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Nel 1944, a bordo di una vecchia autobotte modificata, un gruppo di vigili del fuoco, capitanati dall’ex difensore del Genoa, Ottavio Barbieri, solcava le strade del nord Italia per disputare le trasferte del Campionato Alta Italia.

La squadra in questione era quella dello Spezia (allora denominata “VV.FF. Spezia”) che si rese protagonista di una delle più importanti vicende calcistiche del calcio Italiano. Dopo essere approdati alla fase finali del torneo, nel luglio del 1944, gli spezzini arrivano all’Arena di Milano dove si accingono a disputare un triangolare che li vede affrontare il Venezia e il Grande Torino di Vittorio Pozzo. Sfavoriti nei pronostici, l’undici ligure esordisce con un pareggio contro il Venezia e successivamente, contrariamente ad ogni aspettativa, bissa un 2-1 contro i granata arrivando ad un passo dal titolo. Sarà la vittoria del Torino per 5-2 sul Venezia a consegnare allo Spezia il titolo di Campione di Alta Italia.

VV.FF. Spezia 1944 formazione

La formazione dei VV.FF. Spezia vincitori del torneo Alta Italia nel 1944.

 

Tuttavia, proprio dopo questa vittoria, la Federcalcio emana un comunicato in cui viene esplicitato che alla squadra prima classificata del torneo veniva assegnato la “Coppa Federale del campionato di guerra” e non il regolare scudetto. Questa decisione fu poi ufficializzata definitivamente a campionato concluso con un ulteriore comunicato in cui veniva specificato che il titolo di campione d’Italia sarebbe rimasto al Torino (attuale detentore) e al 42° Vigili del Fuoco della Spezia sarebbe stata assegnata la Coppa Federale.

La vicenda ha continuato ad echeggiare per decenni negli ambienti sportivi liguri, fin tanto che, il il 22 gennaio 2002, la FICG accoglie parzialmente le istanze dello Spezia Calcio 1906 e gli assegna il titolo sportivo onorifico per la vittoria di quel campionato, con la possibilità di apportare permanentemente sulle divise da gioco uno stemma distintivo di quell’impresa.

A distanza di 70 anni dalla vittoria sui campi dell’Arena di Milano, il destisno gli spezzini ritornano a calpestare il rettangolo di gioco del capoluogo lombardo per disputare gli ottavi di finale di Coppa Italia contro il Milan. E non è stata una semplice partita di Coppa, ma un ritorno alla storia che lo Spezia Calcio ha voluto celebrare facendo indossare ai propri giocatori 11 maglie per ricordare l’impresa del 1944. Una maglia che ci riporta direttamente a quegli anni e alla semplicità del gioco del calcio.

Maglia Spezia celebrativa 70 anni scudetto

Dettagli maglia Spezia celebrativa 70 anni scudetto

La maglia è quella attualmente in uso nella stagione 2013-2014, modificata solo in alcuni dettagli. Totalmente bianca con collo a V su cui campeggiano il logo dello scudetto del ’44, sulla destra, e lo stemma dell’ACS del ’44, sulla sinistra. Sulle maniche sono state applicate la patch della Coppa Italia e quella della partita in questione con relativa data dell’incontro (15-01-2014 Stadio G. Meazza, Milan Spezia).

Sul retro della maglia è stata inserito il logo della coppa del ’44 all’interno del numero del giocatore, e le date del settantesimo anniversario subito sotto il collo. Inoltre, all’interno di quest’ultimo è stata inserita l’intera formazione dell’undici spezzino che vinse quel torneo. Le casacche sono pezzi unici e fuori mercato e a fine partita sono state regalate ad 11 enti benefici del territorio spezzino che provvederanno a metterle all’asta. Ve le elenchiamo di seguito nel caso vogliate parteciparvi.

-Amici del Parco – Associazione Italia Madagascar
-Associazione ‘I sogni di Benedetta’
-Associazione Culturale “Francesco Conti”
-Associazione Mondo Nuovo Caritas
-Famiglie SMA ONLUS Famiglie SMA
-L’ emporio della solidarietà
-L’isola che non c’è
-La piccola matita
-Macondo 3 (Progetto di solidarietà con i bambini della Bosnia)
-Oratorio Don Bosco Padre Salesiani
-Sorriso Francescano dei bambini di Padre Dionisio

Milan-Spezia Coppa Italia

E così, 11 maglie per 11 cuori sono scese in campo contro i rossoneri per rievocare le gesta di Bani, Persia V., Borrini, Amenta, Gramaglia, Scarpato, Rostagno, Tommaseo, Angelini, Tori e Costa. Settanta anni fa l’Arena di Milano era semi-deserta a causa del timore di rastrellamenti da parte dei nazisti. Settanta anni dopo, a San Siro sono giunti 71 pullman da La Spezia e oltre 6 mila tifosi per seguire e sostenere la squadra, ma soprattutto per ricordare e celebrare quegli undici vigili del fuoco che giocavano a calcio e andavano in trasferta a bordo di quell’autobotte che, un giorno, li portò sul gradino più alto d’Italia.

