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“Né Messi né Balotelli, rivogliamo i Satanelli”. Eccoli accontentati, i supporter rossoneri. Ma è proprio così?

Il Foggia ha comunicato ufficialmente di aver acquisito lo storico stemma dei Satanelli dopo aver raggiunto un accordo, per 25mila €, con la curatela fallimentare della vecchia società. Finalmente i famosi diavoletti, uno rosso e l’altro nero, potranno tornare a rappresentare la squadra dello sperone d’Italia e fare bella mostra di sé sulle casacche dei pugliesi.

Il Foggia comunica il ritorno dei Satanelli

La piazza non attendeva altro e a dirla tutta non era mai riuscita a digerire il logo “provvisorio”, simbolo inevitabile di un tracollo a cui non si sarebbe mai voluto assistere, contrapposto idealmente a quello stemma che ha accompagnato le glorie di una squadra che negli anni ’90 ha fatto sgranare gli occhi a più di un calciofilo.

A qualche giorno dall’annuncio, però, viene svelata anche l’ultima sorpresa, un inatteso restyling che forse non era così necessario e che probabilmente avrà smorzato in parte l’entusiasmo di qualcuno. Il disegno, a prima vista, non sembra aggiungere nulla rispetto all’originale, tuttavia spariscono le caratteristiche zampe caprine, cambia l’ormai tipico tridente e forse l’intera posa perde di una certa naturalezza.

Stemma Foggia provvisorio e i nuovi Satanelli

Lo stemma “di transizione” del Foggia e il restyling dei Satanelli

 

LA NASCITA DEI SATANELLI
Quel papà che fece tutto in una notte

Lo storico stemma era stato progettato da Savino Russo, grafico e illustratore foggiano e uomo di vasta cultura; esperto di araldica e direttore artistico per una casa editrice locale nonché, per alcuni anni, docente presso l’accademia di belle arti cittadina.

Aveva cominciato la sua carriera a Padova come illustratore scientifico negli anni Settanta e, ritornato in Puglia negli Ottanta, fu coinvolto verso fine decennio in quell’inversione verso il brand marketing che investì il calcio italiano e che lo portò a progettare quello che fu il marchio di fabbrica di una squadra spettacolare, soprannominata non a caso “Foggia dei Miracoli”.

Foggia, logo Satanelli originale di Savino Russo

Russo è venuto a mancare meno di un anno fa ma abbiamo avuto modo di parlare con lui più di una volta in merito ai suoi Satanelli, tra i 100 stemmi più belli secondo il Guerin Sportivo.

Sappiamo, ad esempio, che detestava vederli racchiusi in contenitori ovali o sacrificati in scudi senza criterio e anzi, se avesse potuto, li avrebbe liberati anche del cerchio bianco in cui li aveva circoscritti sulle maglie. Sappiamo anche che ne disegnò due non solo per mantenerne la declinazione plurale, ma anche in un irriverente moto di rivalsa verso quella continua subalternità estetica nei confronti del Milan “se il Milan aveva un diavolo allora il Foggia ne doveva avere due!”. Un’irriverenza che spesso è stata la cifra stilistica di quella stessa squadra e di cui il tridente è un richiamo non troppo velato.

Vi trascriviamo uno stralcio di una piccola intervista del 2011, avvenuta in maniera informale ed amichevole, in cui ci racconta come nacquero i due piccoli diavoli e cogliamo l’occasione per ricordarlo ancora una volta con affetto.

