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Il fallimento dell’Ascoli Calcio 1898, ufficializzato lo scorso 17 dicembre, ha dato inizio ad una nuova avventura calcistica nella città marchigiana.

Questa realtà porta il nome di Ascoli Picchio F.C. 1898 e prende vita grazie all’imprenditore italo-canadese Francesco Bellini, capace di rilevare la nuova società costituita dopo il fallimento e di riconsegnare alla piazza calcistica più importante delle Marche il titolo sportivo della precedente e blasonata società.

Formazione Ascoli Picchio 2014-2015

La storica squadra bianconera, una delle più antiche in Italia, si è ripresentata ai nastri di partenza della Lega Pro con un nome ed uno stemma rinnovati e ci appare quindi opportuno iniziare proprio da questo aspetto prima di analizzare insieme le nuove maglie che stanno accompagnando i marchigiani nel girone B.

Stemmi Ascoli calcio anni '60-70

In seguito alla scelta della società di non utilizzare nessuno dei loghi di proprietà dell’Ascoli Calcio, acquistati dopo il suo fallimento, è stato ideato un nuovo stemma societario che presenta tuttavia diversi elementi delle precedenti versioni.

Stemmi Ascoli Calcio 1975-1998

Il nuovo stemma, disegnato sotto la supervisione di Marisa Bellini, moglie del presidente bianconero, consiste in uno scudo appuntito bordato in oro diviso orizzontalmente in tre sezioni. Ciò che balza subito all’occhio è la forte presenza del rosso, un colore apparso sui vessilli della squadra ascolana già nei primissimi anni Settanta e che ha accompagnato quasi ininterrottamente tutta la storia recente dell’Ascoli.

Nella parte superiore torna il simbolo del picchio, già proposto in un’altra versione nel corso degli  anni Ottanta, che rappresenta la storia e il territorio. La figura di questo animale, per la precisione il picchio verde, è un riferimento all’uccello totemico degli antichi Piceni che secondo la leggenda condusse verso quei territori il popolo dei Sabini, posandosi sul loro vessillo e guidandoli attraverso gli appennini. La sezione centrale contiene il nome del club.

La terza sezione, infine, quella più ricca, è attraversata verticalmente dalle tradizionali strisce bianconere che richiamano le maglie della formazione marchigiana, e contiene al centro un vessillo rosso che ospita la corona e il castello, simboli del comune di Ascoli Piceno. Sotto a quest’ultimo elemento è riportato l’anno di fondazione del club, il 1898.

Nuovo stemma Ascoli Picchio FC

Dopo aver descritto lo stemma rinnovato è il momento di scoprire le nuove maglie prodotte per il terzo anno consecutivo dal brand italiano Max Sport con il contributo, anche in questo caso, della “first lady” Marisa Bellini.

La collezione, presentata in grande stile il 20 agosto scorso presso Palazzo dei Capitani, si compone di tre kit declinati nei colori dello stemma societario: bianco, nero e rosso. Proprio questo terzo colore, molto caro a tifosi e appassionati per la sua associazione al Presidentissimo Costantino Rozzi che indossava calzini rossi scaramantici durante le partite del suo Ascoli, è la maggiore novità della collezione dopo l’arancione e il blu delle ultime due stagioni.

Ascoli Max Sport maglie 2014-2015

La divisa casalinga che negli ultimi due anni è stata contraddistinta da strisce verticali molto sottili, risulta rivoluzionata dalla netta predominanza del bianco sul nero e dall’utilizzo di uno spessore decisamente più generoso, che riavvicina le nuove vesti dell’Ascoli alle divise proposte in passato da Lotto e Legea. La maglia consiste sostanzialmente in una casacca bianca arricchita da un elegante scollo appuntito a contrasto, collegato ai bordo manica da una doppia striscia nera che corre lungo le spalle.

Maglia Ascoli Picchio 2014-2015 home

Ascoli Picchio nuove maglie Max Sport

La parte superiore della divisa, lasciata interamente bianca, ospita il nuovo stemma societario contrapposto al logo, a mio avviso molto pulito ed efficace, di Max Sport, ricamato in nero dopo due stagioni di rosso. Poco più in basso rispetto allo stemma societario si interrompono le strisce verticali nere, in questa versione soltanto quattro contro le sette della scorsa annata. Un sottile bordo nero cinge la parte inferiore della maglia, mentre una miniatura dello stemma societario è applicata in gommina sulla striscia nera presente sul fianco destro.