  • Santa Tigna

    Che storia questa dei vigili del fuoco dello Spezia!
    Le maglie, così come quelle per il campionato, non sono male. Bellissimo il vecchio scudo e buone le personalizzazioni, ma mi basta immaginare i vecchi topponi rossi della Lotto che mi vengono i brividi.
    Spero che all’azienda trevigiana non torni mai più in mente un’idea scellerata come quella, che tra l’altro, ma è solo la mia opinione, penso abbia tolto molto appeal al brand!

    • nicola

      questa volta mi trovo dalla parte opposta del coro quindi mi tocca subir le critiche eheheh..
      il fatto che non siano state fatte 100 500 o 1000 maglie da buttare in negozio per speculare sulla gente credo che sia un punto a favore.. e questo è un pensiero da esterno..
      mi auguro che l’italia non diventi come l’nba o la germania in cui ormai si gioca con 4 maglie casalinghe diverse ogni anno..
      sulla realizzazione.. beh.. tra la vittoria col pescara e l’incertezza sulla reale data della partita s’è perso del tempo.. sarebbe stato sciocco secondo me spendere giornate [sfogliare archivi fotografici, documenti ecc..] a realizzare un prodotto per poi magari perdere in casa il turno precedente a san siro.. quindi ritengo che sia un bel tributo-evento a quegli eroi sfruttando al meglio anche i vincoli di regolamenti sponsor toppe di qui toppe di la..

  • http://chrilore13.wix.com/torto13 Torto #13

    Bello ricordare la vittoria del Torneo Alta Italia del 1944 in una partita di prestigio come quella di Coppa Italia giocata al Meazza di Milano contro il Milan. Per di più nel 70° anniversario della vittoria di quello scudetto.
    La maglia all-white non mi esalta più di tanto, almeno il colletto e/o i bordi delle maniche li avrei fatti neri, e non mi riferisco solo a questa versione ma anche a quella tradizionalmente utilizzata in campionato. Questa maglia celebrativa invevce la apprezzo molto, perché per quel che si è potuto la si è caratterizzata e resa celebrativa molto bene con piccoli ma efficaci particolari. Nel dettaglio mi piace molto lo stemma old-style e la formazione all’interno del colletto, così come la sagoma della coppa del ’44 alla base dei numeri.

  • rudiger

    Troppe toppe, troppi orpelli. Una maglia bianca è evocativa se rimane pura il più possibile, ma così è solo uno sfondo banale per marchi vari.
    Fossi lo Spezia cambierei il disegno di quello stemma che hanno il diritto a mettersi sulle maglie: l’ovale tricolore con quel… bastone nero, è veramente brutto. Non credo che sia codificato nei regolamenti federali (anche se non mi sorprenderebbe più di tanto) quindi, possibilmente, cambiatelo.
    Il vecchio acronimo ACS o ASC è meno armonioso della versione moderna, quindi l’avrei evitato.
    Sulla questione dello scudetto vinto, poi degradato, e infine riconosciuto “alla memoria” non mi pronuncio. Il fatto che premia i vigili del fuoco mi basta a darlo per buono.

    • rudiger

      … però l’iniziativa è onorevole e originale, con le 11 maglie donate a 11 organizzazioni benefiche.

    • Daniele Costantini

      La questione è complessa e si presta alle più diverse argomentazioni… ma quel “presunto” scudetto io non lo considero tale poiché, come detto, quello dell'”Alta Italia” fu un campionato giocato esclusivamente da Roma in su, perdipiù in uno stato che *non” era l’Italia ma la RSI – ovvero, solo una parte occupata dell’allora Regno d’Italia.

      Per come la vedo io, la vittoria dei VV.FF. Spezia nel campionato “Alta Italia” del 1944 è del tutto assimilabile al successo del Milan nella “Coppa Federale” del 1916, altro torneo di guerra sostitutivo del campionato italiano regolare: sono vittorie legittime e da mostrare orgogliosamente nel palmarès, ma lo scudetto è ben altra cosa.

