SoccerHouse24 - Scarpe da calcio adidas e Nike

Nuova puntata nel toto sponsor del centrocampista italiano Marco Verratti.

Quando pare ormai palese l’estinzione dell’accordo pluriennale con Puma, in essere da quando il giocatore calcava ancora i campi della serie B, si aggiunge un nuovo tassello ad una delle telenovele più interessanti tra i giocatori dello “scarpino nero”. Si, perché il gufetto pescarese è uno dei giocatori più interessanti per cui fare follie, e non solo per i club ma soprattutto per i vari brand.

Nike più vicina?

Marco Verratti (PSG) - Nike HyperVenom Phantom 3 DF

Marco Verratti in azione nell’ultima partita con le Nike HyperVenom Phantom 3

Come avevamo visto in un precedente articolo, Marco Verratti è da qualche settimana che indossa scarpini completamente neri, ma è sempre stata comunque visibile la struttura della scarpa da lui utilizzata fino a questo momento: la Puma EvoTouch Pro. Struttura che invece, nell’ultima uscita stagionale della squadra parigina, è visibilmente diversa dalla scarpa tedesca, e molto più simile ad una scarpa che stiamo imparando a conoscere nell’ultimo periodo, quale la Nike HyperVenom Phantom 3 DF. Texture sull’interno piede inconfondibile, tecnologia FlyWare sull’esterno che solo Nike offre nelle proprie scarpe top di gamma, e “calzino” palesemente più alto rispetto alla sua scarpa abituale.

Prove generali, quindi, molto interessanti. Il giocatore pescarese, fin dai primi campi calcati nella sua Pescara, ha sempre utilizzato scarpe in pelle: prima con le EvoSpeed, prediligendo fin dalla prima versione il modello in pelle, e poi con EvoTouch, costruite appunto in pelle di canguro. Un avvicendamento con l’azienda americana, quindi, rimanda come naturale conseguenza la scelta di Nike Tiempo, regalando attimi di nostalgia a chi già lo ha definito “il nuovo Pirlo”. E invece tutt’altro, perché lo vediamo provare e probabilmente scegliere la tecnologia FlyKnit di Nike HyperVenom Phantom 3, dimostrando ancora una volta come le nuove tecnologie stiano lentamente soppiantando il classico pellame.

Siamo quindi ad un punto di svolta per il nazionale azzurro?