Ascoli Picchio home kit 2014-2015

Rivoluzionato anche il pannello posteriore, dominato da un grosso riquadro nero che contiene le numerazioni bianche contraddistinte da un carattere molto corposo. L’inserto nero, che avrebbe probabilmente restituito un effetto migliore con i nomi dei calciatori stampati poco sopra di esso, separa la sezione inferiore caratterizzata dalle righe verticali.

Poco sotto il colletto fa mostra di sè, per il terzo anno consecutivo, il simbolo del picchio nella nuova versione inserita nello stemma che sostituisce il disegno degli anni Ottanta rispolverato due anni fa da Max Sport (lo potete vedere nella carrellata presentata in apertura). Il kit si completa con pantaloncini e calzettoni bianchi che riprendono la doppia striscia nera presente sulle maniche; inevitabile leggere dietro a questa soluzione un’ispirazione dalle divise Adidas di cui probabilmente il coraggioso sponsor tecnico avrebbe potuto fare a meno.

Font numeri maglia Ascoli 2014-2015

Nessuna novità, se non per il design, per quel che riguarda la divisa da trasferta, rappresentata per il terzo anno consecutivo da un completo nero. La nuova versione presenta lo stesso colletto della maglia casalinga, ma senza contrasto cromatico, e la stesse due righe che si sviluppano lungo le maniche.

La casacca è decorata da una triplice striscia bianco nera che attraversa verticalmente la divisa in prossimità dello stemma societario, mantenuta “libera” dagli sponsor che si collocano felicemente sul lato destro. Il kit, decorato da numerazioni bianche, si completa con pantaloncini e calzettoni di “Adidasiana memoria” speculari per inserti a quelli bianchi descritti poc’anzi.

Seconda maglia Ascoli Picchio 2014-2015 nera

Divisa Ascoli trasferta nera 2014-2015

Completa la collezione la terza divisa rossa; un colore importante, come abbiamo ricordato in apertura, che ha il pregio di differenziare nettamente la maglia dalle altre due e allo stesso tempo di rappresentare qualcosa di significativo per il club. Il modello scelto è lo stesso utilizzato per la divisa nera da trasferta ma in questo caso la tripla striscia verticale è esaltata dallo stacco cromatico con il rosso che la rende a mio avviso una delle maglie più belle della storia recente dell’Ascoli.

Terza maglia Ascoli Picchio 2014-2015 rossa

Maglie trasferta Ascoli 2014-2015

La terza maglia si abbina a pantaloncini e calzettoni rossi, impreziositi dalla presenza di entrambi i colori societari che completano al meglio il kit. Questa divisa è stata spezzata nella trasferta di Ferrara dall’utilizzo dei calzettoni neri: un vero mistero vista la netta differenza tra il rosso dei calzettoni dell’Ascoli e il bianco dei calzettoni della Spal.

Ascoli Picchio terza maglia 2014-2015

Prima di lasciarci, segnaliamo il video della presentazione ufficiale delle tre divise annunciando una ricca sfilata di divise storiche dell’Ascoli che farà sicuramente felici gli appassionati del calcio e delle maglie di una volta.

Un nuovo nome, un nuovo stemma e tre nuove maglie: l’Ascoli rinnova le sue vesti grazie ad un lavoro sinergico, a mio avviso degno di nota, di società e sponsor tecnico.

Come giudicate il nuovo stemma societario? Qual è la vostra impressione sulle divise ascolane?

Photocredit parziale: ascolipicchio.com – mondopicchio.wordpress.com

  • squaccio

    Molto belle 2a e 3a; bocciata la prima (bruttissimo il numero bianco non centrato) e soprattutto il nuovo stemma…troppi elementi presenti tutti insieme, mi sarebbe piaciuto rivedere il vecchio picchio…

    ma ahimè di stemmi e fallimenti bisognerebbe aprire un topic a parte:
    sono foggiano e rivoglio i satanelli che la vecchia proprietà (casillo con la minuscola d’obbligo) ci ha rubato !

  • Lorenzo

    La migliore è la terza, per la prima avrei optato per delle righe bianconere, mentre la seconda tutto sommato non è male ma nemmeno nulla di trascendentale…

  • D.

