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Raccontare l’importanza del tifo e il ruolo primario dei tifosi è l’obiettivo della campagna “Powered by Fans”, realizzata da Puma per la presentazione della nuova maglia dell’Arsenal 2015-2016.

Fra i protagonisti c’è Olivier Giroud, l’attaccante francese che ha chiuso la stagione segnando 19 gol in 33 presenze, grazie ai quali ha permesso all’Arsenal di vincere la dodicesima FA Cup della sua storia, la seconda consecutiva.

Olivier Giroud Puma

L’Arsenal vanta una larga e fedele schiera di tifosi, chiamati Gooners, che sostengono la squadra in ogni gara, sia in casa che in trasferta, e che oggi raccontano nel breve video la loro incredibile passione per i Gunners.

Il nuovo Home Kit di Puma sarà presentato lunedì 15 giugno nell’evento live “Powered By Fans” all’interno dell’Emirates Stadium. Protagonisti della speciale serata saranno Thierry Henry e alcune delle stelle dell’Arsenal.

  • Magliomane

    “l’importanza del tifo” bla bla bla
    “il ruolo primario dei tifosi” bla bla bla

    …e poi l’abbonamento meno caro ti costa 1000 sterline!
    E infatti i risultati si vedono: mia nonna e le sue amiche cantano di piu alla messa delle 7 che i tifosi dell’arsenal all’emirates.

    Vabbe, chiusa parentesi 🙂

    • Matteo Perri

      Nonostante il costo lo stadio dell’Arsenal, dopo Old Trafford, è quello che registra più presenze di tutti. Se poi cantano meno della tua nonna pazienza 😀

    • milwaukee

      hai ragione da vendere, tifosi “inglesi” ormai ridicoli. Tourist football e nient’altro. La politica della Thatcher ha segato le gambe ai tifosi della working class, nessuno escluso…altro che politica anti-hooligans.

      • Stefano Pede

        Hanno risolto il problema, andare al campo non è rischioso come in Italia. Se la working class vuole menarsi può farlo in altri posti come sembra succeda ancora.

        • Tux

          e che gusto c’è a menarsi in altri posti? 🙁

        • Matteo Perri

          @Tux
          Non so se la tua è una battuta, ma il menarsi per il calcio (così come per tantissimi altri motivi) l’ho sempre considerata una cosa da delinquenti.

          Se proprio esistono persone che non possono farne a meno, meglio che succeda in un campo incolto o nei boschi, lasciando stare chi vuole solo andare allo stadio e senza creare danni alle città.

        • Altz

          Quella di Stefano Pede è la sacrosanta verità. Gli inglesi hanno risolto il problema alla grande. Stadi sicuri, sempre pieni e ognuno al proprio posto come dovrebbe essere in qualsiasi società civile. In Italia infatti non succede e gli stadi fanno schifo oltre ad essere miseramente vuoti (escluso lo Juventus Stadium che rappresenta la sola eccezione nel nostro Paese). E non mi sembra che qui il biglietto per assistere alle partite sia regalato, sterlina o non sterlina…

        • Magliomane

          Ma io non ho mai nominato la violenza. Mi riferivo all’atmosfera.
          E mi riferivo al fatto che questi qua dicono “l’importanza del tifo” nelle loro campagne, quando l’emirates piu che uno stadio di calcio sembra un monastero benedettino.

          Ma mica mi sto lamentando eh, accetto che a qualcuno possa piacere quella roba.
          Non lo capisco, ma lo accetto.

