SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Dal rosso e dal verde non si fugge, mai. Per il resto, che si vada pure in direzione ostinata e contraria. Sembra questa la filosofia che dalla scorsa stagione permea le divise della Ternana. Una squadra con una maglia unica, i cui colori bastano da soli a presentarla, ma che ciò nonostante pare aver abbracciato, negli ultimi dodici mesi, un corposo makeover della propria, storica, uniforme.

Anche per l’annata 2014-2015 la società umbra porta vanti un’operazione che pare non curarsi delle tante critiche piovute durante l’ultimo anno, cercando tuttavia di porre rimedio a quei passi falsi, chiamiamoli così, che avevano ferocemente infuocato gli animi dei più intransigenti tifosi delle Fere.

Ternana, presentazione divise 2014-2015

Le nuove divise, marchiate ancora una volta Macron e approntate dal distributore locale 2Esse Sport, quest’anno si sono fatte pregare più del solito, svelate per la prima volta solo il 3 settembre al Ternana Store di via dello stadio. Nonostante l’attesa, i supporter accorsi al vernissage hanno quantomeno tirato un piccolo sospiro di sollievo potendo tornare ad ammirare, dopo una stagione, una vera maglia rossoverde.

A differenza dello scorso campionato, nessun pericolo circa una casacca che possa anche solo vagamente ricordare quella della loro nemesi per antonomasia: sulle spalle dei calciatori ternani scompare il rosso preminente e torna una classica maglietta a righe verticali, com’è prassi — salvo rare eccezioni gialloblù — fin dal lontano 1925.

Ternana, maglie 2014-2015

Per coloro che hanno una certa età, non potrà inoltre non dare un pizzico di nostalgia il ritorno a una palatura piuttosto larga: uno schema sovente adottato dalle Fere degli anni settanta, che portarono per la prima volta il nome dell’Umbria sul palcoscenico della Serie A; proprio la casacca indossata quarant’anni esatti fa, nell’ultima apparizione rossoverde nell’élite del calcio italiano, sembra fortemente affine alla maglia dei giorni nostri.

Parliamo di una casacca molto classica, con lo stemma sopra al cuore, e la denominazione societaria ricamata nella parte posteriore del colletto, a sua volta chiuso da uno scollo bordato da una banda rossoverde. Rispetto all’anno passato, inoltre, quasi scompare l’ossessivo ricorso al bianco, stavolta limitato a un sottile fregio che cinge il collo e a dei piccoli inserti alla base dei fianchi.

Ternana, maglia home 1974-1975

La divisa casalinga della Ternana 1974-75, caratterizzata dall’ampia palatura

 

“Quasi” scompare… poiché, come abbiamo accennato, la Ternana non torna indietro. Quella che era stata la più grande novità dell’uniforme 2013-2014, forse la più grande in novant’anni di epopea rossoverde, torna a far capolino anche quest’anno.

I classici pantaloncini neri delle Fere sembrano ormai solo un lontano ricordo, soppiantati stabilmente da due tornei a questa parte dalla loro bianca nemesi. Due piccoli tasselli rossoversi alla base sono gli unici tocchi di colore, così come accade sui calzettoni che, pure bianchi — pur se in quest’ultimo caso, il club umbro ha più volte giostrato tra varie tinte —, vedono i soli risvolti macchiati dalle tinte societarie.

Ternana, divisa home 2014-2015

Dopo un anno, possiamo giudicare la cosa con un certo distacco e trarne qualche spunto. Parlando puramente a livello cromatico, l’uso di pantaloni e calze linde non mi dispiace affatto, per uno stile che pare strizzare l’occhio al fùtbol sudamericano.

D’altra parte, si fa tuttora una certa fatica a immaginare la divisa rossoverde priva dello storico nero, completamente scomparso da quella che, nonostante una vita da “provinciale”, rimane una delle mute più famose del calcio italiano.

Ternana, maglia home 2014-2015, font

In questi casi vengono sempre alla luce i soliti dilemmi: è lecito osare e sperimentare su di un qualcosa che accomuna migliaia di persone? Oppure, guardando la cosa da un diverso punto di vista, è ancor più controproducente fossilizzarsi per decenni, stancamente, sullo stesso identico capo?

Il caso ternano è obiettivamente difficile da dirimere, più che altro perché l’abbigliamento delle Fere è uno dei pochi in cui perfino i pantaloncini, solitamente dalla marginale importanza, rivestono invece un ruolo di assoluto primo piano.

Ternana, kit 2014-2015 Macron

Fatto sta che per rintracciare un pizzico di nero, i tradizionalisti più indefessi dovranno attendere qualche gita fuori porta: è infatti nei completi da trasferta che questa tinta viene esaltata, da una parte nel solco della storia rossoverde, dall’altra con una dirompente novità.

Non c’è molto da segnalare, sinceramente, circa la stessa, medesima, identica, away spezzata bianconera già ammirata nel corso dell’ultimo campionato. Una maglia bianca con inserti rossoversi lungo i fianchi, gli stessi che ritroviamo anche su pantaloncini e calzettoni, ambedue neri. Difficile inventarsi altro da dire!

