezzi, è ormai impossibile, cercando una casacca, uscire dal novero di quelle 30 squadre europee più quotati.

Il modo migliore per acquistare le maglie dei club è recarsi direttamente agli shop che si trovano in prossimità degli stadi. Lì potrete trovare tutto quello di cui un appassionato ha bisogno, comprese le maglie da allenamento e, nei periodi di fine e inizio campionato, le maglie dell’anno precedente con buoni sconti. L’occasione è anche ottima per visitare stadi più insoliti e diversi rispetto ai soliti Chelsea, Arsenal, West Ham e Tottenham.

Charlton Store

Oltre ai quattro club già citati, le squadre che hanno uno shop sempre aperto (con orari del tutto simili a quelli di un normale negozio) sono: Crystal Palace, Fulham, Qpr, Watford, Brentford, Millwall, Charlton, Leyton Orient e Barnet.

Diverso è il discorso per le altre squadre. Dagenham & Redbridge, AFC Wimbledon (le ultime due formazioni londinesi nei professionisti) e tutte le formazioni della Non-League aprono i loro shop in concomitanza delle partite, solitamente un’oretta prima del calcio di inizio. Spesso sono veri e propri container, dove però potete trovare delle autentiche perle: pensate ad esempio alla storica maglia pink & chocolate del Corinthian Casuals, a quella blu e rosa del Dulwich Hamlet o ai cerchi biancorossi del Kingstonian.

Teams Corinthian, Dulwich e Kingstonian

L’ultimo metodo, un po’ meno emozionante, ma utile per chi abita in Italia e ama il calcio inglese, è quello dell’acquisto online. Anche le società più piccole sono infatti dotate di un sito dov’è possibile fare anche acquisti da casa. Basta avere una carta di credito, anche ricaricabile, e un po’ di pazienza per la spedizione, e il gioco è fatto.

Gianni Galleri di London Football – Facebook: LondonFootballFanPage

  • Markof

    Mappa spettacolare, lavoro esemplare, bravo gianni!!!

  • jojo

    bell’articolo complimenti, purtroppo non ho mai avuto l’opportunità di recarmi a londra, ma semmai dovessi andarci non mi lascerei sfuggire l’acquisto di diverse maglie , l’idea di recarsi in prossimità degli stadi dove sono i store non è male, ma cosi facendo non dovresti far altro che girare i quartieri, e una settimana o 2 non ti basterebbero cosi come i soldi.

  • pongolein

    Ottimo articolo, Londra è la culla del calcio , e ogni squadra della capitale inglese ha un piccolo pezzo di storia da raccontare… =)

  • Code

    Londra … è Londra. Niente da dire. Mi avete fatto venire il pensierino di un pellegrinaggio “calcistico”.

    Sarebbe bello se faceste un articolo simile su quelli italiani.

    • sergioXVII

      sulle italiane ci sarebbe ben poco da scrivere, credo 🙂

    • passionemaglie.it

      Sulle italiane stiamo facendo una cosa più elaborata 😉

  • rudiger

    La mappa interattiva vale l’articolo… e forse un viaggio.

  • michele

    l’unico problema è che certe società minori non prevedono la spedizione con corriere espresso e affidarsi alle poste è sempre rischioso (soprattutto le italiane)…
    è due anni che attendo maglia e sciarpa del Derby County…magari ora c’è anche la possibilità corriere ma allora no…e io ho l’impressione che un postino tra l’Inghilterra e l’Italia consegni indossando quella maglia…

  • Fely

    grande articolo! bravissimo 🙂

  • F093

    Questo (ottimo) articolo mi ha suggerito una curiosità: mi sembra che nessuna squadra “di” Londra porti nel suo nome la parola “LONDON”.

    In Italia questo, salvo rare eccezioni (SPAL, ATALANTA…), sarebbe impensabile.
    Tutte le grandi città hanno una squadra di calcio con il nome cittadino per intero (ROMA, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA, BARI…) o appena modificato (MILAN, GENOA, FIORENTINA, UDINESE…).