      Trovo giusto che, dopo sessant’anni, nel 2002 la federazione abbia finalmente riconosciuto la legittimità di quel successo allo Spezia – di fatto, il ‘Gruppo Sportivo VV.FF. Spezia’ che batté il Grande Torino, aveva inglobato gran parte della rosa spezzina dell’epoca -; meno corretto ho trovato l’assegnazione della patch sulle maglie del club: a mio avviso, l’esposizione “permanente” genera l’effetto contrario, finendo per sminuire col passare degli anni l’importanza di quella vittoria.

      • Aquila97

        Il titolo onorifico sul petto è un motivo d’orgoglio per noi e per la nostra storia; il 42° corpo dei vigili del fuoco vinse quel campionato sul campo, iniziato per l’appunto come campionato ufficiale italiano e poi non riconosciuto per la guerra, e se lo avesse vinto il grande torino, sarebbe riconosciuto quasi sicuramente nell’albo d’oro della FIGC (non per andare contro il toro, ma sicuramente aveva ed ha un blasone molto più grande, basti pensare agli “scudetti” del Genoa degli anni ’10-’20, vinti durante la guerra giocando pochissime partite).

        Per quanto riguarda la permanenza sulla maglia basti pensare ad una cosa: ogni squadra che vince il campionato ha diritto a mettere il tricolore sulle proprie maglie l’anno dopo; il campionato d’Alta Italia è stato giocato per l’ultima volta (e unica) nel 1944, e di fatto lo spezia detiene ancora questo titolo, mantenendo ogni anno l’ultima vittoria nella competizione.

        Quindi, in conclusione, la federazione aveva due scelte: considerare il campionato del ’44 un campionato italiano e aggiungere all’albo d’oro degli aquilotti un vittoria italiana, o creare un nuovo “campionato” non più disputato e lasciarci la patch dell’ultima vittoria. Hanno scelto quest’ultima (e non nego che avrei preferito la prima ipotesi)

        • Daniele Costantini

          Sapevo che, scrivendo quel messaggio, mi sarei attirato le ire dei tifosi spezzini… 😀 . Rispetto la tua opinione ma, come ho già motivato qui sopra, non sono d’accordo col pensiero della tifoseria degli aquilotti: per come la vedo io, coi “se” e coi “ma” non si fa la storia.

        • Aquila97

          @Daniele Costantini anche io rispetto la tua opinione, comunque non mi sembra di leggere dei “se” e dei “ma” in quello che ho scritto. Nel 1943 il campionato ero iniziato come normale campionato italiano, salvo poi essere cambiato con il tanto discusso campionato “d’Alta Italia” solo nei giorni successivi la sconfitta del Grande Torino per 2-1 contro i vigili del fuoco. E’ proprio questo che non riusciamo a capire noi spezzini, il perché di quel trattamento e di quel cambiamento.

          Tu hai fatto anche l’esempio, in un altro commento, del campionato federale del Milan vinto nel 1916 e non riconosciuto dalla FIGC; non conosco le cause e i motivi di questo mancato riconoscimento, ma ti rispondo facendo un altro esempio. Il Genoa vinse il suo 5° scudetto nella stagione 1914-1915 non disputando mai la finale con il torino (essendo un girone finale a 4 squadre l’ultima giornata prevedeva una partita tra Genoa e Torino, con i granata 1 soli 2 punti dai grifoni); come gia detto questa partita non si disputò mai e fu dichiarato vincitore lo stesso Genoa. Puoi trovare approfondimenti su questa questione anche su Wikipedia. Il Genoa, a differenza dello Spezia non vinse sul campo ma gli fu attribuito lo stesso lo scudetto; Perché allo Spezia, che vinse sul campo, non è riconosciuto?

    • Crom

      No, l’ovale è tassativamente configurato in tutti i suoi componenti, disegni e colori dalla Federazione, non può essere modificato. La FIGC, nel 2002, è stata categorica sulla questione.

      • rudiger

        Non osavo scriverlo ma lo sospettavo: chi poteva aver concepito una tale bruttura? Dopo il forchettone, l’uovo sodo.