“Non ricordo l’anno, penso sia stato l’anno precedente l’arrivo di Franco Mancini perché mi ha detto che lui ancora non era della squadra [1], forse un anno prima del famoso quadrangolare della Coppa Durum [2].
Le richieste furono estemporanee, nel senso che c’era l’esigenza di dotare di un nuovo logo le divise commissionate al noto Petronio [3]: giacca rosso ciliegia, pantaloni fumo di Londra, trench bianco ghiaccio. Tutto in una notte: al mattino dopo, il disegno doveva partire per il laboratorio che doveva eseguire il logo a ricamo sulle giacche.
Ho fatto tutto da solo e… senza rete, nel senso che dovevo realizzare qualcosa di nuovo, riproducibile in tutti i formati e su tutti i supporti e soprattutto efficace in una manciata di ore. L’incarico mi venne direttamente dal vice presidente del Foggia Augusto Marasco.
Il punto di partenza irrinunciabile era che chiaramente si dovesse trattare di una “rivisitazione” dell’ormai storico satanello: mi uscì fuori quasi un rosso folletto dalle linee spezzate, raddoppiato dalla sua ombra nera: il colori sociali.
Alla presentazione, dissi che non era un diavolo, no; era piuttosto lo spirito benigno (l’ùria o u scazzamurill’) [4] che aveva animato molte storie del nostro territorio e della nostra cultura locale. Immaginate la faccia di Zeman a sentire parlare di ùria e scazzamurrill’…”

Note dell’autore: 1. evidentemente aveva parlato con l’ex portiere dell’argomento prima di rispondere alle domande. | 2. agosto ’87 , quadrangolare tra Real Madrid, Porto, Sampdoria e Foggia. | 3. una boutique della città. | 4. figure del folklore di Capitanata, spiriti o folletti.

ROSSONERI DA SEMPRE, SATANELLI dal 1930

È curioso constatare come la squadra di una provincia che ha storicamente per simbolo un angelo sfoggi sulle proprie casacche la sua nemesi. E come più volte lo stemma cittadino, che ha riferimenti nel ritrovamento della sacra icona protettrice della città attraverso l’apparizione di tre fiamme sull’acqua, abbia più volte fatto bella mostra di sé sulle maglie di quei rossoneri dal soprannome così “infernale”.

Stemmi del Foggia dal 1920 agli anni '80

L’appellativo “Satanelli” ebbe origine nella stagione 1930-31, quando il giornalista Mario Taronna, che seguiva i rossoneri di Capitanata nelle sue corrispondenze sui quotidiani dell’epoca, coniò personalmente il fortunato soprannome sulla scia di quello che era lo stile della narrazione sportiva in quegli anni.

Evidentemente Mario Taronna, andando per logica, pensò che i giocatori del Foggia, rossoneri come il Milan ma meno blasonati, non potessero che essere dei diavoli più piccoli: dei satanelli appunto. Tanto più che la storiografia ufficiale vuole questi colori importati dai fratelli Tiberini, milanesi e milanisti, venuti nel 1911 per giocare al calcio e che, nel 1920, furono tra i fondatori del sodalizio pugliese.

Tutte le precedenti squadre foggiane, a cominciare dalla Daunia nel 1909, usarono il colore bianco, il nero o entrambi, anche in originali accostamenti a strisce orizzontali. L’unica precedente apparizione del rosso e del nero nel capoluogo dauno aveva matrice militare, erano infatti i colori dei Cavalleggeri di Foggia, scioltisi proprio nel ’20: chissà che non ci abbia messo lo zampino anche il primissimo presidente, il colonnello Carlo Gigliotti?

Ad ogni modo, la mascotte non apparve mai sugli stemmi del Foggia fino a quando non la disegnò Savino Russo e, a questo punto, una domanda sorge spontanea: chissà cos’avrebbe pensato lui dell’ultimo restyling?

  • Arfonso

    Si rivolterebbe nella tomba:era così fiero del suo operato che mai avrebbe permesso una cosa simile

    • Alessio Cristino

      Era uomo di cultura e dallo spirito pacato. Molto più probabilmente avrebbe espresso serenamente ciò che pensava, al massimo con un po’ di sarcasmo. D’altronde ne aveva già viste di cotte e di crude su quel logo.

  • pegaso22

    L’hanno stravolto, non è più la stessa cosa. No, non sarebbe contento.

  • Nightwish

    Mah. Anche l’Avellino è tornato al logo storico ma non l’hanno modificato minimamente. Questo ritocco non era necessario secondo me.

  • Magliomane

    Restyling del tutto superfluo, ma pur di non vedere piu l’orribile “radiatore del camion” (probabilmente il logo piu brutto della storia del calcio italiano assieme all’ultimo dell’ascoli) va bene anche cosi.
    Pero non so, io non sono foggiano, l’opinione che conta e’ la loro.

