Il più clamoroso degli autogol. Solo così possiamo descrivere quanto sta accadendo dalle parti di Elland Road dallo scorso 22 gennaio, quando il Leeds United ha ufficialmente svelato quello che, nei piani, dalla stagione 2018-2019 dovrebbe diventare il suo nuovo stemma.

Nuovo e già da buttare, potremmo dire: poiché a giudicare dalle feroci reazioni che è stato capace di scatenare, questo disegno è destinato a essere un qualcosa di breve durata, molto breve…

Leeds United, stemma 1998

L’ultimo stemma del Leeds United, in uso dal 1998

Ma partiamo dall’inizio. Il 2019 sarà l’anno del centenario per i gloriosi Whites, che soprattutto tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso scrissero memorabili pagine di calcio, prima in Inghilterra e poi in Europa. Proprio in vista di questo storico traguardo, il club ha deciso di rifarsi il look dotandosi di un nuovo simbolo: non una novità per i Loiners, che nel corso della loro storia hanno già vissuto dieci cambi di crest, peraltro quasi tutti molto differenti tra loro.

Risale al 1999 il più recente redesign delle insegne della squadra, tuttora in uso in questa stagione; ma anche un marchio che fin da allora si porta appresso un certo disamore da parte dei tifosi, i quali raramente si sono sentiti rappresentati da questo panciuto scudo ovale — nonostante la presenza della rosa bianca di York, che dagli anni Ottanta è di fatto un tutt’uno con la squadra.

Leeds United, maglia Home 1998-2000, Ian Harte

Harte con il kit Puma del biennio 1998-2000, il primo a sfoggiare l’ultima versione dello stemma Whites.

Stemma Leeds United 2018 (forse…)

La volontà di un forte cambiamento, è stata la scintilla che ha spinto il Leeds United a un corposo rinnovamento della propria immagine. Un processo lungo sei mesi, e che nelle parole (subito fatte sparire dalla rete!) dell’amministratore delegato Angus Kinnear, avrebbe coinvolto oltre diecimila persone legate alla squadra, come leggende passate e giocatori attuali, personale e proprietà del club, partner nonché rappresentanti delle comunità di Leeds e Yorkshire.

L’esito di questa massiccia chiamata, ha portato i Peacocks a focalizzarsi su precisi concetti sopra cui cementare l’operazione: la succitata freddezza verso l’odierno crest, e la voglia di un netto cambio di passo sia a livello sportivo sia d’immagine — e di cui un rinnovato stemma, per una tifoseria che guarda con ottimismo al futuro e soprattutto non ha paura del cambiamento, possa essere il primo e potente segnale.

Leeds United, Evoluzione stemma 1908-1999

L’evoluzione dello stemma dal 1908 — quando ancora si parlava del defunto “Leeds City”, radiato all’indomani della Grande Guerra — al 1999. Il primo crest, adottato ufficialmente dal Leeds United solo nel 1934, altri non è che lo stemma cittadino di Leeds.

Tutto ciò è sfociato in uno dei capisaldi del Leeds United: il cosiddetto “Leeds Salute“, ovvero la massima espressione dell’inscindibile legame tra squadra e tifosi. Portandosi il pugno destro sul cuore, mentre a Elland Road risuonano le note di Marching on Together, da decenni i supporter Loiners mostrano al mondo tutta la loro passione sportiva. Un gesto unico e simbolico, che ben rappresenta il concetto di «forza nell’unione» tra gli undici in campo e i trentamila sugli spalti. In definitiva, l’orgogliosa espressione dell’identità e della storia del club.

Fin qui le premesse, tutte molto belle… ma alla luce dei fatti, è innegabile, delle premesse palesemente tradite. Il nuovo stemma dei Peacocks si presenta come un tradizionale scudo francese antico, con doppia bordatura biancoblù; sempre seguendo l’araldica, questo reca una pezza blu in capo inglobante la denominazione societaria: rispetto al recente passato, si è scelta la forma estesa in luogo del precedente acronimo “LUFC” — quest’ultimo percepito come poco comprensibile, quando al contrario «siamo orgogliosi di essere “Leeds United” e il nostro badge dovrebbe dirlo».

Nuovo stemma Leeds United 2018

Il nuovo stemma proposto per la stagione 2018-19, tutto incentrato sul “Leeds Salute”.

Tutto ciò è però ancora afferente la sfera del marginale, poiché il punto focale del redesign, l’abbiamo detto, è rappresentato dal “Leeds Salute” elevato a nuova icona primaria del club. Lo studio preliminare aveva palesato come in questo ambito, la storia Whites sia costellata di numerosi cambiamenti, rendendo impossibile evidenziare più di altri un simbolo che possa fare da trait d’union tra ieri, oggi e domani.

Lo smiley legato ai vittoriosi anni Settanta, seppur ricordato con affetto è percepito come troppo ancorato al passato, mentre la rosa bianca di York è stata scartata poiché vista più come un’icona della città che non della squadra. Ecco quindi puntare tutto sul “Leeds Salute“, riportato nello scudo con dei tratti biancoblù molto fumettistici, e stagliandosi su una base gialla che va così a completare la storica tavolozza di colori del club.

Samuel Sáiz, "Leeds Salute" in campo 2017-2018

Sáiz compie il “Leeds Salute” in campo nella stagione 2017-18.