    la prima doveva avere una componente nera più marcata, magari con calzoncini e calzettoni neri, ma non so se poi andava a discostarsi troppo dalla tradizione; e bordi oro.
    la seconda e terza proprio no, avrei visto meglio un bandone tipo PSG di qualche anno fa.
    l’effetto generale con lo sponsor è aberrante
    male malissimo il retro con numeri troppo grossi e mentre lo spazio bianco sopra -presumo per il nome- è esagerato.
    5/10

    riguardo al marchio, DOVE È IL PICCHIO NON SI VEDE 🙂
    lavoro da dilettante

  • vittorio

    Prima di tutto grazie per il bellissimo articolo. sono un ascolano doc, e ho avuto l’onore di disegnare, quando ero alla ennerre, ben due maglie dell’Ascoli: una gialla con fantasie bianche e nere e una azzurro chiaro a scacchi bianconeri.
    Detto questo all’epoca proposi di tornare allo scudetto ovale dell’83 perchè quello, secondo me, più rappresentativo per la soria della città ma quando il grande presidente Rozzi diede il suo benestare morì poco dopo e così scelsero di restare con il picchio stilizzato. Ora veniamo alla maglia e al simbolo in questione. la proprietà oggi è del ricco farmaceuta Bellini che ha anche un vugneto e essendo cresciuto in Canada ha una mentalità imprenditoriale all’americana. Ha, così, creato un simbolo che racchiude i colori ufficiali bianco e nero della squadra e “impreziosito” con il simbolo del picchio e la B del suo vigneto. Un simbolo orrendo che spero la squadra abbandoni prestissimo. Augurando molta fortuna al vino del signor Bellini avrei preferito che sponsorizzasse direttamente le casacche picene piuttosto che scolpiro sul simbolo societario. Riguardo le divise della MAX aggiungo solo che la speranza è l’ultima a morire.

    • rudiger

      Post sempre interessanti, quelli di Vittorio. Devo però correggerti: a nessun proprietario di squadre americane (Usa o Canada) verrebbe mai la cafonissima idea di inserire il proprio logo in uno stemma che dovrebbe rappresentare una storia ultracentenaria. Leggendo l’articolo mi chiedevo che fosse quella specie di “b” al posto del corpo del picchio (tra l’altro disegnato male e irriconoscibile per un esperto di uccelli); ti ringrazio per la spiegazione ma avrei quasi preferito non sapere.

      • rudiger

        Per la cronaca, questo è un picchio verde:
        http://it.m.wikipedia.org/wiki/File:Grünspecht_Picus_viridis.jpg

      • vittorio

        Giusto! sono caduto nel facile errore di considerare tutto ciò che è pacchiano “americanate”.Bellini è il tipico esempio di persona di umilissime origini che, diventato ricco e famoso fuori, torna a casa e vuol fare il padrone. In questo caso c’è riuscito con buona pace di Sindaco e comunità e ha messo tutto il suo entusiasmo per fare dell’Ascoli una sua personalissima creazione. tutto molto triste…

  • http://stefanosharpedo.wordpress.com Stefano

    Buon lavoro per le maglie, mentre per lo stemma si sarebbe potuto attingere di più dal passato e farne una versione eccezionale. Questo è discreto, comunque sopra la media.

  • Magliomane

    Belle le maglie, specialmente la home. Su tutte e tre stona moltissimo lo sponsor verde.
    Lo stemma invece e’ veramente amateur, soprattutto grazie al font utilizzato (Times New Roman o qualcosa di molto simile).

  • FDV

    Le maglie in generale mi piacciono.

    Della prima non mi disturba la parte alta bianca. Avrei nettamente evitato le due strisce da tuta adidas taroccata, ma sempre meglio delle m di Max in stile kapponi sulle spalle.

    La nera mi piace molto, ma ho comunque riserve sulle sue strisce lungo le maniche.

    La rossa invece é il top delle tre: colore azzeccato, striscia bianconera bella, stile FC United of Manchester, ma soprattutto acquisiscono un senso le due strisce lungo le maniche, dato che lo spazio al centro é nero, dunque richiamo forte alla striscia verticale piuttosto due strisce adidas.

    Riguardo lo stemma, letto il nome del presidente ho capito perché il Picchio ha il corpo a forma di B.. E Vittorio nel suo bel commento ha confermato il “sospetto”.
    Che dire, non é gradevole questa firma infilata di straforo, ma al tempo stesso penso: non é affascinante oggi rivedere la Z di Zanussi all’interno dello scudo dell’Udinese sulle maglie degli anni ’80?

    Per il resto il nuovo stemma mi sembra degno ed originale.

    • rudiger

      Posso rispondere alla tua domanda in coda?
      No!
      Anch’io ho nostalgia dei ghiaccioli da 100 lire che compravo a quei tempi, ma non li paragono a un gelato vero. Questi non sono stemmi, ma occupazioni abusive di suolo pubblico.

  • Faretra

    Parto dallo stemma: discreto, il disegno del picchio non mi piace – l’avrei preferito come quello stile anni ottanta – mentre apprezzo molto l’uso della corona.

