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Oggi per il Venerdì Vintage ci occupiamo di due maglie straordinarie, indossate da una giovane e splendida nazionale, protagonista di una cavalcata forse irripetibile: la Croazia del Mondiale di Francia ’98.

Maglie Croazia mondiali 1998

Boban, Suker, Prosinecki, Jarni, Stanic, Asanovic. Sono solo alcuni dei nomi di una generazione d’oro che ha portato una piccola nazione, uscita da pochissimi anni dal dramma di una guerra civile, a sfiorare il tetto il mondo. Massima espressione nata dalla disgregazione della Jugoslavia, all’epoca calcisticamente detta il “Brasile d’Europa”.

La formazione della Croazia a Francia 1998
La Croazia, già normalmente caratterizzata da una maglia unica, si presentò al suo primo mondiale con una casacca prodotta dalla trevigiana Lotto che è considerabile tuttora la più rivoluzionaria nei 25 anni di storia (moderna) di questa nazionale.

I caratteristici scacchi biancorossi non erano disposti su tutta la maglia come da tradizione, ma si distendevano principalmente sul lato destro, in una versione dinamica, come un drappo al vento con tanto di effetto tridimensionale apportato dall’ombra grigia dei quadrati rossi. Ad arricchire il tutto c’erano i fregi tricolore del colletto (sia sul bavero che sulla V) e dei bordi manica.

Maglia Croazia 1998 mondiali Lotto

Suker con la maglia della Croazia nel 1998

La prima divisa venne indossata in tutte le tre le partite del girone H, dove la Croazia era stata sorteggiata con Giamaica, Giappone e Argentina: senza dubbio il gruppo più estroso del Mondiale dal punto di vista delle divise.

Come pronosticabile arrivò una sconfitta contro l’Argentina, preceduta da due vittorie contro le altre due nazionali meno quotate, anch’esse esordienti in una fase finale di un Mondiale. Dunque la Croazia passò come seconda classificata e trovò agli ottavi di finale la Romania che nel suo gruppo era riuscita a mettersi alle spalle l’Inghilterra.

Divisa Croazia girone Mondiali 1998

E proprio contro i romeni fece il suo esordio nella competizione la seconda maglia, altra perla confezionata dalla Lotto. Blu con un elaborato colletto a polo e bordi manica tutti decorati dal tricolore croato. Le tinte della bandiera le ritroviamo anche a delimitare gli ampi inserti a scacchi biancorossi che coprono la parte inferiore delle maniche ed i fianchi. Come sulla prima maglia, lettering Lotto e stemma erano posizionati al centro.

Maglia away Croazia Lotto 1998

Con questa maglia arrivarono solo vittorie: prima l’1-0 firmato da un rigore di Suker contro la Romania, e poi il roboante 3-0 con cui i croati umiliarono la Germania campione d’Europa nei quarti di finale. Furono Jarni, Vlaovic e Suker a firmare la storica impresa e a portare gli uomini di Blazevic a disputare la storica semifinale dello Stade de France contro i padroni di casa.

Suker con la seconda maglia della Croazia nel 1998

In quel caso la Croazia tornò ad indossare la prima divisa e per un minuto riuscì ad assaporare l’emozione di essere virtualmente in finale: al 46′ il solito Suker portò avanti i suoi gelando Saint-Denis. Brivido durato solo un minuto, quanto bastò a Thuram per segnare il gol del pareggio, bissato poi al 70′, per una doppietta che appartiene al mondo dell’imponderabile.

Thuram doppietta alla Croazia

Lilian Thuram: 142 presenze con la maglia della Francia e 2 gol: alla Croazia in un tempo

Il sorriso tornò sui volti della nazionale balcanica al Parco dei Principi, per la finale di consolazione vinta per 2-1 contro l’Olanda, con gol di Prosinecki e Suker, quest’ultimo capocannoniere di Francia ’98 con 6 reti. La maglia blu concluse il suo mondiale con 3 vittorie su 3.

Esultanza Croazia per il terzo posto a Francia 98

Suker esulta per la sua Croazia

Maglie indissolubilmente legate ad un mese magico. Voi come le giudicate?

Photocredit parziale: classicfootballshirts.co.uk

  • pongolein

    Forse le maglie lotto più belle ed iconiche di sempre.
    Ricordo quel mondiale con nostalgia per un calcio molto diverso da quello di oggi, e ricordo benissimo la cavalcata di questa nazionale. Erano gli anni della polveriera dei balcani, delle sanguinose separazioni degli stati dell’ex jugoslavia e della prima partecipazione ai mondiali di questa neonata nazione, da sempre fortemente identitaria ma legata per motivi politici alla repubblica jugoslava.

