SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Come nazione ospitante della Copa America “Centenario”, il kit da gioco degli Stati Uniti era sicuramente uno dei più attesi. Nike aveva il compito, sempre non semplice, di vestire la propria nazione e cercare di non deludere le aspettative di una nazione vastissima che si sta avvicinando sempre di più al soccer.

Maglie USA 2016 Copa America

La prima importante novità è il nuovo stemma della US Soccer, del quale abbiamo già parlato in un precedente articolo, che debutta sui nuovi kit. Pur mancando di un riferimento al calcio, fa una grande figura sul petto.

Prima maglia Stati Uniti 2016

La divisa casalinga, da anni alla ricerca di un’identità definita, si presenta bianca con le maniche e le spalle a contrasto, azzurre. Se ci avviciniamo possiamo vedere come l’apparente tinta unita sia in realtà formata da una micro fantasia a righe sottili oblique.

Maglia Stati Uniti 2016 Copa America

Completano il look i pantaloncini e i calzettoni bianchi e, per ricreare l’effetto bandiera tanto caro agli americani, le strisce sui fianchi sono rosse. Sui polsini troviamo due scritte inneggianti al patriottismo a stelle e strisce: “1 Nation” e “1 Team”.

In più sul retro del colletto c’è l’acronimo “Usa”, mentre all’interno della casacca c’è una grafica circolare con Usa al centro e intorno frasi motivazionali quali “We Can” , “We Will”, “We Are”. Un riferimento al tweet di Meghan Brennan – una semplice tifosa –  che venne mostrato negli spogliatoi ai mondiali brasiliani per caricare i calciatori prima della sfida con il Ghana.

Seconda maglia Stati Uniti

Per la maglia away il nero è il colore che predomina, le maniche stavolta non sono monocromatiche, ma bensì alternano rosso e blu, rispettivamente a destra e sinistra. Il risultato, se pur un po’ cupo, rende comunque l’idea ed è facilmente associabile ai colori statunitensi.

Anche qui ritroviamo i dettagli “motivazionali” della casacca home. I pantaloncini ed i calzettoni sono neri, quest’ultimi con il baffo colorato di rosso o blu.

Seconda maglia USA 2016

Pantaloncini calzettoni USA away 2016

Tecnologie ed innovazioni

Abbiamo deciso di prendere la nazionale americana come riferimento per spiegarvi una serie di innovazioni e implementazioni dei nuovi kit Nike, valide per quasi tutte le altre nazionali.

Rispetto alle precedenti maglie queste sono più leggere, più elasticizzate e incorporano la tecnologia Aeroswift al posto della mitica Dri-Fit che permette di espellere maggiormente la sudorazione nonchè di asciugarsi in modo più rapido.

I calzettoni sono dotati della tecnologia Grip che impedisce al piede di muoversi all’interno dello scarpino per la massima stabilità. Il materiale è composto da un mix di nanofibre in poliestere e fibre naturali, posizionate nei punti di maggiore contatto con la soletta.

Tecnologia Grip calzettoni Nike

Dettaglio non da poco, i calzettoni sono implementati da rinforzi in tutta la parte intorno alla caviglia; un tempo i parastinchi venivano utilizzati con la cavigliera, oggi più nessuno lo fa per avere una libertà di movimento assoluta, ma in questo modo non ne va della protezioni di malleoli e punti soggetti ad urti.

USA prodotti allenamento

A completare la linea degli Stati Uniti, come per ogni nazionale, c’è tutto il pacchetto training e pre-gara, formato da maglie, pantaloni, felpe e giacchetto. Tutti in linea con le grafiche riportate sulle divise da gioco, perfettamente a corredo.

  • Daniele Costantini

    Ormai ho perso la speranza, per gli Stati Uniti, di veder da parte loro adottato definitivamente un unico template (rimpiango, personalmente, la mancata occasione con la sbarra): in fondo, tuttavia, anche questa “schizofrenia” stilistica può essere vista ormai come un carattere identitario per il soccer d’oltreoceano… 😀

    Tornando alle nuove maglie, una home che tutto sommato ci può stare per gli USA – anche se mi da l’idea di una casacca presa a prestito dai cartoni di Holly e Benji… -, mentre, circa la away, questo template “tricolore” che personalmente ho apprezzato per i francesi, stavolta non riesce davvero a prendermi con tutto quel nero di mezzo.

