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La stagione calcistica del Sudtirol è iniziata all’insegna della continuità, per quanto riguarda lo sponsor tecnico, in quanto il club bolzanino ha mantenuto Garman per il quinto anno consecutivo.

Questo legame così duraturo ha dato vita, per il campionato di Lega Pro 2016-17, girone B, a due maglie disegnate ad hoc dal brand lombardo. Andiamo a vederle nel dettaglio.

Prima maglia Sudtirol 2016-2017

La divisa casalinga, rimane, nella sua iconicità, legata alla tradizione del Sudtirol, richiamando apertamente i colori sociali del club. Il bianco predomina sulla divisa, frontalmente rimane visivamente importante la trama fulminea a rombi rossi disegnata dal prof. Antonino Benincasa nel 2013-14, e votata dai tifosi tramite un contest online.

La trama parte dalla manica destra e taglia obliquamente la divisa donandole dinamicità.

Lo stesso rosso viene utilizzato per la dicitura “FC Sudtirol” sul retro del colletto a girocollo, nonchè per le personalizzazioni. Inoltre lo stemma è posizionato al centro della maglietta e la griffe Garman è inserita lateralmente all’altezza della spalla.

Il kit si completa con i pantaloncini rossi ed i calzettoni bianchi, a loro volta decorati da due inserti obliqui rossi. In base ai colori degli avversari il kit casalingo è abbinato ai pantaloncini bianchi per un look total white.

Seconda maglia Sudtirol 2016-2017

Passando alla divisa da trasferta, la squadra tirolese quest’anno ha promosso la maglia nera come seconda, scalzando quella rossa che veniva solitamente utilizzata come away kit.

Essa si presenta total black, ma con una personalizzazione disegnata e studiata apposta per il club bolzanino: sulla parte destra è presente tono su tono, il reticolato che è stato inserito nel nuovo logo del club, modificato nel maggio 2016, al posto della trama a sacchi presente invece in quello antecedente.

logo sudtirolA differenza della divisa casalinga il colletto è a polo con una chiusura verticale a V: la stessa chiusura è un richiamo ai colori sociali del club, con una striscia rossa e bianca.

Il marchio Garman è sempre inserito sulla spalla destra ed invece il logo sociale questa volta prende posizione all’altezza del cuore.

sudtirol colletto

Due kit tradizionali ma allo stesso tempo iconici, personalizzati e ricercati. Cosa ne pensate delle maglie del Sudtirol per la Lega Pro 2016-2017?

  • Angelo Di Bello

    Stemma molto migliorato, eccezion fatta per il reticolato che mi sembra meno gradevole degli scacchi.

    La prima maglia piace, forse andavano resi meno evidenti gli scacchi. Coraggioso l’approccio della Tipografia, non è poi così male, in sintonia con l’identità della squadra.

    Sfiziosa la seconda maglia, il colletto bel tocco, unico appunto il colore della grafica, l’effetto “marrone” unito al reticolato a macchia non è il massimo.

  • hereandthere

    Carine entrambe le maglie, lavoro pulito e dignitoso. Mi piace molto il colletto biancorosso sulla maglia scura, fa molto St. Pauli.

    Il logo è stato leggermente migliorato, anche se per me rimane sempre banalotto e poco identificativo. Gli scacchi com’erano prima facevano troppo FC Bayern, ma questa specie di rete di porta è fin troppo bambinesca e amatoriale. Rimango dell’idea che l’aquila tirolese sarebbe stata l’idea migliore fin dall’inizio, soprattutto per un club che vuole presentarsi come “Südtirol”, cioè come rappresentante della provinica intera, invece che semplicemente con il nome della città.

