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The Italian Job è il nome di uno storico film di Michael Caine degli anni ’60. A oltre quarant’anni di distanza, quel titolo ben si presta a introdurre quanto accaduto a Windsor, una piccola cittadina inglese nel Berkshire, dove la locale squadra di calcio ha iniziato il nuovo anno compiendo un vero e proprio “lavoro all’italiana” sulle proprie casacche.

Windsor FC 2014 divisa home

Per fare la conoscenza del Windsor FC dobbiamo scendere fino alla misconosciuta Combined Counties Football League, campionato regionale che rappresenta il 9° livello della piramide calcistica inglese (mai questo blog era “caduto” così in basso!).

La piccola realtà anglosassone è nata solamente nel 2011 pur facendosi erede della lunga epopea del Windsor & Eton FC, club scomparso nello stesso anno, che affondava le sue radici nel lontano 1892.

Windsor FC stemma

Come il suo predecessore, anche l’odierno Windsor si identifica(va) nello storico rosso. Questo fino al 2014, quando la squadra ha stupito un po’ tutti portando avanti un profondo redesign della sua muta casalinga: un lavoro che, nel bene e nel male, ha finito per generare una delle casacche più interessanti e originali della stagione.

Windsor è la città britannica per eccellenza, e come tale crediamo di essere l’unica squadra a poter dar vita a un design così unico. Con la probabile eccezione di Londra.

— Kevin Stott, presidente del Windsor

L’occasione è stata data dall’accordo col nuovo sponsor ufficiale, Thames Motor Group, una concessionaria automobilistica specializzata soprattutto in vetture del Bel Paese: facendo 2+2, è così maturata la singolare idea di unire due mondi distanti e diversi, Inghilterra e Italia, sul petto dei calciatori.

Windsor FC 2014 maglia Union Jack

Ecco quindi che, per la prima volta, un club britannico si ammanta nel vessillo nazionale, con un disegno patriottico senza precedenti — non a caso, la dirigenza ha parlato nell’occasione di un marmite effect, facendo riferimento all’omonima crema spalmabile divenuta un “simbolo” della cultura anglosassone.

Quel che abbiamo fatto è stato prendere in modo univoco la Union Jack, e trasformarla in quella che pensiamo sia una splendida maglia.

La Union Jack non ha bisogno di presentazioni: il vessillo che dal 1801 identifica la Gran Bretagna si è da tempo emancipato dalla sua funzione originaria diventando uno dei simboli più famosi al mondo, utilizzato indistintamente dalla moda all’arte, dallo sport al design; tante sono state le sue declinazioni (non ultima, sui capi di Stella McCartney per il Team GB agli ultimi Giochi di Londra 2012). Un successo dettato anche dal suo disegno, talmente unico, affascinante e ricco di stile da non trovare eguali.

Windsor FC 2014, maglia e auto

Lo stesso non si può dire per la bandiera italiana, che forse paga l’esser nata come semplice “variante” del tricolore francese. Un vessillo che ancora oggi in molti italiani faticano a scindere dal suo mero lato istituzionale; come ben sappiamo, soprattutto in campo sportivo, è il semplice azzurro il simbolo che più di altri sentiamo nostro.

I colori riflettono quelli delle nostre divise, nonché gli stessi della bandiera italiana; ciò aiuta l’abbinamento in termini di sponsor. Ci sono probabilmente poche città, nel paese, dove questo potrebbe accadere.

Agli occhi degli stranieri, invece, sembra accadere il contrario: per loro, siamo prima di tutto verdi, bianchi e rossi. È probabilmente accaduto lo stesso anche in quel di Windsor dove, sfruttando la peraltro esistente assonanza cromatica col crest rossoverde del club, la Union Jack è stata “spogliata” dei suoi colori tradizionali e la vecchia maglietta rossa è così finita “sporcata” da un’insolita bandiera britannica in salsa italiana.

Windsor FC 2014, Giocatori

Il risultato finale è al tempo stesso entusiasmante… e frastornante! Al di là del giudizio estetico, è sicuramente da mettere in rilievo l’abbandono del colore del passato, in favore di una muta globalmente rossoverde (con piccoli sprazzi di bianco) che abbraccia così la storica dicotomia visibile nello stemma societario.

Così facendo, il Windsor entra nella ristretta schiera di club che adottano quest’insolito abbinamento cromatico: tra i più famosi, oltre alla nostra Ternana, al mondo si segnalano unicamente i francesi del Sedan, i portoghesi del Marítimo e gli uruguaiani del Rampla Juniors.

Windsor FC, maglia home 2013

La vecchia maglia rossa del Windsor

 

Dall’altra, ci troviamo di fronte a un’operazione obiettivamente invasiva e ai limiti del brutale, parzialmente dettata da ragioni economiche, e che potrebbe essere intesa come poco rispettosa della lunga tradizione calcistica della città.

