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C’è voglia di riscoprire il passato, quest’anno, a Perugia. Un passato che rivive addosso ai grifoni dei nostri tempi, e che da oggi ha anche una casa dove mostrarsi fieramente, dove custodire una piccola storia di provincia che dopo oltre un secolo, nel suo piccolo, appassiona ancora come il primo giorno.

Lo scorso 7 luglio è stata doppiamente speciale, per il popolo biancorosso. La sera del debutto delle nuove corazze perugine, la ciliegina sulla torta di una giornata che ha dato a una squadra la sua casa, il suo fortino, il suo museo. Stanze ricolme di storia, campioni e ricordi… e anche gloriose maglie, sia chiaro!

Presentazione maglie Perugia 2016-2017

Massimiliano Santopadre (Perugia + Frankie Garage) presenta le divise biancorosse 2016-2017 davanti al nuovo museo societario

E come un ideale passaggio di consegne tra passato e futuro, le casacche di Curi, Ravanelli, Negri e Materazzi hanno alfine lasciato il passo alle loro eredi, desiderose più che mai di tornare a far fremere un’intera città.

Una voglia che, probabimente, si è in qualche modo riflessa anche sulla stagione attuale, sfociando in maglie dal marcato sapore vintage, che abbandonano la modernità vista nell’ultimo campionato per andare a omaggiare un passato ormai lontano, ma tuttora nitido nelle menti dei grifoni di tutte le età.

Inaugurazione Museo Perugia, 2016

Una delle sale del museo biancorosso

E quando si parla di un glorioso passato a tinte biancorosse, i ricordi non possono che andare alla squadra dei miracoli, a quel forse irripetibile gruppo capace di portare a fine anni 70 la provincia perugina, la provincia del calcio, a un passo dal sogno tricolore. “Il” momento del Perugia per eccellenza, insomma, che forse proprio per questo è stato scelto quale riferimento nella realizzazione delle divise 2016-2017.

Questa stagione vedrà infatti i grifoni scendere in campo con un grande omaggio — sponsor esclusi, of course — a quella vecchia maglia indossata da Novellino e compagni quarant’anni fa. Una casacca che già mostrava il template perugino per antonomasia del periodo, ma che al contempo si distinse da tutte le altre mute della storia biancorossa per un dettaglio decisamente e fortemente originale.

Una maglia che viene dal passato

Massimiliano Santopadre, nell’ormai consueta doppia veste di patron del Perugia e proprietario dello sponsor tecnico FG Sport, anche quest’anno ha voluto rimarcare l’aver fatto tesoro degli errori del passato, dando quasi l’idea della maglia biancorossa come di una reliquia dei tempi moderni, per chi la venera ogni sette giorni, e approcciandosi quindi a essa con molta cautela, facendo attenzione a «quello che va conservato e quello che può essere cambiato».

In tal senso, nulla manda in brodo di giuggiole il tifo perugino più di una casacca rossa con colletto e bordini bianchi, a loro volta ornati da sottili striscioline rosse che hanno fatto letteralmente epoca.

Maglia Perugia 1976-1977, Pierluigi Frosio

Pierluigi Frosio, capitano del Perugia dei Miracoli, con la maglia della stagione 1976-1977: questa recava per la prima volta le caratteristiche striscioline su colletto e bordini, assieme al debutto del grifone colorato

La maglia del Perugia dei Miracoli per antonomasia, nei decenni seguenti tante volte rispolverata in occasioni speciali, e da tanti ancora oggi rimpianta. Una maglia, personalmente, fin troppo abusata dalla rifondazione societaria del 2010… ma tant’é, finora il pubblico biancorosso non sembra tradire crisi di rigetto.

Il campionato 1976-1977 fu forse quello in cui si capì davvero, che quella cenerentola di provincia (appena alla sua seconda esperienza in massima serie) poteva andare ben al di là di una semplice salvezza. Un sorprendente sesto posto porrà di fatto le basi per quella imbattibile squadra che un paio d’anni dopo, pur senza trofei da sollevare, riuscirà ugualmente a ritagliarsi un piccolo spazio nella storia del nostro calcio.