    • rudiger

      Io sono d’accordo con Magliomane. Non credo che gli stadi siano tranquilli perché il biglietto costa il triplo che da noi. Ricchi = buoni tifosi non ricchi = reietti è un’equazione pericolosa. Il cinema sotto casa mia fa il biglietto a 4 euro il mercoledì, e non è che ci si mena in sala, come non ci si mena in centro dove costa 12 euro.
      Chi provoca pesantemente o peggio picchia va semplicemente allontanato dallo stadio, tenuto fuori per il futuro e punito. Però neanche vorrei uno stadio senza bandiere, sciarpe, cori o qualche fischio ben indirizzato quando serve.
      Per PM: per carità non mandarli nei boschi a menasse, quelli sono posti tranquilli, e ce ne sono rimasti talmente pochi…

  • AndyAdams

    Scusate ma chi chissenefrega di chi canta o non canta allo stadio?
    Io ci vado per vedere la partita mica per vedere i cosidetti ultras che intonano coretti.Ogni anno vado all’Emirates a vedere l’Arsenal, sarà anche più silenzioso rispetto agli stadi italiani ma tutti,anche i tifosi ospiti,possono andare con la maglia della loro squadra senza nessuna paura di vili agguati.
    La gente sta seduta, niente bandiere, niente fumogeni, niente cafoni che ti rubano il seggiolino, unico protagonista il gioco del calcio!!! In italia come sempre siamo 30 anni indietro….

    • american sniper

      parole sante

    • Dukla

      Mi associo in pieno! Bravo!

    • Magliomane

      Contento tu, contenti tutti.

    • il Peppe

      “Ma è ancora più triste il modo in cui l’Arsenal ha deciso di ristrutturare lo stadio. La partita contro l’Ipswich mi costò 25 penny; il piano “Arsenal Bond” significa che dal settembre 1993 l’ingresso al North Bank (la gradinata Sud dei Gunners, ndb) partirà da un minimo di 1100 sterline più il prezzo del biglietto e, pur ammettendo l’inflazione, mi suona un po’ eccessivo. La vendita di obbligazioni da parte del club è estremamente sensata, da un punto di vista finanziario, ma è fuori dubbio che il calcio ad Highbury non sarà mai più come quello di una volta. I grandi club sembrano essersi stancati della loro base di tifosi, e in un certo senso chi può biasimarli? I maschi giovani della classe operaia e del basso ceto medio portano con sé una serie di problemi complicati e talvolta penosi, i dirigenti e i presidenti potrebbero controbattere che è stata data loro un’occasione e che se la sono lasciata scappare, e che le nuove famiglie piccolo-borghesi – il nuovo target in quanto a pubblico- non solo si comporteranno bene, ma pagheranno anche molto di più per farlo.

      Questa argomentazione ignora problematiche di fondamentale importanza, riguardanti la responsabilità, la giustizia e l’opportunità che le società calcistiche debbano rivestire o meno un ruolo all’interno della comunità locale. Ma anche senza tener conto di questi problemi, a me sembra che il ragionamento non fili comunque. Parte del piacere che si ricava dall’andare nei grandi stadi di calcio è un piacere parassita e riflesso, perché a meno che uno vada nel North Bank, nel Kop o nello Stretford End, vuol dire che, per l’atomosfera si appoggia ad altri; e l’atmosfera è una delle componenti fondamentali nell’esperienza del calcio. Questi enormi settori sono tanto importanti per i club quanto per i giocatori, non solo perché i loro habitué offrono un supporto di tipo sonoro alla squadra, e non solo perché riforniscono le società di grosse somme di denaro (anche se non sono elementi trascurabili), ma perché, senza di loro, a nessun altro fregherebbe niente di andare allo stadio.

      L’Arsenal e il Manchester United e tutti gli altri hanno l’impressione che la gente paghi per vedere Paul Merson e Ryan Giggs, e naturalmente è vero. Ma molti di loro – le persone sedute nelle poltroncine da venti sterline, i pezzi grossi in tribuna – pagano anche per vedere la gente che guarda Paul Merson (o per ascoltare quello che la gente gli urla). Chi pagherebbe per un posto in tribuna se lo stadio fosse pieno solo di pezzi grossi? Il club vendeva quei biglietti a condizione che l’atmosfera fosse gratis, e così il North Bank rendeva, quanto a incassi, come qualunque giocatore. Chi farà casino adesso? I bambini e le loro mamme e i loro papà piccolo-borghesi di periferia verranno ancora, se dovranno fare tutto da soli? O si sentiranno imbrogliati? Perché in pratica il club ha venduto loro dei biglietti per uno spettacolo in cui l’attrazione principale è stata rimossa per fare loro spazio.”