Ternana, maglia away 1968-1969

La muta di cortesia della Ternana 1968-69, un completo spezzato bianconero

 

Poco più di trent’anni fa, il compianto Beppe Viola firmò un pezzo di storia della televisione quando, di fronte a uno scialbo Inter-Milan, scherzò i tifosi di mezza Italia mandando in onda, durante la sacra liturgia della Domenica Sportiva, la sintesi del ben più vivace derby dell’anno prima, «perché quello di oggi è stato così brutto, che ve lo risparmiamo…»

Senza montarci la testa né osare minimamente paragonarci a una delle più geniali menti del giornalismo (e non), prendiamo a prestito quell’indimenticato artificio narrativo per andare a ripescare, negli impolverati cassetti della memoria, l’originale abito del tempo che fu.

Un abbinamento insolito per i tifosi più giovani, ma che ci riporta indietro nel tempo di quasi mezzo secolo, quando la Ternana soleva abitualmente sfoggiare questa divisa di cortesia anche sul manto amico del glorioso Viale Brin. Un contrasto cromatico che accompagnò capitan Marinai e compagni nella scalata dai campetti della C alle cattedrali della A.

Ternana, maglia third 2014-2015 mimetica

Tradizione e nostalgia lasciano invece il passo a innovazione e trasgressione, nella nuova third dei rossoverdi. Quella sorta di “acciaio” che era quasi divenuto una consuetudine non scritta per le terze casacche della compagine umbra, viene ripudiato in favore di ciò che, inversamente, sembra essere il nuovo must per i club della famiglia Macron: mimetizzarsi!

Anche le Fere cedono alla voglia di camouflage, con una maglia che gioca con la trama mimetica, presente su busto e schiena, virandola su toni di grigio: unici tocchi di rossoverde, lo scollo del colletto e due lunghe e marcate strisce che cingono i fianchi. Completamente nere le braccia, così come pantaloni e calze — che, per la serie “non si butta via niente”, sono gli stessi già visti addosso alla away.

Ternana, maglia third 2014-2015, font

Un kit da battaglia, approntato per la più dura battaglia della stagione. È infatti già stato rivelato che sarà questa la divisa con cui Bojinov e compagni sfideranno a Perugia i rivali di una vita, per un derby dell’Umbria che dopo nove anni d’attesa torna prepotentemente a rinfocolare il calcio regionale.

Ai più non sarà sfuggito essere queste tre uniformi che, di fatto, lavorano “di magazzino”, andando a pescare qua e la tra le varie creazioni Macron degli ultimi mesi. Ciò nonostante, la pratica rifugge dal cliché del già visto e, soprattutto per la nuova divisa casalinga, permette ugualmente di godere di un’opera originale e personale. Quello che, in fondo, ogni appassionato magliofilo cerca.

Ternana, maglie provvisorie, estate 2014

Le “provvisorie” maglie della Ternana nell’estate 2014, all’esordio in coppa e campionato

 

Cosa ben diversa da quanto accaduto all’inizio della stagione, quando le nuove mute erano ancora di la da venire, e la Ternana si era ritrovata a dare i primi calci al pallone con un abbigliamento provvisorio e quantomai discutibile: passi per le partite di Coppa Italia, dove l’undici umbro sfoggiò una maglia rossoverde molto convenzionale, mentre l’esordio in campionato vide i ternani scendere in campo con un’anonima muta bianca: in questo caso, l’effetto “maglia della salute” era davvero dietro l’angolo.

Ternana 2014-2015, divise portieri

Non sono stati dimenticati i portieri dei rossoverdi, che andranno a vestire un kit basato sullo stesso identico template, variato in tre diversi abbinamenti cromatici: celeste/nero, verde/nero e nero/celeste. Caratteristiche comuni all’abbigliamento degli estremi difensori, due grandi inserti colorati posti sopra le spalle, e un fregio grafico che corre lungo i fianchi.

Tutte casacche che, oltre ai campi della Serie B, vedremo con poche differenze anche addosso alle Ferelle della Ternana Futsal, squadra femminile di calcio a 5 che cercherà quest’anno di portare a Terni uno storico scudetto. Per gli uomini di Tesser, invece, l’obiettivo sarà quello di vivere una stagione meno tribolata dell’ultima, costantemente vissuta su di una sfiancante altalena tra la zona play-off e quella play-out.

Ternana Futsal, maglia 2014-2015

La variante della maglia rossoverde dedicata alle ragazze della Ternana Futsal

 

Il nuovo campionato degli umbri è iniziato con uniformi linde — eccetto per i top sponsor NGM e Came —, per una sorta di effetto vintage durato sino a metà ottobre, quand’è avvenuta la presentazione dei due nuovi accordi pubblicitari del club con Banca Mediolanum e Tascout. Marchi che, in particolar modo sulla colorata muta casalinga, hanno avuto un impatto decisamente rude con le strisce rossoverdi.