Perugia 1976-1977 formazione

La squadra umbra nel precampionato dell’estate 1976: il grifone colorato, introdotto in quelle settimane, era inizialmente posizionato sulla manica destra

Una stagione che si rivelerà importante anche sul versante stilistico, poiché fu proprio questa a portare al debutto la divisa che consacrerà la banda di Ilario Castagner. Dopo tanti anni contrassegnati da una semplice maglietta rossa — talvolta perfino priva di qualsivoglia stemma —, l’estate del 1976 vide finalmente l’arrivo della casacca che ancora oggi, dopo quattro decenni, tutti conosciamo.

Una maglia rosso fuoco, nuova e d’impatto, più che azzeccata per una squadra che appariva davvero, in quello scorcio finale di anni 70, di anni totali, come un qualcosa di profondamente moderno.

Prima maglia Perugia 2016-2017

Una divisa che rivede oggi la luce dopo quarant’anni, per celebrare da una parte la nuova casa della storia biancorossa, e per ricordare dall’altra uno dei grifoni che più la onorò, Antonio “Tigre” Ceccarini, andatonese via per sempre proprio un anno fa.

Maglia Perugia 2016-2017 home FG Sport

Photocredit: LaPresse / Roberto Settonce

E dopo quattro decenni rivede soprattutto la luce un fugace dettaglio, presto dimenticato e oggi riscoperto, legato all’indissolubile simbolo del Perugia e di tutta Perugia, che nell’occasione finì forse inconsapevole ostaggio della deriva psichedelico-cromatica di un’epoca rimasta, nel bene e nel male, davvero unica.

Quel simbolo era il «grifon che rampa in cor […] col rostro e con l’artiglio», per dirla nelle parole di D’Annunzio, che nell’estate del 1976 tornò finalmente protagonista sopra le casacche biancorosse dopo alcuni, forse troppi anni di assenza. Una creatura che rispetto ai decenni passati, si era liberata del suo scudo per andare a graffiare sopra la seconda pelle di un’intera città; e soprattutto, come peraltro stava accadendo anche alla tivù italiana, per la prima volta il grifone passava al colore, assumendo dei tratti (a mio avviso) quasi fumettistici.

Perugia, Divisa Home FG Sport 2016-2017, Matteo Brighi

Photocredit: LaPresse / Giuseppe Melone

Ed è ciò quel che torna ad accadere sopra la maglia perugina della stagione 2016-2017, con un grifone a farla da padrone sopra al cuore della squadra, con la sola novità dell’essere ora cinto dall’iscrizione «Perugia». Per il resto, la maglia non si discosta dalla tradizione biancorossa, arricchita unicamente da colletto e bordini a contrasto.

Rispetto a quarant’anni fa, oggi sul petto di Rolando Bianchi e compagni fanno inevitabilmente bella mostra vari sponsor: ciò nonostante (e come già accaduto con i grifoni nelle stagioni passate), a differenza della maggior parte dei rivali anche quest’anno FG Sport rifugge da antiestetiche e variopinte patch, inserendo in negativo tutti i vari marchi commerciali.

Font Perugia 2016-2017, Ricci 8

Una scelta che, nonostante la mole di pubblicità comunque presente, permette di ridurne drasticamente l’impatto visivo mantenendo così l’idea di una maglia davvero bianca e rossa. La medesima sensazione si ha volgendo lo sguardo alla schiena, dove sopra al terzo e ultimo sponsor anch’esso virato in negativo, ritroviamo quel semplice e lineare font fin qui sempre usato dagli umbri sotto l’era di Frankie Garage.

Come piccola e discreta personalizzazione, dietro al colletto troviamo inoltre la denominazione societaria «A.C. Perugia», a differenza del passato stavolta solo embossata. Semplicità assoluta per il resto della divisa. In controtendenza rispetto al recente passato, i pantaloncini paiono abbracciare quest’anno un deciso minimalismo, rivelandosi completamente bianchi eccetto per il succitato e storico grifone in color.

Perugia, Divisa Home FG Sport 2016-2017, Rolando Bianchi, Pantaloncini Rossi

La divisa perugina in versione all red

È ovviamente disponibile anche la variante cromatica inversa, per un look total red che già in questo inizio di stagione abbiamo più volte avuto modo di ammirare allo stadio Curi — come forse non accadeva dagli anni 90, quando le mode del tempo fecero sì che il Perugia ogni domenica andasse a colorarsi completamente di rosso. Si spulcia invece in magazzino per i calzettoni, che sembrano essere proprio quelli già utilizzati negli scorsi campionati, rossi con fascia a contrasto all’altezza dell’elastico.