    • Swan

      Per me lo stemma più brutto d’Italia è quello nuovo del Bari: vince a mani basse.

      • Nightwish

        Secondo me il più brutto è quello del Bassano: sembra quelli tarocchi di Fifa, del tutto anonimo…

      • Boris

        Eh, in effetti il Bassano ha dei seri problemi con lo stemma.

      • Magliomane

        Ah gia, dimenticavo il nuovo del bari!

        Quello del bassano non e’ bello, ma neanche scandaloso!
        Personale classifica dal piu brutto al meno brutto:
        1) foggia (versione radiatore)
        2) bari
        3) ascoli picchio
        4) sassuolo

      • Boris

        Il Sassuolo dovrebbe fare urgentemente qualcosa dato che milita anche in massima serie. Ha quella brutta copia del Barcellona sulle maglie. Oddio.

  • Swan

    Con tutto il rispetto dovuto all’autore dei satanelli, per me è stato un pessimo stemma.
    D’altra parte anche lui ha detto di aver realizzato il disegno in tutta fretta, probabilmente avrebbe potuto sviluppare meglio il suo lavoro se avesse avuto più tempo.
    La versione moderna è comunque molto simile all’originale, hanno giusto sgrezzato il disegno, nulla più.
    Detto che lo stemma dell’anno scorso era osceno, per il Foggia mi piacerebbe vedere le tre fiammelle sull’acqua come elemento principale dello stemma, ma ben disegnate e dettagliate.

    • Boris

      In realtà da queste parole non si capisce bene se abbia realizzato il disegno definitivo tutto in una notte o abbia avuto proprio poco tempo a disposizione, Cercando su internet ho visto altri articoli in cui si intervista l’autore e mi sembra di aver visto degli schizzi, segno che ci abbia pensato bene prima di arrivare al segno definitivo.
      Poi penso che sia uno stemma completamente in linea con l’epoca in cui è stato progettato.

  • rudiger

    Rispetto alla caldaia a tre fuochi è sicuramente un balzo enorme. Neanche io capisco perché cambiare l’originale, così poco poi, visto che si sono pagati i diritti. Magari faceva parte dell’accordo.
    Mettere le scarpe ai satanelli non mi pare una grande idea. È un dettaglio minimo ma è stato fatto, e quindi ha un significato.
    Complimenti per l’articolo approfondito e interessante, con tanti aneddoti succosi.

  • MOSCA

    Alessio, comincio col farti i miei più sinceri complimenti.

    Nel ripensare al pazzesco Foggia di Zeman sono tornato indietro ad anni, che forse per nostalgia, erano davvero ben più appassionanti ma poi, nel leggere il tuo articolo ho fantasticato sulla coppa Durum.
    Real- Foggia….

    Sul logo, si poteva nobilitarlo un po meglio, così sembra un po un videogame 8bit, però a me piace e lo promuovo.

    Ma al dì la della realizzazione più o meno corretta, il senso imprescindibile dell’ articolo ( mi permetto) è che, così per le maglie orribili che stiamo vedendo in questi giorni, questo aspetto dello sport è fatto da alcune cose che non devono essere mai toccate….

    • rudiger

      Come andò sta coppa Durum?

      • Alessio Cristino

        Se non mi sbaglio la finale fu Real Madrid-Sampdoria 1-0

    • Alessio Cristino

      MOSCA, innanzitutto grazie per i complimenti.

      Non penso che ci siano cose intoccabili in assoluto, credo che esistano cose estremamente delicate e che nel maneggiarle ci sia bisogno di operazioni più ponderate.
      Russo ha avuto il vantaggio di creare uno stemma, per bravura o fortuna ha realizzato un ottimo marchio. Migliorarlo ha già il deficit di partire da un punto dato e non è scontato che si riesca a fare meglio dell’ottimo.

      • MOSCA

        Di nulla.

        In definitiva è vero come dici, di intoccabile probabilmente non c’è nulla che lo sia totalmente, ma resta il fatto che uno stemma così come una home per quanto li si voglia stravolgere in tentativi di affannosa “creatività”, ritornano sempre all’inizio o simili all’originale.

