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La prossima stagione segna l’inizio di una nuova era per il West Ham. Addio al mitico stadio Boleyn Ground – omaggiato sulla casacca dello scorso anno – e benvenuto al nuovo stemma ufficiale.

In attesa di scoprire la divisa claret and blue, gli Hammers e Umbro hanno presentato la maglia away della stagione 2016-2017.

Divisa West Ham away 2016-17

Seconda maglia West Ham

Umbro si ispira ai kit del 1979-80 (vittoria in FA Cup) e 1985-86 (3° in First Division) e sceglie il bianco come colore di base. Il colletto è per metà claret con inserti celesti e la bandiera del Regno Unito stampata all’interno, dove troviamo anche le coordinate geografiche del nuovo stadio del West Ham United.

Proprio il nome della prossima casa degli Hammers, il Queen Elizabeth Olympic Park, è ricamato sotto lo stemma insieme alla stagione.

Seconda maglia West Ham 2016-17

Il bordo delle maniche, anch’esso claret, è decorato ancora con una porzione della Union Jack. Umbro marchia la maglia sul petto con il suo inconfondibile logo e sulle maniche con il lettering. Il main sponsor è Betway.

I pantaloncini sono celesti con un tassello claret sul retro, mentre i calzettoni bianchi si distinguono per la fascia orizzontale che riprende i colori sociali.

Il debutto del nuovo kit away avverrà il 5 luglio durante il tour pre-stagionale negli Stati Uniti, gli avversari saranno i Seattle Sounders della MLS.

Cosa ne pensate della nuova maglia da trasferta del West Ham 2016-2017?

  • Pier Alberto Mascardo

    Kit normale, piacevole il dettaglio della Union Jack sul bordo della manica.

    Il nuovo stemma è orrendo, troppo semplice e banale. Capisco la necessità di cambiarlo per il cambio di campo, ma avrei preferito mantenere il vecchio stemma sostituendo solo il Bolyen Castle con un altro dettaglio.

  • Davide Valentini

    La maglia mi piace molto sopratutto dal punto di vista cromatico, l’unico problema a mio parere è che tutte quelle scritte, lo sponsor, lo stemma, creano a parer mio un po’ di caos sulla maglia. Lo stemma è un po’ semplice e sarà difficile abituarsi ad uno stemma così diversa per una squadra così iconica

  • The Italian Job

    Divisa interessante, bello l’abbinamento fra maglia bianca e calzoncini celesti, ed encomiabile la presentazione in simultanea di casacca a maniche lunghe e maniche corte.
    Superfluo ma non sgradevole il dettaglio “Union Jack virata nei colori” sul bordo manica.

    Approvo anche la scritta celebrativa della nuova “casa” del club, che fa pendant con quella dell’anno scorso. In fondo la migrazione da uno stadio all’altro è un evento epocale, giusto celebrarlo sulla casacca. Un sontuoso ricamo sarebbe stato forse più adatto di una stampa.
    (Trovo invece repellente la recente voga di inserire le coordinate geografiche dello stadio, ché nessun tifoso al mondo identifica l’impianto con le stringhe numeriche delle sue coordinate).

    Non mi fa invece impazzire la soluzione scelta per il colletto, spero che la tenuta home ne abbia uno più stiloso.

    Belli i calzettoni, che si limitano a riproporre i colori sociali in maniera classica, senza troppi “intarsi” o monogrammi o emblemi del club, che sui calzettoni finiscono sempre per apparire deformati.

    Per finire, mi unisco ai commentatori che mi hanno preceduto per quanto riguarda l’emblema: davvero troppo elementare, finisce per penalizzare l’aspetto di una squadra-simbolo come il West Ham.

  • Luigi Brio Brioschi

    confido in una rivolta stile Everton da parte dei tifosi del West Ham per convincere la società a tornare al vecchio logo, questo è semplicistico e anche mal strutturato.
    sulla maglia non mi convincono molto le due strisce celesti ai lati del colletto, ma soprattutto, guardando all’insieme, il fatto che le calze abbiano quella fasciatura claret-celeste e la maglia ne sia sprovvista mi lascia un po’ la sensazione di maglia non finita.
    Invece i dettagli della bandiera sul bordo manica mi piacciono un sacco, sono innovativi e unici (almeno per ora) e si amalgamano bene con il resto.
    Sulle coordinate non capisco le critiche sinceramente, può essere un dettaglio più o meno identificativo per i tifosi, ma finchè sta dentro la maglia e non in bella vista non vedo (in tutti i sensi) il problema

    • http://www.soccerstyle24.it Matteo Perri

      Il nuovo logo è stato votato dai tifosi, ovviamente fra le opzioni non c’era più il Boleyn Ground ma sempre i martelli.

    • The Italian Job

      Gentile Luigi, ti rispondo sulla questione delle coordinate geografiche.
      Non per convincerti, naturalmente, ma per esplicitare meglio il mio pensiero.

      La mia critica parte dal fatto che ultimamente è una moda inserirle, e che essere l’ennesima squadra che lo fa non risulta particolarmente prestigioso e men che meno innovativo.

      Il fatto che “tanto sono nascoste”, mi sembra un argomento che non regge tanto: ti piacerebbe che la tua squadra del cuore avesse nell’interno della maglia una filastrocca bislacca o una citazione sbagliata? Credo di no, e non penso giustificheresti una scelta che ti appare di cattivo gusto solo perché non è visibile dall’esterno.