Ai tifosi non resta che consolarsi col fatto che, nei canali di vendita, non s’imbatteranno nelle “nuvolette” bianche di réclame. L’unico bianco storicamente consentito sulla maglia della Ternana è appannaggio della schiena, dentro a nomi e numeri, quest’anno riportati sì con un font più sobrio e lineare ma ancora arricchiti dalla silhouette di una piccola Viverna, il solo simbolo del club, alla base di ogni cifra.

Ternana 2014-2015, sponsor maglie

In definitiva, tre opzioni che si divertono a rimescolare la storia delle maglie ternane, attingendo dal passato senza tuttavia disdegnare sorprese e creatività. Un matrimonio che, com’è inevitabile in questi casi, genera un unico, grande, risultato: dividere, tra nostalgici e innovatori, tradizionalisti e audaci, eccetera eccetera eccetera…

Un refrain impossibile da stoppare, in fondo alla base della passione che unisce (e talvolta… divide!) gli appassionati della maglia. La Ternana, la sua memorabile casacca, ha ormai intrapreso un percorso stilistico che solo il futuro ci dirà se essere un fuoco di paglia, o l’inizio di un nuova epoca.

Ternana 2014-2015 pro lavoratori Ast

Beninteso, sempre colorata di rosso e verde.

Vi piace la rinnovata audacia cromatica della Ternana 2014-2015?


Photocredit: Ternana Calcio, LaPresse, Tutto Ternana

 

  • Mr.74

    Belle le strisce larghe, ma a parte questo la home non mi piace per niente, pessimo colletto, pessimo template, voto 4. La camouflage sul grigio ci può anche stare, ma rimangono le perplessità sul template, praticamente identico alla home, voto 5. La migliore è quindi la bianca, template di un paio di stagioni fa, ma discreto, in più ben posizionati gli inserti rossi e verdi, voto 6,5.

  • Faretra

    Allora, le maglie di per se sono belle, la Home in particolare mi piace molto.
    Però i pantaloncini bianchi non riesco proprio a farmeli piacere: io la Ternana non riesco ad immaginarla se non coi pantaloncini neri, e al di là di questo i pantaloncini bianchi non mi piacciono nemmeno a livello di estetica.
    Osare e innovare è giusto, ma va fatto entro un certo limite: la maglia del Milan di quest’anno può piacere o meno, ma è comunque una maglia a strisce rosse e nere, quindi accettabile; qui si stanno modificando i colori, che per me sono intoccabili.

  • aldo

    Intanto complimenti per il bel servizio, per quanto riguarda la maglia devo dire che la trovo bella,sobria, il bianco poi non è per niente invadente si limita allo scollo,e tra l’altro si sposa bene anche con i pantaloncini che col bianco appunto danno più leggerezza alla divisa stessa
    Insomma una buona proposta da Macron, anche se questo modello mi sembra di averlo già visto indossato da qualche altra squadra, ma questo non toglie nulla alla maglia che risulta gradevole.
    Gli sponsor tutto sommato non rovinano più di tanto la divisa, e si inseriscono abbastanza bene tra i colori delle fere.
    Buona la vestibilità e la qualità generale della maglia

    Voto 7

  • Tux

    Passi per la palatura larga, ma allora più che mai preferirei un verde più aggressivo, meno acceso e più cupo (come quello bellissimo delle immagini d’altri tempi). I pantaloncini e calzettoni bianchi sono un’innovazione invadente, ma per una stagione possono andare.
    Nella media la away, bella la third (una delle camouflage meglio riuscite del lotto Macron).

    Articolo bellissimo scritto benissimo.

  • Swan

    Taglio e vestibilità della home mi sembrano buone, ma non essendo un fan delle strisce larghe non apprezzo questa maglia più di tanto.
    Il fatto che panta e calze siano bianche a me non disturba affatto, anzi da un certo punto di vista meglio così, si evita di vedere il milionesimo kit away all white.
    Maglia away solita banalità bianca con inserti dei colori sociali, l’abbinamento con panta e calze nere la rende meno noiosa.
    La camo non la commento neanche, tristissimo apprendere che verrà usata nel derby col Perugia.
    Ultima cosa: mi piacerebbe rivedere la Ternana con calze verdi come nel 1974, e magari anche ad hoops rossoverdi.