    Per quanto riguarda le maglie:
    -La prima, che rievoca la Home del Siena 2011/2012, non mi piace per nulla; detesto le strisce che si interrompono sul petto e trovo insensata e antiestetica la doppia riga lungo le spalle; gli sponsor peggiorano tutto.
    -La seconda e la terza invece hanno un design molto bello, che a mio avviso rende molto meglio sulla maglia rossa – colore carico di significato per l’Ascoli.

  • adb95

    personalmente trovo il nuovo stemma sobrio e non perde nulla rispetto a quello storico, riportando tutti i suoi simboli e colori. Il picchio poteva esser realizzato un po’ meglio, dato che gli viene dato un enorme spazio bianco, ma comunque si può accettare.

    Per le maglie bruttissima la prima, molto interessanti le altre due, oserei dire specialmente la rossa

    • adb95

      mi sembrava troppo strana la forma di quel picchio…
      che tamarrata

  • Mr74

    Non mi piace ne la maglia, e meno che mai lo stemma, anche se quest’ultimo probabilmente è legato al cambiamento della società, nuovo nome etc..etc..spero che quanto prima l’Ascoli recuperi il picchio degli anni 80, se non lo stemma più bello, di sicuro quello legato agli anni migliori dei marchigiani. Considerazione estemporanea, sto seguendo Livorno-Crotone, ma quante maglie da trasferta ha il Crotone?? Ogni trasferta che fa ne sfodera una nuova!!!!

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Nessuna delle tre divise è da considerarsi brutta.
    La home tuttavia poteva essere migliore:
    • evitando le due strisce sulle maniche > fanno troppo adidas fake;
    • evitando il riquadro nero sul retro > numero rosso su fondo a righe bianco-nere;
    • il bianco nella parte alta del retro > in Serie C non ci sono i nomi.
    Buona la maglia nera, dove però avrei inserito il rosso tra le due righe bianche.
    La migliore è la divisa rossa, davvero bella.
    Fossi nell’Ascoli manterrei fissi i calzettoni rossi nel kit home, renderebbero la divisa del Picchio unica nel panorama internazionale.
    Riguardo il nuovo stemma mi piace per conformazione, ma la stilizzazione del Picchio così com’è e dov’è posizionata non mi piace.

    • Tux

      concordo pressocché in toto.
      Sono combattuto sui calzettoni rossi, che certo renderebbero la divisa dell’Ascoli iconica fino a distinguerla da qualunque altra squadra bianconera al mondo, però… meglio indossarli sempre, proprio nel nome dell’iconicità e dell’unicità della divisa, o meglio indossarli nella partita in prossimità dell’anniversario della morte del presidentissimo Rozzi, come struggente omaggio?

      • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

        Io li indosserei sempre, mantenendo vivo in ogni partita il ricordo del presidente Rozzi; di conseguenza poi l’Ascoli avrebbe un kit unico al mondo.

    • NelloStileLaForza

      Giusto: i calzettoni rossi renderebbero l’Ascoli immediatamente riconoscibile, sottraendola alla mischia delle numerose squadre italiane con maglia strisciata bianconera che, per forza di cose, porta a sembrare tante piccole Juventus.
      Un problema che il Siena, tanto per dire, non ha mai risolto, e che l’Udinese potrebbe facilmente risolvere se, invece di puntare su improbabili finiture gialle o dorate, tornasse alla storica maglia bianca con palo nero.

      • Matteo Perri

        Non comprendo quale sia il problema e perchè le società dovrebbero risolverlo. Esistono decine di squadre con maglie uguali o simili al mondo, non c’è bisogno di differenziarsi per forza.

        L’Udinese potrebbe rispolverare la maglia con palo, ma sarei molto deluso se questa sostituisse quella a righe verticali in pianta stabile.

        • NelloStileLaForza

          Perché le squadre dovrebbero risolvere il problema? Perché l’immediata riconoscibilità di una divisa fa parte dell’“asset” di un club e lo rende speciale.

      • ippo72

        Credo che la divisa storica dell’Udinese sia a strisce verticali tipo Juventus. Quella bianca con palo nero fu solo dei tempi di Zico.

  • Riccardo

    Divise Bruttine…stemma così cosi
    Home: 5
    Away: 4,5
    Third: 4,5

  • Classick

    Molto riuscita la terza maglia, quella rossa, la tripla striscia verticale risalta davvero bene, mi piace.
    La seconda divisa, la nera, è anche una buona maglia (ma non quanto la rossa).
    Male la prima bianco-nera, non mi piace.

    Lo stemma nuovo non mi convince.

    Il nome della squadra resterà Ascoli Picchio o si prevede che torneranno al nome passato?

