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Per fare un esempio di spiegazione del detto “il destino nel nome” sicuramente ci si può riferire ai San Jose Earthquakes, club californiano di calcio che milita nella Major League Soccer americana.

I terremoti, infatti, non stanno solo nel nome del club ma anche nella sua storia che, sebbene sia molto giovane (solo 40 anni) non si può dire che non sia densa di avvenimenti, cambi di proprietà, fallimenti e continue sostituzioni di loghi e denominazioni: il club della Silicon Valley, infatti, nei suoi due ventenni di vita è riuscita a cambiare più volte nome e stemma (senza contare i restlyling avvenuti su alcuni di essi).

San Jose Earthquakes kit 2014 adidas

Tuttavia, era arrivato il tempo di ricostruire e così lo scorso 30 gennaio, a 40 anni dalla fondazione originaria del club, sono state presentate le nuove divise, realizzate da adidas, per la stagione 2014 con un nuovo stemma societario cucito in petto e una away che riscopre le radici calcistiche del club.

Il progetto di ricostruzione del club ha avuto sin dall’inizio l’idea di unificare la propria storia attraverso la ridefinizione del suo stemma societario. Come abbiamo accennato, il San Jose ha modificato il suo crest ben 5 volte negli ultimi 40 anni passando per diverse elaborazioni grafiche (lo stemma usato dal ’95 al ’99 porta anche uno dei cambi del nome del club, in questo caso San Jose Clash).

Storia stemma San Jose Earthquakes

Da sinistra a destra i i crest dei San Jose Earthquakes negli anni:
1974/97 – 1988/94 – 1995/99 – 2000/07 – 2008/2013

 

Ma negli ultimi due anni, dirigenza, tifosi ed ex giocatori hanno lavorato a questa rifondazione identitaria stabilendo quali fossero i concetti cardine su cui basare il nuovo volto dei Quakes: unità, devozione ed eredità sono diventati i tre elementi che rappresentano quello che sono veramente i San Jose Earthquakes e per questo hanno voluto fare sì che venissero rappresentati nello stemma. Il nuovo logo, infatti, riflette la potenza della storia di questo club e la sinergia con i tifosi in modo da poter andare avanti come un’unica entità, “Forward as one”. E così il nuovo stemma attinge alla storia e si rinnova attraverso una rinnovata veste grafica.

Stemma San Jose Earthquakes 2014

Quando abbiamo detto che il nuovo stemma attinge alla storia, intendiamo letteralmente dal momento che il nuovo crest porta in sé elementi dei vecchi loghi societari a significare l’unificazione definitiva.

Il mappamondo nel logo del 1974 viene ripreso e inserito al centro dello stemma a rappresentare forza e unità; lo scudo triangolare, che simboleggia la comunità che sostiene la squadra, è una rielaborazione degli stemmi degli anni 2000; la scritta “Quakes San Jose 1974”  sta a sottolineare l’identità, la provenienza e la fondazione del club, con il nome in risalto come nello stemma dell’88-94 e la data scritta appositamente in rosso proprio per rendere più forte la connessione con la prima squadra del ’74 passando per il rosso del logo del 1995; infine, il pattern grafico all’interno dello scudo (le chevron) raffigurano il nome del team rappresentando il movimento delle placche terrestri che si scontrano. E proprio quest’ultima elaborazione grafica viene ripresa anche sulle maglie dei due nuovi kit.

Maglia San Jose Earthquakes 2014 home

La prima maglia mantiene i colori standard del club con il blu dominante e il nero che va a ricoprire le maniche e a riempire il colletto  a V. Le chevron del crest compaiono sul pannello frontale sfumando dall’alto verso il basso dando un effetto dinamico alla maglia. Le tre stripes adidas avvolgono le spalle e vengono riprese ai lati dei pantaloncini neri e sui calzettoni blu. Sulle maniche sono applicate le patch della MLS e la bandiera degli Stati Uniti d’America. Sul retro del colletto, la scritta “EST.1974” (Established 1974) sottolinea che questo è per il club un nuovo inizio basato sulle fondamenta del club di quarant’anni fa.

Ma la vera novità per il club californiano sta nella maglia away che torna ad essere del colore della prima maglia indossata dai Quakes nei periodi 1974-1984 e 1985-1988: rossa.

Seconda maglia San Jose Earthquakes 2014

Da allora è la prima volta che il San Jose veste una divisa total red. Non si poteva infatti unificare passato e presente non citando la red shirt indossata da George Best, Paul Child, Mani Hernandez, tutti grandi giocatori che hanno giocato in un momento in cui il calcio americano era veramente nella sua prima epoca.

La maglia quindi veste la tradizione di modernità utilizzando lo stesso template della home shirt con la medesima elaborazione grafica delle chevron sul petto ma con dettagli, come il collo a V, le strisce adidas e il bordo delle maniche in bianco. Il kit si completa con pantaloncini e calzettoni rossi. A maggior riprova dell’ennesima rinascita del club, sul retro del colletto è stata applicata la scritta con tanto di hashtag #NeverSayDie (titolo del nuovo inno della squadra) sottolineata dalla striscia che solca la schiena.