    E infatti l’aggiunta maggiore è il nome della città nel logo, una concessione ai tifosi, che sono quasi esclusivamente bolzanini e di madrelingua italiana. È da un po’che questi chiedono che il nome venga cambiato in FC Bolzano. Nel resto della provincia, e in ogni caso tra la maggioranza tedesca, l’FC Südtirol è relativamente poco seguito. Da qui tutti i compromessi. Anche considerando che fin dagli inizi la società avrebbe voluto creare un club che rappresentasse tutta la provincia e tutti e 3 i gruppi linguistici. Ma si sa che questo in Alto Adige non è proprio facile, dato che ognuno, tende a frequentare gli ambienti nella cerchia del proprio gruppo linguistico. Cosa anche comprensibile, soprattutto in un ambiente come quello del tifo sportivo che ha una forte impronta identitaria. Basti pensare al settarismo religioso-politico nel caso di Celtic e Rangers a Glasgow.

  • squaccio

    Prima maglia molto bella, seconda compitino.

  • Daniele Costantini

    La home – questa home scaccata/trinciata – rimane per me una delle più belle maglie d’Italia, senza se e senza ma. La nuova away di questa stagione, ci può stare come esperimento estemporaneo, ma sinceramente non lo giudico un lavoro molto riuscito: sarà poi che, col fatto che il nero sembra quasi tendere al marroncino a seconda dell’illuminazione, mi ricorda davvero molto il kit 2016-17 del St. Pauli (pure lo scollo bordato di biancorosso…)

    Si scherza, eh! 😀

    http://www.soccer365.com/wp-content/uploads/2016/07/st-pauli-2016-jerseys-on-field.jpg

    Capitolo stemma. Togliere gli scacchi biancorossi era sicuramente un passo necessario, essendo un dettaglio che rendeva il logo bolzanino troppo simile a quello dei più famosi Roten di Baviera.

    Premesso questo, a mio avviso il redesign ha assunto toni generalmente peggiorativi rispetto alla precedente versione: trovo il nuovo reticolato visivamente molto “confusionario” e dal minore impatto, rispetto alla vecchia scaccatura; così come il look tridimensionale affibbiato ora al pallone, che ritengo mal si sposa con il restante stile dello stemma, al contrario rimasto bidimensionale. Sull’inserimento del nome della città, infine, non mi esprimo, non conoscendo a fondo tutti i difficili equilibri storico/linguistici del territorio.

    • Gabriele Pierini

      condivido in pieno

  • Magliomane

    Home bella per quanto puo essere bella una maglia bianca. La personalizzazione è comunque apprezzabile ed il lavoro in generale merita ben piú della sufficienza.

    Il nero per le away invece ha ampiamente stufato. Quello che una volta era un colore tabù per via delle casacche degli arbitri è ora abusato fino allo sfinimento. Oltretutto a me ste maglie nere paiono tutte uguali, quindi anche quella del Sudtirol per me è stra-bocciata.

    Logo: poco da dire, preferivo il vecchio. Quel reticolato non mi entusiasma.

  • Franz

    Ma come? Mi fai una maglia piacevole, rara considerando il contesto della lega pro, originalmente ispirata allo stemma e poi mi cambi lo stemma??? ;-D Occasione sprecata!
    Quanto allo stemma, il “reticolato” mi sembra proprio la rete della porta con il pallone che sta entrando in gol (la resa 3D del pallone da’ un’idea di movimento). Sembra pero’ lo stemma di una squadra di calcio di un cartone animato giapponese.

  • sergio59

    La home è molto identitaria, la vedi e pensi inevitabilmente all’Alto Adige o al Sud Tirol che dir si voglia. Nonostante sia nata altrove la società è ormai stabilmente radicata nel capoluogo Bolzano e di quella città la home ne richiama bene i colori. Discreta ma nulla più la seconda, come away ci può comunque stare.

  • The Italian Job

    Il cambiamento del blasone è davvero spiacevole.

    Il Südtirol, squadra che seguo con simpatia, aveva nel suo vecchio stemma un forte richiamo alla squadra più popolare nelle valli germanofone della Provincia autonoma, che gli conferiva un’impronta particolarissima da “Bayern italiano”.
    Una dichiarazione di appartenenza emotiva forse ingenua, ma certo caratterizzante e soprattutto giustificata – non si trattava di una semplice scopiazzatura dello stemma di un “top club” in stile Sassuolo-Barcelona, insomma.

