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Nella vita ci sono momenti in cui devi fare una scelta, non si può tifare per due squadre.

Si può riassumere in questa frase l’originale campagna “No se pueden tener dos equipos”, promossa dal Malaga CF con un video che anticipa il big match di stasera contro il Real Madrid.

Nel filmato di un minuto, con la canzone Corazón Loco in sottofondo, un ragazzo dipinge tre strisce verticali con la vernice azzurra su una maglia del Real Madrid. L’obiettivo è quello di raffigurare la maglia biancazzurra del Malaga. Semplice, ma di grande impatto.

Il club andaluso cerca così di “combattere” quelli che in Italia sono simpaticamente definiti doppio sciarpisti. Un problema, se così lo si può chiamare, che a quanto pare è radicato anche all’estero. Nell’attesa della partita ci rimane un solo dubbio: la maglia pittata sarà già diventata un oggetto da collezione? Che fine avrà fatto?

  • FDV

    Meraviglioso, onore a loro!

    • rudiger

      Macome? Scucire l’odiato stemma non si può fare, e verniciare una maglia si? 🙂

  • lfc

    Semplicemente spettacolare! E per la partita FORZA MALAGA!

  • squaccio

    Rispetto tutti ma trovi ridicole le persone che essendo nate nel paesello, tifano per lo squadrone di serie A senza mai essere andate nello stadio locale.
    Al limite si puo’ simpatizzare quando gioca in coppa.

    Sono di Foggia e tifo Foggia sia quando eravamo ad un passo dall’Uefa che quando l’anno scorso abbiamo fatto i dilettanti.
    Ed invece nella mia città è un fiorire di Juventus club e Roma club…bleah…

    • rudiger

      Per quanto un Roma club… 🙂
      Comunque, dai, uno di Frittole ha pur diritto a sognare una champions’.

  • rudiger

    Bell’idea. avrei aggiunto vernice bianca per coprire le tre strisce adidas e cambiato la frase con “No se pueden tener seis estriscias” 🙂

  • Alessio

    In Italia è pieno di gente così.
    Basta vedere quanti tifano una squadra di club e poi financo la nazionale.
    Brutta gente.

  • Daniele Costantini

    La campagna è da dieci e lode. Non mi ritrovo molto, invece, nel messaggio di base, né alle critiche emerse nella gran parte dei commenti.

    Dov’è scritto che si è obbligati a tifare unicamente per la/e squadra/e della propria città? Nessuno mette in discussione l’amor patrio, né tantomeno chi preferisce la partita di quartiere a quelle dei piani alti… ma il calcio, e soprattutto il tifo, non è razionalità (e il campanilismo arriva fino a un certo punto): è invece più che altro istinto, passione e un po’ di sana follia.

    Ci sono tanti motivi diversi per appassionarsi a una squadra, e l’appartenenza geografica è solo uno di essi. Una squadra può colpirti per un campione, per un tipo di gioco proposto, per un exploit sportivo, perfino senza un motivo preciso… e soprattutto – in questo sito dovremmo saperlo più che bene – per i colori della maglia (penso a club come la Fiorentina o la Sampdoria, che proprio grazie ai propri, unici, colori, annoverano un bacino di tifo che va sicuramente al di là di Firenze e Genova).

    I casi-limite di “doppiofedismo” (50/50) non li comprendo appieno neanche io, ma ad es. non vedo nulla di male nell’affiancare il tifo per la propria squadra del cuore a una “simpatia” per il club cittadino o della regione; sono per l’appunto, simpatie spesso dettate puramente da ragioni geografiche (e non ho remora ad ammettere che anche io mi ci ritrovo), ma che alla fin fine lasciano il tempo che trovano, e non vanno ad intaccare minimamente l’unico, vero, tifo.

    • Flying fenders

      Sono salentino, di Tricase, eppure tifo Sampdoria. Nel 1987, avevo sei anni, andai a Genova a con i miei genitori e vidi LA maglia. Quell’esplosione di colori, quell’unicità dello stile e dell’abbinamento mi conquistarono al primo sguardo, e ancora oggi è così, ogni volta che la vedo.

      • rudiger

        Successe anche a me: a sette, otto anni, con l’innocenza della spontaneità mi dichiaravo tifoso di Samp e Fiorentina, solo per il colore delle maglie. Poi, la consapevolezza, la razionalità, la storia, il contesto personale e l’amor di patria mi hanno fatto fare (fortunatamente) l’unica altra scelta possibile 🙂
        In questo sono d’accordo con Daniele e Squaccio: simpatie quante ne vuoi, ma “tifo” solo per una. Però, provoco, e chi si prende anche una squadra estera? Doppiofedismo anche quello?

        • Stavrogin

          Rispondo alla tua ultima provocazione. Secondo me è davvero difficile che per una squadra estera possa maturare un tifo simile a quello della squadra del cuore. Simpatie anche forti sì. Ma anche solo il fatto di non poter seguire un campionato estero con gli stessi strumenti (stadi/media/community/colleghi-amici-bar/etc) con i quali si seguono da vicino le vicende di una squadra italiana.

          Sul tema in generale… da tifoso viola non fiorentino, non posso che concordare con Daniele che sottolinea come l’appartenenza geografica sia solo uno dei possibili motivi di tifo. Io tifo viola ma ovviamente simpatizzo per il Catania e lo seguirò anche in B. Quando torno a Catania mi capita spesso di andare allo stadio, da vero e proprio tifoso rossazzurro ammetterò. Però se la partita fosse Catania-Fiorentina, non mi porrei neanche il problema, la fede viola è l’unica.

        • Stavrogin

          Uh, non ho finito una frase: “anche solo il fatto di… blablabla… fa una certa differenza”

        • Eleonora

          io al contrario: prima il mio Messina, poi il Milan per una questione affettiva… e di blasone! Eh, mi piace lo spettacolo, che ci posso fare? Ma prima di tutti, il Messina!

  • Andy

    Io un anno avevo fatto sia l’abbonamento all’inter che alla squadra della mia città, Lugano 🙂

  • LM

    Bella iniziativa, è ovvio che puoi tifare le squadre che vuoi, ma nel mondo dello sport è giusto supportare la compagine locale, che sia titolata o meno, non tifare sempre le squadre più vincenti o popolari. Se si va a Barcellona, si potranno vedere, la domenica, molti bambini e famiglie con i colori biancoblu, non azulgrana, infatti sono tifosi dell’Espanyol, squadra di buon livello ma totalmente oscurata dal Barça, e questo è tifo vero, tifare una squadra della propria zona. Davvero una bella iniziativa.