    • Daniele Costantini

      Le hoops per la Ternana stuzzicano anche me. Tra l’altro, un dettaglio che in Italia ha per decenni contraddistinto la Sampdoria, squadra legata ai rossoverdi da uno storico e saldo gemellaggio…

      Sulla camouflage da usare nel derby umbro, chiarisco che Perugia e Ternana, a seconda di chi si trovasse in trasferta, hanno sempre giocato questa sfida con la maglia di riserva (di solito, Grifoni in total-white a Terni, e Fere in bianconero a Perugia). Quindi, che la Ternana scenda in campo al Curi con away o third, la vedo indifferente… Poi, certo, se la sola vista del mimetico genera in te (cit. Fantozzi) “fronte imperlinata, salivazione azzerata e dolori tipo parto”, allora non entro nel merito! 😀

      • Swan

        Ottima citazione e piuttosto calzante, gli effetti alla vista di maglie camo nel calcio mi procura effetti simili.
        Nello specifico del Perugia, e ci aggiungo il Vicenza, credo che Macron abbia voluto cavalcare l’onda lunga delle maglie commissionate da De Laurentiis per il Napoli, vedere che effetto fa proporle in altre piazze, con Lazio e Bologna hanno preferito non rischiare.
        Ne hanno confezionata una anche per il Milwall, ma per una sola partita, il cui scopo era raccogliere fondi per l’associazione dei reduci di guerra nel centenario del WW1 con la loro vendita, iniziativa lodevole.
        Ciò che mi fa rabbia è vedere proposta una maglia che come una con i teschi, con i brillantini od altro è figlia di una moda kitsch che col calcio non ha nulla a che fare.
        Per la Ternana avrebbero potuto fare un kit gialloblù come pescando nella storia del club, invece ecco la solita maglia bianca comune a migliaia di squadre, ed un’altra quantomai irrispettosa.

        • Swan

          “Nello specifico del Perugia…”, volevo dire della Ternana.
          Commento scritto in fretta e mal strutturato, spero si capisca lo stesso.

  • rudiger

    “Dopo un anno, possiamo giudicare la cosa con un certo distacco e trarne qualche spunto. Parlando puramente a livello cromatico, l’uso di pantaloni e calze linde non mi dispiace affatto…” (cit.)
    Non sono d’accordo. Per quanto mi riguarda, proprio sul piano estetico, accostare pantaloncini e calzettoni bianchi a maglie molto colorate e contrastate come questa, finisce inevitabilmente per generare l’ “effetto mutandoni”. Anche per rispondere alla domanda finale dell’articolo: una vera innovazione, volendo proprio eliminare il nero, sarebbe stata giocare sul rossoverde anche di sotto, oppure scegliere uno dei due colori come dominante. Così è una resa alla banalità.
    Le due maglie alternative non le commento per non consumare inutilmente i tasti del mio computer. La prima non è male con le bande larghe, anche se accostata alla provvisoria e, soprattutto, a quella storica, non ci fa una bella figura. Lo sottolineo ancora una volta: ogni maglia che cita una precedente degli anni 60-80 perde inesorabilmente il confronto.

    • dario

      Non sono d’accordo su una parte del tuo commento.
      Di sicuro utilizzare calzoncini e calzettoni o rossi o verdi non è il massimo dell’originalità.
      Però i team che storicamente utilizzano calzoncini e calzettoni cromaticamente differenti dai colori sociali, quando riprendono i colori della maglia il risultato è quasi sempre ottimo. Banale ma ottimo.
      Mi viene in mente il Lecce degli anni ’90 e 2000 che abbandonò i pantaloncini blu per adottare il rosso della maglia: tutto si può dire, ma non che quelle fossero brutte divise. Il nero (o il rosso di inizi anni ’80) del Milan non mi dispiace per nulla, e in epoca di pantaloncini che arrivano fin sotto le ginocchia evitano quell'”effetto mutandoni” di cui parlavi.
      Ah! Dulcis in fundo, guarda la tua Roma: mi dispiace se per i puristi io sto per dire una bestemmia, ma calzoncini e calzettoni rossi fine ’80 e primi ’90 sono insuperabili. Le divise più belle della Roma furono quelle. Sabato contro la Samp, la Roma in trasferta ha dovuto utilizzare una divisa tutta rossa: beh… spettacolo!

      • rudiger

        Devo chiarire che non invoco calzoncini rossi o verdi per la Ternana ma, piuttosto che bianchi, li preferirei colorati.
        In quanto alla Roma, per gli stessi motivi, anche io, come molti romanisti, preferisco la divisa interamente rossa, con più o meno inserti gialli, ma senza calzoncini bianchi ne calzettoni neri. Ogni volta che giochiamo così, soprattutto con le divise degli ultimi due anni e soprattutto senza sponsor, resto incantato dalla dirompente bellezza dei nostri colori.

        • dario

          Inoltre occorre anche considerare il fatto che i pantaloncini bianchi (che siano della Roma, del Milan, del Bologna o del Torino), seppur “storici”, sono oggettivamente “banali in sé”, dato che furono utilizzati come scelta obbligata da mezza Italia (agli albori del calcio era difficile reperire materiale tecnico di altro colore).
          Secondo me possono tranquillamente essere accantonati senza nessun senso di colpa verso la tradizione.

        • FDV

          In molti casi sposo in pieno la posizione di Dario sull’impersonalità dei pantaloncini bianchi.
          Tre esempi su tutti: Italia, Olanda, Roma.

          Invece sulle altre tre squadre citate resto un po’ più legato ai pantaloncini bianchi. Il Torino come omaggio all’epoca del Grande Torino, seppure non disdegni il completo granata.