Tifosi Quakes presentazione kit 2014

La Piazza del Mercato di San Pedro era gremita di tifosi e curiosi che hanno voluto vedere il nuovo look dei Quakes, alla cui presentazione hanno partecipato anche ex stelle del club come Johnny Moore e Troy Dayak.

“Ho pensato che era eccezionale vedere migliaia di persone qua fuori in festa per i ‘terremoti’ e per celebrare la nostra storia” – ha detto il presidente del club, David Kaval – “e allo stesso tempo siamo molti ottimisti e guardiamo al nuovo stadio e al percorso da seguire per portare il club in cima alla MLS”. Kaval ha inoltre sottolineato che non ci sarà una terza divisa e che la maglia rossa sarà utilizzata anche in alcune partite casalinghe per commemorare il 40esimo anniversario del club.

Questa fase di rinascita è stata soprannominata “The Aftershock”, una ricostruzione basata su quella unità che i San Jose Earthquakes hanno in fondo sempre cercato, sulla devozione dei tifosi e su quella eredità calcistica che, nonostante le scissioni negli anni, appartiene da 40 anni ai Quakes di San Jose.

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Grande operazione di rilancio del club. Buono il nuovo stemma, forse un po’ troppo ricco di dettagli ma tutti motivati con la storia del club.
    Belle davvero entrambe le divise con le texture di fondo che è azzeccatissima. Io l’avrei proposta per tutta la maglia, senza sfumarla, anche sul retro. Ottimo il fatto che la divisa away torni ad essere rossa come quella del club neglia anni ’70/’80. Una cosa: avrebbero potuto evitare l’hashtag sul retro sotto il colletto, ricamando solo la frase.

  • LM

    Davvero molto bello il nuovo stemma, moderno e più fresco del precedente, un pò antiquato. Davvero molto belle le divise, con i dettagli tono su tono che richiamano lo stemma. Molto semplici per il resto, spero in uno sponsor semplice a riempire la maglia davanti. Buono l’abbinamento per il completo blu, pessimo per quello rosso, calzoncini neri o bianchi ci sarebbero stati meglio e avrebbero staccato meglio. in generale ottimo lavoro di Adidas, capace di dare cura anche a squadre meno importanti e seguite, dandogli un trattamento degno, al contrario di Nike, che rimarrà sotto ad Adidas, almeno per questo.

  • Magliomane

    Non riesco a giudicare le maglie americane. Squadre senza una storia su cui basarsi, che cambiano nomi, colori (talvolta addirittura città!) in continuazione, quindi di cosa dobbiamo parlare? Del lato puramente estetico della maglia? Allora dico boh, mi pare una di quelle maglie da catalogo che vendono da decathon.

    PS: Basta con sti hashtag sulle maglie!!

  • Eugenio

    Gran modo di rilanciare la squadra questo. Complimenti alla società.

    STEMMA : Lo stemma è bello, però potavano inserire un po’ più di rosso, dato che si tratta di una RIfondazione. Ad eccezione del primo, gli altri stemmi erano veramente brutti.

    HOME : L’effetto degli chevron è più apprezzabile se la maglia è indossata. Del resto è una maglia carina come tante.

    AWAY : Era un po’ ovvia la scelta della seconda maglia rossa, non ho capito perché non ci hanno pensato prima. Del resto è simile alla prima.

    Voti 8 – 8 – 8

  • andy

    belli questi articoli che ripercorrono la storia delle squadre 🙂

    le maglie mi paiono un po’ semplici

  • rudiger

    Articolo interessante per l’approfondimento sugli stemmi.
    Graficamente parlando il più affascinante è lo scorpione dei Clash. Quello nuovo a prima vista mi ha fatto pensare a una di quelle grafiche da breaking news del tg: la linea di costa della California con le onde del terremoto e il pallone a segnare l’epicentro. Però ha un grosso (e purtroppo ricorrente) difetto: è racchiuso in uno scudo, in una città, e un continente, che di scudi non ne ha mai visti. Si cerca di riassumere e nobilitare la propria storia locale e poi si scimmiotta l’aristocrazia europea: lo trovo quasi patetico.
    Per le maglie poco da dire: molto anni ’70… come tutte le adidas se si ostina a mettere ovunque le tre strisce. Non sono contrario alle strisce in se, ma messe sempre così fanno sembrare tutte le maglie del pianeta troppo simili tra loro. Non potrebbero spostarle sui fianchi, sul petto, di traverso, orizzontali, insomma: cambiare ottica per una volta?

  • Swan

    Interessante l’evoluzione dello stemma dei SJ Earthquakes anche se di quelli del passato, per varie ragioni, non ce n’è uno che mi piaccia. Quello nuovo invece non è male, una discreta combinazione tra modernità e tradizione.
    Capitolo maglie: piuttosto scarne e le chevron sfumate mi danno l’idea di qualcosa di incompleto.

  • Franco

    Secondo me delaurentiis per la divisa dell’anno prossimo riciclerà l’hashtag sul retro della maglia…
    Tanto a napoli comprano(la comprano? talvolta è autoprodotta..) perfino la camo, come fanno a farsi sfuggire una tamarrata del genere?!