Seconda maglia Perugia 2016-2017

Quanto al resto della collezione dei grifoni, non c’è molto altro da dire. Com’è prassi, la seconda divisa è l’esatto opposto di quella casalinga: maglia e calzettoni bianchi, spezzati da pantaloncini rossi, colore quest’ultimo a cui si attinge pure per bordini e personalizzazioni varie; rispetto alla home, va inoltre fatta presente per la away l’apposizione dei vari sponsor con i rispettivi colori aziendali.

Seconda maglia Perugia 2016-2017 bianca

Terza maglia Perugia 2016-2017

Il medesimo template viene riservato da FG Sport anche alla terza divisa degli umbri, nera con bordini biancorossi. Forse proprio quest’ultima uniforme, personalmente, è quella che lascia un certo amaro in bocca: non per il suo design, quanto per l’ennesima riproposizione di una third perugina color nero, ormai quasi una costante nell’ultimo ventennio…

Essendo tantopiù alle prese con un brand quale Frankie Garage, salito alla ribalta (anche) grazie a un approccio stilistico fuori dagli schemi, almeno su di una terza divisa mi sarei aspettato un guizzo in più, una voglia di sperimentare che sarebbe stata il perfetto contraltare, a quella tradizione appannaggio delle prime due casacche.

Terza maglia Perugia nera 2016-2017

Per un club quale il Perugia, che in tal senso può vantare più di altri una discreta tradizione in fatto di maglie e soprattutto originalità — Galex insegna —, credo sia quasi delittuoso non sfruttare un simile patrimonio, non ripercorrere almeno su di una third una simile strada.

Maglia portiere Perugia 2016-2017

Fatto sta che il medesimo template fin qui analizzato, FG Sport lo riserva anche ai portieri biancorossi. Alla presentazione ufficiale della squadra, Antonio Rosati ha vestito una divisa tutto sommato nel solco della tradizione, un all black innovato unicamente da dettagli giallo fluo, soprattutto per quanto concerne i calzettoni.

Perugia, Maglia Portiere FG Sport 2016-2017, Antonio Rosati

Tuttavia per gli estremi difensori perugini c’è indubbiamente più scelta nell’armadietto, rispetto ai loro compagni di squadra, avendo Frankie Garage approntato ben altre quattro varianti cromatiche: da un sobrio grigio, a un acceso — e quasi “storico” sul manto del Curi — arancione, entrambi accompagnati a bordini biancoblù; da un solare giallo con dettagli neri, a un elegante blu navy.

Perugia, Maglie Portieri FG Sport 2016-2017

Ciò senza precludere agli estremi difensori dei grifoni, la possibilità di indossare all’occorrenza anche le normali divise di movimento. Insomma un template, quello della stagione 1976-1977, con cui FG Sport ha voluto ammantare l’intera collezione 2016-2017 del Perugia… forse anche troppo! Divise che, alla luce di quanto scritto, finiscono inevitabilmente per prestare il fianco ai più disparati giudizi.

Formazione Perugia 2016-2017 schierata

Da una parte le ragioni del cuore, che non possono che avallare un simile ritorno a un glorioso passato. Dall’altra l’inevitabile voglia di novità insita in tanti “magliofili”, che esce obiettivamente sacrificata dinanzi all’odierna collezione degli umbri. Per quest’anno in quel di Perugia, forse anche per l’arrivo di una casa dove finalmente custodire la propria centenaria epopea, si è puntato tutto sulla tradizione, sul ricordo, sulla celebrazione: al merchandising il giudizio finale, al campo il compito di trasformare la storia in nuove vittorie.

Vi piace il look vintage di FG Sport per il Perugia 2016-2017?

Photocredit: Fabrizio Troccoli – Settoncephotoagency.com

  • Angelo Di Bello

    Le maglie funzionano, il richiamo non è campato all’aria, fedele e esteticamente positivo.

    Curioso come lo stile di colletto e bordomanica sia non solo vintage, ma anche moderno. Ma l’insieme delle divise è giusto perché c’è un elemento che ti fa capire inequivocabilmente che si tratta di un tributo al passato: il Grifone in quel suo particolare stile.

    Insomma bel lavoro FG.

  • Luca_M

    ottime divise, compliment vivissimi a FG e al perugia, un 10 strameritato.