          Le divise di Milan e Bologna invece si esaltano con i pantaloncini bianchi, mentre diventano banalissime con quelli rispettivamente neri e blu. Senza fare nomi di altre squadre, per non sembrare irrispettoso, abbandonando lo spezzato, Milan e Bologna perderebbero la propria identificabilità.

        • rudiger

          Sulla storicità dei pantaloncini bianchi (e ci associo i calzettoni neri) siamo assolutamente d’accordo. Ciò non vuol dire ovviamente eliminare dal mondo del calcio i pantaloncini bianci: al Real stanno benissimo per esempio 🙂
          @FDV Per me le strisciate acquistano fascino se i pantaloncini non sono bianchi. Fa eccezione la Jeve che trovo molto elegante col sotto bianco (ma in questo caso è anche uno dei due colori sociali).

        • rudiger

          Sul Torino sono combattuto: da una parte ci sono i pantaloncini bianchi e i calzettoni neri che rimandano a un monumento di squadra, e forse rinunciarci è ingiusto; dall’altra c’è la (mia) estetica 🙂

        • dario

          @ FDV
          Volevo proprio analizzare il caso Milan, perché oggettivamente “particolare”.
          Attenzione, chiaramente non sto dicendo che il Milan è l’unica squadra legittimata ad utilizzare i pantaloncini bianchi, ma per due ragione è più difficile per il Diavolo separarsene:
          1) squadre come Torino e roma (un po’ meno il Bologna) ci hanno abituati storicamente a mutamenti cromatici di calzoncini e calzettoni, dunque l’alternanza periodica tra il bianco e il colore sociale predominante risulta meno traumatico per il tifoso. Il Milan, a parte brevissime parentesi, non l’ha mai fatto: all’alba del 2015 se il Milan si presentasse al Meazza coi pantaloncini rossi, credo che la gente abbandonerebbe gli spalti;
          2) il Milan è forse l’unica squadra al mondo di un certo spessore internazionale che considera la seconda maglia sacra e intoccabile tanto quanto la prima (sicuramente per via dei successi ottenuti in maglia bianca), dunque un richiamo bianco nella home è quasi d’obbligo. Non è per nulla azzardato considerare il bianco come il terzo colore sociale del Milan.
          Nonostante ciò, da milanista, non sono per niente ostile ad un “azzardo sperimentale” del colore dei pantaloncini del Milan.

        • dario

          @ Rudiger
          Sì, se il bianco fa parte dei colori sociali (Real, Juve) la scelta è obbligata e la migliore che si possa fare.
          Ps Chiedo scusa a romani e romanisti per aver scritto “Roma” con l’iniziale minuscola: scrivevo di fretta.

    • Daniele Costantini

      Ho già scritto in passato che, per quel che mi riguarda, in alcuni casi il pantaloncino bianco contribuisce a “esaltare” ancor più i colori della maglia: è il caso del Milan, del Bologna e, per quella che è la mia opinione, anche della Ternana, che non mi dispiace affatto vedere in questo abbinamento simil-Fluminense.

      Tra l’altro, non ho mai compreso l’avversione di alcuni verso il “semplice” pantalone lindo. O almeno, spesso sento criticare il colore di questo capo prettamente perché legato al passato; ma inversamente, per le maglie, sovente si rimarca la nostalgia verso… quello stesso passato! 😀

      Capitolo Roma, che vi sta sempre tanto a cuore 🙂 Da esterno, considero i completi total-red degli anni ’80 e ’90 – e spero di non scatenare un putiferio – i peggiori della storia del club; più che altro, perché parliamo di una squadra che è “giallorossa” (per quanto, ormai, aranciorossa) e non “solorossa”. Io continuo a preferirla coi “mutandoni” 😀 e anzi, se si vuole cambiare, allora sperimenterei pantaloncini gialli…

      • Swan

        Concordo in pieno. Riguardo ai colori attuali della Roma direi amarantoarancio, giallorosso è il Lecce.

      • rudiger

        Apprezzo troppo i tuoi interventi per risponderti a tono sul vilipendio alle divise anni ’80 e all’ipotesi dei pantaloncini gialli 🙂
        “Putiferio” è la parola giusta.
        Più seriamente la maglia (l’unico elemento che interessava ai primordi) era stabilita rossa “bordata” di giallo, come a dire che il giallo era, ed è, il colore gregario: indispensabile ma minoritario.

        • Daniele Costantini

          …quindi, il tuo avatar vìola palesemente la regola del giallo “minoritario” 😀

          Battute a parte, ci sarebbe da fare un discorso a parte sull’ormai annosa questione dei colori sociali romanisti: da un “giallo” che da stagione a stagione passa dall’oro all’arancione, a un “rosso” che a seconda del fornitore diventa porpora o amaranto.