  • Daniele Costantini

    Parto dalla cosa peggiore: lo stemma. Davvero brutto, dà l’idea di una gran confusione: il mettere assieme vari elementi di squadra e città – su tutti la riscoperta del rosso – non era di per sé un’idea malvagia; il risultato finale, tuttavia, lo considero gravemente insufficiente.

    Ulteriore nota di (de)merito per la nuova denominazione sociale ‘Ascoli Picchio’, degna più di una franchigia nordamericana (e infatti il nuovo patron ascolano vive da decenni in Canadà) che non di una storica “provinciale” del calcio tricolore. Spero che il tutto – stemma e nome – sia solo provvisorio, dettato dalla fretta di ripartire dopo il recente fallimento sopraggiunto a campionato in corso, e che già dal 2015-16 possano essere presentati un nuovo stemma e un nuovo nome, più studiati e, soprattutto, maggiormente consoni a un club calcistico.

    Agli antipodi di ciò, maglie che mi convincono e anche molto! Per quel che mi riguarda, assolutamente di livello e categoria superiore. Circa la home, premetto che apprezzo vedere esperimenti similari – “spezzati” – sulle casacche palate: ottima la parte frontale (mi ricorda il Siena 2011-12 – http://www4.pictures.zimbio.com/gi/Mattia+Destro+AC+Siena+v+Atalanta+BC+Serie+VSi7zvfFCSyx.jpg ), mentre non mi convince appieno quella posteriore; o meglio, come fatto notare nell’articolo, avrebbe reso nettamente di più se abbinata a una numerazione fissa.

    Ancor più promosse away e third, soprattutto quest’ultima con un bel rosso che sarebbe stato sicuramente apprezzato dallo storico ‘presidentissimo’ Rozzi. Per entrambe, uno stile semplice ma molto elegante, che mi rimanda ad alcuni storici lavori firmati Admiral negli anni ’70 (quando il marchio inglese vestiva, tra gli altri, lo stesso Ascoli).

    Come unica variazione, avrei provato a riproporre la banda verticale anche lungo i pantaloncini, come fece il Catania 2013-14 ( http://www1.pictures.zimbio.com/gi/Lucas+Castro+Calcio+Catania+v+Hellas+Verona+WbM4Sank6Gsl.jpg ). Per il resto, secondo me la third è la più bella maglia della Lega Pro e, al netto degli sponsor, la metterei davanti a gran parte della Serie A.

    • NelloStileLaForza

      Vero, la terza maglia rossa è davvero semplice ed efficace.

  • Swan

    Ascoli Picchio..quando tempo fa ho letto della nuova denominazione dell’Ascoli non volevo crederci. Da elogiare il nuovo proprietario del club per averne evitato il fallimento, ma questo cambio di denominazione non si può sentire.
    Riguardo allo stemma, il vero simbolo dell’Ascoli dagli anni 70 è quello circolare nelle sue varie versioni, uno stemma ben concepito ed equilibrato. Lo stemma attuale non mi convince, 1/3 di esso è appannaggio della testa del picchio con una B stilizzata, inguardabile. La restante parte dello stemma è più gradevole ma non rende quanto lo stemma circolare.
    Passando alle maglie la home è oscena, specialmente la parte posteriore davvero insulsa visto che è strutturata per contemplare i nomi oltre ai numeri, questi ultimi dal font pietoso e decentrati.
    Quasi sufficiente la away, nera con doppia banda bianca è sempre un bel vedere ma la doppia righina su maniche, panta e calze sembra un tarocco della Adidas.
    La third è la migliore del set, qui la doppia riga bianca intervallata da quella nera è pertinente e sarebbe stata bella anche sui calzettoni.
    Ad ogni modo, visto che nel panorama italiano maglie e kit sono spesso comuni a più club, fossi nell’Ascoli manterrei fissi calzettoni rossi o comunque dei dettagli rossi nel kit home, colore comunale e che rimanda al presidente Rozzi.

    • Vittorio

      Il simbolo ufficiale che ancora è impresso nella targa societaria negli uffici è quello ovale con gli anelli olimpici e per me che sono ascolano è il simbolo dell’Ascoli. Il bell’articolo ha dimenticato l’anno e mezzo di pouchain in cui c’era un picchio neanche troppo stilizzato molto, molto simpatico che attraeva i piú piccoli e spesso utilizzato dalla curva sud. Il picchio con la B è il marchio della produzione “mediocrissima” vinicola del Dottor Bellini (grande juventino) DOMODIMONTI.
      E aggiungerei che il signor Bellini non ha salvato l’ascoli dal fallimento anzi se l’é presa per due lire al tribunale poiché nessuno aveva fatto un’altra proposta. Chi ha i soldi é sempre il piú furbo ma se porterá la squadra in alto la piazza lo amerá, io no perché non ha rispetto della storia cittadina.