  • Dukla

    Che storie romantiche ed avventurose … e che bella iniziativa! Credo che la decisione FIGC di considerare il titolo solo onorifico sia effettivamente ineccepibile: non si poteva parlare di UN campionato nazionale con il Paese diviso dalla guerra; meno ineccepibile, a leggere l’articolo del bravo Trombino, è la decisione presa dalla Federazione DOPO la vittoria degli spezzini. Comunque, è giusto considerare il legame storico-cittadino di quell’impresa ed acquisirla a patrimonio societario: del resto, il titolo del 1944, conquistato in quel modo e in quel tempo, forse vale di più di tanti titoli quelli attuali! Rispetto per la gloriosa compagine spezzina e per la appassionata tifoseria e, a proposito della maglia, mi sembra sobria ed efficace per ricordare un avvenimento così sentito.

  • ferro

    tutto molto bello meno la… maglia

  • Swan

    Ciò che mi fa rabbia è che la Federcalcio di allora emise il comunicato che lo scudetto sarebbe stato sostituito dalla Coppa Federale solo successivamente alla vittoria dei VV.FF Spezia. Evidentemente già allora la FIGC si distingueva per la sue decisioni chiare ed eque.
    Riguardo alla maglia, a parte il vecchio stemma, non mi dice proprio nulla.

    • Ivan

      E’ il nocciolo della questione.
      Le altre obiezioni sulla legittimità del titolo originano solo da antipatie, malanimo, rivalità e gelosie calcistiche.
      Se le finali a tre tra Torino, Venezia e Spezia (Spezia-Venezia 1-1; Spezia -Torino 2-1; Torino-Venezia 5-2) avessero visto come da pronostico unanime la vittoria finale dei granata, oggi il Toro avrebbe uno scudetto in più, senza discussioni né allora né oggi.

      • Swan

        Esatto, un classico esempio di come funziona in Italia calcisticamente e non.
        Per me l’ovale tricolore sulla maglia attuale è il contentino ad un torto di 70 anni fa.

        • Ivan

          Per dirti delle manipolazioni ancora circolanti su questa vicenda sportiva, ti dico un’altra cosa: la denominazione tuttora divulgata di “Campionato Alta Italia” è apocrifa e posteriore all’organizzazione e svolgimento del torneo.
          Dopo l’8 Settembre, la Federcalcio spostò la propria sede a Milano ed indisse un “Campionato di Divisione NAZIONALE misto” con le regole del Campionato nazionale precedente (1942-43).
          Restano tuttoggi non dichiarati i veri motivi dell’accanimento ancora diffuso nel negare la realtà dei fatti.

      • Dukla

        Concordo in pieno, l’ho anche scritto nel mio post: è stata una decisione, se non in malafede, quantomeno inopportuna e sicuramente antisportiva.

      • Daniele Costantini

        @Ivan, perchè mettere tutta la questione – molto furbescamente, a mio avviso – sul piano delle mere antipatie e rivalità calcistiche? E’ così impensabile che una persona appassionata di storia del calcio, documentatasi sull’argomento, possa formarsi liberamente una propria opinione in merito? (tantopiù se quesa opinione coincide con quella della FIGC…) 🙂

        • Ivan

          Da una persona “documentatasi sull’argomento” mi aspetto solo che mi spieghi perché il “Campionato di Divisione Nazionale misto” indetto dalla Figc e cominciato nel dicembre ’43, diventi il 17 luglio ’44, dopo la sconfitta per 2-1 del Torino-Fiat contro i VVFFF Spezia, un torneo premiato con semplice Coppa della Federazione e perché l’8 Agosto un comunicato della stessa Figc si premuri di precisare che il titolo di Campione d’Italia rimane al Torino in virtù della vittoria nel 1942-43.
          Da una persona documentatasi sull’argomento mi piacerebbe sapere poi quando compare per la prima volta la denominazione “Campionato Alta Italia” che, personalmente ho trovata usata solo ben dopo la conclusione del torneo in questione, il 20 luglio ’44.
          Io ho cercato di riportare, qui e nei miei post più sotto, fatti documentali concreti: mi piacerebbe essere smentito da fatti e documenti altrettanto concreti.

  • LM

    Davvero molto bella, complimenti alla Lotto per aver dato importanza a questo incontro, tanta da creare un kit speciale, ma che riprende il modello attuale. bellissimo lo stemma vintage, ma preferisco sinceramente quello normale, bello e curato.Bello anche lo scudetto, ormai stabile sulle maglie, ma sopratutto il font col simbolo della Coppa. Davvero un ottimo lavoro, dato anche dall’assenza del secondo sponsor, che rende la maglia più toppata. Unica pecca, la scritta sulla manica: a mio parere andava messa in un altra posizione. In tal caso, complimenti alla Lotto e allo Spezia per aver creato questo bel kit.