        Non c’è nulla da fare e qui credo si entri più nella sportività che non nel giudizio estetico, ogni società possiede un legame storico e questa peculiarità è ciò su cui si basa poi l’appartenenza dei tifosi.

        A prescindere da quanto tempo possa passare dal tornare a riavere i “satanelli” qui, piuttosto che le righe vere o i veri colori in altri esempi, quello che si evidenzia con una certa chiarezza è che alcune piccole “certezze” non vengano storpiate, o almeno non a lungo.

        E francamente è un sentimento che sento di condividere, non fosse altro perchè di questi tempi se ne vedono davvero di tutti i colori, tranne spesso quelli giusti..

  • stefan

    ma l’ha fatto un bambino di 8 anni utilizzando Paint?

  • squaccio

    Riavere i satanelli sulle maglie è una gioia così immensa che nasconde ogni piccola modifica, peraltro necessaria secondo un grafico che ha parlato in conferenza stampa.

    Ho visto la serie A, ho battuto in casa Juventus e Napoli, ma quando ho saputo del ritorno dei satanelli mi tremavano le mani come al fischio finale delle partite di allora.
    Solo chi è tifoso del Foggia puo’ capire.

    Grazie alla nuova società che ci ha regalato la nostra Storia ed un pernacchio enorme a chi ce l’aveva rubata.
    Auguro a tutte le altre squadre di riprendersela come abbiamo fatto noi, Salernitana, Avellino e Lazio.
    Anche il bari dovrebbe tornare con il vecchio galletto; quello attuale è indecente.

    Gli stemmi appartengono alla squadra ed ai tifosi, non agli avventurieri che ci sciacallano sulla registrazione del marchio.

    FORZA FOGGIA..sempre.

    Ps: abbiamo presentato anche le maglie nuove 😉

    • Boris

      Che il restyling sia necessario non vuol dire che lo si debba fare male perchè credimi, non è un gran lavoro. Non hanno tenuto conto minimamente delle caratteristiche di quelli che ormai erano diventati dei “personaggi”, e poi la posa è molto goffa. Che senso ha ritoccarli in peggio? Ad occhio (e sono un esperto) mettere mano sui satanelli non mi sembra un lavoro semplice, le forme hanno delle caratteristiche ben definite, sembra un lavoro fatto in fretta e senza molto rispetto.

      Per il resto Forza Foggia.

    • Eugenio

      A Bari tutti vorrebbero tornare al Galletto, fa parte della nostra storia e non vogliamo perderlo per un gruppo di russi che ritengono il gallo un simbolo omofobo…
      Comunque a Foggia, oltre al ritorno dei satanelli, stanno facendo qualcosa di davvero grande… Chissà se li rivedremo nel calcio che conta.

    • Boris

      Ma quindi esistono questi russi? Mi pareva di aver capito che il reale proprietario del Bari fosse Lotito.

    • rudiger

      E non aggiungi l’ASR e il lupetto della Roma? 🙂

  • Geeno Lateeno

    “Né Messi né Balotelli, rivogliamo i Satanelli”…. bella quasi quanto “Non giardo Fiorello o la Carrà, ma solo Criscitiello e Pedullà”

    NB: Design logo più che accettabile, gradito ritorno

    • Geeno Lateeno

      Rettifica “Non gUardo…”
      scusate

  • Antonio

    Ho visto le bozze delle maglie di GEMS
    grandissimo lavoro..
    innovazione tradizione insieme…
    spero quanto prima arrivi l’articolo su PM!!

  • Matteo Perri

    Per gli amici del Foggia: faremo l’articolo sulle maglie solo dopo la presentazione dal vivo di entrambe.