    F093
    old style

    • rudiger

      E’ la differenza tra calcio (e lo sport) anglosassone e… il resto del mondo. Essendosi sviluppato il football prima e bene sull’isola, ogni scuola, ogni college, ogni quartiere delle grandi città ha avuto la sua squadra e sopratutto la possibilità di farla eccellere grazie a manifestazioni open come la FA cup.
      Da noi il calcio è diventato ampiamente nazionalpopolare in epoca fascista quando si è creato un campionato nazionale unico su base cittadina. Il caso della nascita della Roma è emblematico: le 4 squadre “di quartiere” fondatrici (espressione di club aristocratici o organizzazioni religiose o territoriali) si sono unite per rappresentare la città nel nuovo campionato. Insomma, quando si è cercato di mettere insieme risorse umane ed economiche per affrontare trasferte nazionali, l’unica bandiera su cui probabilmente erano tutti d’accordo era quella del Comune.
      Altro caso emblematico di quel modo di intendere le competizioni sportive, per città e non per associazioni o categorie (es: i poliziotti, gli “arsenali” come in inghilterra) è lo Stadio dei Marmi accanto all’Olimpico di Roma: le statue recano ognuna il nome di una città come “dono” di queste a quello che doveva essere un tempio dello sport nazionale.
      Mettici pure il fatto che il nostro popolo è più campanilista e “comunale” rispetto agli inglesi e tende ad identificarsi maggiormente con la squadra del proprio comune (con l’eccezione della Juve e, in minor misura, di Milan e Inter) rispetto al legame col quartiere o la categoria lavorativa.

    • http://londonfootball.altervista.org Gianni

      In realtà nelle serie ancora minori ce ne sono un paio che si chiamano London (London Tigers e London Bari, sì sono italiani). Il discorso però è diverso. Nessuna capitale europea ha una squadra che porta il suo nome, in quanto, storicamente le capitali sono sempre state intese come patrimonio dell’intera nazione. Quello della Roma è un caso particolare, avvenuto in tempi molto più recenti rispetto alla fondazione delle prime squadre di calcio (1860 per la Gran Bretagna, 1890 per l’Italia). Diciamo, senza nulla togliere alla Roma, che la sua nomina, fu uno strappo alla regola. Londra è l’esempio principale, ma anche Madrid, ha tre squadre Real, Atletico e Rayo Vallecano. Comunemente sono conosciute come Real Madrid e Atletico Madrid, ma il vero nome è Real Club di Madrid, dove la città diventa una specificazione e non parte integrante del nome. La differenza è sottile ma fondamentale.

      • rudiger

        “Nessuna capitale europea ha una squadra che porta il suo nome”. Mi ha sempre sorpreso questa frase palesemente sbagliata, molto gettonata in giro, di solito messa a commento di dissertazioni sulla Roma. Da romanista mi piacerebbe che la mia fosse una squadra unica anche in questo senso ma non è così. Tralasciando evidenti realtà come Barcellona, Marsiglia, Porto, Bayern Monaco (non “di” Monaco), Cardiff City e Manchester City (club britannici che “città” l’hanno anche nel nome) ecc. che però non sono squadre di capitali europee, vorrei sapere: che nome portano le squadre di Vienna, Parigi, Varsavia, Praga, Mosca, Belgrado, Kiev, Zagabria, Berlino, Copenhagen e Bucarest? Ebbene: Austria Wien, Paris Saint Germain, Legia Warszawa, Dinamo Mosca (in cirillico), Sparta Praha, Stella Rossa Belgrado (senza “di”), Dinamo Kiev, Dinamo Zagabria, Herta Berliner (ovvero “berlinese”), Copenhagen FC e infine la triade Dinamo, Rapid e Steaua (di) Bucarest.
        Anche Amsterdam non fa eccezione visto che il nome completo dei lancieri è Amsterdamsche Football Club Ajax e che “Amsterdam” è scritto anche nello stemma.
        Inoltre il vero nome del Real è Real Madrid Club de Futbol e non Real Club di Madrid. La differenza, questo è vero, è sottile ma fondamentale. Tanto è vero che nello stemma la R di Real non c’è, mentre la M di Madrid si.

        • http://londonfootball.altervista.org Gianni

          E invece hai proprio confermato quello che ti ho detto. Ti chiedo scusa per l’errore sul Real, ma la sostanza non cambia. Nessuna squadra si chiama con il nome della capitale, ma il nome della città è apposizione geografica ad un’altra specificazione. Nessuno a parte la Roma ha mai inteso la sua squadra come totalità della capitale. E sappiamo le cause politiche che hanno portato a questa decisione (per la Roma). Le squadre non sono note come il Bucarest ma come Dinamo (Bucarest), non come il Praga ma come lo Sparta (Praga), come Atletico (Madrid) ecc. Per quanto riguarda il Copenaghen poi si parla di una società fondata nel 1992. Lo stesso Cardiff riporta la dicitura City che in Inghilterra ha la stessa valenza di un Real o di un Atletico.
          Non esistono l’As Parigi, l’As Londra, l’As Madrid.