  • Gabriele Pierini

    “l’aver fatto tesoro degli errori del passato, dando quasi l’idea della maglia biancorossa come di una reliquia dei tempi moderni, per chi la venera ogni sette giorni, e approcciandosi quindi a essa con molta cautela, facendo attenzione a quello che va conservato e quello che può essere cambiato”

    Così dovrebbe sempre essere una maglia da calcio. 10/10

  • Magliomane

    Richiamo ottimamente riuscito.
    Se proprio dobbiamo trovargli un difetto, direi che il main sponsor io l’avrei messo un po’ più in alto ed avrei scelto un font migliore per i numeri, ma stiamo parlando di dettagli secondari, il lavoro nel complesso è stra-promosso.
    Voto 8

  • Vittorio

    Da ragazzino ero un appassionato fan di Paolo Rossi e ritrovare oggi quella maglia mi ha fatto emozionare. Ricordo che l’anno del passaggio di Pablito al Perugia fu il primo anno in cui la società umbra adottó un escamotage per combinare sponsor tecnico e sponsor ufficiale al momento ancora vietato. Così, lo sponsor “pasta Ponte” divenne “Ponte Sportswear” per un anno. La maglia era praticamente quella di oggi. Voto 9

    • Vittorio
    • Daniele Costantini

      Ti segnalo, nel caso lo avessi perso, questo passato approfondimento: http://www.soccerstyle24.it/storia-sponsor-maglie-calcio-in-italia/

      Quanto a Rossi, è ironico constatare come, nonostante si debba a lui l’arrivo della prima maglia sponsorizzata nel calcio italiano – i soldi dello sponsor di maglia, pagarono il suo ingaggio al Perugia -, quel 26 agosto 1979, giorno di debutto della nuova divisa “griffata”, proprio Pablito fu l’unico grifone a non poterla vestire, a causa di un suo precedente accordo pubblicitario con un altro marchio agroalimentare e rivale della Pasta Ponte (Buitoni), la Polenghi Lombardo:

      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/c/c4/AC_Perugia_-_26_agosto_1979_%28prima_maglia_sponsorizzata%29.jpg

      • Vittorio

        Hai ragione, dopo aver letto il tuo post mi sono ricordato il caso ma sono abbastanza sicuro che prima che questa storia venisse fuori col suo divieto, Pablito abbia giocato almeno un match con lo sponsor tecnico “pastaio”.

        • Daniele Costantini

          Sì, la storia del divieto era riferita al debutto ufficiale del Perugia “sponsorizzato” nella stagione 1979-80, nel girone estivo di Coppa Italia. Quasi sicuramente Rossi aveva sfoggiato lo sponsor sul petto in qualche amichevole precampionato, e sicuramente lo sfoggiò in seguito in Serie A – scatti riconoscibili, questi, perché il marchio Ponte venne cucito non più sotto al grifone, ma nella classica posizione riservata allo sponsor tecnico, sul lato destro del busto.

          Peraltro lo stesso Rossi vestirà senza problemi i giubbini prepartita che il Perugia, anche qui tra i primi in Italia, iniziò a sfoggiare in quella stagione per aumentare ancor più la visibilità dello sponsor:

          https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/2/2e/Serie_A_1979-80,_Perugia-Udinese,_Paolo_Rossi_ed_Ernesto_Galli.jpg

          L’approfondimento sul divieto imposto dalla Polenghi, era solo per rimarcare quanto all’epoca il calcio italiano fosse rimasto indietro rispetto agli altri paesi europei, circa la legislazione inerente la pubblicità (in Federazione, al tempo, si era arrivati a riconoscere i diritti d’immagine dei calciatori a titolo personale, ma non ancora a legiferare sul rapporto/scontro tra essi e gli interessi pubblicitari delle squadre).

          Oggi è assodato che un calciatore, al di fuori dell’attività agonistica che lo lega a un club (dove per contratto deve vestire i capi dello fornitore tecnico della società), nel suo “tempo libero” è… libero di firmare accordi pubblicitari e/o sponsorizzare qualsiasi marchio. Un caso come quello della Polenghi/Ponte, dove uno sponsor personale arrivò a bloccare (parzialmente) una sponsorizzazione di squadra, oggi sarebbe fuori dal mondo! 😉

        • Vittorio

          Grazie.