      (Nick Hornby – Fever Pitch)

  • Pietrogno

    Grande stagione di Giroud, peccato che per il titolo non c’è storia per i Gunners.

  • Baracca

    Mah. Io sono quindici anni che vado allo stadio tutte le domeniche, casa e trasferta, con maglia e senza maglia, cantando o meno… Eppure sto clima di terrore l’ho visto molto raramente. Mi sono capitate molte più risse in discoteca che ci vado una volta ogni sei mesi.

  • Matteo Perri

    Alla fine si è parlato di tutto meno che dell’Arsenal 😀

    @Baracca
    Nessun clima di terrore, ma purtroppo ci sono tanti, troppi casi di cronaca che raccontano come la situazione non sia rosea. Meno di un anno fa è morto un tifoso e non è stato l’unico, affermare che nel calcio non ci sia violenza significa negare l’evidenza. Non ho mai compreso, e mai lo comprenderò, il motivo per cui gente sconosciuta lotta fra di loro.

    • Baracca

      Lungi da me insinuare che il clima di terrore si respirimin questo blog, che anzi è uno dei pochi spazi sulla rete che mi è mai capitato di leggere dove tifosi di squadre diverse si confrontano civilmente (complimenti a voi). Intendevo dire che il messaggio che passa dai media è “non andate allo stadio che rischiate, vedetevela a casa sul divano che è meglio e c’è pure l’accaddì”. Ricordo che in occasione della finale di Tim Cup Roma – Lazio ci fu un vero e proprio bombardamento mediatico sui pericoli che un normale cittadino avrebbe corso recandosi allo stadio, che unito ai 120 € richiesti per la tribuna contribuì a non far registrare il tutto esaurito nel derby probabilmente più importante di sempre. Io sono del parere che spesso si tenta di mascherare con la violenza e la paura l’incapacità di gestire certi eventi da parte di chi di dovere.
      Sull’omicidio Esposito, io ci andrei piano a definirlo un episodio di violenza da stadio; non si era nelle immediate vicinanze dello stadio, l’autore del gesto era un tifoso di una squadra non coinvolta nella partita, la dinamica tuttora è poco chiara e visto il personaggio in questione credo che il calcio abbia poco e niente a che fare. Ma mi rendo conto che siamo ampiamente off topic. Potrei scrivere per ore ma mi astengo.
      Intendevo solo dire che lo stadio può essere un posto magnifico dove portare i bambini e la famiglia, come ogni posto in cui si radunano migliaia di persone ovviamente ci vuole un minimo di responsabilità e cervello acceso. Ma leggere (non qui, sia chiaro) che andrebbero chiusi gli stadi è una gran boiata. Senza i tifosi muore tutto, e i tifosi, sarò all’antica io probabilmente, per me sono quelli che vanno allo stadio. Quelli che la vedono solo da casa sono né più né meno spettatori.
      Chiedo scusa ler l’off topic e la lunghezza del messaggio 😀

      • Camplons

        Completamente d’accordo con te. Il calcio senza tifosi non è calcio! Io amo andare allo stadio e ci vado molto spesso (sono un supporter del Pescara) e sono convinto che spesso i media esagerino la natura delle cose, la maggior parte dei tifosi non crea danno all’ordine pubblico e, a mio parere, i cori e qualche “bombone” creano una grande atmosfera..I tifosi sono il 12esimo uomo in campo e aiutano a rendere questo sport ancor più spettacolare.

    • rudiger

      Giusto. Torniamo al tema Arsenal.
      Nel nuovo calcio “a norma” la scena finale di “Febbre a ’90” non si sarebbe svolta: i tifosi nelle strade non avevano richiesto l’autorizzazione a manifestare e non avevano pagato l’occupazione di suolo pubblico.
      Magari però in futuro le società festeggeranno i tituli organizzando apericene a 100 euro o victory-party ad inviti in villa. Gli altri potranno sempre interagire col telecomando o mettere mi piace su facebook. 🙂