  • Gennaro

    Basta dietrologie, basta fango sul Torino.
    Sapete cos’è una guerra civile? L’Italia di allora era divisa in due, con la RSI al nord ed il regno nel sud, impossibile definire lo Spezia campione d’Italia

    • rudiger

      … ma in nome della ritrovata unità nazionale si può pure riconoscere ai pompieri spezzini quello scudetto; che ci costa? Non lo tolgono a nessuno, e non è che lo Spezia scali l’albo d’oro.
      In alternativa potrebbero sempre scriversi sulla maglia “Uno sul campo” 🙂

    • Daniele Costantini

      Se si vuol riconoscere il titolo dello Spezia come “scudetto”… in tal caso, oggettivamente, si dovrebbe applicare lo stesso criterio per *tutti* i tornei disputati durante i periodi di guerra e sostitutivi del campionato italiano regolare, a cominciare dalla ‘Coppa Federale’ vinta dal Milan nel 1916 – torneo in cui, sostanzialmente, non ravviso differenze col ‘Campionato Alta Italia’ del 1944.

      Personalmente, mantengo forti remore circa la tesi degli “scudetti di guerra”… ma se si vuol portare avanti tale ragionamento, allora questo deve valere per tutti: perchè ciò dovrebbe riguardare, e andare a favore, solo dello Spezia?

      • Gennaro

        Per giunta, quando fa comodo si considera la RSI uno stato fantoccio, ma in questo caso il “Campionato Alta Italia” è ritenuto ufficiale, a discapito di tanti altri tornei di guerra tenuti nelle parti del paese “liberate”

      • Ivan

        Perché l’ha indetto la FIGC, che all’epoca aveva sede in Milano, con la denominazione di “CAMPIONATO DI DIVISIONE NAZIONALE MISTO” con le stesse regole del torneo precedente 1942-43.
        Non esiste alcun documento ufficiale che parli di un fantomatico “Campionato dell’Alta Italia”, ennesima fandonia strumentale.
        A quell’epoca la FIGC si trovava a Milano, quindi in territorio RSI: circostanza spiacevole ma non sufficiente ad inficiare il torneo da essa organizzato.
        Gli altri tornei di guerra nel Meridione erano, quelli sì, dei tornei di nessun valore indetti in modo estemporaneo e raccogliticcio.

        • Gennaro

          Ma se si parla di continuità dello stato, non era il regno del sud ad essere legittimo?

  • Ivan

    Riporto, per informazione, uno stralcio dell’articolo della “Gazzetta dello Sport” del 23 gennaio 2002, a firma Antonello Capone e Gianni Bondini:

    […]Il 4 settembre 1943, pochi giorni prima dell’ armistizio, la Figc scrisse che «non è possibile effettuare il campionato nazionale secondo la formula della stagione decorsa». E successivamente sancì: «In conformità alle direttive del Coni si organizza il campionato di divisione nazionale misto». E nell’ aprile del ‘ 44, terminati i gironi regionali, sempre la Figc: «Per lo svolgimento e la classifica dei gironi, valgono le norme generali del regolamento del campionato». In quegli anni anche il resto d’ Europa era in pieno conflitto, eppure si assegnarono regolarmente i titoli a termine di campionati anomali: in Francia fu dichiarato vincitore il Lens anche se si giocò CON 16 INVECE CHE CON 32 SQUADRE, in Irlanda lo Shamrock, in Belgio il Royal Anversa, in Germania il Dresda, in Austria il Vienna, in Ungheria il Ferencvarocs. Insomma, solo in Italia, dopo la conclusione si disse che quello scudetto non valeva nulla. […]

    http://archiviostorico.gazzetta.it/2002/gennaio/23/Spezia_tricolore_anche_non_scudetto_ga_0_0201233489.shtml

  • Ivan

    @ Gennaro,
    per questioni di pallone, mi pare esagerato evocare dubbi di legittimità statuale.
    So che i miei avi, all’epoca, dovevano pagare le tasse allo Stato…del Nord, senza poter obbiettare che quello del Sud avesse maggiore continuità giuridica e, quindi, legittimità a richiederle.
    Chi non rispondeva alla cartolina precetto per la leva era passibile di fucilazione.
    In guerra, più che mai, contano le situazioni de facto.
    Quelle de jure, dotte ed azzeccagarbugliesche, sono buone soprattutto quando le armi tacciono.
    Chiudo con una precisazione sui “tornei del Sud”: non voglio sminuire le vittorie di nessuno (sarei contraddittorio), dico solo che la Lazio ha vinto nella sua regione e il Conversano in Puglia.
    Con tutto rispetto mi pare un po’ ristretto l’ambito territoriale per parlare di scudetti di guerra.
    Nel campionato dei VV.FF. Spezia c’erano Torino, Juventus, Milan(o), Ambrosiana-Inter, Bologna, Geno(v)a, Venezia, Padova, Parma, Verona etc., per un totale di 60 squadre.
    Se le quattro qualificate tra le quindici del Centro-sud, Roma, Lazio, Montecatini e Lucchese non poterono partecipare alla fase finale, non fu colpa di nessun altro, se non delle contingenze della guerra.