      • kapriel

        Per discutere del fallimento dell’Ascoli con questi toni esistono luoghi più consoni – MP

        • vittorio

          Scusami ma il discorso sul fallimento dell’Ascoli Calcio non era polemico ma parte integrante del mio intervento nonchè inerente al discorso sul simbolo. perdonami ma non sono d’accordo. Piuttosto rifletti sul picchio pouchain che non hai inserito…ciao

        • Matteo Perri

          @Vittorio
          Hai frainteso, il messaggio era rivolto all’utente kapriel che aveva risposto non rispettando il nostro regolamento.

        • Vittorio

          Scusa allora….compariva in risposta a me.

      • Swan

        Ma lo stemma ovale è stato usato come simbolo ufficiale del club per un periodo di tempo limitato, dal 1974-75 lo stemma del club per antonomasia, ed apparso per più tempo sulle maglie, è quello circolare. Se poi l’amministrazione usa quello ovale non so che dire.
        Il picchio anni 80 in quanto mascotte non lo considero neanche, alla pari di tutte le altre stilizzazioni aberranti dell’epoca.
        Incredibile come, in generale, sugli stemmi ci sia spesso discordanza di opinioni su quello che è da considerarsi il simbolo ufficiale di un club, ovvero ciò che dovrebbe riunire tutti i tifosi sotto un’unica bandiera.
        Sul fallimento/salvataggio dell’Ascoli non mi esprimo, non so come si siano evoluti i fatti. Mi auguro solo che la nuova proprietà garantisca la necessaria solidità finanziaria al club e che abbia rispetto dei suoi tifosi.

        • vittorio

          La sede dell’Ascoli calcio ha sempre avuto il marchio ovale con gli anelli olimpici che poi sulle divise fosse stato utilizzato maggiormente quello cerchiato negli ultimi anni è un altro discorso, resta il fatto che l’ovale era quello ufficiale. Per quel che riguarda il Picchio Pouchain aberrante o meno faceva parte di quelli come il lupetto della Roma, il Gallo del Bari, la zebra dell’udinese di simboli per l’epoca utilizzati per rappresentare la squadra per questo ritengo che fosse adeguato inserirli. Il mio intervento sul fallimento era consono perchè legato al discorso del marchio e dell’uso, per me, improprio del simbolo dell’azienda vitivinicola del nuovo patron bianconero. Che poi sia evidente un certo trasporto e dell’astio non lo nego ma questo non influenza la verità di ciò che ho scritto. Certo tutti ci auguriamo grandi fortune all’ascoli….spero

        • Swan

          Giusto per chiarire, ribadisco il concetto espresso prima riguardo agli stemmi.
          La sede del club utilizza uno stemma, sulle maglie ce n’è uno diverso…lo stemma dovrebbe essere uno ed uno solo senza discussione.
          Addirittura in serie A si vedono club con uno stemma sulla away diverso da quello sulla home, quest’anno il Milan ha fatto scuola con tre stemmi diversi per tre maglie, roba da pazzi.
          Il picchio stilizzato è stato per qualche tempo anche sulle maglie dell’Ascoli, quindi ha fatto parte della storia del club, ma al pari di tutti gli altri disegni anni 80 lo considero allo stesso livello dei pupazzi-mascottes che stanno a bordocampo durante le partite, con la differenza che questi ultimi sono più divertenti.
          Per il resto che dire…in bocca al lupo per la stagione in corso ed il futuro dell’Ascoli.

        • Vittorio

          Crepi il lupo!!!

      • wood

        Scusa Vittorio, ma che vai scrivendo? Critica pure maglie e simbolo, ma lascia stare il fallimento dell’Ascoli. Non si può leggere quello che hai scritto.

        • Vittorio

          Prego?

        • wood

          Che c’è di difficile da capire in quello che ho scritto?

        • vittorio

          Se i miei commenti non si possono leggere perchè lo fai? Qui vige un controllo perciò non sostituirti a chi già c’è per questo. Se hai argomentazioni intervieni ma alle polemiche non risponderò più.

    • ippo72

      Credo che la denominazione Ascoli Picchio sia un quasi obbligo per un certo numero di anni, dopodichè si può tornare all’originale se non ci sono motivi di copyright. Esempi ce ne sarebbero tantissimi. Cito quello della squadra di Sassari (la Torres) che per qualche anno assunse la denominazione di Sassari Torres a seguito di fallimento ma che è poi potuta tornare in possesso del nome originale (semplicemente Torres).