        • rudiger

          Ma come “nessuno ha mai inteso la sua squadra come totalità della capitale”? Real Madrid vuol dire Madrid reale o reale Madrid: non Reale (sottinteso club) “di” Madrid; è “reale” l’attributo di Madrid non viceversa. Più affermazione di supremazia di così. E’ come se la Roma si chiamasse Roma Capitale o Roma Caput Mundi: sarebbe una denominazione più modesta solo perché alla parola “Roma” si accostano altre parole?
          E Paris Saint Germain? La fondazione è recente ma io contesto l’affermazione “nessuna squadra europea porta il nome della capitale perché le capitali rappresentano tutti”. Inoltre una delle due squadre della fusione si chiamava proprio Paris, senza altre aggiunte. E l’Austra Vienna? Qui si attribuisce alla squadra della capitale proprio quella rappresentanza nazionale che tu dici non essere mai stata pretesa da nessun club europeo: immagino le critiche (che giustificherei) se la Roma si chiamasse Roma Italia o Italia Roma.
          E l’Ajax e l’Hertha? Gli aggettivi berlinese e “amsterdamiano” (perdonate il neologismo) aggiungono, appunto, un carattere cittadino a due club che avrebbero un altro nome. L’Hertha poi è nato da una fusione negli anni 20 con un club che si chiamava Berliner, nato a sua volta dalla fusione di FINE OTTOCENTO di due club che si chiamavano entrambi, semplicemente Berlin. Aggiungo che il motto dell’Hertha Berlino è “Aus Berlin fur Berlin”, ovvero “Di (o da) Berlino per Berlino”. Mi pare abbastanza esplicito.
          Come fai a dire che “city” equivale a “atletico” o “sporting”? Quindi se l’as Roma si chiamasse “Roma città” o “Città di Roma” sarebbe meno pretestuosa?
          Faccio poi notare che alcuni club, che non hanno ufficialmente il nome della capitale, si sono affrettati ad attribuirselo, per consuetudine o addirittura scrivendolo nello stemma: ad esempio lo Sporting Lisbona e l’Athletic Bilbao (“capitale” dei Peasi Baschi).
          Il caso più eclatante contro la tesi mi sembra quello del Barcellona: si chiama proprio così, come la Roma, con l’aggiunta di Futbol Club come noi abbiamo Associazione Sportiva. E’ tra le squadre più forte della storia ma in questo polemica viene sempre “dimenticata”. Non è una capitale? Vallo a dire ai catalani.

        • Swan

          La dicitura City o Town in Inghilterra non ha la stessa valenza di Atletico, Dinamo o Real.
          Il Manchester City in italiano sarebbe il Città di Manchester, allo stesso modo l’US Città di Palermo, che per semplicità viene semplicemente chiamato Palermo, in Inghilterra sarebbe l’US Palermo City.
          Comunque sulla differenza tra calcio italiano ed europeo ha ragione Rudiger, in Italia con il fascismo si è cercato di creare dei singoli club a rappresentare le varie città come appunto dimostra la nascita della As Roma dalla fusione di piu’ club o nel fatto che la Us Milanese si unificò all’Inter a cui venne cambiato il nome in Ambrosiana.
          In Europa, specie nelle grandi città, i club in cui la gente si identificava erano espressione di quartieri, classi sociali o lavorative, nonché di forze armate come polizia o esercito nei paesi dell’Est.

        • Gianni

          Ok. Gran bel dibattito. Grazie per le informazioni ragazzi, è un piacere parlare così di calcio. A presto.

        • hangingjudge

          Ma solo a me viene in mente una spiegazione molto più “terra-terra”?? Cioè che Londra ha (e probabilmente aveva già all’epoca, a differenza di altre città) una dimensione metropolitana talmente accentuata che dire “di Londra” finisce per non identificare più nulla, per chi ci vive?

      • Stefano_Montero

        In realtà mi vengono in mente Real Mdrid, Atletico Madrid, Rapid Wien, PARIS S.Germain, Herta Berlin, Glasgow Rangers, Dynamo Kiev e la già citata Roma…

  • MARCO0890

    Ma tutte ste squadre e manco una che si chiama come la città bah!!??

  • Swan

    Il confronto tra Inghilterra ed Italia riguardo il merchandising delle maglie, organizzazione e disponibilità delle stesse e’ davvero impietoso. Londra è il top ma è così in tutto il paese. Idem a Dublino, club come Shamrock Rovers e St.Partick’s Athletics hanno il loro fan shop accanto allo stadio con orari da negozio.
    Inoltre, secondo me, anche il confronto tra maglie di club inglesi ed italiani è impari: alcune maglie della serie A sono da torneo tra pub, mentre si trovano maglie più pregevoli nella Blue Square Conference.