    Fra le nazionali balcaniche la croazia è da sempre quella più ricca di talento, piedi buoni e fantasia, un giusto mix fra l’istrionismo della cultura italiana, l’influenza mediterranea ma anche la disciplina e il rigore ex sovietico. Boban fu emblema di quella generazione, che vide diversi protagonisti, fra cui l’ex real davor suker (a mio avviso più forte di mijatovic) e tanti altri che contribuirono anche a fare grande il nostro calcio (boksic evocherà felici ricordi agli amici laziali).

    La maglia incarna in pieno lo stile dei 90′ ma mantiene un immutabile modernità dovuta al fatto che l’elemento caratteristico, ovvero i riquadri, continuano a fare una bellissima figura sulla casacca croata e anche l’abbinamento col blu continua ad essere vincente.

    Ci sono maglie che non dico che hanno fatto la storia, ma maglie che semplicemente sono storia: questa è una di quelle.

    • Maulet

      “Fra le nazionali balcaniche la croazia è da sempre quella più ricca di talento, piedi buoni e fantasia, un giusto mix fra l’istrionismo della cultura italiana, l’influenza mediterranea ma anche la disciplina e il rigore ex sovietico.”

      Dissento in alcuni punti.

      1) Parlando di talento puro, credo che i vicini serbi possano giustamente protestare riguardo a quest’affermazione perche’ negli anni hanno prodotto giocatori estrosi tanto quanto quelli croati (Džajić, Stojković, Savićević, Mihajlović, Stanković…). Direi che si puo’ parlare di sostanziale pareggio.

      2) Il posizionamento culturale fra Italia e vecchia URSS mi ha fatto sorridere. Disciplina “sovietica”?! Ma quando mai. Se c’e’ una cosa che da sempre caratterizza i calciatori dei Balcani e’ proprio la mancanza di rigore e continuita’, si tratta di una mentalita’ che da sempre affida tutto all’ispirazione momentanea, in netta contrapposizione con le ferree discipline presenti magari negli ambiti sportivi dei paesi ex Patto di Varsavia.

      • pongolein

        Confermo tutto, croazia più forte della serbia (nonostante siano usciti calciatori fortissimi anche da quest’ultima), lo dicono anche i risultati che ottengono le due nazionali e il ranking, che dei risultati è frutto.
        Sul secondo aspetto probabilmente mi sono espresso male, volevo enfatizzare il profondo senso tattico degli ex jugoslavi in generale. Pur apprezzando il virtuosismo e sfornando elementi di classe raffinata, sono anche maestri di tattica.
        Ammetto di aver usato una terminologia forse astrusa ma il concetto che voglio esprimere rimane: culturalmente la polveriera dei balcani ha subito influenze che la collocano in una via di mezzo fra la mitteleuropa (soprattutto la croazia) e l’est. E lo sport non è esente da queste influenze. Anche nella pallacanestro la Croazia, sin dagli albori dell’indipendenza (92) si dimostrò come una delle nazionali più forti del pianeta, venendo sconfitta nella rassegna olimpica in finale solo dal dream team, la squadra più forte di tutti i tempi. Ebbene i giocatori avevano un impostazione ex urss, pratica dei fondamentali straordinaria, abilità alle quali si affiancava un talento puro che al di qua dell’oceano era sconosciuto ai più. Ovviamente la jugoslavia era uno squadrone prima della divisione, visto che si affermò sia al mondiale che all’europeo…

        La prossima volta che un affermazione ti fa sorridere, chiedi al tuo interlocutore di spiegarla meglio =)

        • Maulet

          Avevo colto subito il senso del discorso, non c’era bisogno che ti spiegassi. Non per romperti le scatole, ma mi sfuggono quei parametri oggettivi (a parte un discutibile ranking) secondo cui ci sarebbe tutta questa differenza fra croati e serbi nel calcio. Ossia, la differenza forse e’ presente oggi a livello di nazionale (i serbi mancano di spirito di squadra nonostante abbiano elementi validissimi tipo Ivanović, Kolarov, Tadić…), ma fino alla dissoluzione della Jugoslavia i calciatori serbi erano quantomeno alla pari di quelli croati per talento e successi. Anzi, per certi versi li superavano (basta andare a vedere l’albo d’oro, Stella Rossa campione d’Europa 1991, primato di scudetti nell’ex YU). Pure quella Croazia bronzea del 1998 era zeppa di ex campioni del mondo juniores (Cile 1987). Mi pare quindi azzardato utilizzare quel “da sempre piu’ ricca di talento” anche perche’ la storia e’ fatta di alti e bassi.