    • Alberto

      Evidentemente da loro non è sentita come una necessità. Del resto è una situazione abbastanza comune nel panorama dei club (peraltro anche di grande tradizione come il Bayern Monaco), ma anche a livello di Nazionali non è certo un unicum. Dal suo esordio internazionale nel ’92 la Russia, per citarne una, ha alternato come colorazioni della prima maglia il bianco, il blu, il rosso e il granata oltre ad utilizzare svariati template. Negli ultimi anni mi pare abbiano adottato abbastanza stabilmente una maglia bianca con dettagli prettamente blu a parte l’esperimento della maglia fasciata biancorossa. La stessa maglia dell’Inghilterra è biancoblu con variazioni sul tema. Continuiamo a sollevare il problema dell’identità ogni volta che viene presentato un kit degli USA ma ripeto evidentemente da loro è un falso problema questo.

      • rudiger

        Si, probabilmente hai ragione: la casacca identitaria non è un’esigenza sentita. Del resto anche negli altri sport americani mi sembra che l’identità sia più legata allo stemma/logo che al disegno della divisa.

      • Daniele Costantini

        Non mescolerei club e nazionali: se per i primi, spesso l’identità si basa unicamente sui colori sociali (l’Italia è forse uno dei rari casi dov’è radicato il “culto” del template fisso), per le seconde i paletti sono storicamente più rigidi, proprio perchè siamo di fronte non a semplici capi sportivi, ma quasi alla stregua di simboli patrii.

        Per riprendere gli esempi che hai fatto, la vecchia CCCP aveva la sua iconica maglietta rossa, poi sostituita dal bianco nei primi vent’anni della nuova Russia post-guerra fredda, e che oggi pare stia lasciando spazio a un certo revanscismo da new cold war con il ritorno dello storico rosso – seppur virato in un più regale granata -; sempre lì stiamo. La stessa l’Inghilterra, nella sua storia non ha mai rinunciato alla sua leggendaria maglia bianca, limitandosi unicamente a qualche ciclica sperimentazione stilistica (la più famosa, forse, quella marchiata Admiral dei primi anni ’80) che tuttavia non hanno mai intaccato lo spirito white dei Tre Leoni. Ci aggiungo pure l’Austria, che recentemente ha sì cambiato la propria maglia nazionale, ma facendo unicamente un’inversione tra away e home.

        Per quanto concerne gli Stati Uniti, invece… solo nell’ultimo ventennio abbiamo visto la semplice maglia bianca alternarsi ciclicamente con template strisciati (Mondiali ’94), con fascia (Gold Cup ’98), con palo (Mondiali 2006) e fasciati (Gold Cup 2013)… abbiamo visto gli americani vestirsi di maglie bianche, biancoblù, biancorosse e biancorossoblù… insomma: storicamente questi non hanno mai avuto qualcosa che possa definirsi la maglia nazionale, la maglia con cui immediatamente identificarsi

        Come avevo già scritto nel precedente commento, anche questa “schizofrenia” stilistica può essere vista ormai come un carattere identitario per il soccer d’oltreoceano, e come tu hai giustamente fatto notare, probabilmente questo è per loro un falso problema; d’altronde anche guardando agli altri sport, ad es. l’atletica, negli ultimi tre decenni siamo passati per il body rosso (e poi bianco) di Carl Lewis, per quello blu di Michael Johnson, e per quello nuovamente rosso di Justin Gatlin…

        Tutto il mondo sportivo nordamericano – come fatto notare sotto da rudiger – pare generalmente più legato allo stemma che non alla divisa (per quanto non mi arrischiarei mai a cambiare le canotte di LA Lakers e Boston Celtics!); tuttavia in un ambiente come quello del calcio, dove gli USA sono entrati da ospiti, oprmai da anni mi sarei aspettato da parte loro un’adesione ai canoni del resto del mondo: cioè una divisa unica e definitiva.