    • rudiger

      Aspettiamo le ragazze? 🙂

    • Matteo Perri

      Solo se avranno i capelli sciolti che coprono mezza maglia

  • Blascofg90

    Ragazzi con tutto il rispetto, ma di che stiamo a parlare!! Ritocco o no penso che in Italia solo la Sampdoria si può avvicinare come bellezza a questo stemma che è unico, originale e tondo!
    P.s. le maglie nuove sono uno spettacolo

  • paolo

    buongiorno a tutti esprimo un parere professionale riguardante il nuovo logo del Foggia Calcio
    Premetto lavoro nel mondo della comunicazione da molti anni nel settore del brand identity.

    Guardando il logo nel suo insieme la prima cosa che si nota è uno squilibrio nell’insieme della grafica perché come si può notare c’è una netta differenza di peso (uso un gergo tecnico) nel satanello in questione, rispetto al vecchio logo. Infatti la parte alta del busto è sproporzionata rispetto alle gambe e questo è accentuato dal fatto che le ali del satanello sono state allungate notevolmente creando questa sproporzione.
    in più c’è da notare che l’ombra è alquanto accentuata rispetto al soggetto in rosso.
    Un errore che non si deve MAI fare nella creazione di un logo è quello di utilizzare outline, (quella striscia bianca che separa i due soggetti) che oltre tutto, ha uno spessore esagerato. Tutto ciò crea delle problematiche quando il logo viene ridimensionato cioè rimpicciolito e riportato su vari supporti (es.: il materiale di merchandising).
    Inoltre c’è da aggiungere una cosa molto importante ovvero quella di riprodurla su fondi colorati….quale è potrebbe essere il risultato? provate ad immaginarlo? L’outline bianca è bucata (altro termine tecnico) ovvero lo spazio bianco è vuoto? se si allora sul fondo colorato si vedrebbe il colore dello sfondo tra i due satanelli (bruttissimo) se fosse pieno, quello spazio bianco, si vedrebbe un tracciato bianco intorno al primo soggetto (brutto anche questo) Questi sono errori di progettazione.

    c’è da notare che il piede sx del soggetto in rosso è sproporzionato rispetto al destro (molto più piccolo) e non credo sia un fatto di prospettiva.

    ultima osservazione.. perché hanno cambiato le zampe con degli scarpini da calcio? è irreale ed innaturale.

    Sinceramente preferisco il vecchio logo del Sig. Savino Russo al 100%.
    li ho notato una progettazione fatta da un bravo grafico/comunicatore che ha tenuto conto di molti aspetti grafici.

    un saluto a tutti

    • rudiger

      Leggendo le tue premesse mi ero preparato alla polemica, visto che di solito i grafici (o comunicatori) professionisti, su questo sito, tendono a confondere il concetto di logo con quello di stemma o, in questo caso, di simbolo del club.
      Invece, le considerazioni professionali che fai sono per me condivisibili. Soprattutto quella della linea bianca di separazione tra i due satanelli (non è un’ombra quello nero, l’articolo lo chiarisce): un errore in ottica merchandising, a meno che non vogliano sempre inserire questo disegno in un tondo bianco, che però qui non vedo.
      Dal punto di vista “professionale” credo che abbiano voluto distanziare le due figure per ottenere quella forma “quadrata” che ormai è un dogma dei loghi (appunto), motivata con la maggiore facilità di inserimento su gadget, intestazioni, cancelleria ecc. I “vecchi” satanelli erano più “verticali” che “orizzontali”, mentre questi si inquadrano perfettamente. E’ un’altra delle pretese dei grafici professionisti quando prendono i mano gli stemmi e non si curano della loro storia.
      Non boccio il restyling: chi lo ha fatto ha comunque resistito alla tentazione rifare il disegno secondo uno stile più moderno. Però quello precedente era preferibile per tutti i motivi già detti.

  • Roberto 85

    Il restyling se lo potevano tranquillamente risparmiare… Il tridente è nettamente peggiorato, i colori più scuri non mi convincono e anche l’aver sostituito le zampe caprine con un piedone taglia 46 non è stata una gran mossa! Ad ogni modo, sempre meglio questo rispetto alle tre fiammelle.

  • Eugenio

    Diciamo che la buona notizia è il ritorno dei satanelli, non tanto il nuovo restyling.
    I satanelli li vedo troppo plastici, veramente poco naturali.. Accontentiamoci del loro ritorno per il momento, quello precedente era orribile.