          Sul secondo punto sono in totale disaccordo perche’ se c’e’ una cosa su cui gli sportivi ex jugoslavi non avevano era proprio l’impostazione ferrea dell’Urss. Basta vedere una partita a caso fra le due nazionali per rendersi conto che erano due mondi agli antipodi, con i sovietici che puntavano sull’organizzazione dura e pura e gli jugoslavi che avevano abilita’ e coordinazioni innate da sfruttare. C’e’ anche un libro di Sergio Tavčar che descrive alla perfezione le varie mentalita’ balcaniche. E ricordo molto bene quell’argento dorato di Barcelona ’92, il canto del cigno di Petrović.

  • Niccolò Mailli

    Anche per me questa rimane una delle maglie più iconiche della storia dei mondiali. L’idea della maglia blu con inserti a scacchi se non sbaglio è stata inventata proprio da Lotto e ripresa poi da Nike.

  • Daniele Costantini

    Come chi mi ha preceduto, anche per me la home della Croazia a France ’98 è indubbiamente tra le maglie-simbolo degli anni ’90. Una divisa che, più di tante altre, racchiude nella sua scaccatura anche i segni della Storia con la ‘S’ maiuscola.

    Una Nazionale, quella croata, che meglio dei suoi tanti cugini è riuscita a portare avanti l’eredità – beninteso, ‘calcisticamente’ parlando – della Jugoslavia che fu. D’altro canto, fu proprio a opera del calcio la miccia che fece esplodere la polveriera slava, già in tumulto dalla morte di Tito nell’80, ma definitivamente deflagrata dopo quel drammatico Dinamo Zagabria-Stella Rossa Belgrado del ’90 – e dove proprio il futuro capitano dei croati ai mondiali francesi, un ancora poco più che ventenne Boban, col suo ‘storico’ calcio a un poliziotto jugoslavo (che stava vessando un inerme tifoso) scagliò forse anche il calcio che frantumò per sempre i Balcani. Una storia difficile da riassumere in poche righe, magari ne riparleremo in futuro…

    Tornando a parlar di maglie, la home la trovo, a distanza di oltre quindici anni, ancora attuale, ancora stupenda. Più di tutte quelle che la precedettero o la seguirono, questo modello calamitò per sempre la mia attenzione soprattutto grazie a quella dinamica scaccatura, che pare garrire fieramente al vento come fosse una bandiera: una vera maglia “nazionale” 😉

    La away fu altrettanto ben fatta, ma non mi provoca le stesse, forti, emozioni. Una buona divisa , ma niente di più. Forse anche perchè, stilisticamente, pare quasi ricordare la casacca blu della vecchia ‘Yugo’.

  • vittorio

    La prima divisa a suo modo seguiva un’idea anche se non del tutto riuscita l’ombra grigia sugli scacchetti rossi aveva un certo fascino oltre all’effetto bandiera svolazzante. La seconda assomigliava più a una grafica da Tour de France….insomma molto forzata e poco elegante. Certo non erano tempi in cui la fantasia avesse freni quindi forse giudicandola con il metro di allora aveva una sua coerenza cogli occhi di oggi risulta pacchiana.

  • MOSCA

    Mi unisco al codazzo degli amici qui sopra, e concordo con Daniele, soprattutto mi complimento sinceramente con lui per il bellissimo commento.

    La maglia era un vero vessillo.

    A prima vista poteva apparire non dissimile da una certa fantasia stile 90, a me ad esempio ricordava, alla larga, la terza del Napoli umbro, ma appunto qui la componente di suggestione era forte e la maglia diventava bandiera.
    L’away era più “leggera”

    Template catartico.

    • elkunazzurro

      Posso sapere a quale maglia umbro del Napoli ti riferisci?
      Da tifoso sono curioso, visto che trovo questa maglia croata stupenda.

      • MOSCA

        Mah, come ho scritto “alla larga”, perchè nella stagione 91-92 la terza del Napoli-Umbro-Voiello, fantastica third rossa, c’era uan fantasia a scacchi che partiva dalla manica e “sfaniva” appena subito sulle spalle.