  • Dukla

    Lo stemma non è neanche male, i colori della tradizione ci sono tutti, è solo che non rende, secondo me, la forma a scudo appuntito: preferisco nettamente quella circolare. Mi fa comunque piacere il riferimento ad una realtà faunistica del territorio come il picchio. Per quanto riguarda le maglie, deludente la prima, sia per la larghezza delle strisce sia – soprattutto – per l’interruzione improvvisa delle stesse all’altezza petto (per non parlare dell’orribile retro). La seconda e soprattutto la terza mi piacciono, soprattutto per le strisce laterali che propongono i colori sociali bianco-neri.

  • cisky

    Non capisco quando vogliono stravolgere le maglie a strisce verticali. Quando ci sono le strisce, si deve solo decidere lo spessore e poi via uniformi da inizio alla fine della maglia e sulle maniche. Per i dettagli ci si dedichi al colletto e ai bordi in questo casi. Punto.

  • riccardo

    Bene le righe verticali più estese, bene anche le righe “spezzate” nella maglia, per lo stemma avrei puntato sul picchio magari ripristinando il vecchio picchio stilizzato, adattandolo all’interno dello scudo

  • Matteo Perri

    Sinceramente non conoscevo il marchio del presidente Bellini, ora che l’ho visto boccio la scelta del picchio nello stemma. Di cattivo gusto.

  • Tux

    La home poteva essere bellissima, viene rovinata dallo sponsor che disturba visivamente l’interruzione delle strisce nere sul petto, e anche le due striscioline nere sulle spalle mi convincono pochissimo.
    Ottime away e third.

  • Eugenio

    Ascoli picchio .. Una bella grande rivoluzione dell’Ascoli.. Ma onestamente poco ordine.
    Partiamo dallo stemma : accetto la forma ” stile Roma “, ma dentro ne sta parecchio di casino. La forma del Picchio non mi piace affatto. Così così questo stemma.
    Passando alle maglie, quasi insufficiente la prima. Le due righe sulle spalle da maglia falsificata non mi piacciono, così come il retro, che mi ricorda la juve due anni fa. Lo spazio bianco sul davanti mi piace. Avrei tenuto i calzettoni rossi, sono un tantino più caratteristici.
    La seconda mi affascina, ma la striscia sulle spalle prende il senso delle righe falsificate.
    La terza è perfetta : design bello e bellissimo colore.

    Voti 6,5 – 7 – 8+

    Stemma 7

  • sergius

    Mi fa piacere che questo club dal passato importante abbia risolto i problemi economici e sia ripartito alla grande. Forse la ripartenza sarebbe stata ancora più alla grande con una maglia ufficiale un attimino migliore di questa. Brutta la parte alta della maglia con quello spazio bianco sovrapposto alle strisce sottostanti, risultato ancora peggiore nel retro con spalle bianche sopra il quadratone nero con quei numeri che sembrano messi lì per caso. Lo stemma poi non mi piace, preferivo quello di prima. Away e third pressochè identiche, entrambe senza nè infamia nè lode, preferisco quella rossa.

  • Roberto 85

    Molto bella la Third, discreta la Away e così così la Home (ma sopra il numero hanno lasciato lo spazio per i nomi, in caso di promozione in serie B?). Voti:
    Home 6
    Away 6,5
    Third 7

  • rudiger

    Le tre divise mi sembrano buone, soprattutto le due alternative con la fascia bicolore decentrata. Avrei comunque scelto il verde scuro per la seconda: per staccare dalla prima, per “citare” il piumaggio del picchio e per evitare l’ennesima maglia nera.
    Sull’operazione “rifondazione”, a parte il discutibile stemma, non capisco perché non si sia colta l’occasione di legare questa società a quella precedente inserendo finalmente i calzettoni rossi. Così la divisa è uguale a tante altre, in Italia e all’estero; con i calzettoni di Rozzi sarebbe stata unica e immediatamente riconoscibile (oltre che più bella). Oltretutto avrebbe regalato alla divisa anche il terzo colore cottadino caratteristico anche dell’uccello-simbolo.
    Quella del picchio dei Piceni è una bella leggenda che non conoscevo. L’originalità di questo animale (in un panorama inflazionato da leoni e aquile) meritava più spazio e cura nel nuovo stemma. Hanno scelto di citarlo nel nome del club: una decisione che non mi entusiasma.