  • Marco

    I due satanelli rossoneri riportano alla mente i fasti del passato, vissuti sulle assolate tribune dello Zaccheria (ci andai con mio padre e mio fratello per due anni di fila in A, con Zeman e il buon Catuzzi), fasti a cui deve rifarsi il presente e puntare l’imminente futuro. Perfettamente d’accordo con Squaccio (che riconosco dal nickname e con cui, forse, ho giocato al fantacalcio qualche anno fa, se è proprio lui (Squacciati??)).
    Non ho ancora visto le nuove maglie ma spero siano in linea con la tradizione rossonera.
    Forza Foggia.

    • Marco

      Appena viste le nuove maglie, sono bellissime. La seconda poi, bianca con i satanelli sul fianco, è una vera e propria chicca.

      • squaccio

        Ricambio i saluti di Marco D. C. (credo sia tu) al quale la Squacciati ha riservato solenni batoste… 🙂

        • Marco

          Non è vero Squaccio….rivediti l’Albo del nostro Fantacalcio……in quell’anno vinsi pure uno scudetto…

        • rudiger

          La butto la… ma un fantacalcio di utenti di PM. Matteo? Tanto di taempo libero ne hai

  • Luchinho

    Orrendo, grafica “newage” presa da qualche sito di freebies…orrendo orrendo orrendo, la vera creatività sarebbe stata nel riprendere il logo del 1920 e attualizzarlo…

  • Mr.74

    Logo meraviglioso e che rappresenta in maniera favolosa i satanelli foggiani. Se ripenso al Foggia dei miracoli degli anni 90, prima ancora che Zeman, Rambaudi, Signori…Baiano, e tutti gli altri protagonisti di quello splendido calcio champagne, la prima cosa che mi viene in mente è questo logo. Credo che ogni società di calcio debba difendere e tutelare il suo logo storico. Anche perchè le maglie cambiano…. passano i calciatori, gli allenatori, i presidenti..e tutto il resto, ma l’unica cosa che rimane immobile nell’immaginario collettivo è lo stemma societario. E poi parliamoci chiaro, in un calcio dove nonostante la crisi, si continuano a sperperare fior di soldoni, 25 mila € per riappropriarsi del più intimo e profondo simbolo di appartenenza, mi sembra davvero un’inezia.

  • FoVeO

    Per il nuovo logo è stata interpellata un’agenzia di comunicazione importante, la quale ha portato avanti da tempo questo progetto.

    Chi fosse davvero interessato, può vedere il video molto bello di presentazione su youtube, in cui viene spiegato il motivo e l’evoluzione del logo:

    https://www.youtube.com/watch?v=c8ZA8bETx9k

    Credo che lo stemma vada inteso ormai come logo, con una chiara mira verso la riproposizione su ogni tipo di materiale.
    Premetto che ho notato una leggera sproporzione tra parte alta e bassa ma aver “alleggerito” il logo è un bene.
    Sarà facilmente riproducibile anche in dimensione piccole.

    Inoltre lo stacco in bianco non è fatto a caso ma proprio pensato sulla stampa monocromatica…il rosso e il nero se non sono stampati a colori formano un’unica macchia nera! (spiegato nel video)

    Detto questo, l’Agenzia Sinkronia ha fatto un ottimo lavoro ancora più apprezzabile pensando che il progetto delle maglie è pensato da loro (e non dalla Gems che è sponsor tecnico). Progetto che è assolutamente una chicca nel panorama internazionale.

    Prima maglia a 11 strisce verticali Rosse e Nere che nella parte alta formano un Forcone.

    Seconda maglia ancora più bella: bianca con i satanelli in grande sul fianco.
    Probabilmente le più belle maglie di sempre.

    • FoVeO

      Invito inoltre agli esperti di parlare solo dopo aver studiato le motivazioni, senza riempirsi la bocca di termini tecnici.
      Il Satanello nero è ovviamente più grosso di quello rosso in quanto rappresenta la sua ombra.