          Circa l’uso del giallo nella divisa, sarei sì curioso di vedere un abbinamento del genere per la home, ma ancor più vorrei ammirare tale dicotomia per la away, a tinte inverse (maglia gialla e panta rossi); una soluzione che, salvo un’effimera comparsata nel secondo dopoguerra, non è stata mai più riproposta a Roma, e a cui invece attingerei subito per “rompere” con le solite, arcinote, magliette bianche…

  • Gusto

    Complimenti per l’articolo, stupendo! Comunque ritengo che sia proprio la maglia “provvisoria” indossata durante l’estate, assieme a pantaloni e calzettoni neri, a rappresentare la vera uniforme delle fere.

  • dario

    Una cosa di per sé perfetta, modificandola puoi solo peggiorarla. Esistono maglie così particolari ed uniche (Ternana, Sampdoria, S.P.A.L, Cremonese…) su cui non è consentito sperimentare. Ma non per conservatorismo, perché non puoi fare altro che imbruttirle: è questo il caso delle maglie della scorsa stagione della squadra umbra.
    Quella di quest’anno ha superato l’esame, ma non capisco i pantaloncini bianchi (orrendi): calzoncini e calzettoni neri sotto una maglia rosso-verde sono una chicca nella chicca. Rendono unici una maglia unica. E non capisco come un’azienda come Macron, storicamente attentissima alla tradizione dei team, non possa capire una cosa del genere.
    Stendo un velo pietoso sulla terza maglia del Napoli riciclata per la Ternana: non credo occorrano ulteriori commenti.

  • Matteo Perri

    Per dovere di cronaca, la Ternana e Macron non hanno un contratto diretto, come evidenziato dall’articolo c’è un rivenditore di mezzo. Di conseguenza le scelte effettuate, come ad esempio i pantaloncini bianchi, non sono state decise dal marchio bolognese.

  • Sepp Pelligra

    La macron colpisce ancora…. le bande sono eccessivamente larghe, più che di strisce mi danno l’idea di un palo verde su fondo rosso… la away è semplice ma forse troppo anonima… la terza camouflage non la commento che è meglio

  • Geeno Lateeno

    Erano meglio quelle provvisorie

  • F093

    L’abbinamento della iconica maglia rosso-verde con i pantaloni bianchi è calzante come i pantaloni della tuta con i mocassini lucidi.

    Coerenza nelle scelte e rispetto della storia. Non chiediamo altro.

    F093
    old style

  • FDV

    A parte la notevole gravità dei pantaloncini bianchi anziché neri, la prima maglia rispecchia il mio ideale di maglie della Ternana, in particolare a livello di proporzioni delle strisce. Bene la prevalenza del verde dopo una stagione in cui dalle spalle al petto c’era un pezzo di maglia del Perugia.

    I pantaloncini e calzettoni neri nella seconda divisa mi sanno proprio di beffa.

    La mimetica ho imparato piuttosto presto ad apprezzarla e questo caso non fa eccezione ma avrei mantenuto più scure le tonalità delle macchie grigie.

    • Daniele Costantini

      Personalmente, le maglie mimetiche continuo a vederle come un qualcosa di totalmente estraneo allo stile calcistico; ciò nonostante, devo dire che la proposta della Ternana, tutta giocata su toni di grigio, la reputo fin qui la più digeribile (o se vogliamo, la meno peggio…) 🙂

  • upuntou

    Sono l’unico a ritenere molto più interessante la prima maglia “provvisoria” di questa appena presentata?

    P.S. Accendo ceri a santi e madonne affinchè la mia Lazio non sia contaminata da Macron dal “camo-virus”..

  • Magliomane

    Meglio, molto meglio dell’aborto dello scorso anno, pero’ – santiddio – i pantaloncini della ternana sono neri!!!! NERI!! N-E-R-I
    Non mi sembra cosi difficile da capire!

    Il camouflage poi ha davvero stufato, oltre che brutto, ormai non e’ nemmeno piu una novita.

    Voto complessivo, 4.

  • Dukla

    Non posso non commentare la maglia della Ternana che, a mio parere, è tra le più belle ed originali d’Europa! Sono contento sia per le strisce larghe che per l’esclusione del “blasfemo” rosso dell’anno scorso e credo che “osare” il mitico calzoncino nero sarebbe stato veramente il top! Tuttavia, la maglia rossoverde è troppo bella per criticarla: almeno i calzoncini neri li vedremo sulla seconda maglia. La mimetica la preferisco a quella del Napoli dell’anno scorso ma la mia sensazione generale è – comunque – che il camouflage non ci “azzecchi” troppo con il calcio. Purtroppo la home rivista con il pataccone dello sponsor perde molto, ma … è il calcio moderno! Peccato davvero per il calzoncino nero… oltretutto giorni fa ho visto la Fiorentina con il calzoncino nero e l’effetto è stato fantastico…

  • squaccio

    Innanzitutto complimenti per il lunghissimo e bellissimo articolo con le tante foto chemigliorano il tutto.