  • Stavrogin

    Vedevo l’ingresso di Frankie Garage nel mondo del calcio con il fumo negli occhi… Invece, una volta tanto, belle notizie

  • squaccio

    Maglie da 10, purtroppo non riesco cmq a farmi piacere 2 dettagli:

    – il grifone colorato, anche se è un richiamo a quello storico, a me non piace.
    – il lettering multicolor sulla seconda a me non piace.
    Nè qui, se sulle altre maglie del mondo specie se bianche.

    Andando un attimo ot il brand FG per ovvi motivi ha avuto un occhio di riguardo per il Perugia, ma con Benevento e soprattutto Matera è stato osceno.

    La maglia del Matera l’ho vista in campo dal vivo una settimana fa e riesce ad essere peggio che in foto…e praticamente l’unico colore che si puo’ abbinare contro è il giallo fluo (infatti il Foggia è sceso in campo con la 3a maglia).

    • Daniele Costantini

      Personalmente, la maglia del Benevento non mi dispiace… anche se il template ideato quest’anno da FG Sport, finisce per farla davvero “assomigliare” a una copia giallorossa della home juventina. Quanto al Matera, sarò io una mosca bianca, ma continuo a ritenerla bellissima! 😀

  • Classick

    Bellissime queste maglie del Perugia

  • F093

    Con questo ottimo articolo è dimostrato chiaramente come da una maglia caratterizzata da un abbinamento cromatico semplice ed estremamente comune (direi quasi da ref. 1 “standard”) si riesca con pochi elementi mirati a trasformarla quasi per magia in una casacca unica, iconica ed identitaria.

    La maglia del Perugia dovrebbe essere un riferimento per tutte le Società alla ricerca di un elemento stilistico capace di distinguere una maglia più o meno colorata ne “La” maglia, identitaria e riconoscibile tra mille.

    F093
    old style

  • Renzo

    Sarò retrogrado ma secondo me questo è ciò che deve essere una maglia da calcio. Semplice ma non banale, iconica con numeri chiari e pulita (sponsor a parte). Molto anni 70/80… altri tempi. Pienamente promossa.

  • Eugenio

    Questo kit è davvero su un altro livello per la Serie B. Guardando queste maglie si riesce a vedere il Perugia in tutta la sua essenza. Complimenti.
    A partire dalla prima risulta particolarmente gradevole nella versione all-red.
    Bene anche la seconda.
    Infine la terza, per la quale secondo me invece è stata trovata un’ottima soluzione. In una collezione del genere ci sta proporre una third più classica, a discapito magari di un arancione.
    Uno dei migliori kit tra serie b e serie a.

    • Daniele Costantini

      Ne approfitto per chiarire ulteriormente il mio giudizio sulla third. Ammetto essere questa una mia idiosincrasia personale degli ultimi anni, in quel di Perugia (e me ne assumo la responsabilità), tuttavia non riesco ad apprezzarla davvero, questa maglia nera. Il mio non è un pregiudizio dettato dal colore, affatto: basti pensare che, in fatto di maglie alternative perugine, una delle mie preferite rimane proprio una third nera, quella della stagione 1996/97:

      http://media.gettyimages.com/photos/oct-1996-frederiro-giunti-of-perugia-in-action-during-the-serie-a-picture-id1629469

      Tuttavia, per me una terza maglia dovrebbe essere l’occasione per sperimentare liberamente, quantomeno in fatto di colori: mentre a Perugia, al contrario, dalla rifondazione del 2010, questo è il sesto anno di fila in cui vediamo una terza divisa nera… Magari in società ci sarà qualcuno che va matto per questo colore, oppure chissà, vogliono creare un’assonanza con la divisa della Sir Volley che gioca a poche centinaia di metri dal Curi (ok, lo ammetto, per quest’ultima ipotesi vado un po’ troppo di fantasia!)… Fatto sta che al netto del giudizio estetico sul template, per i miei gusti questa “ostinazione cromatica” è francamente troppo! 😀

      Guarda, sarei pure d’accordo quando scrivi che “in una collezione del genere ci sta proporre una third più classica”… ma in tal caso, a mio avviso, se si voleva rimanere nel solco della tradizione tanto valeva rispolverare esattamente la third perugina di fine anni 70 – i grifoni furono peraltro tra i primi in Italia a proporre una simile opzione -, quella azzurra con bordini bianchi:

      http://www.immaginario.tv/festivaldelcalcio/wp-content/uploads/sites/34/2015/06/Cesare_Butti_-_Associazione_Calcio_Perugia_1978-1979.jpg