Critiche e retromarcia

Uno stemma che voleva scrivere l’inizio di una nuova era per il Leeds United, lasciandosi alle spalle i recenti e tormentati anni per ergersi a simbolo di un brillante futuro. Encomiabile, non c’è che dire… tuttavia appare lapalissiano come un simile risultato, possa immediatamente calamitare una mole impressionante di dislike. Sono infatti bastati appena pochi minuti dalla pubblicazione online per dare il la alla rivolta del tifo locale — un bel paradosso, per un logo che al contrario voleva esaltare il rapporto tra squadra e supporter —, e peggio ancora agli sberleffi degli avversari.

Per restare in terra d’Albione, stavolta non siamo di fronte né a un semplice restyling come quelli recenti di Aston Villa o West Ham United, né a un ritorno al passato come accaduto negli anni scorsi a Manchester City o Queens Park Rangers. La proposta Whites pare invece indirizzarsi, da una parte, verso quel flat design imperante nella grafica contemporanea, sport compreso, e dall’altra abbracciando l’idea di un totale ripensamento della propria immagine: un qualcosa che nell’ultimo anno abbiamo visto in maniera esemplare con la Juventus, un case study che tuttavia a Leeds paiono non avere ben compreso.

Leeds United, raffronto stemmi 1998 vs 2018

Raffronto tra lo stemma in uso dal 1998 (a sinistra) e la proposta per la stagione 2018-19 (a destra).

Dove iniziare con le critiche? Potremmo partire da una caustica considerazione, ovvero dal fatto che il “Leeds Salute“, come gesto in se, in maniera del tutto nonsense va a coprire all’altezza del cuore proprio lo stemma, qualunque esso sia… mentre più seriamente: se meno solida, a parer mio, appare la rimostranza verso l’assenza di richiami al passato, decisamente più centrata appare la critica verso lo stile grafico adottato, percepito come molto distante dalla tradizione del football.

Circa il primo aspetto, l’abbiamo detto, tutto parte dalla precisa volontà del club di smarcarsi da un’iconografia passata; tuttavia una scelta che pare completamente slegata dal sentimento regnante tra i tifosi, contrari al ripudio di una storia secolare. Oltre all’immancabile petizione online, è esemplare il “successo” ottenuto da Kieran Robinson ‏di Microsoft UK, il quale con un veloce redesign da sei minuti d’orologio in pausa pranzo, tutto incentrato sull’amata rosa bianca di York, ha ottenuto in breve più like del tweet ufficiale del club!

Leeds United, Home anni 1970 circa, Billy Bremner

Bremner in azione a Leeds negli anni Settanta con lo “smiley” sul petto.

Se non bastassero i commenti dei propri supporter, con giudizi che oscillano grossomodo tra l’«orribile» e il «terribile», il Leeds United ha dovuto subire in breve anche gli sberleffi degli avversari per un lavoro definito «un po’ americano» — il paragone con la moderna araldica della MLS pare molto calzante — o come «l’opera di un bambino», insomma più adatto a un videogioco che alla realtà: parole non casuali, dato che anche Konami ha ironicamente sottolineato la cosa, rilanciando l’idea che la vecchia copertina del suo PES 2, datata 2002, sia stata d’ispirazione per questo stemma…

A ciò si è accodato l’Aston Villa, che nel twittare circa il futuro impegno di Championship contro gli Whites al Villa Park, ha presentato l’incontro utilizzando, molto beffardamente, i fittizi nomi affibbiati ai due club proprio nella serie PES, ovvero West Midlands Village contro Yorkshire Whites! L’eco della presa in giro è arrivato fino in Russia, dove anche lo Zenit San Pietroburgo si è inserito nel filone, twittando un fantomatico redesign delle sue insegne basato sul modello Peacocks, ma accompagnato dall’eloquente hashtag #NOT.

Éric Cantona, Leeds United, Home 1992-1993

Cantona in azione a Leeds nel 1992 con la rosa bianca di York sul petto.

Questi giudizi “ufficiali” sono stati presto superati da una marea sterminata di commenti della gente comune, anch’essi negativi, in maniera spesso pesante e ben meno politically correct. In pratica un fallimento su tutta la linea per il Leeds United, “grazie” a uno stemma che in poche ore si è rivelato non solo brutto e deludente, ma ancora peggio un motivo di vergogna e presa in giro planetaria; credevamo fosse già difficile eguagliare in superficialità l’Everton di qualche anno fa, ma evidentemente a Leeds devono essersi messi d’impegno…

Una situazione incontrollabile, probabilmente impronosticabile dalla dirigenza Whites, apparsa letteralmente spaventata dal violento rifiuto verso il suddetto crest, di fatto abortito sul nascere. Appena un paio di giorni dopo la sua presentazione, il club è stato costretto a una nuova e frettolosa dichiarazione ufficiale: tra le righe un’ammissione di colpa, in cui si rimarca la centralità del tifo nell’identità Lioners, si prende atto del malcontento generale e, soprattutto, si fa una sonora retromarcia con la promessa a breve di una nuova consultazione in tema. Stavolta tutti insieme.

Leeds United, tifosi, "Leeds Salute"

I tifosi Whites mimano il “Leeds Salute” fuori da Elland Road.

Marching On Together, marciamo insieme, questo grida l’inno del Leeds United. Insieme, squadra e tifosi. Insieme, quel che evidentemente non rappresenta — e a questo punto, mai rappresenterà — tale effimero, e in definitiva brutto stemma.


Photocredits  |  Leeds United FC