    Passando alle maglie, credo che questa misura di righe sia quella giusta per la Ternana.
    Mi dispiace, e non molto, per l’assenza dei calzoncini bianchi; ma essendo presenti nella nera…chissà…

    Le altre: passabile la camo, insipida la bianca.
    Discrete quelle dei portieri.

    Ps: ma la Ternana storicamente ha i numeri bianchi o gialli ?
    Quella di Miccoli li aveva gialli e forse stanno anche meglio…il bianco sulla maglia dell Ternana non ce lo vedo proprio.

    • Daniele Costantini

      Ammetto di non aver mai approfondito l’argomento ma, da quel che so, i numeri della Ternana sono sempre stati, per larga parte della storia del club, bianchi ( http://i.imgur.com/OZAB4r3.jpg ).

      Il giallo dovrebbe essere un’invenzione nata nel corso degli anni ’90, credo imputabile alle forniture Erreà, saltuariamente riproposto da lì in avanti ma non affine in senso stretto alla “tradizionale” maglia rossoverde.

      Certo, il giallo è comunque una tinta che fa parte della storia societaria, presente nello stemma e già usata perfino come colore sociale a fine Anni ’20 – quando, per celebrare la nascita della provincia di Terni, la squadra abbandonò per qualche stagione il rossoverde in favore di una maglia gialloblù, i colori del nuovo gonfalone provinciale ( http://i.imgur.com/5YKRL17.jpg ).

    • FDV

      Io i numeri gialli sulle maglie della Ternana li ho sempre personalmente interpretati come dettati dalla volontà di evitare ogni contatto tra il bianco ed il rosso sulla maglia. In questo vedevo un’affinità estetica oltre che concettuale con il Barcellona, targato Nike dal 1997-98 e che da quell’anno ha eliminato il bianco del Real a partire dai numeri.

      http://www.blaugranas.com/media/galeria/25/9/7/3/5/n_f_c_barcelona_varios-3805379.jpg

    • gusto

      I numeri sono SEMPRE stati bianchi ad eccezione di qualche stagione tra gli anni 2000 e 2010

      • Roberto 85

        Per la precisione, sono stati gialli dalla stagione 2006/07 alla stagione 2012/13… E non erano affatto male!

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Bene il kit home, a me il verde-rosso abbinato al bianco piace parecchio. Allo stesso tempo però mi piace anche il nero. Ecco, l’importante è non vedere la Ternana con pantaloncini verdi o rossi. Poi i tifosi ovviamente saranno attaccati, giustamente, alla tradizione, ma a me la divisa delle Fere con i pantaloncini bianchi garba.
    Bene anche il secondo kit, l’abbinamento del bianco e del nero sa molto di calcio retró; infatti la divisa richiama quella di cortesia ’68/’69. La maglia non è brutta, ma per i miei gusti troppo asimmetrica.
    La maglia third camouflage nero-grigia l’avrei evitata, proponendo un altro stile.
    Brutta la font per nomi e numeri.

    • Roberto 85

      Mah… Per me, mille volte meglio i pantaloncini rossi o al limite anche verdi piuttosto che quelli bianchi, che sono il peggio assoluto!

  • cisky

    Il camuflage mi è sempre sgradito. Il pantaloncini sarebbero meglio neri. Il fatto che in ultimi anni capiti che alcune società inizino la stagione senza ancora le nuove maglie pronte e che altre presentino le nuove maglie già nell’ultima gara di stagione precedente è paradossale.

  • Ferellemania

    Grazie per la citazione della Ternana Femminile, articolo competente e completissimo! Complimenti!

  • Gianluca

    L’articolo è molto ricco ed approfondito, vorrei però cercare di fare una critica costruttiva… ci sono alcuni esempi di uso del lessico alquanto opinabili… “scherzare” è un verbo intransitivo, “nemesi” significa vendetta (che il bianco sia la vendetta del nero è un po’ bizzarro) e “lindo” significa pulito, ordinato, quindi anche un pantaloncino nero, blu, o verde che sia può essere lindo… scrivo questo perché questo sito è visitato da migliaia di persone, e credo sia bene mantenere un certo livello linguistico… lo dobbiamo alla nostra lingua. Spero di non aver offeso nessuno, ripeto l’articolo in sé è fatto molto bene.

    • Daniele Costantini

      Ciao Gianluca, già scrissi in passato che ogni critica, se solida e costruttiva, è sempre benvenuta 😉

      Sui termini “nemesi” e “lindo” hai parzialmente ragione. Nemesi è sì una figura che nasce col significato originario di vendetta, ma oggi è una parola comunemente usata anche per indicare situazioni di contrapposizione (come ho fatto nel testo, in questo senso, per Perugia/Ternana e bianco/nero).

      Lindo, cosa forse meno conosciuta, può indicare anche qualcosa di chiaro come per l’appunto il colore bianco; anche se ammetto che in questo caso il termine è più affine con concetti intangibili… l’ho usato, più che altro, per evitare di scadere nelle solite ripetizioni.