    • rudiger

      A questo punto rimettiamo in gioco OGGI quello scudetto: un bel torneo a 5 per assegnare il titolo del 44 tra Roma, Lazio, Lucchese, Montecatini e… una selezione dei Vigili del Fuoco di La Spezia 🙂

  • Oisselo

    Mi pare evidente che la denominazione di “campionato alta italia” postera sia stata affibiata per “tutelare” lo scudetto del torino dell’anno prima.ovvero: il toro era il “favorito” della figc e lo spezia non contava nulla. Ma mi pare altrettanto evidente che un campionato giocato in piena guerra civile, con squadre di una zona limitata di italia non sia uno scudetto, nonostante il campionato sia stato organizzato dalla figc..cioè, se domani la figc organizzasse un campionato solo con squadre liguri, e lo chiamasse “campionato italiano” sarebbe comunque, al di la del nome, un campionato limitato. Se la legittimità si basa sul fatto che la denominazione venne cambiata solamente dopo l’assegnazione dico che è una tesi che regge poco. Se l’avesse vinto il torino sarebbe comunque stato uno scudetto “finto”. Anche perchè la divisione dell’italia parte dal settembre 43, quando il campionato, giocato da tutte le squadre italiane, era comunque già terminato, nonostante fosse giocato durante la guerra. il riconoscimento va dovuto, ma non parliamo di scudetto perchè non ne ha le caratteristiche.

    • Ivan

      Le squadre partecipanti al “Campionato di Divisione Nazionale misto” ’43-44 erano 75, quindici delle quali del centrosud: le quattro qualificate Lazio, Roma, Montecatini e Lucchese furono poi tagliate fuori dal fronte assestatosi sulla Linea Gotica.
      1)circa la “limitazione geografica”: già è un fatto degno di considerazione che al di sotto di questa linea (allora militare) gli scudetti siano sempre stati ben pochi in tutta la storia del calcio italiano, anche in tempi di pace…
      2)”Caratteristiche” degli scudetti: è un concetto che andrebbe definito e, comunque, un terreno scivoloso.
      Sventolano sulle bandiere e troneggiano nelle insegne di blasonate società scudetti vinti giocando in quattro squadre (qui, nessuna preoccupazione per gli “assenti”, eh…)con due partite al mattino e finalina al pomeriggio, poi tutti alla “Trattoria del Velocipedista” a celebrare la faticosa giornata; scudetti vinti in finale contro tredicenni mandati per protesta perché la Federazione fissa finale del campionato (Pro Vercelli-Inter) e convocazioni della Nazionale militare infarcita di vercellesi lo stesso giorno, campionati come il 1914-15 in cui viene sospesa l’ultima giornata del 23 maggio con lo scontro diretto Torino-Genoa che avrebbe deciso la vincitrice finalista del gruppo Nord contro la Lazio vincitrice del Sud. Quattro anni dopo, nel 1919, d’imperio si stabilisce che non c’era bisogno di ultima giornata né tantomeno di finale con la Lazio: il Genoa, temporaneo capolista del girone Nord, si vede attribuito d’autorità lo “scudetto” del campionato nazionale.
      E mi fermo qui. Tutto questo per dire che se si fanno le pulci al Campionato
      vinto dai VV. FF. La Spezia si possono anzi si debbono fare anche agli scudetti assegnati “regolarmente” nei circa 120 anni di storia del calcio in Italia.
      Si scoprirà che non è tutto chiaro come la mancanza di memoria e di informazione potrebbe far credere e che, magari, una tra le motivazioni che hanno portato a negare in tempi recenti il riconoscimento dello scudetto spezzino del ’44 potrebbe essere proprio quella di non riaprire innumerevoli contenziosi su antichi e recenti scudetti, vinti o revocati, che porterebbero a stravolgere l’Albo d’Oro del campionato italiano .