  • http://sampdoria.forumcommunity.net/ Blue-Ringed

    Londra? Non mi piace per niente, per questo tornerò ad Ottobre con le tasche piene per Lillywhites and Soccer Scene 😀 Purtroppo, cercavo maglie ”londinesi”, e tranne Chelsea ed Arsenal non c’era nulla, forse qualcosa del Tottenham, quindi comfermo l’articolo :(. La sorpesa più gradita è stata questa nel negozio Soccer Scene 😀

    http://i39.tinypic.com/9rk87a.jpg

  • Zaccaria Berri

    Complimenti ragazzi!Penso proprio che acquistero la maglia del Fulham.

  • squaccio

    Mi avete fatto venire una voglia matta di comprarmi qualche maglia….mannaggia a voi….
    complimenti per l’articolo !

  • verissimo

    non c’è bisogno di andare a londra per le maglie…..mercatino di roma la domenica…5 euro RIGOROSAMENTE FAC SIMIL e ve passa la paura

    • Pippo

      A Genova ancora meglio: c’è un tabacchino che vende maglie fac-simile di praticamente tutte le squadre del mondo(compreso il Sidney, il Baxi Pechino e il Cerezo Osaka) per altro spesso e volentieri anche taroccate bene …l’anno dell’ultimo scudetto del City ho tenuto appesa sul terrazzo tutta l’estate una maglia di Agüero presa lì che non aveva nulla da invidiare a quella ufficiale(per quanto riguarda l’aspetto per lo meno, la vestibilità insomma)

    • Renne

      qui si parla di maglie e calcio inglese, la robetta falsa non sanno neanche cosa sia, altro mondo…..siamo i soliti italianotti

      • Alvise

        guarda che era ironico il suo commento -.-“

        • verissimo

          si scherzava un po…ma in tempo di crisi….

        • Pippo

          noi si scherzava, anche se la storia della maglia di Aguero è vera: eh sì che vado ad appendere sul terrazzo l’originale tre mesi…

  • LM

    Davvero un bel articolo, quando sono andato a Londra ho fatto in tempo solo a prendere la maglia del Chelsea, e conoscevo solo squadre tipo Arsenal, West Ham, Spurs, Fulham e Charlton, ignorando totalmente la presenza di altre squadre. Comunque la prossima volta che ci andrò vedrò di dare uno sguardo più approfondito.

  • LORENZO 70

    cari rudiger e gianni,
    secondo me avete un po’ ragione tutti e due.
    poi, ogni paese e’ fatto a modo suo: platini quando giocava in italia notava che, a parte parigi, con i suoi matra racing e psg, in francia non ci fossero derby e, a differenza dell’italia, le squadre fossero identificate con il nome della citta’, dato che ce n’era solo una ad alto livello.
    aggiungo solo, ma non e’ una denominazione ufficiale, che in spagna non c’e’ il “real” (casomai c’e’ “la reala”, a s. sebastian), ma solo “El Madrid”.
    ci dimentichiamo sempre della grecia: la prima grande squadra che nacque ad atene fu la squadra “di tutti gli ateniesi”. poi vennero le altre, tra la capitale e il suo porto (che tra l’altro ne ha due, ma nessuna si chiama “pireo”).
    per concludere, ritorno al punto di partenza: mi sembra che sia vero un po’ tutto e il contrario di tutto quello che e’ stato detto, peraltro in modo interessante.

    • rudiger

      Ah già, il Panathinaikos. Avevo pensato ad Atene ma non avevo “tradotto” il nome del club.
      Ai club di capitali “pentiti” di non aver scelto il nome della città si può aggiungere il Monaco: si chiamerebbe Association Sportve “de” Monaco ma, come si vede dal nuovo stemma analizzato nell’articolo di PM l’acronimo ha lasciato spazio al nome della capitale del principato.

    • LORENZO 70

      p.s. per confondere un po’ di piu’ le idee, tra le cinque grandi del calcio ellenico, ce ne sono due che si chiamano “costantinopoli”, e non ditemi che il nome e’ all’interno di una sigla, perché lo e’ anche psg.
      Non sono d’accordo invece sulle ambizioni panaustriache della squadra viennese: in latino, “austria” e “borussia” in germania erano nomi abbastanza diffusi nei circoli ginnici e sportivi dei due paesi germanici a cavallo tra XIX e XX secolo.

  • ste2479

    ricordo ancora quando andai in gita in 3° superiore a Londra (1996) e feci incetta di magliette in quel grande negozio sportivo a piccadilly circus.
    Era fine maggio e c’erano sconti incredibili (una maglia costava 15-20 sterline)
    presi le maglie del manchester united, chelsea, newcastle, arsenal, liverpool, rangers e celtic.