    • vittorio

      La storia antica è materia mia…la mia passione. Pico con ogni probabilità era un giovane re Sabino che come spesso accadeva in antichità, veniva spinto alla colonizzazione con un manipolo di uomini dalla propria famiglia. Da Picus al mitico picchio credo ci sia voluto poco. tutta la terra dell’antico piceno è seminata di miti circa il picchio che è anche simbolo della regione marche. Quindi è probabile che la stirpe Sabina del basso lazio si sia fusa con popoli autoctoni. Questo così per gocare sui miti. La tua proposta del calzettone rosso è stupenda. venticinque anni fa feci un prototipo da mostrare a Rozzi di una maglia bianconera col colletto coi bordi giallorossi(colori comunali) e col simbolo ovale societario cogli anelli olimpici. Il mitico presidente la avallò e disegnò un piccolo scarabocchio sul simbolo della ennerre perchè tenne quella maglia proprio il giorno in cui l’Ascoli tornò in serie A e avrebbe desiderato come portafortuna riaverla indietro. Quella maglia è rimasta a me perchè Rozzi morì poco dopo e quel modello non fu più prodotto. peccato per entrambi.

  • rudiger

    Anche la Regione Marche ha messo il picchio nello stemma, con risultati forse peggiori:
    http://www.comuni-italiani.it/11/stemma.gif

    • Swan

      Tristissimo, roba da vietare ai minori.

    • Daniele Costantini

      C’è da dire che la maggior parte degli stemmi regionali “moderni” oggi in uso, vennero disegnati intorno al 1970, con l’entrata formale in vigore degli enti regionali.

      Come per la moda, diciamo che tale decennio non fu quello di massimo splendore per la grafica… a parte la bella Rosa Camuna disegnata da Bob Noorda per la Lombardia, il resto della nostra simbologia regionale è, francamente, abbastanza dimenticabile.

      • vittorio

        sottoscrivo

      • rudiger

        Incuriosito mi sono fatto un giro di stemmi regionali. In effetti non brillano per bellezza, ma peggiori di questo delle Marche non ne ho visti. Ci si avvicinano Emilia Romagna e Umbria.

      • Swan

        La stilizzazione per me è la mortificazione dell’araldica, dove elementi, simboli e colori hanno un significato ben preciso.
        Stilizzare simboli regionali ed ufficiali in genere, mi sembra quasi una profanazione, è il ridurre uno stemma ad un qualsiasi logo commerciale.

        • rudiger

          Sono abbastanza d’accordo. Mi piace in astratto la stilizzazione, ma soprattutto con gli stemmi istituzionali e, in misura minore, con quelli sportivi (storici) bisogna andarci con i piedi di piombo.

  • Jack

    Divise belle, sopratutto la 2a e la 3a. Bocciato il nuovo stemma.

  • William

    ma le maglie del Tuttocuoio che si vedono nell’articolo sono le stesse del Sassuolo (marchio Sportika)???

  • NelloStileLaForza

    Logo riprovevole, soprattutto per i caratteri della scritta e la violenza perpetrata ai danni del picchio (qualcuno avverta la LIPU).
    A mio avviso era bellissimo, classico e ben bilanciato, quello rotondo.

  • Maurizio

    Ma è possibile che con la terza maglia non vogliano utilizzare i calzettoni rossi per rispetto di Rozzi? Ovvero, mi spiego meglio, per riservarli esclusivamente a quella partita che si gioca nella data più vicina alla morte di Rozzi e far si che vengano usati una ed una sola volta nella stagione? Va a finire che li hanno già usati in altre gare e che io mi sbagli… non so… magari Vittorio potrebbe dirci di più.
    Poi segnalo soltanto che la prima maglia è un obbrobrio. Diciamo che il frontale potrebbe essere anche carino, nonostante le strisce discontinue. Ma il retro è ignobile… fare un quadratone nero e mettere i numeri quasi fuori dal quadratone… e per giunta sopra tutto quello spazio bianco inutile. Sarebbe stato meglio lasciare tutto bianco e le strisce giusto in fondo.
    Le altre due maglie non sono niente di che ma sono passabili.

  • ippo72

    Dell’Ascoli di un passato abbastanza recente trovo bellissime le divise della loro ultima Serie A, a righe bianche e nere strettissime, con sponsor POMPEA se non ricordo male. Le righe così larghe proprio non mi piacciono così come non mi piace il fatto che non percorrano verticalmente tutta la maglia. Riguardo uno splendido personaggio del calcio italiano, a prescindere dai colori, che fu Costantino Rozzi, mi piacerebbe che l’Ascoli avesse un po’ più di coraggio e proponesse i calzoncini rossi inseriti come colori sociali nella prima divisa bianconera tradizionale. Il fatto che il rosso stacchi nettamente dal bianconero e il fatto di inserirlo nella prima divisa farebbe ricordare immediatamente ai propri tifosi ogni volta che gioca in casa uno di quei personaggi di cui il calcio italiano avrebbe bisogno.