      Sul verbo “scherzare”, invece, ti devo contraddire: è possibile usarlo sia in maniera intransitiva che, come ho fatto io, transitiva ( http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/S/scherzare.aspx?query=scherzare ).

      Detto questo, ti ringrazio comunque – anche a nome, credo, di tutti gli altri collaboratori del sito – per aver letto TUTTO l’articolo; cosa rara, credimi… 😀

      • Gianluca

        Mi sorprende (positivamente) che Hoepli contempli l’uso transitivo del verbo il treccani non lo amette http://www.treccani.it/vocabolario/scherzare/; deve essere di recente introduzione visto che ho sempre letto il contrario. Ne sono felice perché da lombardo ne faccio gran uso nella lingua parlata, ma più di una volta ho dovuto ovviarlo nello scritto. Ora potrò usarlo tranquillamente 🙂

        • Gianluca

          ammette, non *amette… maledetta tastiera…

  • http://www.irelandshirts.com/assets/image/Crest%202.JPG out of mind

    Stop al mimetico!

  • MARCO089

    Prima e Seconda sono delle gran belle maglie, la terza tra tutte le camouflage che ho visto secondo me è la migliore

  • Roberto 85

    Da simpatizzante delle Fere, devo dire che questa idea dei calzoncini bianchi al posto dei neri è quanto di peggio si potesse immaginare per la “nostra” divisa. Io non sono di Terni, ma mi sono innamorato della Ternana ormai quasi una ventina d’anni orsono proprio per lo splendido abbinamento cromatico maglia rossoverde-calzoncini e calzettoni NERI. Ora, devo ammettere che negli ultimi due anni sto facendo parecchia fatica a seguire le gare casalinghe delle Fere, che in versione Portuguesa o Maritimo quasi non riconosco più! Se proprio si voleva innovare, si poteva aggiungere un po’ di giallo (ma non di bianco!) alla divisa. In ogni caso, la maglia da sola è migliorata rispetto all’obbrobrio inguardabile della scorsa stagione, ma con il bianco al posto del nero il giudizio complessivo non può essere positivo.
    Voti:
    Home 5 (7 la maglia e 3 i pantaloncini)
    Away 5,5 (un po’ spoglia)
    Third 4,5 (non amo il camouflage)

    P.S. a me la maglia Home rossoverde usata nel precampionato in realtà piace molto, forse anche più di quella “vera”!

  • Luca M

    la prima non è semplicemente da ternana, le strisce sono effettivamente molto larghe (detto da uno che le strisce strette le detesta), i colori mi sembrano anche un po’ sfocati (di sicuro è solo una mia impressione): voto 6. seconda anonima ma poteva essere peggio: voto 6.5. terza utile nel medio oriente ma non tanto in italia: voto – oo.

  • sergius

    Considerata la discussa home della passata stagione, quella da Fluminense più che da Ternana per capirci, era difficile fare peggio e questa appare già più appropriata alla maglia rossoverde degli umbri. Sia chiaro che non mi entusiasma perché per me la home della Ternana dovrebbe essere rossoverde a strisce medie, pantaloncini rigorosamente neri e calzettoni preferibilmente verdi. Almeno a me piacerebbe così. La maglia bianca ci può stare mentre la mimetica che ho già potuto ammirare (se fa per dire) in azione, personalmente la trovo una porcheria nè più nè meno come quelle utilizzate in tempi recenti dal Napoli e non solo. Per me queste non sono maglie di calcio, la fantasia per le maglie di calcio ci può pure stare, ma devono essere pur sempre maglie di calcio.

    • Daniele Costantini

      Rispondendo sia a te che a Luca M qui sopra, vado controcorrente e dico che, fosse per me, la canonica maglia della Ternana avrebbe sempre una palatura piuttosto larga – come quella proposta quest’anno -: una scelta che, per come la vedo io, esalta ancor più le sue uniche e originali tinte rossoverdi.

      In una casacca con pali medi e/o sottili (come l’anno passato), guardandola in campo avrei invece l’impressione che il rosso e il verde vadano a “fondersi” assieme, “mascherandosi” a vicenda in un miscuglio cromatico inestricabile…

  • Alessio

    Da tifoso della Ternana, posso dire che la prima maglia di quest’anno è decisamente migliore di quella dell’anno scorso.
    Non siamo ancora al non plus ultra (i colori sociali delle Fere sono più vivi), ma è una bella maglia.
    Non condivisibili i pantaloncini e i calzini bianchi, estranei alla storia del club e piuttosto anonimi. Assai più consono il nero.
    Seconda maglia normale. Apprezzabile.
    Terza maglia ovviamente molto discutibile.

    Grazie per l’ampio articolo dedicato alla Ternana!!!

  • Danielsan

    Complimenti per l’articolo innanzitutto.
    E da ternano ti dico anche GRAZIE.
    Io adoro le strisce larghe, si vede meglio da lontano il contrasto rosso e verde. Preferirei un verde meno acqua e più prato… e i calzoncini neri.
    Però rispetto all’anno scorso VA BENE TUTTO