  • Magliomane

    Lo stampino colpisce ancora!
    Daje nike, stampina ancora qualche altra maglia su!

  • Vittorio

    Abbiamo capito che quest’anno nike personalizza solo con pochissimi dettagli le divise nazionali, la manica con taglio a martello è una conditio e che gli Stati Uniti e la Francia hanno praticamente lo stesso modello per la seconda maglia. Tutto molto triste. La prima maglia non è affatto male ma il nero della seconda non va giù neanche con un antonetto!

  • RUE

    Scialba

  • Guardiano

    Primissima considerazione: questo template nike ha seriamente rotto le scatole. E sbolognarlo soprattutto a tutte le nazionali nike che giocheranno l’europeo è una mossa sbagliatissima, vedremo partite su partite con squadre dalle maglie uguali, porterà la nausea.
    Seconda considerazione: io non credo che gli USA siano alla ricerca di un’identità definitiva perché non è mica il graal, se volessero l’avrebbero trovata: bastava dire in occasione di uno dei centomila modelli di maglie presentati (biancoblu, bianche, bianche con sbarra, a strisce verticali biancorosse, a strisce orizzontali biancorosse, eccetera) “ok, questa d’ora in poi sarà sempre la nostra maglia”. I tifosi USA lo desiderano tanto che la loro nazionale abbia finalmente una divisa iconica, la loro federazione e/o la Nike invece no.
    Poi ci sarebbe la terza considerazione sul commento a queste divise, ma a che pro? Sono uguali a quelle di Francia, Roma, Inghilterra, ecc. in alcuni casi cambiano solo i colori, in altri nemmeno quelli. Che c’è da commentare?

  • Angelo Di Bello

    Home bianca strana, non sembra affatto degli USA (almeno quel blu in foto dà quell’effetto). Avevo bocciato a prima vista la seconda, ma essendo una maglia “da trasferta” potrei cambiare idea, l’effetto è stranamente intrigante (ma il modello Nike “ugualipertutte” resta comunque discutibile, non solo esteticamente)

  • Luigi Brio Brioschi

    Che schifo… non trovo altre parole, soprattutto facendo un confronto con le maglie dell’ultimo mondiale.o

  • rudiger

    A me tutto questo filone di maglie non dispiace, tranne “errori” cromatici come nel caso della maglia biancoazzurra dell’Inghilterra.
    Senza conoscere la storia della nazionale Usa questa maglia mi piacerebbe di per se. Niente di epocale, ma lo stemma ci sta bene, i colori sono armoniosi, la trama ricorda la maglieria, e il taglio è piacevole (almeno addosso a chi ha il fisico).
    Del resto, come hanno scritto in tanti, gli USA non cercano una divisa iconica, quindi se sta bene a loro…

  • Eugenio

    Un duo di maglie che mi dice molto di meno rispetto a quelle per il mondiale 2014 ( anno nel quale secondo me Nike ha lavorato benissimo).
    Il modello non mi sembra male, il problema è quando nelle maniche vengono inseriti colori totalmente staccati dal busto, come in questo caso.
    Boccio infatti la prima: le maniche sono troppo staccate dal busto e la tonalità di quel blu è la meno adatta agli Stati Uniti; inoltre questi ricami nelle maniche non mi piacciono, mi danno una sensazione di distacco rispetto a quella elastica del resto della maglia.
    Per giudicare la seconda aspetto di vederla in campo. Non capisco quali siano precisamente le tonalità, le maniche sembrano di toni diversi nelle due foto. Comunque è una maglia che ci sta.
    Bello lo stemma, ma forse era più “americano” quello vecchio.

    Passando alle nuove tecnologie: d’ora in poi le maglie saranno solo ed esclusivamente di questo tessuto ? Perché se sì vedremo in campo più che altro delle maglie termiche. E mi sembra esagerato. Invece notevole la tecnologia Grip, anche se debole da quel che ho capito. Infine la linea training e pre-gara è orrenda, spero che non siano tutte così.