      • Luigi Brio Brioschi

        Essendo tifoso del Milan in questi ultimi tempi accoglierei di buon grado anche una frase di Prisco (esagero ovviamente 😉 ) se questo volesse dire vedere dall’esterno una maglia rossonera decente e tradizionale…
        Scherzi a parte rispetto assolutamente il tuo parere, il mio commento è volto al fatto che personalmente non lo trovo così sgradevole come altre pseudopersonalizzazioni che poi in realtà tanto personali non sono.
        Poi ovviamente è un parere soggettivo, quindi ben vengano discussioni e/o commenti da chi la pensa diversamente da me, che in fondo è anche un po’ il motivo per cui seguo cosi assiduamente questo sito, per vedere cosa hanno da dire sull’argomento divise tanti altri appassionati come me!

        • Franz

          Concordo nel merito con Italian Job e plaudo allo spirito di condivisione di Luigi Brio.
          Avevo gia’ espresso la stessa perplessita’ alla presentazione delle maglie dell’Everton, dopo che gia’ per l’Irlanda era stata trovata la stessa soluzione.
          Di per se’ il particolare, come dice Luigi, puo’ anche essere interessante, ma quello che mi infastidisce e’ il fatto che venga fatto passare non solo come unico, ma come qualcosa che si lega alla tradizione quando invece e’ fatto in serie. Un po’ come l’anno in cui Nike fece maglie con righe a zig zag per un sacco di squadre e per ognuna, guarda caso, veniva fuori uno straordinario ed epico legame con la storia passata di quella squadra. Che bella coincidenza. Tutte lo stesso anno questi straordinari ed epici legami…
          Sono volutamente un po’ colorito nei toni, ma il concetto per me e’ questo: bravi bravi gli Umbro ad aver avuto l’idea delle coordinate dello stadio, ma non fateci credere che l’avete pensata per la mia squadra.

  • Magliomane

    Direi molto bene, soprattutto mi piace un sacco l’abbinamento col pantaloncino azzurro.
    Nuovo stemma direi promosso.

  • Swan

    La away deal West Ham è una maglia passabile ma davvero nulla di eccezionale.
    Sicuramente curata, ma gli scorci della Union Jack sui bordomanica e la scritta sotto lo stemma sono dettagli secondo me trascurabili.
    Trovo più gradevole il kit nel suo insieme, con i panta celesti e la fascia claret-blue sulle calze.
    Capitolo stemma: da mesi sapevo di questo cambio ma non riesco proprio ad assimilarlo.
    Io al Boleyn Castle non avrei mai rinunciato. Il cambio dello stadio è stato un po’ una scusa per creare uno stemma più riconoscibile a livello commerciale, con i martelli in primo piano e la scritta London.
    Una situazione che mi ha ricordato il restyling dello stemma della Roma con l’abbandono di ASR in favore di Roma1927.

    • Franz

      La maglia mi piace. Molto semplice ma ben fatta. I colori sono appena accennati ma con gusto. Belli gli orli delle maniche. Quanto allo stemma non saprei. VIsto sulla maglia e’ meglio che preso da solo, forse il font non e’ il massimo. L’aggiunta di London credo sia a meri fini commerciali, per internazionalizzare quanto piu’ possibile il brand e percio’ la vedo come una cosa negativa. Comunque, non condivido il fatto che necessariamente si dovesse cambiare stemma solo per il cambio di stadio, anzi: sembra quasi un voler cancellare il passato. Se nello stemma del Torino ci fosse un richiamo al Filadelfia credo che proprio nessuno si scandalizzerebbe

  • UnderUmbr

    L’impatto delle maglie away è suggestivo e molto apprezzabile. Funziona nel suo complesso, d’altra parte la Umbro difficilmente fa cose sbagliate o bruttine. Le rifiniture sono piacevoli e l’uso dei colori felice. Stemma: la nuova versione è molto “ripulita”, semplice, ma posso capire che non piaccia sia ai tifosi del W.H., sia agli amanti del classico. A mio parere è un bel logo comunque anche questo, ma se dovessero tornare al vecchio non ci vedrei niente di strano.

  • squaccio

    Maglia un pochino insipida che ha come unico elemento caratterizzante la “stringa dei numeri” molto fredda e l’abbozzo della bandiera lo boccio così come boccio il tricolore sulle maglie italiane a caso (tipo Juve e Milan le più recenti).
    Stemma da dimenticare.

  • http://www.liberopensiero.eu Simone

    Torno sulla questione dello stemma: è semplicemente un ritorno al passato.
    Sui martelli sono impresse le lettere T.I.W., che stanno per Thames Ironworks che è la fabbrica dove lavoravano i fondatori del club, nonché il nome della società originaria. Un pezzo di tradizione riportato alla luce.
    Io ricordo, ma potrei sbagliare, i soli martelli senza castello sulle maglie dei tempi di Hurst e Moore, quindi anche in questo caso è un ritorno al passato.

  • Eugenio

    Diciamo che si sente la mano di umbro su un modello che mi sembra uguale a tanti altri.. Si salva appena. Lo stemma mi piace, lo preferisco al precedente.

  • Franz

    appunto.