    Con lo spostamento del baricentro del club verso il capoluogo, questa particolarità grafica è stata giudicata imbarazzante e inopportuna.
    Resta il fatto che il patrimonio di unicità del club è appunto quello di rappresentare un territorio speciale e ben riconoscibile, mentre la nuova “trama a maglie di rete” non rappresenta un bel niente (se non, come notato da Franz, una vaga fascinazione per i crest naif di qualche “fiction team” pensato per un pubblico di giovanissimi).

    Spero che in un prossimo futuro si scelga un simbolo che torni a riflettere orgogliosamente la natura unica del territorio di cui la squadra è espressione.
    Che siano le montagne, l’aquila rossa della Provincia autonoma, i pattern delle tegole colorate del duomo di Bolzano o cos’altro non spetta a noi deciderlo, ma così si è premiata unicamente la banalità.

    • Swan

      Sono d’accordo con te: lo stemma del Südtirol: non rappresenta nulla del territorio, giusto i colori del club.
      La cosa non mi sorprende: come ripeto spesso,in Italia lo stemma, che dovrebbe rappresentare il club ed esserene la bandiera, è considerato come qualcosa di astratto, non ci si identifica in esso, si riduce troppo spesso in un disegno semplice e banale.
      In aggiunta, il fatto che la Juve abbia appena cambiato la propria bandiera in un orribile logo commerciale porterà nel prossimo futuro molti altri club italiani a battere la stessa strada, rinnegando la propria storia ed appartenenza.
      Fu così a fine anni 70 quando la Roma passò allo stemma col lupetto, che nacque unicamente per motivi commerciali, dando il via all’era delle mascotte che imperversarono negli anni a seguire.
      Anche la maglia mi sa di incompiuta: meglio utilizzare un template a losanghe biancorosse su tutta la maglia invece che accennarlo soltanto.

    • hereandthere

      Infatti il cambiamento dello stemma è veramente poco sensato, perché non risolve nessuno dei problemi di identità e di seguito della squadra.

      Il fatto è che in Alto Adige se fai qualcosa, soprattutto negli ambiti più “popolari” come lo sport” lo devi fare tenendo bene a mente il target linguistico-etnico che vuoi raggiungere. Se vuoi cercare di accontentare entrambi ne esce una roba che non riesce a coinvolgere nessuno. Basti guardare le squadre di hockey sudtirolesi, che hanno quasi tutte più spettatori dell’FC Südtirol, ma ognuna si rivolge principalmente (anche se non sempre in modo voluto) a un gruppo linguistico ben definito. Ad esempio l’HC Bolzano è chiaramente la più “italiana” delle squadre, e a ogni partita fa 4 volte più spettatori dell’FCS.

      Comunque, in definitiva, invece che dargli un impronta bolzanina, tirolese, tedesca o italiana, si è deciso di neutralizzare lo stemma. Stemma che in realtà era già molto neutrale anche da prima, le losanghe non c’entrano nulla con la tradizione araldica tirolese, e l’omaggio al Bayern era del tutto involontario (se mai fosse stato voluto, nessuno si è mai espresso in tal senso).

      Io credo che il futuro sia veramente quello di trasformare gradualmente la squadra nel FC Bolzano che il tifo italiano vorrebbe. Ideale sarebbe poi la nascita contemporanea di un FC Südtirol, magari non a Bolzano, che riesca ad appassionare il tifo di madrelingua tedesca e ladina, dando magari vita anche a un derby, che sarebbe sicuramente più sentito di altre partite, magari più importanti dal punto di vista della classifica. Sempre citando l’hockey, come dimenticare i HC Pustertal – HC Bolzano della vecchia Serie A.

  • http://www.liberopensiero.eu Simone

    A me il nuovo logo ricorda molto più un wafer che altro: perfetto per il FC Loacker, non per il FC Alto Adige.