        Aggiungo un’altra terza maglia, che ho in collezione, la gialla Inter-Umbro-Fitgar stesso anno, anche li ed ancor meglio, si generava quella fantasia simile alla maglia Croata.

        La premessa di una parentela lontana è ovvia, tanto perchè poi il disegno è comunque un altro ed anche per la valenza più iconica della nazionale.
        Tuttavia, soffermandomi unicamente sul lato estetico mi parevano maglie in linea con le fantasie dei 90.

  • Gianluca

    Questa maglia mi fa commuovere. Ricordo tutte le partite della Croazia del ’98 e anche dov’ero. Una maglia fantastica e un bellissimo mondiale, il più bello che abbia visto insieme a Germania ’06. Ho ancora la tuta d’allenamento della Croazia di quell’anno…

  • nevskji

    era un altro calcio, erano altre maglie, e io avevo 20 anni.

  • Arfonso

    Di quel mondiale ricordo più le strepitose divise Kappa di Giamaica ( in una foto compare il kit capolavoro ) e Sudafrica, uniche per colori e template.Sulle maglie della Croazia, ritengo che la prima più riuscita sia quella di Euro ’96, mentre la seconda più bella sia la Nike 2006

  • Swan

    La peggior maglia della Croazia in assoluto, distorcere la squadratura degli scacchi e relegarli ad occupare solo parte della maglia fu, secondo me, una pessima idea.
    Decisamente meglio la away, tranne che per il font tridimensionale anni 80.

  • Tony

    Per me e’ stata una maglia iconica non solo della Croazia, ma del Mondiale del 98. L’effetto da ‘drappo al vento’ era per me un’ottima idea: se il concetto di maglia della nazionale croata e’ solo quella di rappresentare la “Šahovnica”, cosa c’e’ di sbagliato nel raffigurarla in maniera un po’ originale?
    Mi piaceva anche il sofisticato colletto, usato inizialmente dalla Nike per alcuni suoi modelli nel 1996 (vedi Arsenal o PSV), che dava un tocco aggiuntivo di modernita’ e di coolness.
    Il pattern di bandiera in movimento fu poi ripreso (per non dire copiato) dalla John Smith, brand sportivo dall’origine oscura, per la maglia del centenario dell’Espanyol nel 2000.

  • Eugenio

    è stato detto tutto, non posso far altro che sottoscrivere a pieno: maglie bellissime e iconiche per la storia di Francia ’98 ( in cui di belle maglie ne abbiamo viste tante ) e non solo.. Bellissimo. Se proprio devo trovare un difetto ( che poi non sono proprio difetti ) direi gli stemmi in serigrafia della seconda e l’effetto 3d della prima.

  • Baracca

    Alcune delle divise di Francia ’98 rimarranno per sempre iconiche oer le nazionali che le hanno indossate, questa della Croazia in particolare, ma mi vengono in mente quelle di Francia e Brasile, e anche quella dell’Italia nella sua semplicità forse eccessiva è (per me) migliore delle ultime pacchiane proposte della Puma.

    • Tony

      A fare del Mondiale 98 un evento speciale dal punto di vista dei kit sono state le maglie prodotte dai cosiddetti brands ‘secondari’: alle maglie Lotto della Croazia si aggiungevano quelle azteche dell’ABA per il Messico, quelle superfantasiose di Kappa per la Jamaica o il Sud Africa, la maglia Asics con le fiammelle per il Giappone. Non dimentichiamo le maglie Umbro della Scozia e dell’Inghilterra, all’epoca caratterizzate da un design classico e molto ricco nei dettagli. Le maglie della Tunisia (Lotto), quelle dell’Arabia Saudita (Shamel), quelle del Belgio (Diadora) o quelle della Danimarca (Hummel) magari non avevano un design originale e ricercato, potevano piacere o non piacere, pero’ aggiungevano diversità’, cosa oggi sempre più’ rara in questo tipo di competizioni.

  • squaccio

    Stupende.

  • adb95

    Signore e signori le maglie della Jamaica… Wow.