Mediaticamente parlando, è pur vero che la piccola compagine inglese ha fatto le nozze coi fichi secchi: un club che non naviga nell’oro ha rimpinguato le casse societarie con una mossa pubblicitaria audace e innovativa, ottenendo dalla cosa un ritorno d’immagine perfino superiore alle più rosee aspettative.

Windsor FC 2014, maglia fronte-retro

Sul lato stilistico, l’esito è invece talmente fuori dagli schemi che… in poche parole… ognuno di voi è libero di farsi la sua opinione in merito. Data per scontata la “guerra” fra tradizionalisti e innovatori, si fa sicuramente notare il tentativo — e la difficoltà — di integrare nella casacca un disegno così arzigogolato, assolutamente estraneo alla tradizione del vestiario calcistico; l’ultimo tentativo era stato quello della Nazionale del Regno Unito ai già citati giochi londinesi, e anche in tal caso elogi e critiche si erano spartiti equamente il campo.

Windsor FC 2014, manica

Ci limitiamo a segnalare come il fregio della Union Jack ricorra anche lungo i bordini delle maniche, nonché come pattern nella parte esterna dei pantaloncini, pure rossi. Tornando alla maglia, il colletto è bianco, chiuso nello scollo da un’impuntura a “x”, mentre altri inserti bianchi sono ravvisabili nel raccordo tra petto e maniche. Questi i dettagli principali delle nuove mute del Windson, firmate Macron (pur se, vista la categoria, verosimilmente il tutto è stato approntato da un fornitore in loco).

Com’era facile attendersi, la realizzazione di questa maglia ha portato una buona mole di critiche, fioccate addosso alla dirigenza e allo sponsor.

Deturpare in questa maniera la Union Jack è disgustoso, e la cosa porta discredito sia alla squadra che alla città.

— Michael Broadley, ex presidente del ‘Windsor & Eton’

Broadley è andato giù pesante sull’operazione, definendosi «allibito e rattristato» nel vedere dei giocatori trasformati in «pagliacci del circo in bombetta», con una uniforme «irrispettosa» della società in cui il Duca di Edimburgo è stato in passato a lungo mecenate.

Windsor FC 2014, giocatori, bombetta

Pur rimarcando la legittimità di un club nel cambiare la propria immagine, l’ex numero uno avrebbe preferito rivedere in campo la storica divisa a scacchi rossoverdi delle origini, anziché un moderno kit che, a suo dire, renderà il club «lo zimbello del mondo del calcio».

…non ha mai sentito parlare di ‘Cool Britannia’ e licenza creativa? Sapevamo che di fronte al tentativo di fare qualcosa di diverso, alcuni avrebbero gradito e altri no. Capisco il punto di vista di Michael, ma non sono d’accordo quando parla di un qualcosa di “irrispettoso”.

— Kevin Stott

Questa la piccata replica dell’attuale dirigente del Windsor. Per chi non lo sapesse, il termine Cool Britannia identifica un preciso periodo storico della Gran Bretagna degli anni ’90, ispirato alla cultura pop dei sixties e caratterizzato da una grande riscoperta dell’orgoglio nazionale (dopo decenni bui e senza prospettive).

Ora, mettendoci nei panni di Stott, la difesa del proprio lavoro è ovviamente più che lecita… ma tirare in ballo addirittura il Britpop ed Euro ’96, le Spice Girls e Tony Blair, solo per giustificare una maglia da calcio, appare una “licenza” molto forzata!

Windsor FC 2014, Fiat 500

Le nuove casacche, presentate nel gennaio scorso nell’impianto casalingo di Stag Meadow, non saranno sfoggiate prima del mese di marzo; nel frattempo, per gli impazienti del caso, lo sponsor ha già approntato una speciale livrea automobilistica, con cui vestire le proprie vetture e mostrare orgogliosamente il proprio attaccamento alla squadra (spero che l’intento ironico di quest’ultima frase sia stato reso al meglio…)

Vogliamo innalzare il profilo del club, spingerci oltre i confini e continuare a creare modelli sempre diversi per il calcio.

La dirigenza del Windsor si sta caratterizzando negli ultimi anni per un approccio indubbiamente innovativo al mondo del pallone, e le nuove maglie del club sono soltanto l’esempio più recente e lampante. Un approccio che, come abbiamo visto, non conosce mezze misure, prestandosi ai giudizi più netti e taglienti.

Quel che sicuramente non potrà essere messo in discussione è il fatto che il Windsor, d’ora in avanti, sarà una squadra di calcio decisamente unica nel suo genere.