      • paolo

        caro amico,
        ho visto il video di cui parli e mi dispiace dirlo ma le motivazioni e le valutazioni che vogliono dare avvalorano di più quello che ho spiegato.
        il restyling di un logo è una cosa molto seria da prendere con le pinze.

        Non voglio insegnare il mestiere a nessuno, le mie valutazioni sono di progettazione grafica che va oltre il senso estetico (pùo piacere o non piacere) per me il vecchio logo è stato sicuramente progettato meglio rispetto a quest’ultimo proposto.

        tutto ciò va al di là della realizzazione fatta o meno da uno studio di comunicazione.

        Auguro al Foggia di tornare ai fasti della serie A.

        saluti da un Art Director

    • Daniele

      E’ un restyling molto molto debole, e non ci vuole neanche l’esperto di percezione visiva per capirlo. Le motivazioni possono anche essere buonissime, ma non possono prescindere dall’impatto visivo del progetto (questo è l’abc, credo). Non si giustifica un progetto claudicante perché dietro ha ottime motivazioni, lo si giudica da quello che è. Ma pure accettando le motivazioni, queste partono da premesse errate: parlare di logo è sbagliato, bisognerebbe partire studiando quasi l’araldica, i vessilli, e compagnia bella.
      E non è una questione solo dello spazio tra satanelli, ma riguarda l’equilibrio degli spessori, delle forme e del tratto, che sono stati variati casualmente. Non faccio l’elenco perché è una cosa imbarazzante.
      Non usate la scusa del “ci ha lavorato una agenzia importante” perché non è una giustificazione, anzi, dovrebbero farsi un ripassino delle basi. E non è la prima volta che esibiscono progetti tecnicamente e formalmente mediocri.
      In questo caso, oltre che progetto scadente, è anche un atto nocivo per un buon lavoro precedente che meritava rispetto.

      • paolo

        Grazie Daniele, era proprio quello che intendevo dire con le mie critiche costruttive sopra indicate.
        conoscere un minimo di sfragistica o di storia di un marchio è sempre buona cosa.

        conoscere le basi del visual design è ALLA BASE di qualsiasi progetto grafico ed in questo caso mi dispiace dirlo…. non ci sono.

        • paolo

          “una piccola ma importante precisazione che ho dimenticato”

          conoscere le basi del visual design e soprattutto del basic design sono ALLA BASE di qualsiasi progetto grafico ed in questo caso mi dispiace dirlo…. non ci sono.

  • Gibbo

    Ho come il presentimento che sia il radiatore che questo restyling siano stati realizzati dalla stessa manina monca.

  • Andrea Guerrieri

    Conosco bene i progetti firmati da Sinkronia, rimane indubbiamente una delle agenzie più importanti del capoluogo ma purtroppo credo che troppo spesso i contenuti vengano messi in secondo piano per favorire tendenze stilistiche del momento e forse l’Art Director che ha curato il progetto potrebbe essere cascato nel tranello. Mi trovo d’accordo con l’articolo. Mi rendo conto che i restyling in genere siano progetti molto delicati, soprattutto nel calcio, ambiente il cui pubblico risulta spesso molto sensibile a cambiamenti drastici ed immotivati. Grazie a quel bordino tra un satanello e l’altro, ora quello nero non è più ombra del primo, il ché, inoltre, scarica la forma nel suo insieme di una certa grinta; braccia e gambe sono molto meno naturali e la scelta di ridisegnare così arbitrariamente piedi e forconi la trovo abbastanza discutibile. In generale trovo gli interventi forzati e non necessari, soprattutto se (a voler seguire le tendenze) guardiamo anche le direzioni prese da club internazionali. Personalmente mi sarei limitato a qualche leggerissimo intervento, giusto per favorire piena leggibilità della forma in ogni processo di stampa e nelle più piccole forme. Non siamo qui a dare lezioni a nessuno, ci si limita semplicemente ad esprimere pareri come credo sia giusto aspettarsi dopo la pubblicazione di un lavoro così sensibilmente a cuore al pubblico foggiano.

    • paolo

      Bravo Andrea hai colpito nel segno.

      ciao

      saluti da un Art Director

  • Giuseppe

    È cambiato