  • Andrea Rock

    E’ incredibile come negli anni invece di progredire si siano fatti passi indietro riuscendo addirittura a stravolgere le tradizioni invece di preservarle gelosamente e metterle in risalto.
    La personalità è andata a farsi benedire per fare largo alla banalità e alla globalizzazione delle maglie,questo in generale perchè qualcosa di buono cè ancora.
    Per quanto riguarda Lotto è palese il salto di qualità all’indietro che è stato fatto negli anni. Questa maglia Croata è un icona nazionale un capolavoro di modernità e tradizione oggi in un mondo di ciechi anche un orbo è un Re. basterebbe poco per smuovere le passioni delle persone

  • Maulet

    Maglie irripetibili, talenti irripetibili (non me ne vogliano Modrić, Rakitić & co., ma quella squadra e’ superiore alla Croazia odierna). Un bronzo col sapore dell’oro. Il fatto che tantissimi non croati siano rimasti legati all’impresa di Francia ’98 dice tutto sull’impronta lasciata dai “vatreni”.

    La prima maglia e’ stata innovativa per l’epoca, un gioco ottico originale e gradevole, una spanna meglio della seconda divisa, piu’ classica. Concordo con chi sostiene che il calcio moderno abbia appiattito la personalita’ delle divise, che sono inutilmente troppe e poco riconoscibili.

  • ciobi1984

    Tanta roba. E che squadra, quella Croazia. La prima maglia fu indubbiamente una grande trovata, perchè era molto difficile andare oltre al bel lavoro fatto per quella che fu (di fatto) la prima home della Croazia (cioè quella utilizzata dalle qualificazioni a Euro ’96, quindi dal 1994). Mai più raggiunti quei livelli di stile e design. Vedendo oggi la away, effettivamente era molto “geometrica” e mi appare meno d’impatto rispetto a come me la ricordavo, ma resta una gran maglia. Quel mondiale per le divise fu very cool, tranne che per quelle dell’Italia (la più brutta proposta da Nike, forse migliore solo di quella obbrobriosa delle qualificazioni a Euro ’96 con lo stemma rotondo tono su tono al centro della maglia) e quelle della Germania. E questo lavoro di Lotto fu semplicemente favoloso. Anche se il top di quella rassegna fu la away del Brasile, un inno alla sobrietà, all’eleganza e alla storia.

    • Roberto 85

      Pensa che a me quelle dell’Italia non dispiacevano affatto, le trovavo estremamente pulite ed il blu elettrico della home lo gradivo particolarmente! Ricordo che invece non apprezzai più di tanto quelle della Germania (dopo i capolavori dei Mondiali ’90 e ’94, Adidas non poteva che fare peggio). Menzione speciale poi per la divisa della Giamaica, che pure all’epoca non avevo accolto con grande simpatia perchè aveva eliminato la “mia” Costa Rica dal girone di qualificazione nord-centroamericano! 😀 Quanti ricordi

  • http://www.liberopensiero.eu Simone

    Bellissime, sregolate, iconiche e al contempo tradizionali.
    Quante partite a Virtua Striker 2 con la Croazia anche per poter usare queste maglie…

  • jc

    Tra Giappone, Giamaica e Croazia questo girone aveva le maglie più incredibili di quel mondiale e non solo. Oltre a queste ricordo la maglia pazzesca del Messico, una maglia che mi è rimasta impressa come poche altre, forse anche per la presenza di personaggi fuori dalle righe come Hernandez, Blanco e Campos.

    I mondiali americani del ’94 avevano forse le maglie più eccentriche in assoluto, ma in quelli del ’98 c’era un equilibrio tra originalità, esuberanza, classe e design che nessun mondiale ha mai più raggiunto.

    4 anni dopo, in Giappone e Corea, era già iniziata l’era dei template, e infatti i due mondiali successivi (2002 e 2006) sono forse i più noiosi di sempre a livello di maglie (tantissime maglie adidas e nike, e tutte uguali tra di loro)

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    USA ’94 e Francia ’98, i miei due mondiali preferiti, forse perché quelli più legati alla mia infanzia. Che giocatori, che divise, che colori.
    Questa maglia della Croazia è molto moderna e di rottura con la tradizione croata, ma che gran casacca; anzi che gran casacche, perché pure la away era notevole. L’abbinamento cromatico di bianco, rosso e blu gioca nettamente a favore per la nazionale che fu di Boban, Suker & Co., ma Lotto realizzò davvero due divise straordinarie. Gli scacchi sulla maglia home a mo’ di bandiera sventolante sono uno spettacolo. Mi piacerebbe un domani vedere riproposta, o almeno ripresa, questa maglia.